Parere n. 33 del 31/01/2008

PREC365/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla Rete Reggio Emilia Terza Età – Servizio di pulizia e sanificazione. S.A.: Rete Reggio Emilia Terza Età.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio del precontenzioso


Considerato in fatto

In data 19 luglio 2007 è pervenuta all’Autorità l’istanza di parere indicata in oggetto con la quale la Rete Reggio Emilia Terza Età IPAB ha richiesto di esprimersi in ordine alla richiesta di rettifica del bando presentata dal Consorzio Hiram relativamente ai requisiti di partecipazione previsti dal bando di gara per l’affidamento del servizio d pulizia e sanificazione. Il Consorzio Hiram, in particolare, secondo quanto riportato dalla stazione appaltante, contesta il requisito di capacità tecnica previsto dal punto III.2.3), ai sensi del quale l’impresa deve produrre l’attestazione di aver reso un “servizio analogo a quello oggetto d’appalto a favore di strutture per anziani o strutture sanitarie, attraverso un contratto che abbia generato nel triennio 2004-2006 un fatturato non inferiore a 2.000.000,00” in quanto considerato stringente e limitativo della par condicio.

La stazione appaltante replica alle censure mosse dal Consorzio Hiram che il requisito tecnico richiesto è pertinente e congruo a fronte dello scopo perseguito e non eccede l’oggetto dell’appalto; inoltre contesta la richiesta di indicazione di requisiti in alternativa reputati idonei, in quanto tale facoltà non è prevista per i requisiti tecnici di cui all’art. 42 del D.Lgs. 163/2006.  


Ritenuto in diritto

E’ principio noto in giurisprudenza quello per cui sono da considerare legittimi i requisiti richiesti dalle stazioni appaltanti che, pur essendo ulteriori e più restrittivi di quelli previsti dalla legge, comunque rispettino il limite della logicità e della ragionevolezza e, cioè, della loro pertinenza e congruità a fronte dello scopo perseguito. Detti requisiti potranno essere censurati in sede giurisdizionale, solo allorchè appaiano viziati da eccesso di potere, ad esempio per illogicità o per incongruenza rispetto al fine pubblico della gara (si veda C. di Stato 15.12.2005 n. 7139).

Nel caso di specie, il requisito stringente inserito dalla stazione appaltante nel bando di gara, come descritto in narrativa, risulta essere quello di capacità tecnica ai sensi del quale è richiesto ai partecipanti di attestare di aver reso un “servizio analogo a quello oggetto d’appalto a favore di strutture per anziani o strutture sanitarie, attraverso un contratto che abbia generato nel triennio 2004-2006 un fatturato non inferiore a euro 2.000.000,00”. Al fine di poter stabilire se esso possa o meno considerarsi sproporzionato, occorre rapportarlo all’oggetto della gara ed alle regole poste alla base della partecipazione alla stessa".

Si rileva, in primo luogo, la corretta formulazione del requisito ai sensi del quale viene  richiesta l’attestazione di aver svolto “un servizio analogo a quello oggetto d’appalto. Il servizio che viene richiesto deve essere, pertanto, “analogo” e non “identico”, come viceversa era possibile richiedere in passato ai sensi del D.Lgs. 157/95, che è stato sostituito dalle previsioni di cui agli artt. 41 e 42 del D.Lgs. 163/2006, il cui dettato innova il regime precedente e si caratterizza per porsi nel senso di una maggiore concorrenzialità e di massimo accesso al mercato.

Potrebbero, perciò, risultare particolarmente onerose le richieste che il servizio analogo sia stato reso attraverso un solo contratto e che l’importo del fatturato generato non sia inferiore a euro 2.000.000,00. Dette richieste, tuttavia, non sembrano essere sproporzionate, né arbitrarie, posto che è stato previsto nel bando di gara, al punto VI.3) che nel caso di partecipazione di RTI i requisiti di capacità tecnica devono essere posseduti dalla capogruppo in misura non inferiore al 60% e dalle mandanti in misura non inferiore al 20%, fino alla concorrenza dell’importo richiesto. Inoltre relativamente ai consorzi di cui all’art. 2602 c.c. è stato disposto che, qualora venga nominata un’impresa ad eseguire il servizio, è in capo a questa che devono essere  posseduti i requisiti di capacità tecnica, diversamente se vengono individuate più imprese, vale quanto previsto per i raggruppamenti di imprese.

Tali sopra citate regole di partecipazione fanno sì che il requisito di capacità tecnica non sia da considerarsi arbitrario o inadeguato. Per quanto, infine, concerne l’importo del fatturato si osserva che esso ammonta alla metà dell’importo della base d’asta della gara  che è pari a euro 4.515.000,00 IVA esclusa. Tale importo, a fronte anche della durata del contratto pari ad anni tre, non sembra essere eccessivo.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

Ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che:

il requisito di capacità tecnica presente nel bando di gara sia conforme alla normativa vigente di settore.


I Consiglieri Relatori: Piero Calandra, Guido Moutier

Il Presidente: Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data  21/02/2008