Deliberazione n. 223 del 11 Luglio 2007

PREC332/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla COESIL s.r.l. lavori di realizzazione dell’asfaltatura di via Pavarella presso la frazione Palesio a Castel San Pietro Terme. S.A. Comune di Castel San Pietro Terme.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto

In data 14 giugno 2007 è pervenuta l’istanza di parere indicata in oggetto, con la quale l’impresa COESIL s.r.l. contesta la revoca dell’aggiudicazione provvisoria dalla gara indicata in oggetto, in quanto, in sede di verifica delle dichiarazioni rese dal direttore tecnico, è stata riscontrata l’omessa dichiarazione in merito alla sussistenza di una sentenza di condanna ai sensi dell’articolo 444 c.p.p., con patteggiamento della pena, per ingiuria e resistenza a pubblico ufficiale.

A parere dell’impresa istante, nel caso in esame, l’omessa dichiarazione de qua non può ascriversi come un comportamento fraudolento dell’impresa, bensì si tratta di errore formale, per il quale la sanzione dell’incameramento della cauzione e la segnalazione all’Autorità ed alla Procura della Repubblica appare eccessivo.

Secondo l’impresa, infatti, non può richiedersi a soggetti diversi dagli operatori del diritto la conoscenza della necessità che per l’estinzione del reato sia necessaria la pronuncia del giudice dell’esecuzione.

In sede di istruttoria procedimentale, la S.A. ha rappresentato la correttezza del proprio operato.

In data 27 giugno 2007 si è tenuta una audizione nel corso della quale l’impresa istante ha ribadito quanto rappresentato in atti.


Ritenuto in diritto

Con determinazione n. 13/2003 l’Autorità ha evidenziato che la condanna penale del direttore tecnico dell’impresa costituisce circostanza incidente sull’affidabilità morale dell’impresa nel suo complesso (ndr. “moralità professionale” ex art. 38, comma 1, lettera c), d. Lgs. n. 163/2006) nel senso che, dalla stessa, stante la rilevanza ed il ruolo del condannato nell’organizzazione aziendale e delle decisioni da esso assunte, deriva un’attenuazione della moralità professionale complessiva dell’impresa.

Sul presupposto che compete alla stazione appaltante dover valutare discrezionalmente l'incidenza di una condanna sulla moralità dell'appaltatore, il disciplinare di gara espressamente, e a parere di questa Autorità correttamente, prevedeva a carico del concorrente l’obbligo di dichiarare tutte le condanne riportate, ivi comprese quelle per le quali abbiano beneficiato della non menzione.

Infatti, al concorrente viene chiesto di fornire una “fotografia” della propria situazione, senza formulare alcun giudizio di merito, in quanto rientra nella valutazione discrezionale della stazione appaltante qualsiasi apprezzamento delle singole concrete fattispecie, con considerazione di tutti gli elementi delle stesse che possono incidere sulla fiducia contrattuale, quali ad es. l’elemento psicologico, la gravità del fatto, il tempo trascorso dalla condanna, le eventuali recidive.

Nella citata deliberazione è stato inoltre chiarito che, ai fini dell’estinzione de reati, è necessario l’intervento ricognitivo del giudice dell’esecuzione, il quale è tenuto, nell’assolvimento di un suo preciso dovere funzionale, ad emettere il relativo provvedimento di estinzione ai sensi dell’articolo 676 c.p.p. Infatti, ai sensi di detto articolo “il giudice dell’esecuzione è competente a decidere in ordine all’estinzione del reato dopo la condanna(….)”. La pronuncia è necessaria affinché tale estinzione possa considerarsi intervenuta.

Conseguentemente, la causa di esclusione relativa ai procedimenti di cui all’articolo 444 c.p.p. opera in relazione al soggetto nei cui confronti è stata pronunciata sentenza di applicazione della pena su richiesta fino alla pronuncia del giudice dell’esecuzione, con la quale quest’ultimo dichiara estinto il reato. Solo a seguito della suddetta pronuncia resta preclusa la possibilità per la stazione appaltante di valutare negativamente, ai fini dell’ammissione alla specifica gara, i fatti di cui all’inflitta sentenza di condanna.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, l’esclusione dell’impresa COESIL s.r.l. conforme alla disciplina di settore.

 

Il Consigliere Relatore: Alfonso Maria Rossi Brigante

Il Presidente:Luigi Giampaolino

 

Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 25 Luglio 2007