Deliberazione n. 61 Adunanza del 20 ottobre 2010

Rif. Fasc. 288-10

Oggetto: Lavori di realizzazione della nuova sede della Procura di Latina.

Stazione appaltante: Provveditorato Interregionale OO.PP. Lazio – Abruzzo – Sardegna.

Esponente: COMET s.r.l.

Riferimenti normativi principali: art. 118, D.lgs. 163/2006; art. 96, D.P.R. 554/1999.

Il Consiglio

Visto il D.lgs. n. 163/2006;
Vista la relazione della Direzione Generale Vigilanza Lavori;

 

Considerato in fatto

Con nota acquisita al prot. dell’Autorità n. 7764/VILA dell’12.02.2010, la società COMET Costruzioni Metalliche s.r.l. ha evidenziato come la mancata denuncia del subappalto affidatole nell’ambito dei lavori di cui all’oggetto, le impedisse di richiedere alla Stazione appaltante la sospensione dei pagamenti alla ditta appaltatrice, inadempiente nei propri confronti.
In particolare, l’Esponente ha dichiarato di aver eseguito la fornitura in opera dei serramenti esterni sulla base di un contratto stipulato in data 30.11.2007 con la S.D.F. s.c.a.r.l., aggiudicataria dell’appalto, rappresentata dall’Impresa Dott. Ing. Renato Santoboni.
A fronte dei relativi certificati di pagamenti, la COMET s.r.l. ha emesso in data 20.11.2008 e 30.04.2009 due fatture per un importo complessivo di € 102.673,44 non ancora corrisposto. L’Esponente ha dichiarato, inoltre, di vantare un ulteriore credito di circa € 50.000,00 relativo a materiale a piè d’opera.
Sulla base di quanto sopra, con nota prot. 25084/10/VILA/DG del 21.04.2010, il Direttore Generale Vigilanza Lavori ha disposto l’apertura di un’istruttoria, il cui avvio è stato comunicato all’Esponente con nota prot. 27049 del 27.04.2010 e, in pari data, alla Stazione appaltante con nota prot. 27046, nella quale sono stati richiesti anche informazioni e chiarimenti in relazione al presunto subappalto.
Con nota del 31.05.2010, acquisita al prot. dell’Autorità n. 39621 del 16.06.2010, la COMET s.r.l. ha trasmesso le proprie deduzioni e con successiva nota del 15.06.2010, acquisita al prot. dell’Autorità n. 42499 del 28.06.2010, ha chiesto di essere audita.
L’audizione si è tenuta presso l’Ufficio istruttore il giorno 2.07.2010, e nel corso della stessa l’Esponente ha consegnato un’ulteriore nota afferente alla problematica in esame.
Il Responsabile del procedimento, con nota dell’11.06.2010 acquisita al prot. dell’Autorità n. 42622 del 28.06.2010, ha comunicato di non aver ricevuto alcuna richiesta di autorizzazione al subappalto né da parte della S.D.F. s.c.a.r.l. né da parte dell’A.T.I. aggiudicataria e ha, pertanto, richiesto la chiusura dell’istruttoria nei suoi confronti.
L’Ufficio istruttore ha ritenuto opportuno contestare al RUP, con nota prot. 46426 del 15.07.2010, trasmessa per conoscenza anche al competente Provveditore alle OO.PP., la mancata verifica dell’effettiva esistenza di un subappalto non autorizzato a seguito della richiesta, da parte della COMET s.r.l., di un intervento ai fini della liquidazione delle spettanze maturate ai sensi dell’art. 118 del D.lgs. 163/2006. Sono stati, inoltre, richiesti i provvedimenti che la Stazione appaltante aveva adottato o intendeva adottare in relazione alle contestazioni evidenziate.
Solo in risposta alla suddetta nota, il RUP ha fornito informazioni e chiarimenti in merito alla natura del contratto tra S.D.F. s.c.a.r.l. e COMET s.r.l. (nota prot. U5/233 del 29.07.2010, assunta al prot. dell’Autorità n. 52811 del 19.08.2010) ribadendo che non risulta depositata agli atti del Provveditorato alcuna copia dello stesso.
Per la tutela dei propri interessi, l’Esponente si è rivolto alla magistratura promuovendo innanzi al Tribunale Civile di Roma due ricorsi per decreti ingiuntivi contro la S.D.F. s.c.a.r.l. per il pagamento della somma di € 45.655,92 (fattura n. 80/2008) e di € 57.017,52 (fattura n. 52/2009). In entrambi i casi, il Tribunale ha disposto nei confronti della S.D.F. s.c.a.r.l. l’ingiunzione di pagamento per il pagamento della somma richiesta, oltre gli interessi legali e le spese procedurali.
In relazione allo stato attuale dei lavori, la Stazione appaltante ha comunicato che i lavori sono fermi dal 2.08.2009, data ultima stabilita per il fine lavori, “per volontà esclusiva dell’appaltatore” e che il RUP ha sottoposto al Comitato Tecnico Amministrativo del Provveditorato la proposta di rescissione del contratto per grave inadempimento dell’appaltatore, ai sensi dell’art. 136 del D.lgs. 163/2006. La proposta ha ricevuto parere positivo in data 25.02.2010 ed è stata avviata la procedura di rescissione contrattuale, dando corso a quanto previsto dagli artt. 137 e 138 del citato D.lgs.
Ha ritenuto, inoltre, opportuno sospendere, alla data del 29.07.2010, le procedure di pagamento del SAL n. 9 relativo alle somme contabilizzate all’impresa nel mese di luglio 2009. Tuttavia, non si è potuto dar corso a quanto deciso a seguito del decreto ingiuntivo che ha intimato al Provveditorato il pagamento all’A.T.I. aggiudicataria dei crediti vantati a seguito dell’emissione della fattura relativa al 9° Certificato di pagamento, entro 30 giorni.

