AG20-08

4  agosto 2008

Oggetto: revisione  periodica del corrispettivo nei contratti ad esecuzione periodica o  continuativa. Art. 115 decreto legislativo n. 163 del 2006.

Con riferimento  alla richiesta di parere formulata con nota n. MD  GARM/13/0003067/24.01.08/12.31, inerente l’istanza formulata dalla Ditta  Infrastrutture e Gestioni s.p.a., in particolare in merito alla persistente sussistenza,  anche a seguito dell’entrata in vigore del decreto legislativo n. 163 del 2006,  del diritto all’aggiornamento del corrispettivo contrattuale a partire dalla  scadenza del primo anno di esecutività del contratto, come previsto  dall’articolo 6 della legge n. 537 del 1996, si rappresenta quanto segue.

L’articolo 6  della legge 24 dicembre 1993, n. 537, recante “Interventi correttivi di finanza  pubblica”, prevede che “Tutti i contratti ad esecuzione periodica o  continuativa debbono recare una clausola di revisione periodica del prezzo. La  revisione viene operata sulla base di un’istruttoria condotta dai dirigenti  responsabili dell’acquisizione di beni e servizi sulla base dei dati di cui al  comma 6”, è stato  abrogato dall’articolo  256 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, con la decorrenza indicata  dall’articolo 257 del decreto stesso (sessanta giorni dalla pubblicazione,  dunque dal 1° luglio 2006).

L’articolo 115  del citato decreto legislativo n. 163 del 2006 detta una disposizione analoga:  “Tutti i contratti ad esecuzione periodica o continuativa debbono recare una  clausola di revisione periodica del prezzo. La revisione viene operata sulla  base di un’istruttoria condotta dai dirigenti responsabili dell’acquisizione di  beni e servizi sulla base dei dati di cui all’articolo 7, comma 4, lettera c) e  comma 5.”.

Inoltre, ed in  particolare con riferimento al regime transitorio relativo all’entrata del  decreto legislativo n. 163 del 2006, l’articolo 253, comma 1, del codice  prevede che le disposizioni del codice si applicano alle procedure ed ai  contratti i cui bandi o avvisi di indizione della gara siano pubblicati successivamente alla data della sua  entrata in vigore, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o  avvisi, alla procedure ed ai contratti in cui, alla data di entrata in vigore  del codice, non siano stati inviati gli inviti a presentare le offerte.

Per quanto  attiene al caso di specie, trattandosi di contratto stipulato in data  30.11.2000 e reso esecutivo in data 15 marzo 2001, si ritiene che allo stesso  debba continuare ad applicarsi, senza soluzione di continuità, la normativa  anteriore all’entrata in vigore del codice, dunque l’articolo 6 della legge 24  dicembre 1993, n. 537.

Inoltre, per  quanto attiene agli ulteriori quesiti posti, si rappresenta che la  giurisprudenza amministrativa ha affermato il diritto dell’appaltatore al  compenso revisionale a partire dalla scadenza del primo anno di contratto, in  quanto, pur in assenza di un’espressa indicazione al riguardo ex articolo 6  della legge n. 537 citata, i contratti pubblici ad esecuzione continuata o  periodica vengono stipulati per più annualità, per cui la revisione va  calcolata al termine di ogni anno (ex multis, Tribunale amministrativo  regionale Puglia, Lecce, sez. II, 29.11.2007, n. 4111).

Altresì, per  giurisprudenza costante (Consiglio di Stato, sez. V, 8 maggio 2002, n. 2461;  Consiglio di Stato, sez. V, 13 dicembre 2002, n. 4801; Consiglio di Stato, sez.  V, 16 giugno 2003, n. 3373, Tribunale amministrativo regionale Puglia Lecce,  sez. II, 11.01.2008, n. 63) a fronte della mancata pubblicazione da parte  dell’ISTAT dei dati previsti ex articolo 6 citato, la revisione deve essere  operata sulla base dell’indice di variazione dei prezzi per le famiglie di  operai e impiegati (cd. FOI), mensilmente pubblicato dall’ISTAT.