Deliberazione n. 63 Adunanza del 3 novembre 2010

Rif. Fasc. 375-10

Oggetto: Appalti aventi ad oggetto lavori di manutenzione stradale aggiudicati e banditi dal Comune di Roma nel periodo 2007-2009.

Rif. normativi principali: Artt. 57 e 122 D.lgs. n.163/2006.

Il Consiglio

Vista la relazione della Direzione Generale Vigilanza Lavori;

 

Considerato in fatto

I dati disponibili presso l’Osservatorio hanno posto in evidenza un rilevante ricorso da parte del Comune di Roma a procedure negoziate per appalti di lavori di manutenzione stradale.
La Direzione Generale Vigilanza Lavori ha avviato, pertanto, un’istruttoria finalizzata alla verifica della legittimità del ricorso a tali procedure nel periodo 2007-2009.
In relazione a quanto sopra, il Dipartimento XII del Comune (Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) è stato invitato a fornire un quadro complessivo degli appalti dei lavori in argomento, indicando, per ciascun intervento:

  • l’oggetto e l’importo dell’intervento (importo progettuale, importo lavori e oneri per la sicurezza);
  • il nominativo del responsabile del procedimento;
  • la procedura di affidamento adottata;
  • l’impresa aggiudicataria e il ribasso con cui è stato aggiudicato/affidato l’intervento;
  • l’importo aggiuntivo derivante da eventuali varianti o dalla definizione del contenzioso;

e nel caso di procedura negoziata anche:

  • le motivazioni del ricorso a tale procedura;
  • il criterio con cui sono state individuate le ditte da invitare alla gara;
  • il numero e i nominativi delle imprese invitate e quelli delle imprese partecipanti;
  • la data di consegna dei lavori (ove avvenuta).

E’ stato chiesto, inoltre, per ciascuna procedura negoziata, di corredare le informazioni di copia della documentazione necessaria per un quadro esaustivo delle motivazioni del ricorso a detta procedura (determinazione a contrarre o simili) nonché di copia dei verbali di gara.
Il Dipartimento XII ha provveduto ad attivare analoga richiesta alle Unità Operative Tecniche di tutti i Municipi e alle Strutture comunali competenti all’esecuzione dei lavori in argomento.
Sono quindi pervenute le seguenti informazioni:

  • con nota acquisita al prot. dell’Autorità n. 45715 del 13.7.2010 (prot. Comune – Dip. XII n. 33383 del 13.7.2010) sono pervenuti gran parte dei dati richiesti, relativi ai Municipi (con esclusione del VII, del XIV, in quanto con legge regionale n.25 del 6 marzo 1992, la Circoscrizione XIV si è costituita nel Comune di Fiumicino, e del XIX), al Segretariato – Direzione Appalti e Contratti e allo stesso Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana;
  • con nota acquisita al prot. dell’Autorità n. 46322 del 15.7.2010 (prot. Comune – Dip. XII n. 34236 del 14.7.2010) sono pervenuti dati relativi ai Municipi VII e XIX;
  • con nota acquisita al prot. dell’Autorità n. 47033 del 19.7.2010 (prot. Mun. XIX n.36424 del 6.7.2010) sono pervenuti dati integrativi relativi al Municipio XIX;
  • con nota acquisita al prot. dell’Autorità n. 47538 del 20.7.2010 (prot. Comune – Dip. XVI n. 9334 del 1.7.2010) sono pervenuti dati relativi al Dipartimento Politiche per la Riqualificazione delle Periferie;
  • con nota acquisita al prot. dell’Autorità n. 49427 del 28.7.2010 (prot. Comune – Dip. XII n. 36047 del 26.7.2010) sono pervenuti dati integrativi relativi al Municipio VI.

