Parere n. 84 del 20/03/2008

PREC 16/08/F

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006, presentata dalla Autostrada BS - VR – VI – PD – S.p.A. – fornitura di elementi di barriera di sicurezza stradale, di assorbitori d’urto e di pannelli di rete elettrosaldata. S.A.: Autostrada BS- VR – VI – PD – S.p.A.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio del precontenzioso


Considerato in fatto

In data 10 dicembre 2007 è pervenuta all’Autorità l’istanza di parere indicata in oggetto, con la quale la stazione appaltante ha riferito delle eccezioni mosse dalla A.Ba.Si (Associazione Italiana Barriere di Sicurezza) sul bando di gara per la fornitura di elementi di barriera di sicurezza stradale, di assorbitori d’urto e di pannelli di rete elettrosaldata, pubblicato in data 15 settembre 2007 dall’Autostrada BS - VR – VI – PD – S.p.A. Secondo quanto riportato nell’istanza, la A.Ba.Si contesta il fatto che alcuni elementi di barriera di sicurezza oggetto della fornitura risultano gravati da privativa industriale e, pertanto, non sarebbe consentito agli offerenti pari accesso. In particolare, le caratteristiche tecniche previste dal Capitolato di gara e dalle Prescrizioni tecniche, richiedendo la fornitura di barriere stradali il cui produttore e titolare del brevetto è l’impresa Metameccanica Fracasso, si porrebbero in violazione con l’art. 68, comma 13, del D.Lgs. n. 163/2006, dal momento che non vi è menzione dell’espressione “o equivalente”. L’istante replica che non sussistono gravami di privativa industriale nei confronti dell’aggiudicatario in quanto il detentore di tali brevetti ha rinunciato alla proposizione di azioni di difesa di detti brevetti nei confronti delle imprese che dovessero risultare aggiudicatarie di forniture del sistema di sicurezza “3N” con esclusiva limitazione al tratto autostradale Brescia – Padova. Inoltre, non sarebbe possibile per la stazione appaltante fornire materiali con caratteristiche diverse da quelle indicate nel Capitolato d’oneri, in quanto non compatibili e tali da non garantire il mantenimento degli standard di sicurezza.


Ritenuto in diritto

La procedura di gara in esame riguarda, come disposto dall’art. 1 del Capitolato d’oneri, la fornitura di tutti gli elementi di barriere di sicurezza stradale, corrispondenti a quelli esistenti, di assorbitori d’urto e di pannelli di rete elettrosaldata, per soddisfare il fabbisogno della manutenzione e della sostituzione di tratti danneggiati in seguito ad eventi. Tale fornitura, da svolgersi durante un periodo di 27 mesi, riguarda barriere di sicurezza autostradale già esistenti, e comprende il ripristino di danni localizzati e l’adeguamento di tratti non significativi, operazioni, queste, che sembrano consentire l’impiego delle tipologie preesistenti, come previsto dal DM LL.PP. n. 223 del 18 febbraio 1992 recante il regolamento per le istruzioni tecniche per la progettazione, l’omologazione e l’impiego delle barriere stradali di sicurezza. Infatti, secondo quanto descritto nella documentazione di gara prodotta, l’oggetto della gara risulta essere rappresentato dal ripristino di danni localizzati che, ai sensi dell’art. 2, ultimo comma, del citato decreto ministeriale possono essere eseguiti con le tipologie preesistenti.

Sulla base del sopracitato riferimento normativo, la stazione appaltante ha riportato nel capitolato speciale le indicazioni delle caratteristiche tecniche delle barriere stradali preesistenti il cui brevetto è stato oggetto, come descritto in narrativa, di una rinuncia da parte del titolare alla proposizione di azioni di difesa nei confronti delle imprese che dovessero risultare aggiudicatarie. La stazione appaltante ha chiarito di aver ritenuto doveroso, al fine di garantire pari accesso agli offerenti e non creare ostacoli ingiustificati alla concorrenza, prevedere la detta dichiarazione di rinuncia al brevetto nella documentazione di gara. D’altra parte altre forme di garanzia non ve ne erano, dal momento che oggetto della gara dovevano essere esattamente gli stessi materiali utilizzati nella barriera preesistente, al fine di salvaguardare la sicurezza. Questa la ragione per cui la stazione appaltante non ha previsto l’espressione “o equivalente”, secondo il dettato dell’art. 68, comma 13, del D.Lgs. n. 163/2006, in quanto l’equivalenza non è stata ritenuta, per l’intervento specialistico, idonea a fornire gli stessi standard di sicurezza.

Sul punto occorre precisare che l’art. 68, comma 13, del D.Lgs. n. 163/2006 stabilisce, in via generale, il divieto di introdurre nella documentazione di gara specifiche tecniche che facciano menzione espressa di un marchio, o un brevetto un’origine o una produzione specifica. Tuttavia, nel caso di specie, sembra ammissibile una deroga a tale divieto, in funzione del tipo particolare di fornitura, per la quale è stata prevista una normativa speciale che ammette la  possibilità di eseguire le lavorazioni con il materiale precedentemente utilizzato. Tale deroga deve essere calata nella concreta situazione prospettata, e a fronte delle esigenze di sicurezza rappresentate dalla stazione appaltante. Nella fattispecie, infatti l’istante ha giustificato le clausole oggetto di censura, affermando che era necessario garantire un alto livello di affidabilità della fornitura, nonché una sua piena compatibilità con la fornitura già in dotazione presso l’autostrada. Tale compatibilità non avrebbe potuto essere conseguita, se non indicando direttamente i pezzi di barriera compatibili, non essendo possibile in alcun modo specificare in luogo del brevetto, caratteristiche tecniche descrittive della compatibilità o incompatibilità. Nel contesto di una gara destinata a garantire la continuità e l’efficienza degli interventi oggetto di gara, assume un peso specifico anche l’esigenza di garantire l’immediata ed effettiva reperibilità dei pezzi di ricambio, pezzi che devono essere resi urgentemente ed essere esattamente compatibili con le barriere di sicurezza stradale già in dotazione. Le suddette caratteristiche, sono tanto più importanti, nella misura in cui l’oggetto dell’appalto attiene a esigenze di sicurezza ed affidabilità.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene nei limiti di cui in motivazione, di rappresentare alle Parti interessate che le clausole censurate del Capitolato D’Oneri, non configurano una violazione dei principi di cui all’art. 68 del D.Lgs. n. 163/2006.


I Consiglieri Relatori: Piero Calandra, Guido Moutier

Il Presidente: Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data  09/04/2008