Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e Forniture


Deliberazione n. 154 del 22.05.2007


PREC123/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dal Comune di Gravina di Catania – lavori per il prolungamento di Via Milanese.


IL CONSIGLIO


Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici>


Considerato in fatto


In data 20.02.2007 il Comune di Gravina di Catania, ai sensi dell’art. 20, comma 1, della legge n. 109/1994 e s.m. così come modificata dalla legge regionale n. 7/2002, ha indetto una gara per l’affidamento di lavori indicati in oggetto, da aggiudicarsi con procedura aperta con il criterio di aggiudicazione del prezzo più basso, per un importo complessivo a base d’asta di Euro 1.121.923,51.

In sede di valutazione dei documenti di gara, prima dell’apertura dei plichi, la Commissione  precisava che, avrebbe provveduto all’esclusione delle ditte che non avevano prodotto il modello G.A.P., sulla base del convincimento che le disposizioni non espressamente contenute nel bando di gara venivano in ogni caso integrate con le norme di legge aventi valore imperativo senza necessità di alcun specifico rinvio.

In particolare, a detta del soggetto istante, l’obbligo di presentare il modello G.A.P. deriverebbe dalla esigenza di consentire al Ministero dell’Interno di avere accesso a notizie riguardanti le imprese partecipanti alle gare pubbliche, quali utili dati per rilevare l’ingerenza della criminalità organizzata.


In data 4.04.2007, è pervenuta all’Autorità l’istanza di parere in oggetto, con la quale il Comune rappresenta di aver avviato la procedura di verifica in ordine all’esibizione in gara del modello G.A.P. e di aver già escluso n. 145 istanze su 312 pervenute. In detta fase due concorrenti hanno contestato l’esclusione e pertanto la S.A. chiede una valutazione sulla questione.


Ritenuto in diritto


Il modello G.A.P. è stato istituito dalla Legge 12 ottobre 1982, n. 726, al fine di consentire all'Alto Commissario per il coordinamento della lotta contro la delinquenza mafiosa di avere immediato accesso a notizie di carattere organizzativo, finanziario e tecnico delle imprese partecipanti a gare pubbliche.

L'art. 1, comma 5, del D.L. n. 629/1982, convertito in Legge n. 726/1982, dispone che “a richiesta dell’Alto commissario, le imprese, sia individuali che costituite in forma di società, aggiudicatarie o partecipanti a gare pubbliche di appalto o a trattativa privata, sono tenute a fornire allo stesso notizie di carattere organizzativo, finanziario e tecnico sulla propria attività, nonché ogni indicazione ritenuta utile ad individuare gli effettivi titolari dell'impresa ovvero delle azioni o delle quote sociali”.

A tal proposito la giurisprudenza amministrativa ha ritenuto, contrariamente alla prassi seguita da numerose stazioni appaltanti di chiedere la presentazione del modello G.A.P. in sede di aggiudicazione, che la produzione del predetto modello riveste carattere di essenzialità ai fini della lotta contro le infiltrazione della delinquenza mafiosa nel settore dei pubblici appalti ( C.G.A. 6 maggio 1998 n. 298; C.G.A. 3 marzo 2003, n. 94; TAR Catania, sez. III, 12.11.2003 n. 1893).

Ne consegue che, sul presupposto che il bando di gara disponga la presentazione del modello G.A.P., il concorrente che ne ometta la presentazione deve essere escluso anche qualora nel bando non sia contenuta un’esplicita comminatoria di esclusione.

Non può tuttavia ritenersi sussistente una causa di esclusione nel caso in cui il bando non contenga, come nel caso di specie, espressa clausola relativa alla presentazione del modello G.A.P. e, di conseguenza, penalizzare il concorrente che abbia fatto incolpevole affidamento sul tenore testuale e letterale della lex specialis.

Infatti, il ricorso al principio dell’eterointegrazione del bando di gara deve essere considerato come norma di chiusura della disciplina di gara, ma non può essere applicato in tutti i casi in cui l’amministrazione, per scarsa diligenza, abbia formulato il bando di gara in modo lacunoso.

Il favor che deve essere riconosciuto al concorrente ed alla sua buona fede, comporta che la funzione cui assolve il bando di gara è quella di dettare regole certe ed univoche, con la conseguenza che, in mancanza di un determinato adempimento, non deve essere disposta alcuna esclusione.


In base a quanto sopra considerato

IL CONSIGLIO


Ritiene, nei limiti di cui in motivazione, non conforme la procedura posta in essere dalla S.A. in riferimento all’avvenuta esclusione dalla gara delle imprese che non hanno presentato il modello G.A.P..



IL CONSIGLIERE RELATORE

Alessandro Botto  


IL PRESIDENTE

Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 6 Giugno 2007