Deliberazione n. 209 del 27 Giugno 2007

PREC281/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla società Security Service S.r.l. – affidamento servizio quadriennale di vigilanza armata per l’Azienda ospedaliera “V. Cervello”.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto

In data 21 maggio 2007 è pervenuta all’Autorità l’istanza di parere indicata in oggetto, con la quale la società Security Service S.r.l. contesta la modalità di attribuzione del punteggio adottato nella procedura per l’affidamento del servizio di cui in oggetto, da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. 

In particolare, l’istante rappresenta che nel Disciplinare di gara gli elementi di valutazione dell’offerta tecnica contenuti ai punti 1, 2, 3 e 4 dell’art. 18, Documentazione tecnica, avvantaggiano le imprese solide a discapito delle società di recente costituzione, quale risulta essere la Security Service S.r.l., costituita nel corso dell’anno 2006. 

L’istante evidenzia, inoltre, che lo strumento dell’avvalimento non sarebbe utilizzabile nella procedura de quo in quanto per l’esercizio del servizio di guardia giurata è richiesta nel bando un’autorizzazione provinciale che può essere emessa solo a favore delle imprese operanti nella Provincia di Palermo.

La Stazione Appaltante ha ritenuto di non partecipare al contraddittorio documentale.

All’audizione del 27.06.2007 nessuna delle parti è comparsa.

Ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del Regolamento sul procedimento per la soluzione delle controversie, la questione viene valutata sulla base degli elementi di fatto agli atti.


Ritenuto in diritto

Per la soluzione della controversia di che trattasi, è opportuno in primo luogo evidenziare che i criteri di valutazione dell’offerta contenuti ai punti 1 e 4 dell’art. 18 del Disciplinare di gara attengono ai requisiti di partecipazione e non all’esecuzione del contratto. Più specificamente, al punto 1 “Organizzazione dell’impresa” viene assegnato un punteggio subordinatamente alla dimostrazione da parte dell’impresa del fatturato globale e specifico dell’impresa nel triennio 2003, 2004 e 2005; viene altresì attribuito un punteggio con riferimento alla dimostrazione del numero totale dei dipendenti alla data del 31.12.2005, nonché al numero medio annuo dei dipendenti e dirigenti impiegati nell’ultimo triennio 2003, 2004 e 2005. Infine al punto 4 “Controlli qualità”, viene assegnato un punteggio per il possesso dei certificati di qualità ai sensi delle norme UNI EN ISO 9000. 

Detti criteri non sono chiaramente collegati all’esecuzione del contratto, posto che non riguardano il momento valutativo dell’offerta, bensì sono facilmente riconducibili  nell’alveo dei requisiti soggettivi di partecipazione.

L’Autorità sul punto aveva già avuto modo di precisare (si veda la Deliberazione n. 30/2007) che la Stazione appaltante, nell’individuare i punteggi da attribuire nel caso di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, non deve confondere i requisiti soggettivi di partecipazione alla gara, con gli elementi oggettivi di valutazione dell’offerta. Detta confusione, infatti, come anche di recente evidenziato dalla Circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri– Dipartimento per le Politiche Comunitarie del 1 marzo 2007, si pone in conflitto con la normativa comunitaria e nazionale.

Venendo ad esaminare la questione prospettata dall’istante deve evidenziarsi come questa Autorità, con la Deliberazione n. 288 del 26 luglio 2001 si era occupata del tema relativo alle imprese di recente costituzione.

In questa occasione, ha avuto modo di evidenziare come per le imprese di recente costituzione, ai fini della verifica del possesso dei requisiti indicati nel bando, debba essere effettuato il calcolo sugli anni di effettiva esistenza dell’impresa e, pertanto, i bilanci e la documentazione che la stessa è tenuta a presentare sono da riferirsi agli anni di effettiva operatività dell’impresa.

E’ stato, infatti, ritenuto non ipotizzabile una esclusione dalla partecipazione a procedure ad evidenza pubblica di imprese di nuova costituzione, che possano produrre risultanze di bilanci o altra documentazione che evidenzino il possesso dei requisiti richiesti dal bando di gara, anche se per un numero di anni inferiore a quelli indicati nel bando. Una eventuale esclusione si porrebbe, infatti, in violazione del principio di libera concorrenza e comporterebbe una restrizione della stessa, contraria ad ogni principio generale di libera partecipazione al mercato degli appalti.

In ordine ai requisiti di partecipazione previsti nel caso di specie, si rileva come venga richiesto il possesso di un fatturato minimo globale negli ultimi tre anni pari a Euro 876.000, corrispondente alla base d’asta della gara pari a Euro 876.000. Tale fatturato, in accordo con quanto già in precedenza espresso dell’Autorità (si vedano le delibere n. 20, 33 e 62 del 2007) non sembra essere sproporzionato, risultando pari alla base d’asta. In particolare, sulla proporzionalità dei requisiti di capacità economico finanziaria e del requisito concernente il fatturato, l’Autorità in accordo con l’orientamento univoco della giurisprudenza amministrativa, era stata dell’avviso che la stazione appaltante può fissare, nell’ambito della propria discrezionalità, i requisiti di partecipazione superiori a quelli previsti per legge ai fini del corretto ed effettivo perseguimento dell’interesse pubblico, purché non siano manifestamente irragionevoli, sproporzionati, illogici e contraddittori.

Infine, per quanto attiene all’eccezione presentata dall’istante in merito alla mancata possibilità di utilizzare lo strumento dell’avvalimento relativamente alla dimostrazione del possesso dell’autorizzazione ad esercitare l’attività di vigilanza privata, deve evidenziarsi come le modalità per ottenere quest’ultima sono specificamente dettate dal R.D. 773/1931 che, pertanto, non possono essere disattese dalla lex specialis di gara.


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che:

- la modalità di attribuzione del punteggio riferita al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa sarebbe dovuta essere prevista in sede di requisiti di partecipazione e pertanto si pone in contrasto con  i principi di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza e proporzionalità;

- in ordine alla verifica del possesso dei requisiti, il calcolo dovrà essere effettuato sugli anni di effettiva esistenza dell’impresa;

- la modalità per ottenere l’autorizzazione ad esercitare attività di vigilanza privata, essendo previste per legge devono essere rispettate dalla lex specialis di gara e, pertanto, non può configurarsi una violazione del principio di avvalimento di cui all’art. 49 D.Lgs. 163/2006.

 

Il Consigliere Relatore: Piero Calandra

Il Presidente: Luigi Giampaolino

 

Depositato presso la segreteria del Consiglio in data   17 Luglio 2007