Parere n. 224 del 09/10/2008

PREC 203-08-S

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata da ATP arch. Ludovico Lamberti, arch. Pietro Guadagno, dr. Geol. Angelo Quaglia, Dr. Geol. Giuseppe Pagnotto, Arch. Antonio Oliviero, Ing. Liliana Paolino, Dott. Giuseppe Doddato – Affidamento di incarico per la redazione di nuovi strumenti urbanistici comunali – PUC e RUEC degli studi specialistici connessi e per la valutazione ambientale del piano VAS – L – R N. 16 del Comune di Albanella. Importo a base d’asta: Euro 90.000,00. S.A.: Comune di Albanella.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio del precontenzioso


Considerato in fatto

In data 20 marzo 2008 è pervenuta a questa Autorità l’istanza di parere dell’associazione temporanea di professionisti indicata in oggetto, con la quale sono state rappresentate una serie di censure in merito alla procedura di gara indetta dal Comune di Albanella per l’affidamento dell’incarico per la redazione del P.U.C., del R.U.C. e dei propedeutici studi specialistici. Il raggruppamento istante lamenta  che il termine di presentazione delle offerte previsto si pone in violazione dell’art. 122, lett. a) del D.Lgs. n. 163/2006, essendo fissato in quindici giorni decorrenti dalla pubblicazione su internet del bando. Viene, inoltre, censurata la mancata previsione dei criteri motivazionali, da utilizzare per l’attribuzione del punteggio nell’ambito del minimo e del massimo prestabiliti nel bando stesso. Vieppiù, il raggruppamento istante lamenta che i componenti della commissione giudicatrice non erano in possesso di specifica competenza tecnica o di qualificazione professionale, ponendosi così in violazione dell’art. 84 D.Lgs. n. 163/2006. Infine, viene rappresentato che il bando disattende i principi di cui all’art. 86 del D.Lgs. n. 163/2006 e che i criteri previsti sono diversi e contrastanti con quelli stabiliti dall’art. 64 del D.P.R. n. 554/1999.

In riscontro all’istruttoria compiuta da questa Autorità, ha presentato osservazioni l’amministrazione comunale, la quale ha replicato che l’art. 122, lett. a) non sarebbe applicabile alla fattispecie, in quanto si riferisce agli appalti di lavori. Nel caso di specie il Comune ha utilizzato la procedura consentita dall’art. 125, comma 9, per i servizi in economia, essendo l’ammontare dell’affidamento di circa euro 90.000,00. Secondo quanto esposto dal Comune, la commissione di gara è stata nominata in osservanza degli artt. 83, 84 e 106 del D.Lgs. n. 163/2006. I dipendenti dell’Ente, facenti parte la Commissione di gara sono tutti da considerare esperti nelle procedure di gara per gli affidamenti di servizi e il responsabile del settore tecnico è in possesso dei titoli professionali idonei per la valutazione della relazione metodologica. Con riferimento alla violazione dell’art. 83 del D.Lgs. n. 163/2006 circa i criteri motivazionali da utilizzare per l’attribuzione del punteggio, essi sono stabiliti nell’allegato 2 al bando di gara e ne è stata data ampia e dettagliata motivazione nel verbale di gara. 


Ritenuto in diritto

Per quanto concerne il primo motivo di censura relativo al termine di presentazione delle offerte, si rileva come l’appalto di servizi in esame abbia un valore che si pone al di sotto della soglia comunitaria, essendo l’importo a basa d’asta pari a euro 90.000,00. Pertanto, essendo la procedura scelta di tipo aperto, l’appalto va a ricadere nell’ambito di applicazione dell’art. 124, comma 6, lett. a), il quale espressamente prevede che “nelle procedure aperte, il termine per la ricezione delle offerte, decorrente dalla pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana non può essere inferiore a quindici giorni”. Alla luce del succitato dettato, il termine previsto dall’amministrazione comunale risulta essere conforme alla normativa di settore.

