Parere n. 158 del 21/05/2008

PREC 169/08/S

Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dal Comune di Fano – Gara d’appalto per il servizio di manutenzione del verde pubblico per gli anni 2008 – 2009 - 2010. Importo a base d’asta € 780.000,00 Iva esclusa.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio del precontenzioso


Considerato in fatto

In data 7 marzo 2008 è pervenuta a questa Autorità l’istanza di parere in oggetto, con la quale il Comune di Fano ha rappresentato la controversia insorta con alcune Società partecipanti alla gara, ed in particolare la SALA GIARDINI S.r.l. e la VERDEPIU’ IMPIANTI S.r.l., in relazione al bando di gara per la procedura concernente il “Servizio di manutenzione del verde pubblico per gli anni 2008 – 2009 – 2010”.

In particolare, le due Società contestano l’esclusione dalla partecipazione a gara per non aver presentato i certificati di regolare esecuzione dei servizi analoghi svolti nel triennio antecedente. Il punto III 2.3) del bando di gara, prevedeva, quale requisito di partecipazione, l’aver svolto da almeno tre anni (2004-2005-2006) servizi identici o analoghi a quelli posti a base di gara, con fatturato medio annuo non inferiore a € 260.000,000 Iva esclusa.

Detta certificazione, inoltre, secondo quanto previsto nel successivo punto VII 1.4), della lex specialis, doveva essere corredata dalle “relative certificazioni rilasciate dagli stessi committenti con la dichiarazione della regolare esecuzione o buon esito del servizio svolto”.

Gli operatori economici partecipanti alla procedura aperta svoltasi in seduta pubblica in data 5.2.2008, risultavano complessivamente dieci.

In sede di ammissione, la Commissione di gara verificava che diversi concorrenti, avevano allegato “certificazione di esecuzione di lavori” rilasciate da Enti pubblici, con espresso riferimento alla categoria OS24 e non di servizi come espressamente richiesto dal bando.

La Commissione pertanto, procedeva all’esclusione dei sei concorrenti che avevano presentato certificati di lavori e non certificati di servizi, consentendo, al contempo, la loro riammissione subordinatamente alla riproposizione degli stessi certificati integrati con la dicitura “servizi” da parte degli Enti che li avevano rilasciati, ovvero con una dichiarazione di equiparazione degli appalti eseguiti a prestazioni di servizi di manutenzione del verde.

Alcuni concorrenti esclusi, nello specifico due, in seguito a tale comunicazione, provvedevano a integrare la documentazione mancante con le dichiarazioni degli Enti pubblici committenti relative ai lavori svolti, dichiarando l’equiparazione degli appalti eseguiti a prestazioni di servizi di manutenzione del verde pubblico, sanando così le cause di esclusione dalla gara.

Le ditte rimanenti non provvedevano ad alcuna integrazione documentale.

L’istante Comune di Fano, nel ribadire la propria posizione, ha dichiarato che i certificati di effettuazione di lavori inerenti la manutenzione del verde non possono essere ritenuti analoghi a certificazioni di sevizi e pertanto chiede a questa Autorità di dichiarare il legittimo operato della Commissione.

In sede di istruttoria procedimentale, la ditta VERDEPIU’ IMPIANTI S.r.l. ha rappresentato che i certificati lavori presentati devono essere valutati da un punto di vista sostanziale e non meramente formale, che gli stessi attestano manutenzioni del verde denominate “lavoro”, del tutto assimilabili a quanto dedotto in appalto e che la capacità esecutiva di svolgere lavori afferenti alla categoria OS24 assorbe quella di prestare, nel medesimo settore, servizi continuativi o periodici.


Ritenuto in diritto

Con deliberazione n. 72/2007 l’Autorità ha chiarito che “… la manutenzione del verde pubblico rientra nell’ambito dei servizi e non in quello dei lavori, tutte le volte in cui l’attività non comporti una modificazione della realtà fisica con l’utilizzazione, la manipolazione e l’installazione di materiali aggiuntivi e sostitutivi non inconsistenti sul piano strutturale e funzionale (cd quid novi): così ad esempio, la mondatura, rasatura, irrigazione, concimazione, posatura,  pulizia, trattamenti vari, sfalcio, decespugliamento delle scarpate ecc… non configurano “lavori” ma “servizi”.

Come si evince dal capitolato speciale, l’attività dedotta in appalto consiste nella potatura, irrigazione, semina, messa a dimora di piante ed arbusti, stesura di tappeti erbosi, impiego di fertilizzanti, e quant’altro necessario per la manutenzione del verde pubblico: gli interventi previsti dalla lex specialis, pertanto, non si configurano come lavori, bensì come servizi, in quanto limitati ad attività continuativa di cura e regolazione di patrimonio verde già esistente.

La richiesta nel bando di gara, a pena di esclusione, concernente l’aver “svolto da almeno 3 anni servizi identici o analoghi a quelli posti a base di gara..” prevedeva, pertanto, una corrispondenza fra l’attività espletata e quella richiesta in appalto, per la quale era necessario effettuare un esplicito riferimento, che non poteva essere desunto dalla Commissione di gara con la semplice lettura dei certificati di esecuzione lavori rilasciati per la categoria OS24, che riguarda appalti di lavori per interventi di esecuzione del verde urbano, realizzati al fine di consentire un miglior uso della città come recinzioni, sistemazioni paesaggistiche, verde attrezzato, campi sportivi e terreni da gioco.

Occorreva, pertanto, una specificazione volta alla caratterizzazione delle attività che solo l’Ente committente poteva attestare.

Pertanto, la stazione appaltante, correttamente, una volta verificata la mancanza, nei certificati di regolare esecuzione, di qualsiasi riferimento ad attività manutentiva attinente l’ambito dei servizi, ha invitato le imprese alla integrazione documentale.

Si precisa che la richiesta di integrazione documentale non ha determinato un aggravamento del procedimento, in quanto la specificazione richiesta è strettamente connessa all’oggetto dell’appalto ed è al contempo volta ad evitare l’esclusione dei concorrenti interessati.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che l’operato della Commissione di gara è conforme alla normativa di settore.


I Consiglieri Relatori: Alessandro Botto, Giuseppe Brienza

Il Presidente: Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data: 26/05/2008