Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e Forniture


Deliberazione n. 155 del 23.05.2007


PREC163/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dal Gruppo Splendida soc. cons. a r.l.–pulizia ordinaria ai locali e servizi ad uso del personale e del pubblico negli uffici, sale espositive, aree esterne del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Napoli e Caserta nonché pulizia dell’ufficio archeologico di via S. Paolo.


IL CONSIGLIO


Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto


In data 12 marzo 2007 la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Napoli e Caserta poneva a gara l’appalto per la pulizia ordinaria ai locali e servizi ad uso del personale e del pubblico negli uffici, sale espositive, aree esterne del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e della Soprintendenza per un importo a base d’asta di€ 308.406,70.


In data 3 maggio 2007 è pervenuta l’istanza di parere indicata in oggetto, con la quale il Gruppo Splendida contesta il bando di gara relativo all’affidamento del servizio indicato in oggetto, per quanto attiene al requisito richiesto a dimostrazione della capacità tecnica, in base al quale il concorrente deve “aver svolto servizi analoghi a quelli oggetto della gara nel triennio 2004-2005-2006 per un importo complessivo non inferiore a € 500.000,00 di cui almeno un servizio di durata annuale svolto per una Pubblica Amministrazione/Ente e con buon esito in istituzioni museali e/o aree archeologiche o monumentali per un importo non inferiore a € 160.000,00”.

A parere dell’istante detto requisito è lesivo della concorrenza e limitativo del mercato.


In data 23 maggio 2007 si è tenuta una audizione nel corso della quale l’Impresa istante, ha ribadito quanto rappresentato in atti.

La S.A. ha ritenuto di non partecipare all’audizione né al contraddittorio documentale.


Ritenuto in diritto


Per quanto attiene ai requisiti di partecipazione alla singola gara, l’Autorità ha espresso l’avviso secondo il quale le stazioni appaltanti possono individuare requisiti rigorosi ed anche superiori rispetto a quelli previsti dalla legge al fine di apprestare gli strumenti e le misure più adeguati, congrui, efficienti ed efficaci per il corretto ed effettivo perseguimento dell'interesse pubblico concreto, oggetto dell'appalto da affidare.

Unico limite a detta insindacabilità della scelta, si rinviene allorché la stessa sia manifestamente irragionevole, irrazionale, arbitraria, sproporzionata, illogica e contraddittoria, nonché lesiva della concorrenza.

Nel caso di specie, per quanto attiene al cd. requisito di punta (l’aver effettuato un servizio analogo di durata annuale di importo non inferiore a 160.000,00 euro presso istituzioni museali e/o aree archeologiche), si deve rilevare che l’appalto in questione ha per oggetto servizi di pulizia che possono definirsi “ordinari” – consistenti in interventi su edifici civili –  e servizi di pulizia di sale espositive.

Pertanto, tenuto conto della necessità di parametrare il requisito dei servizi analoghi in funzione di tale diversa tipologia di interventi, la richiesta di aver effettuato almeno un appalto di importo pari a 160.000,00 euro (importo superiore alla metà dell’importo a base d’asta) presso istituzioni museali e/o aree archeologiche appare eccessivo e restrittivo del mercato. Come l’Autorità ha avuto modo di rappresentare in casi analoghi, in presenza di appalti caratterizzati da interventi di pulizia ordinari e di interventi di pulizia per i quali è richiesta una specifica professionalità, occorre riconoscere la pregressa attività espletata dall’impresa anche in relazione agli interventi cd. “ordinari”. In tal modo si garantisce l’applicazione del principio della concorrenza e della più ampia partecipazione alla gara a quelle imprese del settore, che, se prive di specifica esperienza, possono ugualmente partecipare con il ricorso agli istituti normativi dell’associazione temporanea di imprese ovvero dell’avvalimento.


In base a quanto sopra considerato

IL CONSIGLIO


ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che il requisito concernente l’effettuazione di un servizio analogo di durata annuale di importo non inferiore a 160.000,00 euro presso istituzioni museali e/o aree archeologiche è limitativo del mercato e lesivo della concorrenza.



IL PRESIDENTE RELATORE

Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 6 Giugno 2007