In ordine all’indicazione dei criteri motivazionali, si rileva come l’art. 83, comma 4, del D.Lgs. n. 163/2006 disponga che “ il bando per ciascun criterio di valutazione prescelto prevede, ove necessario, i sub - criteri e i sub - pesi o i sub - punteggi. Ove la stazione appaltante non sia in grado di stabilirli tramite la propria organizzazione, provvede a nominare uno o più esperti con il decreto o la determina a contrarre, affidando ad essi l’incarico di redigere i criteri, i pesi, i punteggi e le relative specificazioni, che verranno indicati nel bando di gara. La commissione giudicatrice, prima dell’apertura delle buste contenenti le offerte, fissa in via generale i criteri motivazionali cui si atterrà per attribuire a ciascun criterio e subcriterio di valutazione il punteggio tra il minimo e il massimo prestabiliti dal bando.

Nel caso di specie l’allegato 2 al bando di gara ha correttamente previsto i criteri di valutazione, fissando per ognuno, così come previsto dalla citata disposizione del Codice, un punteggio massimo e minimo. In ordine alla censurata mancata fissazione dei criteri motivazionali, si rileva che essi, secondo quanto disposto dall’art. 83, comma 4, del D.Lgs. n. 163/2006, devono essere fissati, prima dell’apertura delle buste, dalla commissione di gara. Nel caso di specie, sulla base dei verbali di gara trasmessi nel corso dell’istruttoria, non è possibile verificare se la commissione ha operato correttamente nel senso previsto dalla norma.

Per quanto attiene, infine, alla composizione della commissione di gara, deve essere evidenziato che l’art. 84, comma 8, del D.Lgs. n. 163/2006 dispone che “I commissari diversi dal presidente sono selezionati tra i funzionari della stazione appaltante”. Ai sensi della citata previsione, dunque, i commissari devono essere scelti, in via prioritaria, nell’ambito della stazione appaltante. Solo ove ricorrano particolari condizioni e, nei casi tassativamente previsti, in caso di accertata carenza in organico di adeguate professionalità, è possibile nominare commissari esterni. Tale scelta del legislatore è giustificata dalla finalità di contenimento dei costi, che impone un criterio di sussidiarietà nella nomina di consulenti esterni. Ricade, pertanto, nell’ambito discrezionale della stazione appaltante verificare se, al proprio interno, vi siano competenze adeguate al tipo di appalto, al fine di evitare di ricorrere ad ausili esterni. Nel caso di specie, l’amministrazione comunale rappresenta di aver condotto detta verifica e, posto che il P.E.G. non prevedeva la possibilità di rivolgersi a professionalità esterne “non avendo stanziato per altro alcuna somma a tal fine”, ha provveduto a nominare una commissione composta da tre membri, presieduta da un ingegnere, responsabile del procedimento, che ha ritenuto possedere le competenze necessarie per gestire la procedura di appalto in esame. Pertanto sulla base di quanto rappresentato dal Comune di Albanella, non disponendo questa Autorità di informazioni o documenti (ad esempio i curricula) atti a dimostrare le effettive competenze dei componenti della Commissione, la commissione di gara così composta, sembra essere conforme alla normativa vigente di settore.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene che:

  • il termine previsto dall’amministrazione comunale per la presentazione delle offerte è conforme alla normativa di settore;
  • sono presenti nell’allegato 2 al bando di gara i criteri di valutazione, contenenti per ognuno, così come previsto dalla normativa, un punteggio massimo e minimo.
  • la valutazione delle professionalità dei funzionari interni alla stazione appaltante è di esclusiva competenza di quest’ultima. Sulla base di quanto dal Comune rappresentato, la composizione della Commissione di gara sembra essere conforme alla normativa vigente di settore.

I Consiglieri Relatori: Piero Calandra, Alfredo Meocci

Il Presidente: Luigi Giampaolino


Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 28/10/2008