Deliberazione n. 206 Adunanza del 21 Giugno 2007

G.E. 501/07

Oggetto: Interventi di manutenzione segnaletica stradale orizzontale.

Stazione appaltante: Comune di Moncalieri (TO)

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Considerato in fatto

Il Comune di Moncalieri ha indetto una procedura aperta per l’affidamento degli interventi sopra indicati per l’importo di euro 96.000, al netto dell’IVA, con il criterio del prezzo più basso.

La procedura aperta è stata avviata dopo il 1° luglio 2006, data di applicazione del nuovo Codice dei contratti pubblici, approvato con d.lgs. n. 163/2006, che come è noto, ha abrogato le precedenti discipline sugli appalti di lavori, servizi e forniture (cfr. Art. 256 del Codice).

Il bando ha previsto la particolare clausola per cui il sopralluogo nei siti interessati dai lavori dovesse essere effettuato solo ed esclusivamente dal titolare o legale rappresentante o da un direttore tecnico dell’impresa partecipante, escludendo che tale incombente potesse essere effettuato da altro soggetto munito di procura notarile.

A tale clausola ha opposto censura l’impresa Nuova Fise di Galatone (Lecce), che, ritenendola in contrasto con la vigente normativa, ha segnalato la questione a questa Autorità, inviando il bando ed il disciplinare di gara.

Con successiva memoria del 14.05.2007, l’impresa ha altresì eccepito che un simile regolamento di gara può essere preclusivo della più ampia partecipazione alla procedura, in quanto scoraggia dal concorrere le imprese geograficamente distanti dal luogo della realizzazione.

Dal canto suo, la stazione appaltante, interpellata a riguardo, ha dichiarato che l’inserimento nel bando della clausola contestata è stato motivato dalla necessità di contrastare la prassi, piuttosto diffusa in passato, per la quale un solo procuratore svolgeva le prese visioni per conto di più imprese le quali, all’atto di aggiudicazione dell’appalto, non avevano la minima cognizione dei luoghi ove dovevano essere effettuati i lavori.


Ritenuto in diritto

L’obbligo di sopralluogo a carico dei concorrenti trova fondamento in alcune disposizioni del Regolamento generale sui lavori pubblici, di cui al D.P.R. 554/99: da un lato, l’art. 71 comma 2 stabilisce che in sede di gara i concorrenti devono dichiarare, tra l’altro, di aver preso visione dei luoghi; dall’altro, l’art. 79 comma 5 impone un adeguato incremento dei termini per la ricezione delle offerte nei casi in cui le offerte possono essere fatte solo a seguito di visita dei luoghi.

Allo stato, in attesa del nuovo regolamento previsto dall’art. 5 del Codice dei contratti, il regolamento n. 554/99 rimane in vigore nei limiti in cui le sue disposizioni sono compatibili con il tessuto normativo del Codice, ex art. 253 comma 3; sul punto, si osserva che richiamate disposizioni regolamentari non appaiono incompatibili con il Codice, anche perché sulla tematica in esame quest’ultimo nulla dice, trattandosi di questioni specifiche lasciate alla disciplina regolamentare.

Sebbene sia stata posta in dottrina la questione dell’effettiva portata di tali disposizioni al fine di configurare un obbligo di sopralluogo, il Consiglio di Stato ha chiarito che l’art.71 comma 2 del D.P.R. 554/99 impone al concorrente di prendere visione dei luoghi a garanzia della serietà dell’offerta.

E’ stato anche affermato dalla giurisprudenza (ex plurimis, CdS, sez. V, sentenza 7 luglio 2005 n. 3729) che alle predette disposizioni possono corrispondere due distinti adempimenti: la dichiarazione di sopralluogo a cura del partecipante - che si configura, quindi, come un obbligo ope legis in forza del citato art. 71 - e il verbale di sopralluogo a cura della stazione appaltante nella persona del funzionario incaricato - che invece può (e deve) essere richiesto da una apposita statuizione del bando di gara.

