Deliberazione n. 260 del 25 Luglio 2007

PREC329/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla Eurofor S.a.s. – fornitura indumenti da lavoro e D.P.I. 2007 (invernali ed estivi). S.A. Consorzio Smaltimento RSU Bacino NA3.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto

In data 25 giugno 2007 è pervenuta all’Autorità l’istanza di parere indicata in oggetto, con la quale la società Eurofor S.a.s. contesta l’irregolare svolgimento della gara, nonché la propria esclusione ritenuta illegittima, nell’ambito dell’affidamento della fornitura di cui in oggetto da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

L’istante rappresenta che la stazione appaltante ha arbitrariamente sostituito, dopo l’avvio delle procedure di gara, il capitolato d’oneri con uno radicalmente nuovo, contenente nuove specifiche relative a 14 prodotti su 29, in violazione degli artt. 71, comma 1, 70, comma 1 e 10 del D.Lgs. 163/2006. Detta sostituzione è stata disposta, secondo quanto descritto dalla società, senza che la stazione appaltante abbia concesso ai partecipanti alla gara una proroga temporale. Inoltre, le modifiche inserite nella documentazione, secondo quanto rappresentato dall’istante, si pongono in contrasto con l’ art.68, comma 2 e 13 del D.Lgs. 163/2006, in quanto menzionano reiteratamente marchi che favoriscono le imprese che ne hanno l’esclusiva.

A riscontro della richiesta di informazioni effettuata dall’Autorità nell’istruttoria procedimentale, la stazione appaltante ha osservato che il termine di sei giorni di cui all’ art. 70, comma 1 e 10 non è da ritenersi perentorio ed in ogni caso il termine posto a disposizione delle imprese è da considerarsi congruo, dal momento che la rettifica alle specifiche tecniche riguardava solo una parte dell’elenco dei prodotti oggetto di gara. Per tale ragione, la stazione appaltante non ha ritenuto necessario dover procedere ad un differimento del termine di presentazione delle offerte. In ordine alla lamentata violazione di cui all’ art. 68, comma 2, D.Lgs. 163/2006 l’amministrazione replica che la specificità dell’oggetto dell’appalto richiedeva necessariamente una citazione del tipo di prodotto e del marchio, in mancanza della quale, le specifiche tecniche non potevano ritenersi sufficientemente precise.

All’audizione tenutasi in data 25 luglio 2007, hanno partecipato i rappresentanti della società istante i quali si sono riportati a quanto già esposto in via documentale. La stazione appaltante non ha preso parte all’audizione.


Ritenuto in diritto

In via generale è principio noto come la stazione appaltante possa modificare o integrare la documentazione di gara purché, secondo il costante indirizzo giurisprudenziale, non sia vulnerato il principio della par condicio dei concorrenti e non si determini un aggravamento in capo ai partecipanti alla gara.

Nel caso in esame, sebbene la stazione appaltante sostenga di non aver operato una sostituzione del capitolato, appare fuor dubbio che la modifica delle caratteristiche tecniche di metà degli articoli presenti nel capitolato, integri un sostanziale cambiamento dello stesso, che comporta conseguentemente una nuova disamina delle specifiche tecniche da parte dei concorrenti i quali, dunque, potrebbero necessitare di maggiore tempo ai fini della formulazione dell’offerta. Pertanto, la stazione appaltante avrebbe dovuto, al fine di evitare un disagio in capo ai concorrenti, nonché evitare possibili contestazioni, disporre una proroga dei termini per la presentazione dell’offerta.

In ordine alla lamentata violazione dell’ art. 68, comma 2 e 13 del D.Lgs. 163/2006, si rileva come non risulti, per tabulas, che la ragione della scelta della stazione appaltante di menzionare nel capitolato marchi specifici sia determinata dalla mancanza di modelli equivalenti, dal momento che l’oggetto dell’appalto (fornitura di indumenti) non sembra avere caratteristiche tali da giustificare la menzione della fabbricazione.

Vieppiù il capitolato non riporta nemmeno l’espressione “equivalente”, così come previsto dal comma 13 del D.Lgs 163/2006, non consentendo così ai partecipanti di fornire prodotti affini, e alla Commissione di gara, successivamente, di effettuare valutazioni di equivalenza delle offerte.

Pertanto le sopra descritte caratteristiche delle specifiche tecniche non risultano manifestamente consentire pari accesso agli offerenti, determinando così la creazione di ostacoli ingiustificati alla concorrenza e favorendo talune imprese o prodotti.


Il Consiglio

Ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che:

  • la stazione appaltante avrebbe dovuto concedere una proroga temporale nella presentazione delle offerte in considerazione delle sostanziali modifiche apportate al capitolato di gara;
  • il capitolato della gara non risulta essere conforme alla normativa vigente in quanto si pone in violazione dei principi di par condicio dei concorrenti, e di libera concorrenza.

 

Il Consigliere Relatore: Alessandro Botto

Il Presidente: Luigi Giampaolino

 

Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 1 Ottobre 2007