Parere n. 46 del 20/02/2008

PREC1/08/L

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla SILGEO s.r.l. – messa in sicurezza di emergenza della discarica di RSU di C/da Martino – I modulo. S.A: Comune di Serradifalco.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio del precontenzioso


Considerato in fatto

In data 26 novembre 2007 è pervenuta all’Autorità l’istanza di parere in oggetto con la quale l’impresa SILGEO s.r.l. contesta la clausola del bando di gara per l’affidamento dei lavori indicati in oggetto, secondo la quale “le imprese partecipanti in aggiunta alla categoria OG12 cl. II, devono essere, a pena di esclusione, in possesso dell’iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali per la categoria 9 D) previsto dal D. Lgs. n. 152/2006, costituendo tale iscrizione condizione legittimante per la stipula del relativo contratto di appalto.”

A parere dell’impresa istante, detta clausola costituisce una limitazione alla partecipazione alla gara, per la quale, il possesso dell’attestazione SOA è condizione necessaria e sufficiente.

Infatti, prosegue l’impresa, individuato detto requisito come condizione per la stipula del contratto, è in tale fase che il concorrente deve dimostrarne il possesso, anche con il ricorso al subappalto a ditta iscritta all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali: l’impresa precisa che dal computo metrico dei lavori emerge che la voce “raccolta rifiuti sparsi e liquidi sversati” incide in misura inferiore al dieci per cento.

In sede di istruttoria procedimentale, la Stazione appaltante ha rappresentato di aver ritenuto di dover richiedere l’iscrizione all’Albo dei Gestori già in fase di partecipazione, per evitare il pericolo di una mancata stipulazione del contratto nel caso in cui l’aggiudicatario non fosse in possesso del requisito richiesto.

La S.A. contesta, inoltre, la possibilità di subappaltare le attività rientranti nella categoria 9, classe D), in quanto trattasi di intervento unitario, volto alla messa in sicurezza di un sito, per la realizzazione della quale non sono state previste attività scorporabili o subappaltabili.


Ritenuto in diritto

Si deve preliminarmente far presente che, in linea generale, in presenza di norme di settore che prevedono una specifica idoneità per l'esecuzione di determinate lavorazioni richieste dall'appalto, quale l'iscrizione ad Albi, nel bando di gara deve essere inserita la richiesta del relativo possesso, esclusivamente come requisito da dimostrare in fase di esecuzione.

Diversamente opinando, si attua una limitazione alla partecipazione alle gare di appalto di lavori pubblici, in violazione dell'articolo 1, commi 3 e 4, e dell'articolo 3, comma 2, del d.P.R. 34/2000, che statuiscono che la qualificazione in una categoria è condizione necessaria e sufficiente per la dimostrazione dei requisiti di capacità tecnica e finanziaria ai fini dell'affidamento di lavori pubblici.

Nel caso di specie, pertanto, la clausola in esame, così come formulata, stabilisce un ulteriore requisito di partecipazione, la cui richiesta non trova legittimazione nella normativa.

Si fa inoltre presente che con deliberazione n. 215/2007, l’Autorità ha chiarito che l’attività di messa in sicurezza, come anche rilevato dall’ordinanza del TAR Lazio 11 luglio 2007, non è equiparabile all’attività di bonifica dei siti, per l’espletamento della quale l’articolo 212, comma 5, del citato decreto legislativo n. 152/2006 prescrive il possesso dell’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che la clausola in esame non è conforme alla normativa di settore.


I Consiglieri Relatori: Piero Calandra, Guido Moutier

Il Presidente: Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data  06/03/2008