Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e Forniture


Deliberazione n. 153 del 22.05.2007


PREC120/07; 132/07; 138/07

OGGETTO: Istanze di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentate dall’ANISIG:

- servizio di realizzazione della caratterizzazione dell’area ad ovest di Punta Rondinella (Ta);

- servizio di realizzazione della caratterizzazione del I lotto del Mar Grande;

- servizio di realizzazione della caratterizzazione dell’area marino costiera prospiciente il sito di interesse nazionale di Manfredonia.


IL CONSIGLIO


Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto


In data 30 marzo, 10 e 12 aprile 2007 sono pervenute all’Autorità le istanze di parere in oggetto con le quali l’Associazione Nazionale Imprese Specializzate in Indagini Geognostiche – ANISIG rappresenta la sproporzione dei requisiti di capacità economica-finanziaria e di capacità tecnica prescritti, ai fini della partecipazione, dai bandi di gara indicati in oggetto, predisposti da Sviluppo Italia Aree Produttive s.p.a..

L’importo complessivo degli appalti è, rispettivamente, pari a:

- 1.039.227,38 Euro per l’area a ovest di Punta Rondinella;

- 1.277.935,23 per il I lotto del Mar Grande;

- 613.075,45 per il sito di Manfredonia.

I bandi, ai fini della partecipazione, prescrivono il possesso di una cifra di affari in lavori, conseguita nel quinquennio antecedente la pubblicazione del bando, non inferiore a tre volte l’importo complessivo dell’appalto. Prescrivono inoltre una dichiarazione attestante che il fatturato medio annuale nel triennio 2004-2006, in servizi analoghi, non è inferiore a due volte l’importo stimato a base di gara, con l’indicazione del relativo importo annuo, del committente e del periodo di esecuzione.

L’istante ritiene tali requisiti non proporzionati e restrittivi della concorrenza.

A riscontro della richiesta di informazioni effettuata dall’Autorità nel corso dell’istruttoria, la stazione appaltante, nel chiedere la riunione dei procedimenti per identità dei motivi del contendere, ha evidenziato come il requisito del possesso di una cifra di affari non inferiore a tre volte l’importo complessivo dell’appalto sia riferita al quinquennio antecedente e quindi verificabile in relazione a un arco temporale più ampio di quello previsto per legge.

Ha precisato inoltre di aver rettificato, sul proprio sito internet, il requisito di capacità tecnica nel senso che la dichiarazione non va riferita al “fatturato medio annuale nel triennio”, bensì al “fatturato nel triennio”.

Ha sottolineato altresì che nel caso di partecipazione di ATI, i requisiti sopra esposti devono essere posseduti nella misura minima del 60% dalla mandataria e in misura non inferiore al 20% da ciascuna delle mandanti.

La stazione appaltante ritiene pertanto di aver operato, nei bandi in questione, una scelta logica e proporzionata.


Ritenuto in diritto


Gli articoli 41 e 42 del decreto legislativo n. 163/2006 disciplinano la dimostrazione dei requisiti di capacità economica finanziaria e di capacità tecnica, quali il fatturato globale dell’impresa e l’importo dei servizi analoghi prestati negli ultimi tre anni.

In linea generale, si osserva che la scelta di fare riferimento, ai fini della dimostrazione dei suddetti requisiti, a un arco temporale più ampio, potrebbe apparire ragionevole e proporzionata all’importo da dimostrare.

Tuttavia, l’orientamento costante della giurisprudenza è nel senso di ritenere che la ragionevolezza dei requisiti non è da valutare in astratto, ma in correlazione al valore dell’appalto: al riguardo, ad esempio, il giudice amministrativo ha ritenuto immotivata la fissazione, in relazione al fatturato, di importi superiori al doppio del valore dell’appalto. Pur evidenziandosi che   appartiene alla discrezionalità della stazione appaltante fissare i requisiti di partecipazione alla singola gara, “rigorosi e anche superiori rispetto a quelli previsti dalla legge, essendo coessenziale il potere-dovere di apprestare (attraverso la specifica individuazione dei requisiti di ammissione e di partecipazione ad una gara) gli strumenti e le misure più adeguati, congrui, efficienti ed efficaci ai fini del corretto ed effettivo perseguimento dell’interesse pubblico concreto, oggetto dell’appalto da affidare” (Cons. Stato 10.01.2007, n. 37), il limite  a detta insindacabilità si rinviene allorché la scelta sia manifestamente irragionevole, irrazionale, arbitraria, sproporzionata, illogica e contraddittoria, nonché lesiva della concorrenza.

Nel caso di specie, mentre il requisito del fatturato in servizi analoghi nel triennio, richiesto in misura non inferiore a due volte l’importo stimato a base di gara, non appare irragionevole,  la richiesta di una cifra d’affari in lavori non inferiore a tre volte l’importo complessivo dell’appalto, seppur riferita al quinquennio antecedente, appare sproporzionata ed eccessivamente restrittiva della concorrenza.


In base a quanto sopra considerato


IL CONSIGLIO


ritiene che:


-la richiesta, di cui al bando di gara in questione, di una cifra d’affari in lavori non inferiore a tre volte l’importo complessivo dell’appalto, riferita al quinquennio antecedente, è sproporzionata ed eccessivamente restrittiva della concorrenza.



IL PRESIDENTE RELATORE

Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 01/06/2007