Parere n.118 del 17.04.2008

PREC85/08/L

Oggetto: istanze di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentate dalla Di Felice Emidio, dalla Chiarini Renato, dalla T&C s.r.l. e dalla Signati geom. Francesco – realizzazione collettore fognario ad integrazione e completamento della rete fognaria di Biforco – Marradi. S.A. Comune di Marradi Ufficio Gare Associato Comunità Montana del Mugello.


Il Consiglio

Vista la relazione dell'Ufficio del precontenzioso


Considerato in fatto

In data 11/12/2007 è stato pubblicato il bando per l’affidamento dei lavori indicati in oggetto, contabilizzati a corpo e a misura, per un importo a base d’asta di Euro 270.078,72, categoria prevalente OG6, classifica I, da aggiudicarsi al prezzo più basso mediante offerta prezzi unitari.

Il punto H del bando di gara prevedeva, a pena di esclusione, la presentazione della seguente documentazione:

  1. offerta, sottoscritta dal legale rappresentante o da un suo procuratore, contenente l’indicazione del ribasso percentuale, espresso in cifre e lettere, sull’importo posto a base di gara;
  2. “lista delle lavorazione e delle forniture previste per l’esecuzione dei lavori”, contenente l’indicazione in calce del prezzo complessivo offerto, unitamente al conseguente ribasso percentuale rispetto al prezzo complessivo posto a base di gara.

In data 21 e 25 gennaio 2008 sono pervenute all’Autorità le istanze di parere in oggetto con le quali le imprese Di Felice Emidio, Chiarini Renato, T&C s.r.l. e Signati geom. Francesco contestano i provvedimenti di esclusione disposti nei loro confronti per aver omesso di indicare, in calce al modulo denominato “lista delle lavorazioni e forniture previste per l’esecuzione dei lavori”, il prezzo complessivo offerto ed il conseguente ribasso percentuale rispetto al prezzo complessivo posto a base di gara.

Le imprese istanti lamentano la circostanza che la lista delle lavorazioni non prevedeva in calce uno spazio apposito per indicare i totali ed il ribasso percentuale e che, comunque, hanno indicato il prezzo complessivo offerto ed il conseguente ribasso percentuale sul modulo dell’offerta, di cui al punto H 1) del bando di gara.

In sede di istruttoria documentale, la Stazione appaltante ha rappresentato che il prezzo complessivo offerto ed il conseguente ribasso percentuale dovevano essere indicati in calce alla lista delle lavorazioni, giusto quanto disposto dal bando di gara e dall’articolo 90, comma 2, del d.P.R. 554/1999, e che detta indicazione, essendo il risultato dei singoli prezzi unitari applicati alle quantità indicate, non poteva che essere riportato in calce alla liste stessa.

Inoltre, prosegue la S.A., la dichiarazione di offerta di cui al punto H 1) del bando di gara, assolve ad una funzione diversa da quella della lista delle lavorazioni, essendo tesa ad avere una espressa dichiarazione di impegno contrattuale da parte del legale rappresentante dell’impresa.

 

Ritenuto in diritto

L’articolo 90 del d.P.R. 554/1999, disciplina l’aggiudicazione al prezzo più basso determinato mediante offerta a prezzi unitari.

Ai sensi del comma 2, del citato articolo 90, “Il prezzo complessivo offerto, rappresentato dalla somma di tali prodotti (ndr quantitativi risultanti dalla quarta colonna per i prezzi indicati nella sesta) è indicato dal concorrente in calce al modulo stesso unitamente al conseguente ribasso percentuale rispetto al prezzo complessivo posto a base di gara.” 

In particolare per quanto attiene al prezzo complessivo offerto, che, come rilevato dal TAR Campania, Napoli con le pronunce  nn. 8205/2002 e 10171/2004, essendo “il risultato dei singoli prezzi unitari applicati alle quantità indicate, non può giocoforza che essere indicato esclusivamente in calce alla lista stessa, onde consentire in sede di gara sia la verifica dei calcoli sia la certezza del corrispettivo offerto”.