 

Ritenuto in diritto

I lavori in oggetto sono stati aggiudicati all’A.T.I. costituita dalla società Dott. Ing. Renato Santoboni s.r.l. (mandataria), dalla D’Alessio Costruzioni s.r.l e dalla Furlan Arcadio s.n.c. (contratto del 25.05.2004 n. 10624), che hanno poi costituito una società consortile, registrata in data 4.05.2004, ai sensi dell’art. 2615 ter del Codice Civile, denominata S.D.F. Società Consortile a Responsabilità Limitata.
Sulla base dell’art. 96 del D.P.R. 554/1999, co. 2, la società consortile “subentra, senza che ciò costituisca ad alcun effetto subappalto o cessione di contratto e senza necessità di autorizzazione o di approvazione, nell’esecuzione totale o parziale del contratto, …”. Lo stesso articolo al co. 3 stabilisce che il subentro “ha effetto dalla data di notificazione dell’atto costitutivo alla stazione appaltante, e subordinatamente alla iscrizione della società nel registro delle imprese”.
Tenuto conto di ciò, con la costituzione della S.D.F. s.c.a.r.l. la stessa è subentrata a tutti gli effetti all’A.T.I. aggiudicataria nell’esecuzione del contratto, come precisato anche nell’atto di scioglimento dell’A.T.I. sottoscritto tra le parti il 22.09.2009.
Ed è proprio con la S.D.F. s.c.a.r.l. che l’Esponente ha sottoscritto in data 30.11.2007 un contratto per la fornitura in opera dei serramenti esterni nell’ambito del cantiere relativo ai “Lavori di realizzazione edificio della Procura – Nuova Cittadella giudiziaria di Latina".
La Stazione appaltante, sulla base di informazioni assunte presso la S.D.F. s.c.a.r.l., dichiara che il contratto stipulato con la COMET s.r.l. rientra tra le fornitura in opera, avendo un importo di € 187.042,04 e un’incidenza della mano d’opera pari a circa il 5% dell’importo complessivo. Sulla base di tali presupposti non ha ritenuto configurabile un contratto di subappalto e quindi necessario segnalare all’autorità giudiziaria il reato di cui all’art. 361 del Codice Penale.
Tale qualificazione discende dalle previsioni dell’art. 118, co. 11, del D.lgs. 163/06, che così recita: “è considerato subappalto qualsiasi contratto avente ad oggetto attività ovunque espletate che richiedono l’impiego di manodopera, quali forniture con posa in opera e i noli a caldo, se singolarmente di importo superiore al 2 per cento dell’importo delle prestazioni affidate o di importo superiore a 100.000 euro e qualora l’incidenza del costo della manodopera e del personale sia superiore al 50 per cento dell’importo del contratto da affidare.”.
Prosegue, precisando che “E’ fatto obbligo all’affidatario di comunicare alla stazione appaltante, per tutti i sub-contratti stipulati per l’esecuzione dell’appalto, il nome del subcontraente, l’importo del contratto, l’oggetto del lavoro, servizio o fornitura affidati.”.
Alla luce di tali prescrizioni, ove pure si voglia assentire, per le caratteristiche della prestazione fornita, che non si tratta di subappalto, l’appaltatore era comunque tenuto a comunicare alla Stazione appaltante le informazioni principali in merito a tutti i sub-contratti stipulati, e quindi anche a quello stipulato con la COMET s.r.l.
