AG 4/07

3  aprile 2007

 

Oggetto: Richiesta  di pronuncia sulla compatibilità con il diritto comunitario, ai sensi  dell’articolo 69 del Decreto Legislativo 12 aprile 2006 n. 163.

 

Con riferimento alla richiesta in oggetto, si  rappresenta che il Consiglio dell’Autorità, premesso che ha ritenuto di  approfondire la questione generale della compatibilità comunitaria delle  clausole di cui all’art. 69 del Codice dei contratti mediante apposita  audizione, tuttavia, per quanto riguarda la presente fattispecie, nell’adunanza  del 3 aprile 2007 ha  deliberato quanto segue.

In primo  luogo, si ritiene che l’imposizione all’imprese aggiudicatarie dell’appalto di  avvalersi dei tre ex lavoratori socialmente utili da assumere nominativamente  costituisca una misura eccessiva e non proporzionata rispetto all’obiettivo da  raggiungere, in quanto in grado di incidere negativamente sulla libertà  d’impresa, la cui tutela è sancita dall’articolo 41 della Costituzione. Né la condizione di salvaguardia  occupazionale prevista dall’articolo 4 del CCNL dei servizi di pulizia è  applicabile al caso di specie, in quanto  trattasi di lavoratori che hanno prestato la loro opera alle dipendenze di  codesto Comune e non della precedente impresa aggiudicataria del servizio di  pulizia presso l’Ente.

Tuttavia, al fine di tenere  conto dell’esigenza prospettata da codesta amministrazione della salvaguardia  dell’occupazione, esigenza che, peraltro, si può ritenere in linea con la direttrice della legislazione interna,  in particolare con le disposizioni della legge finanziaria 2007 volte a  stabilizzare l’occupazione, si potrebbe utilizzare, per l’aggiudicazione  dell’appalto, il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa,  inserendo tra gli elementi di valutazione l’esecuzione della prestazione  offerta in caso di aggiudicazione, anche mediante i tre lavoratori in  questione.

Una clausola siffatta, in sostanza, non imporrebbe  alle imprese l’obbligatoria assunzione dei dipendenti, restando tale forma di  organizzazione una libera scelta del concorrente in sede di offerta, il quale,  qualora decida di non effettuare tali assunzioni, non usufruisce del punteggio  attribuito dal criterio in questione.

Per ovvie ragioni di proporzionalità, a tale punteggio  deve essere attribuito un peso ponderale tale da non influire sostanzialmente  sull’aggiudicazione dell’appalto.