Nel caso in esame, tuttavia, si devono effettuare le seguenti considerazioni:

  1. nell’offerta prezzi unitari, ciò che rileva ai fini della individuazione certa dell'offerta è l'indicazione della percentuale di ribasso sul prezzo a base d'asta. Come, infatti, rilevato dal giudice amministrativo “L'art. 90, comma 3, del D.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554, da interpretarsi in coerenza con quanto prescritto nel successivo comma 6, ha inteso risolvere in modo chiaro tutti i problemi connessi alle discordanze tra le varie parti dell'offerta, indicando come criterio unificatore e vincolante quello della percentuale di ribasso (in precedenza non prescritta), onde considerare irrilevanti i possibili errori che il concorrente in una gara di appalto abbia commesso nell'indicazione del prezzo complessivo offerto per l'esecuzione di un'opera pubblica. In base alla norma sopra citata il dato decisivo di riferimento per la determinazione dei prezzi unitari negli appalti di lavori pubblici è, pertanto, rappresentato dal ribasso percentuale, in base al quale, non solo si identifica l'offerta (comma 6), ma si effettua la correzione delle eventuali discordanze tra i prezzi unitari, comunque indicati, e la detta percentuale, adeguandoli a quest'ultima” (TAR Lazio, Roma, sez. II/ter 12/10/2005 n. 8409).
  2. Inoltre, “la mancata indicazione del prezzo complessivo, facilmente determinabile da una semplice operazione aritmetica, in ragione della percentuale di ribasso offerto sull'importo a base d'asta, non può essere sanzionata in ogni caso in modo più rigoroso della errata indicazione del medesimo” (TAR Sicilia, Palermo, sez. I 9/11/2005 n. 4992; TAR Campania, Napoli, sez. VIII 13/6/2007 n. 6098);

  3. la disciplina di gara prevedeva che il plico “offerta” dovesse contenere a) l’offerta sottoscritta dal legale rappresentante contenente l’indicazione del ribasso percentuale e b) la lista delle lavorazioni e delle forniture, sottoscritta in ogni foglio dal legale rappresentante.

Le imprese istanti hanno indicato nella dichiarazione di offerta il prezzo complessivo ed il conseguente ribasso percentuale.

Poiché tale documento, indice di una sicura volontà contrattuale, con il quale il concorrente fa propria l’offerta (cfr. TAR Calabria, Catanzaro, sez. I, n. 1242/2006) contiene l’indicazione del prezzo complessivo offerto, può ritenersi che la mancata indicazione dello stesso in calce alla lista delle lavorazioni possa essere valutata come una irregolarità, non suscettibile della sanzione dell’esclusione.

Infatti, i due documenti (offerta e lista), contenuti nello stesso plico ed entrambi sottoscritti dal legale rappresentante dell’impresa, ben possono integrarsi a vicenda.

Né rileva l’eccezione sollevata dalla S.A. secondo la quale il documento offerta, in quanto “espressa dichiarazione di impegno contrattuale” ha una valenza diversa da quella della lista delle lavorazioni.

Ciò che rileva è che detta dichiarazione di offerta, a qualsiasi titolo richiesta, contenga tutti gli elementi necessari per una sua compiuta individuazione.

Sulla base di quanto sopra, la mancata indicazione del prezzo complessivo offerto e del conseguente ribasso percentuale in calce alla lista delle lavorazioni non comporta l’esclusione dell’impresa nel caso in cui detti elementi siano comunque stati dichiarati dall’offerente nella dichiarazione di offerta, allegata alla lista delle lavorazioni.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che l’esclusione delle imprese Di Felice Emidio, dalla Chiarini Renato, dalla T&C s.r.l. e dalla Signati geom. Francesco non è conforme alla normativa di settore.


I Consiglieri Relatori: Alessandro Botto, Giuseppe Brienza

Il Presidente: Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 21/04/2008