Parere n. 262 del 17/12/2008

PREC 219/08/L

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla Comunità Montana del Partenio - Procedura di gara aperta per l’affidamento dei lavori di recupero Mulino Giardino I modulo, Porta d’ingresso ai vini DOCG, Centro di accoglienza turistica, II Stralcio - Importo a base d’asta euro 3.230.000,00 - S.A. Comunità Montana del Partenio (Av).


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio del precontenzioso


Considerato in fatto

In data 7 aprile 2008 è pervenuta l’istanza di parere in oggetto, con la quale la Comunità Montana del Partenio (Av) chiede l’avviso dell’Autorità in ordine alla legittimità dell’esclusione dalla gara, disposta in data 28 febbraio 2008, del Consorzio C.I.P.E.A. soc. coop. e di GAP Consorzio stabile per la mancanza dell’attestato «di presa visione del progetto, come richiesto dal punto 7 del Disciplinare di gara, da parte dell’impresa consorziata per la quale il consorzio concorreva».

Il Disciplinare di gara prevede, al punto 7, che «nel caso di concorrenti costituiti da imprese associate o da associarsi l’attestato deve essere acquisito da ciascun concorrente che costituisce o che costituirà l’associazione o il consorzio o il GEIE». E secondo la S.A., nel caso in cui il partecipante sia un consorzio, tutta la documentazione dovrebbe essere presentata sia per il consorzio sia per l’impresa consorziata per la quale il medesimo concorre, adempimento che è stato rispettato da quasi tutti i consorzi partecipanti, ivi compreso quello che risulta la ditta aggiudicataria provvisoria dei lavori.

Come risulta in atti, i due consorzi esclusi non hanno presentato controdeduzioni.


Ritenuto in diritto

Il disciplinare di gara prevede all’art.1, punto 7), che tra i documenti che devono essere contenuti nella busta “A - Documentazione”, a pena di esclusione dalla gara, rientra anche l’attestato di presa visione del progetto.

Il punto 7) prevede altresì che «nel caso di concorrenti costituiti da imprese associate o da associarsi, l’attestato deve essere acquisito da ciascun concorrente che costituisce o che costituirà l’associazione o il consorzio o il GEIE». Il disciplinare, dopo il punto 9), prosegue specificando che la domanda, le dichiarazioni, la documentazione indicata nei punti precedenti «a pena di esclusione, devono contenere quanto previsto nei predetti punti».

Inoltre, nelle prescrizioni finali del medesimo capitolo del disciplinare di gara relativo alle modalità di presentazione e ai criteri di ammissibilità delle offerte è ulteriormente ribadito che «nel caso di consorzi di cui all’art.24 della L.R. della Campania 27.02.2007, n° 3, tutte le dichiarazioni devono essere rese, pena l’esclusione, anche da parte dei consorziati per i quali il consorzio concorre”.

E, in deroga a queste previsioni, l’Amministrazione ha espressamente previsto che soltanto la documentazione di cui ai punti 5) e 6) del disciplinare (cauzione provvisoria e contributo all’Autorità) deve essere unica, indipendentemente dalla forma giuridica del concorrente.

La clausola del bando impone, quindi, in modo chiaro ai partecipanti alla gara l’adempimento relativo all’acquisizione dell’attestato di presa visione del progetto per ciascuno dei componenti l’associazione, il consorzio o il GEIE, inequivocabilmente sanzionando l’inosservanza della prescrizione con l’esclusione dalla gara.

Secondo il principio del formalismo negli atti di gara, la portata vincolante delle prescrizioni contenute nel regolamento di gara esige che alle stesse sia data puntuale esecuzione nel corso della procedura, senza che in capo all’organo amministrativo, cui compete l’attuazione delle regole stabilite nel bando, residui alcun margine di discrezionalità in ordine al rispetto della disciplina del procedimento. E quindi, qualora il bando commini espressamente - come nel caso di specie - l’esclusione dalla gara in conseguenza di determinate prescrizioni, l’Amministrazione è tenuta a dare precisa ed incondizionata esecuzione a dette prescrizioni, restando precluso all’interprete ogni valutazione circa la rilevanza dell’inadempimento, la sua incidenza sulla regolarità della procedura selettiva e la congruità della sanzione contemplata nella lex specialis, alla cui osservanza la stessa Amministrazione si è autovincolata al momento del bando.

Inoltre, la prescrizione imposta dalla S.A. in merito all’obbligo per ciascuno dei componenti il consorzio, l’associazione o il GEIE di acquisire e allegare l’originale dell’attestato di presa visione del progetto risponde ad una precisa esigenza, appalesandosi pertanto logica e ragionevole.

Infatti, la S.A. nel dettare il reticolo di disposizioni prima esposte, riguardanti l’effettiva conoscenza degli elaborati progettuali, ha inteso, evidentemente, garantirsi la predisposizione di un’offerta seria da parte di qualunque soggetto imprenditoriale interessato sia se operante come singolo sia se operante riunito con altri, ritenendo che soltanto la conoscenza dell’effettiva entità dei lavori da eseguire deponga in favore di tale possibilità.

Invero, un’offerta per la partecipazione ad una gara in tanto può essere ritenuta seria in quanto è espressione di una valutazione consapevole e piena da parte dell’imprenditore che la formula, il quale non può che predisporla nel senso ora detto dopo aver conosciuto il suo impegno e valutato la sua possibile convenienza.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che l’operato della Comunità montana del Partenio risulta essere conforme alla normativa vigente di settore.


I Consiglieri relatori: Piero Calandra, Alfredo Meocci

Il Presidente: Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 29/12/2008