Da quanto dichiarato dal Responsabile del procedimento nella già citata nota, prot. dell’Autorità n. 52811 del 19.08.2010, non risulta che l’appaltatore abbia adempiuto a quanto previsto dall’ultimo periodo del comma 11 dell’art. 118 del D.lgs. 163/2006.
Infatti, nella nota è precisato che “Tale contratto, da informazioni assunte presso la S.D.F. S.c.a.r.l., rientra nella fattispecie dei contratti di fornitura in opera …” a dimostrazione dell’assenza presso la Stazione appaltante di alcuna informazione in merito al contratto stipulato con la COMET s.r.l.
Tale circostanza evidenzia anche una mancata vigilanza da parte della Direzione lavori che avrebbe dovuto essere a conoscenza delle imprese presenti in cantiere e verificare la presenza di operai di un’impresa non avente titolo all’esecuzione di attività. Tale mancanza è ancora più grave ove si rileva che l’ufficio della Direzione lavori è composto di ben quattro persone: un direttore lavori e tre tecnici con funzioni sia di direttore operativo e sia di ispettore di cantiere.
Analoga contestazione può essere mossa al Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, cui è attribuito l’obbligo di vigilare sull’osservanza dei piani di sicurezza, e quindi di controllare il personale presente in cantiere e segnalare la presenza di eventuale personale non autorizzato al fine di garantire lo svolgimento in sicurezza delle lavorazioni in corso.
Appaiono, inoltre, contraddittorie le dichiarazioni del Responsabile del procedimento e del Direttore lavori in merito all’esistenza di subappalti. Mentre il primo, nella nota acquisita al prot. dell’Autorità n. 42622 del 28.06.2010, ha precisato che “né la S.c.a.r.l. S.D.F. e né l’A.T.I. precitata hanno mai richiesto a questo Provveditorato alcuna autorizzazione di subappalto, …”, il secondo, nella proposta di risoluzione contrattuale del 18.12.2009 trasmessa al RUP, fa riferimento alla presenza di “numerosi fornitori e subappaltatori” nei confronti dei quali l’impresa appaltatrice avrebbe commesso gravi e ripetute insolvenze.
In base a quanto sopra considerato,

Il Consiglio

  • rileva che, dalla documentazione fornita, non risulta adempiuto dalla S.D.F. s.c.a.r.l. l’obbligo di comunicare alla Stazione appaltante gli elementi principali caratterizzanti il contratto di fornitura con posa in opera stipulato con la COMET s.r.l., ai sensi dell’ultimo periodo del comma 11 dell’art. 118 del D.lgs. 163/2006;
  • ritiene carente la vigilanza espletata dalla Direzione lavori e dal Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione che non avrebbero rilevato in cantiere la presenza del personale di impresa non avente titolo all’esecuzione di attività;
  • dispone, inoltre, che la Direzione Generale Vigilanza Lavori provveda a monitorare i provvedimenti posti in essere dalla Stazione appaltante per il completamento dell’opera;
  • dispone l’invio, a cura della Direzione Generale Vigilanza Lavori, della presente deliberazione alla Stazione appaltante, affinché comunichi le proprie valutazioni ed eventuali provvedimenti adottati, nel termine di 30 giorni dal ricevimento, al Provveditore alle OO.PP. competente e all’Esponente.

 

Il Consigliere Relatore: Giuseppe Borgia

Il Presidente: Giuseppe Brienza

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 12 novembre 2010

Il Segretario: Maria Esposito