Parere n.112 del 09/04/2008

PREC10/08/S

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dal Consorzio di Bonifica di Paestum Sinistra Sele – affidamento direzione lavori e servizi connessi dell’intervento di consolidamento statico della galleria del ripartitore principale irriguo in sinistra Sele.


Il Consiglio

Vista la relazione dell'Ufficio del precontenzioso


Considerato in fatto

In data 10/12/2007 è pervenuta all’Autorità l’istanza di parere in oggetto con la quale il Consorzio di Bonifica di Paestum Sinistra Sele chiede l’avviso dell’Autorità in merito alla controversia insorta con la società V.A.M.S. Ingegneria s.r.l. in sede di verifica dei requisiti ex articolo 48, comma 1, del d. Lgs. n. 163/2006.

In particolare, il sopra indicato concorrente non ha confermato gli importi dichiarati nella documentazione di gara, ma ha documentato, in riferimento al fatturato globale ed alle due classi di opere richieste dal bando di gara (VII b e IX c), nuovi e diversi importi, comunque superiori ai minimi previsti nel bando stesso.

Inoltre, in riferimento alla dimostrazione di aver eseguito attività di progettazione nella classe VII b), ha presentato certificazione di attività rientrante nella classe VII a), adducendo a propria giustificazione quanto espresso da questa Autorità nella determinazione n. 7/1999, concernente la valutazione dell’affinità delle opere progettate rispetto a quelle oggetto dell’affidamento. A parere del concorrente, detta determinazione stabilisce che l’affinità delle opere progettate deve essere valutata in relazione alle classi di opere individuate dalla legge n. 143/1949 e non anche con riferimento alle rispettive categorie.

Sulla base di quanto sopra, la S.A. chiede se, ad avviso dell’Autorità, la differenza fra i valori dichiarati in sede di partecipazione e quelli documentati sia motivo di esclusione e se quanto espresso nella determinazione n. 7/1999 sulle opere affini, consenta la presentazione di documentazione relativa ad opere appartenenti alla medesima classe richiesta dal bando di gara, ma a diversa categoria.


Ritenuto in diritto

L’articolo 48, comma 1, del d. Lgs. n. 163/2006, mira ad evitare che lo svolgimento della gara, in presenza di dichiarazioni mendaci ovvero in caso di mancata prova dell’effettivo possesso dei requisiti, possa essere falsato dalla partecipazione di soggetti che non siano in possesso dei requisiti minimi richiesti per concorrere all’appalto e che, partecipando, rischierebbero di alterare l’aggiudicazione.

La norma, pertanto, assolve in generale alla funzione di garantire l’affidabilità dell’offerta, di cui il primo indice è rappresentato proprio dalla correttezza e serietà del comportamento del concorrente in relazione agli obblighi derivanti dalla disciplina della gara.

Pertanto, la funzione dell’articolo 48 del d. Lgs. 163/2006 è quella di comprova della veridicità delle dichiarazioni presentate (“quando tale prova non sia fornita ovvero non confermi le dichiarazioni contenute nella domanda di partecipazione o nell’offerta, le stazioni appaltanti procedono all’esclusione del concorrente…”).

Il sub procedimento di verifica, si deve precisare, deve essere rapportato ai requisiti minimi prescritti dal bando di gara, in relazione ai quali è necessario effettuare il raffronto fra quanto dichiarato e quanto dimostrato. È, infatti, necessario e sufficiente, ai fini della comprova dei requisiti, dimostrarne il possesso in relazione allo specifico affidamento.

Tuttavia, il caso in esame si caratterizza per avere il concorrente dimostrato, in sede di verifica, importi “nuovi e diversi” rispetto a quelli resi in fase di autodichiarazione, sia pure in misura superiore a quelli minimi prescritti dal bando.

Si deve allora valutare se la fattispecie in esame sia censurabile sotto il profilo della mancata conferma della dichiarazione presentata nella documentazione di gara, a prescindere dalla circostanza che la documentazione prodotta supporti l’effettivo possesso dei requisiti minimi richiesti dal bando.

Infatti, il legislatore, nel prevedere espressamente la corrispondenza fra quanto dichiarato e quanto dimostrato, ha voluto garantire la par condicio dei partecipanti alla procedura di gara e tutelare la stazione appaltante sul fatto che il concorrente interessato dal procedimento di verifica sia in possesso dei requisiti richiesti per la partecipazione alla gara alla data della pubblicazione del bando di gara.

Inoltre, la S.A., nell’effettuazione del sub procedimento di verifica dei requisiti, non può essere gravata da ulteriore e diversa attività rispetto a quella del riscontro tra la dichiarazione resa nella documentazione prodotta in gara e la documentazione di comprova. La presentazione di documentazione di comprova diversa, infatti, comporta la necessità di effettuare una nuova valutazione in ordine all’ammissibilità del concorrente alla gara.

Pertanto, presentare documentazione che comprovi importi “nuovi e diversi” rispetto a quelli dichiarati costituisce causa di esclusione per violazione di quanto disposto dall’articolo 48, comma 1, del d. Lgs. 163/2006.

Si precisa, infine, che, ai fini della risoluzione della questione in esame, il quesito interpretativo sulla determinazione n. 7/1999 risulta assorbito.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che in sede di sub procedimento di verifica di cui all’articolo 48, comma 1, del d. Lgs. n. 163/2006, è necessario che l’operatore economico dimostri con la documentazione di supporto quanto dichiarato in sede di partecipazione alla gara, non potendo presentare nuovi e diversi elementi rispetto a quelli già indicati in gara.


I Consiglieri Relatori: Alessandro Botto, Giuseppe Brienza

Il Presidente: Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 11/04/2008