Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e Forniture


Deliberazione n. 123 del 9.05.2007


PREC85/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla Matteo Anna di Matteo Anna – servizio di pulizia dei locali adibiti a sede dei reparti della Polizia di Stato dislocati nel territorio della Provincia di Trapani. S.A: Prefettura di Trapani.


IL CONSIGLIO


Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto


In data 19.12.2006 la Prefettura di Trapani ha pubblicato il bando per la procedura ristretta accelerata indicata in oggetto, le cui istanze di partecipazione dovevano essere presentate entro il 15/1/2007.


In data 5 marzo 2007 è pervenuta l’istanza di parere indicata in oggetto, con la quale la Ditta istante contesta l’esclusione dalla gara di che trattasi sulla base della motivazione della sussistenza di una delle condizioni di esclusione previste dall’articolo 38, comma 1, lettera c) del d. Lgs. n. 163/2006.

In particolare, la S.A., dopo aver invitato a presentare offerta tutte le imprese che hanno formulato istanza di partecipazione, ha proceduto ad escludere, tra le altre, la Ditta istante, dopo aver ricevuto, come da prassi, riscontro da parte di tutte le Prefetture d’Italia relativamente ai concorrenti alla gara in esame, al fine di conoscere se gli stessi avessero commesso “errore grave o si fossero resi gravemente colpevoli di false dichiarazioni nell’esercizio dell’attività professionale”.

Detta esclusione è motivata in base alla nota ricevuta dalla Prefettura di Udine e successivamente dalla Prefettura di Caserta, con la quale si comunicava l’esclusione della Ditta de qua da analoga gara per carenza di moralità professionale, ai sensi dell’articolo 38, comma 1, lettera c) del d. Lgs. n. 163/2006.

Si fa presente che a carico della titolare della Ditta sussiste una condanna per dichiarazione mendace (sentenza n. 117/2003), per la quale ha ricevuto il beneficio della sospensione della pena pecuniaria (€ 1.520,00). L’istante rappresenta, inoltre, che, per intervenuto indulto, la medesima pena è estinta.

Di tale condanna, l’istante ne ha reso contezza nella dichiarazione sostitutiva“per completezza di informazione”, dopo aver dichiarato che non sussistono a suo carico condanne definitive per reati gravi in danno dello Stato o della Comunità che incidono sulla moralità professionale.

L’istante ha rappresentato, inoltre, che l’invio dell’invito alla presentazione dell’offerta, abbia determinato un affidamento in ordine al possesso dei requisiti di partecipazione.


Nel corso dell’istruttoria procedimentale la S.A. ha fatto presente che, dati tempi ristretti ed il numero di partecipanti (25 concorrenti),la Commissione di gara ha deciso di invitare tutti i concorrenti, salvo poi, prima dell’apertura delle offerte, effettuare le dovute esclusioni sulla base delle informazioni ricevute dalle altre Prefetture.


Ritenuto in diritto


1. Con deliberazione n. 67/2007, l’Autorità ha chiarito che l’articolo 38, comma 1, lettera c) del d. Lgs. n. 163/2006 richiama il concetto di “immoralità professionale”, restringendo il campo di applicazione della causa di esclusione a quei fatti illeciti che manifestano una radicale contraddizione con i principi deontologici della professione.

La mancanza di parametri fissi e predeterminati e la genericità della prescrizione normativa lascia un ampio spazio di valutazione discrezionale per la stazione appaltante che consente alla stessa margini di flessibilità operativa al fine di un apprezzamento delle singole concrete fattispecie, con considerazione di tutti gli elementi delle stesse che possono incidere sulla fiducia contrattuale, quali ad esempio, l’elemento psicologico, la gravità del fatto, il tempo trascorso dalla condanna, le eventuali recidive.


 Inoltre, la citata norma fa riferimento alla “gravità” dei reati oggetto della valutazione, elemento che presuppone una ponderazione circostanziata e selettiva degli stessi.


Conseguentemente, è la stazione appaltante a dover valutare discrezionalmente l'incidenza di una condanna sulla moralità professionale dell'appaltatore, con riferimento al tipo di reato commesso, e fornendo, in relazione alla decisione adottata, adeguata e congrua motivazione.


Si deve tuttavia precisare che la Commissione di gara, ai fini della valutazione della moralità professionale deve tener conto della tipicità delle condizioni di cui all’articolo 38, comma 1, lettera c) del d. Lgs. n. 163/2006, e deve effettuare proprie autonome valutazioni in relazione a quanto dichiarato dal concorrente ed alle risultanze del casellario giudiziale.

Nel caso di specie, dalla documentazione in atti, la Commissione di gara, si è limitata ad acquisire il riscontro delle esclusioni effettuate della Prefettura di Udine e a chiedere parere al Ministero dell’Interno. Sulla scorta di tali documenti ha effettuato l’esclusione in esame senza una specifica e propria valutazione in ordine all’incidenza della pronuncia di condanna e senza tener conto dell’intervenuto indulto, che ha comportato l’estinzione della pena.

In ordine alla applicazione al caso di specie di detto provvedimento di clemenza, da quanto risulta in atti, la S.A. non ha rappresentato alcuna eccezione.


2. Per quanto attiene al momento in cui è avvenuta l’esclusione per carenza dei requisiti, si evidenzia che la procedura ristretta è costituita da due fasi, la selezione dei candidati e l’individuazione dell’offerta migliore, in questo caso in relazione al prezzo più basso. I due stadi della procedura non comportano una separatezza strutturale tale da vanificare la sostanziale unitarietà del procedimento.

La fase di prequalifica, come ha rilevato la pronuncia del Consiglio di Stato, sez. VI, n. 1267/2006, “cristallizza e circoscrive il numero dei partecipanti alla gara”: “la preselezione si connota dunque per una preliminare e non formalistica valutazione dell'idoneità tecnico-finanziaria delle imprese che abbiano chiesto di essere invitate, dato che l'amministrazione - nella successiva fase di presentazione delle offerte vere e proprie - deve valutare nuovamente e concretamente la posizione dei singoli concorrenti in rapporto ai requisiti sostanziali richiesti dalla lettera d'invito e, di conseguenza, deve escludere le ditte che ne sono oggettivamente prive (T.A.R. Lazio, sez. III - 4/11/2003 n. 9431)” (TAR Lombardia, Brescia 21.1.2005 n. 93)

Pertanto non si rileva violazione del principio dell’affidamento nel caso in cui, come quello in esame, la S.A. proceda ad escludere il concorrente nella fase successiva all’invio della lettera di richiesta di presentazione dell’offerta.


In base a quanto sopra considerato


IL CONSIGLIO


ritiene che l’esclusione della ditta Matteo Anna di Matteo Anna dalla gara di che trattasi è non conforme alla normativa vigente, in quanto la Commissione di gara, ai fini della valutazione della moralità professionale del concorrente, deve tener conto della tipicità delle condizioni di cui all’articolo 38, comma 1, lettera c) del d. Lgs. n. 163/2006 e deve effettuare proprie autonome valutazioni in relazione a quanto dichiarato dal concorrente stesso ed alle risultanze del casellario giudiziale.



IL CONSIGLIERE RELATORE

Alfonso Maria Rossi Brigante 


IL PRESIDENTE

Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 14 Maggio 2007