Parere n. 23 del 31/01/2008

PREC35/08/L

Oggetto: istanze di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n), del decreto legislativo n. 163/2006 presentate dalla I.CO.RES. s.r.l. e dalla ATI ingg. Mario e Paolo Cosenza s.r.l./C.I.T.E. soc. coop. a r.l. – restauro ed adeguamento funzionale della Palazzina neoclassica e della serra annessa del Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes. S.A. Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio del precontenzioso


Considerato in fatto

In data 17 novembre 2007 ed in data e 19 novembre 2007 sono pervenute all’Autorità le istanze di parere in oggetto con le quali le imprese I.CO.RES. s.r.l., mandante dell’ATI costituita con l’impresa Vincenzo Modugno s.r.l., e ATI ingg. Mario e Paolo Cosenza s.r.l./C.I.T.E. soc. coop. a r.l. contestano i provvedimenti di esclusione disposti nei loro confronti dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano nel procedimento di gara per l’affidamento dei lavori di restauro ed adeguamento funzionale della Palazzina neoclassica e della serra annessa del Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes.

I motivi di esclusione attengono, rispettivamente:

1) per l’ATI Vincenzo Modugno s.r.l./I.CO.RES. s.r.l. – mancata dimostrazione del possesso del requisito specifico di aver eseguito nell’ultimo decennio, all’interno di strutture museali, lavori della cat. OG2 per un importo pari ad almeno € 498.103,98 e lavori della categoria OG11 per un importo pari ad almeno € 197.010,75. I certificati di esecuzione lavori presentati dall’associazione non sono stati ritenuti sufficienti a coprire l’importo dei lavori richiesto dal bando, in quanto:

- uno di essi non è stato accettato dalla Commissione di gara, perché redatto in maniera difforme da quanto prescritto dall’Autorità con comunicato del Presidente del 6/07/2006 ;

- alcuni di quelli relativi alla categoria OG11 sono stati valutati come non pertinenti, in quanto concernenti lavori eseguiti non all’interno di strutture museali. In particolare, in riferimento ai lavori pregressi eseguiti per il “restauro e musealizzazione del Torrione Angioino nel Comune di Bitonto”, detti lavori hanno riguardato un edificio che solo successivamente ai lavori stessi è divenuto struttura museale: secondo la S.A. occorre differenziare i “lavori eseguiti all’interno di strutture museali” ed i “lavori finalizzati alla realizzazione di un museo”;

- il certificato esecuzione lavori per la categoria OG2 imputava il medesimo importo sia ai lavori eseguiti dall’impresa subappaltatrice sia ai lavori al netto del subappalto;

2) per l’ATI ingg. Mario e Paolo Cosenza s.r.l./C.I.T.E. soc. coop. a r.l.- mancata siglatura sui lembi di chiusura del plico da parte dell’impresa mandante ed assenza, sullo stesso, dell’indirizzo della medesima impresa.

L’istante I.CO.RES. s.r.l. ha inoltre chiesto l’avviso dell’Autorità sulla possibilità di dimostrare la capacità dell’impresa nella categoria OG11 attraverso le lavorazioni nelle categorie specialistiche OS3, OS5, OS28 e OS30.

Nel corso dell’istruttoria procedimentale e dell’audizione tenutasi in data 31 gennaio 2008, la Stazione appaltante ha rappresentato che:

- in riferimento all’esclusione dell’ATI Vincenzo Modugno s.r.l./I.CO.RES. s.r.l., che il certificato presentato dalla I.CO.RES. s.r.l. per la categoria OG2 non copre l’importo richiesto dal bando e che non rientra nei compiti della Commissione effettuare alcuna verifica sul certificato esecuzione lavori, anche in presenza di elementi contraddittori, ma prendere atto di quanto emerge dallo stesso. Inoltre, a parere della S.A., l’esperienza pregressa in “lavori eseguiti all’interno di strutture museali” è essenziale, in quanto non è sufficiente il possesso della capacità tecnica di eseguire lavorazioni rientranti nella OG2, ma occorrono particolari competenze per effettuare lavorazioni in una struttura museale aperta al pubblico, in un contesto di parco tutelato;

- in riferimento all’esclusione dell’ATI ingg. Mario e Paolo Cosenza s.r.l./C.I.T.E. soc. coop. a r.l., che la costituenda associazione, non essendo ancora formalmente costituita, avrebbe dovuto presentare il plico controfirmato da tutte le imprese componenti il raggruppamento.


Ritenuto in diritto

Relativamente alle problematiche concernenti i certificati di esecuzione lavori, occorre preliminarmente precisare che con Comunicati del Presidente dell’Autorità del 6 luglio e del 18 ottobre 2006, sono state dettate disposizioni, a carico delle stazioni appaltanti, relative alle modalità di trasmissione all’Osservatorio dei certificati di esecuzione lavori, ai fini del loro inserimento nel casellario informatico e del relativo utilizzo per l’attività certificatoria delle SOA.