Al riguardo, è stato precisato (TAR Puglia Lecce sez. II, 23/5/2006 n. 2956) che la clausola del bando che prescrive le modalità di effettuazione e di certificazione del sopralluogo tecnico preventivo - anche quando preveda l’attestazione dell’avvenuto sopralluogo da parte del funzionario incaricato di accompagnare le imprese nel corso dello stesso (come nel caso in esame) – “è assolutamente normale, in quanto risponde agli interessi dell’Amministrazione e del concorrente verificare per tempo ed in contraddittorio le condizioni dei luoghi oggetto dell’appalto, onde prevenire possibili future contestazioni e, nel contempo, mettere l’impresa in condizione di poter formulare un’offerta economica adeguata ed informata”.

Pertanto, constatato il permanere della vigenza ed effettività delle richiamate disposizioni, si può osservare, in ordine alla questione posta dall’esponente, che la prescrizione del bando in esame che consente di effettuare la presa visione dei luoghi solo ad alcune figure di vertice dell’impresa, appare restrittiva e rigida; ciò, avuto anche riguardo al fatto che è insito nel favor partecipationis che una stessa impresa possa partecipare contemporaneamente ad una  pluralità di gare e a tale potenzialità non possono essere frapposte limitazioni che non discendano da un superiore e specifico interesse pubblico.

In particolare, l’interesse della S.A. alla serietà dell’offerta e ad essere garantita rispetto a successive possibili contestazioni connesse ad una carente conoscenza dei luoghi è soddisfatto già con lo svolgimento del sopralluogo da parte dell’impresa offerente e alla presenza del funzionario, che essendone delegato dalla S.A., certifica il richiesto sopralluogo.

Non senza considerare che una simile clausola in qualche modo incide sulla stessa libertà dell’impresa di organizzare i mezzi necessari, che ha un rilievo nella stessa fase precontrattuale della preparazione dell’offerta.

Al più, proprio al fine di salvaguardare l’esigenza che tale accertamento tecnico non sia svilito e ridotto a mero adempimento burocratico, la stazione appaltante avrebbe potuto prescrivere nel bando che la visita dei luoghi poteva essere effettuata da soggetto comunque riconducibile alla struttura organizzativa dell’impresa concorrente, secondo la relativa disciplina civilistica.

Infine, sulla scorta del principio di adeguatezza e proporzionalità di cui all’art. 2 del Codice, la stazione appaltante, nella redazione del bando e delle sue clausole,  deve tenere conto sia del valore economico dei lavori (nel caso di specie, alquanto modesto), sia dell’eventuale complessità dei lavori anche in rapporto ai luoghi di esecuzione dell’appalto.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

1. Approva la presente deliberazione nei termini e secondo le valutazioni precedentemente formulate.

2. Osserva che, in linea generale, è legittima la clausola del bando del gara che impone l’obbligo di corredare l’offerta dall’attestazione di avvenuto sopralluogo rilasciata dalla Stazione appaltante.

3. Ritiene restrittiva la prescrizione del bando in esame che limita la facoltà di svolgere il sopralluogo al solo titolare o al legale rappresentante o a un direttore tecnico dell’impresa partecipante.

4. Ritiene che il bando possa prescrivere che la visita dei luoghi sia effettuata da un soggetto appartenente alla struttura dell’impresa.

5. Manda al Servizio Ispettivo di trasmettere la presente deliberazione all’esponente e alla Stazione appaltante, affinchè questa faccia conoscere, entro 30 (trenta) giorni dalla ricezione del presente atto, le misure che intende adottare per conformarsi alle indicazioni dell’Autorità.

6. Manda al Servizio Ispettivo di trasmettere la presente deliberazione anche  all’Osservatorio regionale della Regione Piemonte.

 

Il Consigliere Relatore: Alessandro Botto 

Il Presidente: Luigi Giampaolino

 

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data


Il Segretario