Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e Forniture


Deliberazione n. 166 del 23.05.2007


PREC127/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla “Luca Falaschi” s.r.l. – servizio di trasporto scolastico per l’anno 2007/2008 - 2008/2009 - 2009/2010.

S.A.: Comune di Nettuno (Rm)


IL CONSIGLIO


Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto


In data 11.01.2007 il Comune di Nettuno (Rm) poneva a gara il bando per l’affidamento dei servizi indicati in oggetto, da aggiudicarsi con procedura aperta con il criterio di aggiudicazione del prezzo più basso, per un importo complessivo a base d’asta di Euro 960.000,00.

In data 5.04.2007 è pervenuta all’Autorità l’istanza di parere in oggetto, con la quale la “Luca Falaschi” s.r.l. contesta l’esclusione dall’appalto indicato in oggetto, per aver presentato una dichiarazione difforme dalle previsioni della disciplina di gara, rilasciata sulla base del modello di dichiarazione predisposto dall’Amministrazione che riportava l’attestazione “di essere in possesso di almeno n. 4 autobus”, contrariamente alla previsione del bando di gara che ne richiedeva almeno n. 6.

A parere dell’istante detta esclusione è illegittima, in quanto l’errore è contenuto nel modulo di partecipazione predisposto dalla stessa Amministrazione.

L’impresa istante ritiene, inoltre, che la Commissione, stante l’errore, avrebbe dovuto procedere non all’esclusione bensì alla richiesta di integrazione documentale.


A riscontro dell’istruttoria procedimentale, il Comune di Nettuno ha rappresentato che, pur riconoscendo nel modello di dichiarazione l’errore fuorviante, la Commissione di gara non avrebbe potuto chiedere l’integrazione documentale stante il disposto dell’art. 14 del bando di gara, secondo il quale non poteva essere ammessa alla gara l’offerta corredata da documentazione incompleta o irregolare.

Da ultimo la S.A. ha rappresentato che l’utilizzo dell’allegato de quo non era previsto a pena di esclusione e, pertanto, i candidati avrebbero potuto optare per un’altra stesura della domanda di partecipazione.


Ritenuto in diritto


Con deliberazione n. 68 del 13 settembre 2006, l’Autorità ha affrontato, per caso analogo, la problematica in esame, esprimendo l’avviso che “l’adozione di uno schema di domanda di partecipazione difforme dalle prescrizioni del disciplinare di gara possa costituire un comportamento equivoco dell'Amministrazione, idoneo a generare convincimenti non esatti e a dare indicazioni o avvertenze fuorvianti dalla medesima provenienti, tale da non comportare l’esclusione dalla gara stessa dei concorrenti che non abbiano correttamente presentato quanto richiesto dal disciplinare di gara”.

Inoltre, con deliberazione n. 98 del 30 novembre 2006, l’Autorità ha altresì ritenuto che “….la Commissione, vista la previsione del disciplinare nonché il comportamento fuorviante dell’Amministrazione nella predisposizione del format di istanza, che ha determinato un errore a carico di taluni partecipanti, avrebbe dovuto chiedere una integrazione documentale”.

Conclusivamente, pertanto, come affermato anche dalla giurisprudenza, non può consentirsi che l’errore dell’Amministrazione si risolva in un danno del concorrente, in quanto un corretto rapporto tra Amministrazione e privato deve essere rispettoso dei principi generali del buon andamento dell’azione amministrativa e di imparzialità, nonché di quello specifico enunciato nell’art. 1337 del cod. civ., secondo il quale nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto le parti devono comportarsi secondo buona fede.

Nel caso di specie, si  ritenere non corretta la scelta operata dalla Commissione di gara in ordine all’avvenuta esclusione, con la precisazione che, dato il comportamento fuorviante dell’amministrazione nella predisposizione del format di istanza, che ha determinato un errore a carico di taluni partecipanti, la Commissione avrebbe potuto richiedere una integrazione documentale.


In base a quanto sopra considerato

IL CONSIGLIO


- ritiene, nei limiti di cui in motivazione, non conforme la procedura posta in essere dalla S.A., in riferimento all’avvenuta esclusione dell’impresa istante.



IL CONSIGLIERE RELATORE

Alessandro Botto


IL PRESIDENTE

Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 30/05/2007