Deliberazione n. 190 del 14 Giugno 2007

PREC139/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla Stazione Sperimentale del Sughero – lavori di manutenzione straordinaria e di razionalizzazione degli impianti e degli immobili della Stazione Sperimentale del Sughero di Tempio Pausania.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto

In data 26 febbraio 2007 la Stazione Sperimentale del Sughero poneva a gara il bando per l’affidamento dei lavori indicati in oggetto, da aggiudicarsi con procedura aperta, con il criterio di aggiudicazione del prezzo più basso, per un importo complessivo a base d’asta di Euro 533.856,55 .

La S.A., durante le operazioni di gara, procedeva all’esclusione della Ditta Musso Costruzioni s.r.l. in quanto mancante della certificazione di qualità UNI EN ISO 9000. La Ditta in questione, contestando la legittimità dell’esclusione, chiedeva immediatamente la riammissione in gara, in quanto l’obbligo del possesso della certificazione in esame è previsto esclusivamente a partire dalla III classifica.

In seguito la Commissione di gara riscontrava una discordanza tra il bando e il disciplinare di gara, dove - per mero errore materiale - in quest’ultimo si richiedeva, a pena di esclusione, il possesso della certificazione di qualità.

Pertanto, al termine delle operazioni di gara, la S.A. provvedeva alla riammissione in gara della Ditta precedentemente esclusa.

In data 16.04.2007 è pervenuta all’Autorità l’istanza di parere in oggetto, con la quale la Stazione Sperimentale del Sughero, contestata nella scelta di riammissione in gara dalla Ditta risultata provvisoriamente aggiudicataria, chiede una verifica della correttezza della procedura seguita.


Ritenuto in diritto

Come rilevato da questa Autorità con determinazione n. 17/2002, l’adozione di provvedimenti in autotutela rappresenta un potere-dovere in capo alla stazione appaltante, da esplicarsi in qualunque momento nel corso di una procedura ad evidenza pubblica si manifestino vizi determinanti per l’individuazione del contraente, fermo restando tuttavia il rispetto degli elementi di principio (obbligo di motivazione, concrete ragioni di pubblico interesse, contraddittorio procedimentale, adeguata istruttoria) cui l’adozione di provvedimenti in autotutela per la rettifica di atti invalidi è subordinata.

Nel caso di specie, la S.A. riconosciuto l’errore materiale riscontrato nel disciplinare di gara in questione, correttamente ha proceduto alla riammissione in gara della ditta precedentemente esclusa.

Infatti, per le imprese in possesso delle classifiche I e II sussiste l’esenzione dall’obbligo di possedere il requisito della qualità aziendale. In ragione di tale previsione, le stazioni appaltanti non possono chiedere alle imprese partecipanti alle gare d’appalto munite di tale classifica, quale requisito di ammissione, il possesso del requisito della qualità aziendale.

Da ultimo, come pacificamente e costantemente affermato in giurisprudenza, in caso di aggiudicazione provvisoria di un contratto, l’Amministrazione, in base al principio costituzionale di buon andamento, può riaprire la gara al fine di riammettere imprese illegittimamente escluse e, in generale, riesaminare gli atti adottati, se ciò risulta opportuno a seguito di circostanze sopravvenute o sulla base di un diverso apprezzamento della situazione preesistente.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, la conformità della procedura posta in essere dalla S.A., in riferimento all’avvenuta riammissione in gara dell’impresa illegittimamente esclusa.

 

Il Consigliere Relatore: Alessandro Botto  

Il Presidente: Luigi Giampaolino

 

Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 28 Giugno 2007