Parere n. 182 del 12/06/2008

PREC223/08/L

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla Impresa Materazzo ing. Lucio s.r.l. – lavori di scavo archeologico e realizzazione di un deposito e di un laboratorio nelle vasche dismesse limitrofe allo scavo in Poggiomarino. S. A. Soprintendenza Archeologica di Pompei.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio del precontenzioso


Considerato in fatto

In data 25 febbraio 2008 la Soprintendenza Archeologica di Pompei ha bandito l’appalto per l’affidamento dei lavori indicati in oggetto, per un importo complessivo di € 2.506.708,24, categoria prevalente OS25, classifica IV e categoria scorporabile non subappaltabile OG2, classifica III. Ai sensi dell’articolo 253, comma 30, del d. Lgs. n. 163/2006, i concorrenti dovevano dimostrare “di aver regolarmente eseguito, negli ultimi dieci anni, lavori di scavi archeologici rivolti a situazioni di analoga cronologia e di comparabili condizioni geo-idrauliche per un importo almeno pari al 70% di quello posto a base di gara riferito alla categoria OS25”.

Alla gara hanno partecipato n. 6 imprese.

In data 14 aprile 2008 è pervenuta all’Autorità l’istanza di parere in oggetto con la quale l’impresa Materazzo ing. Lucio s.r.l., capogruppo della costituenda associazione temporanea Materazzo ing. Lucio s.r.l./Edil Restauri Nu.sco.si s.r.l.,  lamenta l’esclusione dalla gara indicata in oggetto, disposta dalla Commissione di gara per non aver dimostrato il possesso dei requisiti aggiuntivi di qualificazione: come riportato nel provvedimento di comunicazione dell’esclusione, i certificati lavori esibiti dall’ATI riguardavano lavori caratterizzati o da “analoga cronologia” o da “comparabili condizioni geo-idrauliche”, mentre il bando richiedeva l’esecuzione di lavori nei quali fossero presenti entrambi detti elementi.

A parere dell’impresa istante, che ha dimostrato di aver eseguito sia scavi dello stesso periodo storico sia di aver lavorato in analoghe condizioni geo-idrauliche, e che pertanto ritiene di essere in possesso delle specifiche capacità tecniche richieste, il bando non prevedeva la contemporaneità delle due caratteristiche sopra riportate.

Successivamente, l’impresa Materazzo ing. Lucio s.r.l. ha inviato una integrazione di istanza di parere, nella quale si rappresenta che dopo l’apertura delle offerte economiche delle tre imprese rimaste in gara, la Commissione di gara ha ritenuto che due concorrenti avessero offerto, per le prestazioni professionali dell’archeologo, dei prezzi inferiori alle tariffe assunte come riferimento dalla Soprintendenza e, pertanto, ha provveduto ad escludere dette imprese.

In relazione al predetto comportamento della Commissione di gara, l’impresa istante evidenzia che le tariffe richiamate dalla Soprintendenza, in assenza di un albo specifico, non possono considerarsi vincolanti dell’autonomia negoziale del concorrente all’appalto nei rapporti con il professionista archeologo.

In sede di istruttoria procedimentale, la Stazione appaltante ha evidenziato, in riferimento alla prima eccezione sollevata dall’istante, che il requisito della capacità specifica era individuato nell’esecuzione di lavori nei quali fossero presenti entrambe le caratteristiche richieste e che la formulazione del bando non dava luogo a possibili diverse interpretazioni.

Per quanto attiene alla lamentata esclusione dei due concorrenti che hanno presentato compensi professionali degli archeologi inferiori a quanto indicato orientativamente dalla Soprintendenza, la S.A. ha rappresentato di aver provveduto a riammettere le imprese in un primo momento escluse, sulla scorta della considerazione che la clausola della disciplina di gara relativa alle tariffe di riferimento per i compensi degli archeologi, è da intendersi come parametro di giudizio ai fini del sub procedimento di verifica dell’anomalia, piuttosto che come clausola di esclusione.


Ritenuto in diritto

Nel caso di specie l’impresa istante ha esibito sia certificati di esecuzione lavori nei quali si attesta l’esecuzione di lavori caratterizzati da “analoga cronologia” sia certificati lavori nei quali si attesta l’esecuzione di lavori caratterizzati da “comparabili condizioni geo-idrauliche”: come correttamente ha rilevato l’impresa, alla medesima può essere quindi imputata la capacità tecnica di scavo nei siti che vanno dall’età del bronzo a quella del ferro e la tecnica di scavo in presenza di falda acquifera, quali quelli in appalto.

La ratio sottesa alla disposizione di cui all’articolo 253, comma 30 del d. Lgs. n. 163/2006, secondo la quale è facoltà delle stazioni appaltanti “individuare, quale ulteriore requisito di partecipazione, l’avvenuta esecuzione nell’ultimo decennio, di lavori nello specifico settore cui si riferisce l’intervento, individuato in base alla tipologia dell’opera oggetto di appalto”, è quella di consentire alle S.A. di selezionare concorrenti in possesso di esperienza specifica, e cioè, nel caso in esame, di saper eseguire scavi archeologici nelle medesime condizioni di quelle dedotti in appalto.

Quanto sopra, infatti, in applicazione del principio di cui all’articolo 2, comma 1, del d.Lgs. n. 163/2006, secondo il quale l’esecuzione di opere e lavori pubblici deve garantire la qualità delle prestazioni.

Al di là del profilo di interpretazione letterale della citata clausola, occorre, nella selezione dei concorrenti, seguire un approccio sostanzialistico, comunque nel rispetto della par condicio, e verificare se gli stessi concorrenti, nel merito ed in concreto, abbiano e dimostrino le prescritte capacità.

Ove pertanto, l’impresa istante dimostri, tramite certificati di esecuzione lavori, l’esperienza pregressa in lavori di scavi archeologici rivolti sia a situazioni di analoga cronologia sia di comparabili condizioni geo-idrauliche, per un importo almeno pari al 70% di quello posto a base di gara, può ritenersi in possesso della necessaria qualificazione per la partecipazione all’appalto.

In riferimento alla seconda eccezione, si concorda con le considerazioni della S.A. secondo le quali la clausola della disciplina di gara relativa alle tariffe di riferimento per i compensi degli archeologi, è da intendersi come parametro di giudizio ai fini del sub procedimento di verifica dell’anomalia, piuttosto che come clausola di esclusione e, pertanto, non si rilevano profili di irregolarità.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che l’esclusione dell’ATI Materazzo ing. Lucio s.r.l./Edil Restauri Nu.sco.si s.r.l. non è conforme alla normativa di settore.


Il Consigliere Relatore: Andrea Camanzi

Il Presidente Relatore: Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data: 23/06/2008