Deliberazione n. 236 del 12 Luglio 2007

PREC143/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dallo Studio AC3 s.n.c. – affidamento servizi di ingegneria relativi alla costruzione della fognatura pluviale nell’abitato 4° stralcio. S.A: Comune di Modugno.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto

In data 3.04.2007 il Comune di Modugno poneva a gara il bando per l’affidamento dei servizi indicati in oggetto, da aggiudicarsi con procedura aperta, con il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per un importo complessivo a base d’asta di Euro 172.179,54.

In data 16.04.2007 è pervenuta all’Autorità l’istanza di parere in oggetto, con la quale lo Studio AC3 contesta il bando di gara e ne chiede l’annullamento per violazione dei principi di non discriminazione, proporzionalità e , concorrenzialità.

In particolare per:

a) requisiti previsti per gare oltre soglia comunitaria (art. 66 D.P.R. 554/99) mentre nel caso di specie l’importo è inferiore a Euro 200.000,00;

b) richiesta numero medio annuo di personale di n. 12 laureati in ingegneria e non di personale tecnico;

c) stima delle unità lavorative (n. 4 laureati in ingegneria) non motivata, illogica e abnorme rispetto alla complessità dell’opera;

d) contraddizione tra requisiti e prestazioni richieste (tra il numero delle unità riportato nel bando rispetto al disciplinare);

e) errata determinazione del quantitativo dell’appalto;

f) prestazioni professionali a base dell’affidamento poco chiare ed incongruenti rispetto alle prestazioni richieste (mancano specifiche sulla prestazione di “revisione della programmazione definitiva”);

g) tempo di pubblicazione del bando di n. 15 giorni non conforme a legge;

h) modalità di rilascio della cauzione contenente l’impegno del fideiussore a rilasciare la garanzia fidejussoria per l’esecuzione del contratto di cui all’art. 113 del D.lgs n.163/2006.

In sede di istruttoria procedimentale la S.A. ha rappresentato quanto segue rispetto a ciascun punto prima indicato:

a) considerato l’importo posto a base d’asta prossimo alla soglia dei 200.000,00 Euro, si è ritenuto opportuno far riferimento all’art. 66 del D.P.R. n.554/99, avendo considerato l’incarico assimilabile ad un appalto di servizi oltre soglia;

b) il numero medio annuo di personale tecnico è stato considerato strettamente dipendente dalla stima del numero e delle tipologie di unità necessarie per l’espletamento dell’incarico stabilito dalla S.A. ai sensi del citato art. 66, comma 1;

c) la stima del personale da impiegare è stata effettuata in maniera analitica, sulla base dell’impegno ritenuto necessario per la redazione della progettazione esecutiva;

d) per mero errore formale, nel disciplinare di gara, il numero medio annuo di personale richiesto ai concorrenti risulta differente da quello indicato nel bando di gara, per cui si evidenzia che il valore corretto è quello indicato nel bando;

e) il riferimento al valore della prestazione è dovuto ad un mero errore formale;

f) tra i documenti visionabili per la partecipazione alla gara, è stato messo a disposizione il progetto definitivo, in modo da consentire a ciascun partecipante di poter formulare la propria offerta anche sulla base di una valutazione della progettazione definitiva esistente;

g) è stato pubblicato un avviso di rettifica del bando con proroga del termine di ricezione delle offerte;

h) la clausola è stata originariamente inserita ai sensi dell’art. 75, comma 8, del D.lgs n. 163/2006; in seguito all’intervento chiarificatore del Consiglio di Stato sul punto in questione, la S.A. ha fatto presente che non terrà conto di detta clausola.


Ritenuto in diritto

Ai sensi dell’articolo 91, comma 1, del d. Lgs. n. 163/2006 per l’affidamento di incarichi di progettazione di importo pari o superiore a 100.000 euro si applicano le disposizioni di cui alla parte II, titolo I e titolo II del codice.

In attesa dell’emanando regolamento di esecuzione delle norme contenute nel decreto legislativo n. 163/2006, trovano applicazione, per gli affidamenti di incarichi di progettazione di importo compreso tra 100.000 euro e la soglia comunitaria gli articoli 63 e 64 del d.P.R. 554/1999.

Nel caso in esame, si rileva un improprio utilizzo della procedura sopra soglia, in riferimento ai requisiti di partecipazione richiesti nel bando di gara ai sensi dell’art. 66 del D.P.R.n. 554/1999.

Poiché l’importo del servizio ammonta a Euro 172.179,54, risulta del tutto infondata la tesi della S.A. di considerare l’importo posto a base d’asta per così dire “prossimo” alla soglia dei 200.000,00 Euro.

La richiesta del possesso di requisiti sproporzionati rispetto alla tipologia ed al valore dell’appalto, in quanto discriminanti, comportano una indebita restrizione della concorrenza.

Da quanto detto, discende la non correttezza di tutte quelle disposizioni del bando in esame, riferite all’applicabilità di procedure previste dalla normativa di settore per importi pari o superiori a 200.000 euro.

Per quanto concerne l’entità dell’appalto, l’errore materiale, riconosciuto dalla stessa S.A., genera confusione nei partecipanti alla gara.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che sussistono i presupposti per l’annullamento in autotutela dell’avviso di gara in questione.

 

Il Consigliere Relatore: Alfonso Maria Rossi Brigante

Il Presidente: Luigi Giampaolino

 

Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 20 Settembre 2007