In sede di gara, la stazione appaltante, in presenza di un certificato di esecuzione lavori redatto in conformità all’articolo 22, comma 7, del d.P.R. 34/2000 ed all’allegato D al medesimo decreto, non può addurre nei confronti del concorrente, l’eccezione che lo stesso non è stato rilasciato utilizzando la predetta procedura informatica.

Al riguardo, deve rilevarsi che nel caso in cui un certificato lavori presenti elementi di discordanza, contraddittorietà, ovvero non sia stato estratto secondo la procedura informatica prescritta dall’Autorità, la stazione appaltante è tenuta ad effettuare le opportune verifiche sul documento, anche in contraddittorio con l’impresa.

Per quanto attiene all’ulteriore motivo di esclusione dell’ATI Vincenzo Modugno s.r.l./I.CO.RES. s.r.l. concernente l’interpretazione assunta dalla Commissione di gara nella valutazione dei lavori pregressi, fondata sulla netta differenziazione fra “lavori eseguiti all’interno di strutture museali” e “lavori finalizzati alla realizzazione di un museo”, si fa presente che ai sensi dell’articolo 253, comma 30 del d. Lgs. n. 163/2006, è facoltà delle stazioni appaltanti “individuare, quale ulteriore requisito di partecipazione, l’avvenuta esecuzione nell’ultimo decennio, di lavori nello specifico settore cui si riferisce l’intervento, individuato in base alla tipologia dell’opera oggetto di appalto.”

Come chiarito dall’Autorità con deliberazione n. 99/2006, la disposizione deve essere interpretata nel senso che è necessario dimostrare l’esecuzione di lavori in una categoria della medesima species di quella che si affida.

Nel caso in esame, appare restrittiva la posizione assunta dalla S.A. di valutare come non pertinenti i lavori eseguiti su un immobile che solo successivamente ai predetti lavori è divenuto una struttura museale: infatti, l’appalto di che trattasi concerne il restauro e l’adeguamento funzionale di un autonomo corpo di fabbrica (palazzina neoclassica) la cui ristrutturazione consentirà di acquisire al complesso monumentale nel quale è inserito, nuove aree destinate sia a ristoro sia a sala di ascolto delle collezioni musicali.

In relazione al quesito concernente la possibilità di dimostrare la capacità dell’impresa nella categoria OG11 attraverso le lavorazioni nelle categorie specialistiche OS3, OS5, OS28 e OS30, si precisa che con la determinazione n. 8/2002 e con parere n. 116/2007 è stato chiarito che il principio di assorbenza fra categorie generali e categorie specializzate trova applicazione esclusivamente in riferimento alla OG11, nel senso che, ove nel bando sia richiesta la qualificazione di cui alle categorie di opere specializzate OS3, OS5, OS28 e OS30, è consentita la partecipazione anche alle imprese qualificate in categoria OG11. Laddove, invece, è richiesta la categoria generale OG11, la stessa non può essere dimostrata mediante la qualificazione nelle singole categorie specializzate.

Per quanto attiene all’esclusione dell’ATI ingg. Mario e Paolo Cosenza s.r.l./C.I.T.E. soc. coop. a r.l., si fa presente che il punto 1 del disciplinare di gara prevede che “i plichi devono essere idoneamente sigillati con ceralacca, controfirmati sui lembi di chiusura e devono recare all’esterno – oltre all’intestazione del mittente e all’indirizzo dello stesso – le indicazioni relative all’oggetto della gara, al giorno, all’ora dell’espletamento della medesima.” Nessuna disposizione specifica è stata dettata per la presentazione dei plichi da parte delle associazioni temporanee di imprese, già costituite ovvero da costituire.

Per consolidato indirizzo giurisprudenziale, le formalità della chiusura, sigillatura e controfirma del plico contenente l’offerta assolvono alla funzione di garantire l'identità, l’immodificabilità e la segretezza dell'offerta.

Sotto tale profilo, nel caso in esame, che vede il plico sigillato e controfirmato da parte dell’impresa mandataria, la prescrizione tesa a garantire l'autenticità della chiusura originaria proveniente dal mittente, al fine di evitare la manomissione del contenuto del plico, è stata adempiuta.

Altresì la mancata indicazione sul plico dell’indirizzo dell’impresa mandante non può essere considerata, in mancanza di espressa previsione comminatoria, causa di esclusione.

Infatti, l’assenza della specificazione, sulla busta, della denominazione dell’impresa mandante non altera la par condicio fra i concorrenti né la corretta regolarità della gara, rientrando nel novero delle mere irregolarità, sanabili nel rispetto del principio del favor partecipationis.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che le esclusioni delle associazioni temporanee di imprese Vincenzo Modugno s.r.l./I.CO.RES. s.r.l. e ingg. Mario e Paolo Cosenza s.r.l./C.I.T.E. soc. coop. a r.l. non sono conformi alla normativa di settore.


Il Presidente Relatore f.f.: Guido Moutier


Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data: 14.02.2008