Parere n. 154 del 14/05/2008

PREC138/08/L

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla FANARA CALOGERO – lavori di manutenzione straordinaria impiantistica nella casa di riposo per anziani “Don Luigi Ricceri”. S.A. Comune di Mineo.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio del precontenzioso


Considerato in fatto

In data 25 gennaio 2008 il Comune di Mineo procedeva all’espletamento dell’affidamento del cottimo-appalto relativo ai lavori indicati in oggetto, riconducibili alla categoria OG11, da aggiudicarsi con procedura negoziata ai sensi dell’articolo 24-bis della legge n. 109/1994 nel testo coordinato con le norme della Legge Regionale n. 7/2002 e s.m.i, con il criterio di aggiudicazione del prezzo più basso, per un importo a base d’asta di 128.958,27 euro oltre 2.082,56 euro per oneri di sicurezza.

La lettera di invito al cottimo-appalto prevedeva, ai sensi dell’articolo 8, comma 11-quinquies, della legge n. 109/1994 (testo coordinato), che l’impresa non iscritta alla Camera di Commercio come impresa artigiana (requisito necessario e sufficiente ai fini della qualificazione delle imprese artigiane per gli appalti di importo inferiore a 150.000 euro) doveva presentare la dichiarazione relativa al possesso dei requisiti di cui all’articolo 28 del d. P.R. 34/2000. Era, altresì, richiesto il possesso dell’abilitazione di cui alla legge n. 46/90, lettere c) e g).

In data 19.02.2008 è pervenuta all’Autorità l’istanza di parere in oggetto, con la quale la ditta Fanara Calogero ha rappresentato la controversia insorta con la Stazione Appaltante in seguito alla revoca dell’aggiudicazione provvisoria, disposta dalla Commissione di gara dopo aver valutato il ricorso avverso detta aggiudicazione presentato dalla ditta seconda classificata in graduatoria.

In particolare, la revoca dell’aggiudicazione provvisoria è stata disposta in quanto la ditta Fanara Calogero risulta iscritta alla Camera di Commercio di Catania come impresa artigiana, ma solo per i lavori edili, mentre per i lavori impiantistici (oggetto del cottimo) è iscritta come impresa non artigiana e, pertanto, per la dimostrazione del possesso della necessaria qualificazione, avrebbe dovuto presentare la dichiarazione relativa al possesso dei requisiti di cui all’articolo 28 del d. P.R. 34/2000, per lavori analoghi riconducibili alla categoria OG11.

A parere dell’impresa istante, il provvedimento di revoca dell’aggiudicazione è illegittimo, dal momento che l’impresa è iscritta alla Camera di Commercio come impresa artigiana ed è in possesso dell’abilitazione di cui alla legge n. 46/90, lettere c) e g).

In sede di istruttoria procedimentale, la S.A. ha rappresentato che l’iscrizione all’albo delle imprese artigiane per categorie di lavoro diverse (lavori edili) da quelle dedotte in appalto, non è sufficiente ad abilitare la stessa ad eseguire le lavorazioni richieste.


Ritenuto in diritto

Ai sensi dell’articolo 8, comma 11-quinquies, del testo coordinato della legge 109/1994, per i lavori di importo pari o inferiori a 150.000 euro il requisito richiesto per partecipare agli appalti di lavori pubblici, per le imprese iscritte all’albo separato delle imprese artigiane, istituito presso le Camere di Commercio, è costituito dalla presentazione del certificato di iscrizione, da almeno due anni, all’albo camerale; per le imprese non artigiane, i requisiti richiesti sono quelli di cui all’articolo 28, comma 1, lettera a) del d.P.R. 34/2000, nella misura del cinquanta per cento dell’importo in appalto, concernente i lavori analoghi eseguiti nel quinquennio antecedente la data di pubblicazione del bando.

Per la soluzione della questione sottoposta all’attenzione dell’Autorità, occorre osservare, in primo luogo, che l’impresa possiede la doppia iscrizione alla Camera di Commercio, nella sezione Albo Artigiani (attività: lavori generali di costruzione di edifici) e nella sezione Registro Imprese (attività: impiantistica), ed è, altresì, in possesso delle abilitazioni di cui alla legge n. 46/1990.

In secondo luogo, si deve considerare che per gli appalti di importo pari o inferiore a 150.000 euro, quale quello in esame, l’art. 8, comma 1, della legge 109/1994 e s.m., impone comunque il possesso di una professionalità qualificata, che è stata definita dall’Autorità (deliberazione n. 165/2003), come un rapporto di analogia tra i lavori eseguiti dal concorrente e quelli oggetto dell’appalto da affidare: “analogia intesa come coerenza tecnica tra la natura degli uni e degli altri.” Detta analogia va valutata dalla Stazione Appaltante.

Relativamente all’attività per la quale l’impresa istante è iscritta nell’Albo Artigiani, riconducibile alle lavorazioni della categoria OG1, di cui all’allegato A al d.P.R. 34/2000, si precisa che la relativa declaratoria riguarda la costruzione, la manutenzione o la ristrutturazione di interventi puntuali di edilizia occorrenti per svolgere una qualsiasi attività umana, diretta o indiretta, completi delle necessarie strutture, impianti elettromeccanici, elettrici, telefonici ed elettronici e finiture di qualsiasi tipo nonché delle eventuali opere connesse, complementari e accessorie.

Pertanto, l’attività edile esercitata dall’impresa Fanara Calogero in qualità di impresa artigiana, in analogia con quanto avviene relativamente alle lavorazioni da appaltare, avrebbe dovuto essere soggetta a previa specifica verifica da parte della stazione appaltante.

Vale rilevare, nel caso in esame, il limitato importo dei lavori eseguiti nel quinquennio che l’impresa è chiamata a dimostrare (cinquanta per cento dell’importo del contratto da stipulare).

Stante quanto sopra rilevato, tenuto conto che si verte in una procedura di cottimo, si ritiene che la S.A. avrebbe dovuto, prima di procedere all’esclusione dell’impresa Fanara Calogero, accertare la effettiva capacità della stessa, mediante la richiesta dei certificati di esecuzione lavori.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che la revoca dell’aggiudicazione all’impresa Fanara Calogero, in assenza di un accertamento sulla effettiva capacità tecnico economica della stessa, non è conforme alla normativa di settore.


I Consiglieri Relatori: Alessandro Botto, Giuseppe Brienza

Il Presidente: Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data: 21/05/2008