L’Assessorato ai lavori pubblici è, inoltre, intervenuto nell’istruttoria con suoi delegati, che sono stati ascoltati dalla Direzione Vigilanza Lavori; gli stessi hanno illustrato l’organizzazione del Comune in relazione agli interventi relativi alla viabilità, precisando come gli interventi inerenti la c.d. “Grande viabilità” (consolari e centro storico, circa 760 km) siano di competenza del Dipartimento XII, mentre gli interventi relativi alla restante viabilità (circa 4740 km) siano di competenza dei singoli Municipi in cui le strade ricadono, ed hanno evidenziato la situazione particolare che si è generata, nel febbraio 2009, a seguito della rescissione, per inadempienza del concessionario, del contratto con la Romeo Gestioni S.p.A., alla quale era stata affidata in concessione per 9 anni la gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità comunale.
Gli intervenuti hanno precisato che, a seguito di ciò, il Dipartimento LL.PP. ha ritenuto opportuno procedere ad affidamenti separati per la manutenzione ordinaria, comprensiva anche del servizio di sorveglianza delle strade, e per la manutenzione straordinaria. Mentre per la prima ha provveduto a suddividere il territorio comunale in 8 lotti e ad affidare la manutenzione per 3 anni,  per la seconda ha deciso di procedere a gare per ogni singolo intervento.
Ha, inoltre, recentemente adottato un Piano straordinario, comprendente sia interventi di competenza specifica del Dipartimento LL.PP., sia di competenza dei Municipi ritenuti di particolare urgenza, che, a fronte di un finanziamento di circa 50 milioni di euro, ha previsto la realizzazione di 40 interventi, affidati con procedura negoziata, previo invito a formulare offerta a 15 imprese idonee; sono state invitate, al fine di assicurare ampia partecipazione, tutte le imprese iscritte nell’elenco per la licitazione privata semplificata costituito nel 2009, più circa 200 aziende individuate attraverso il sito dell’Autorità.
Le procedure negoziate avviate, che hanno visto la partecipazione di circa 400 imprese, hanno conseguito ribassi mediamente del 32-33%.
Hanno, infine, evidenziato gli eccessivi ribassi ricorrenti nelle gare bandite dal Comune di Roma e i lunghi tempi di verifica della congruità delle offerte (mediamente circa 10-13 mesi).
La Direzione Vigilanza Lavori ha esaminato la documentazione fornita, rilevando, per ciascuna unità appaltante e per ciascuno dei tre anni oggetto di indagine:

  • il numero di interventi affidati con procedure negoziate e l’importo complessivo degli stessi;
  • il numero medio delle imprese invitate alle gare con tale procedura;
  • il ribasso medio applicato per tali affidamenti;
  • i criteri di individuazione delle imprese invitate;
  • il numero di affidamenti con procedure negoziate alla medesima impresa nello stesso anno;
  • il tempo medio (numero giorni) tra appalto e consegna lavori nel caso di procedure negoziate (con esclusione degli affidamenti diretti);
  • il numero, l’importo complessivo e il ribasso medio conseguito negli appalti aggiudicati con procedure di natura concorsuale.

Gli appalti espletati secondo le disposizioni dell’art. 123 del Codice dei contratti (procedura ristretta semplificata) sono stati considerati tra le procedure concorsuali.
Dai dati prodotti relativamente agli appalti di competenza dei Municipi, si è rilevato in generale, dal 2007 al 2009, un ricorso sempre maggiore a procedure negoziate.
Il comportamento non è risultato omogeneo per la totalità dei Municipi, atteso che, mentre alcuni hanno evidenziato un prevalente ricorso a procedure di evidenza pubblica, confermato nel corso dei tre anni, altri, già dal 2007, hanno utilizzato con maggiore frequenza procedure negoziate.
Per quanto attiene alla individuazione delle imprese invitate a presentare offerta, in generale è emerso come non siano stati indicati, oppure siano stati indicati in modo estremamente generico, i criteri di individuazione delle stesse, né siano state prestabilite particolari modalità, tali da assicurare ampia partecipazione degli operatori interessati e adeguata rotazione di questi; per alcuni Municipi, inoltre, si è registrato il ripetersi sistematico di affidamenti alle medesime imprese, già operanti sul territorio.
A titolo esemplificativo, nel XV Municipio (che ha espletato solo procedure negoziate) nel 2007 si è registrato l’affidamento di 7 interventi a 1 impresa, mentre, nel 2008, 14 interventi sono stati affidati a 5 imprese e, nel 2009, 9 ad 1 sola impresa (8 di questi ultimi affidamenti sono avvenuti in modo diretto). Se ci si riferisce complessivamente all’intero arco dei tre anni esaminati, nei quali con procedura negoziata sono stati affidati complessivamente 49 intereventi (20 in modo diretto e 29 previo invito a più operatori economici), il numero di affidamenti alle medesime imprese risulta amplificato, in particolare due ditte hanno usufruito rispettivamente di 14 affidamenti (11 diretti) e 11 affidamenti (8 diretti).
Anche con riferimento agli inviti a formulare offerta, si è rilevato come questi siano stati più volte rivolti ai medesimi soggetti. 
Infine, i tempi che si sono riscontrati tra lo svolgimento della gara e la consegna dei lavori si sono rilevati spesso elevati; sempre con riferimento al Municipio XV, nel 2007 si è registrato un tempo medio tra lo svolgimento della gara e la consegna dei lavori di circa 180 giorni.
 Per quanto riguarda gli appalti espletati dal Dipartimento XII, si è registrato, in primo luogo, come l’importo complessivo degli stessi abbia presentato un rilevante incremento dal 2007 al 2009, con particolare riferimento a quest’ultimo anno.
Quasi esclusivo è stato, poi, il ricorso a procedure negoziate per l’affidamento dei lavori.
In particolare, nell’anno 2009, il Dipartimento ha affidato con procedura negoziata 102 interventi, per un importo complessivo a base d’asta di € 82.455.307,17.
Per alcuni interventi si sono riscontrati tempi estremamente ristretti per la presentazione delle offerte; in particolare, per otto gare svolte nel medesimo giorno (5.2.2009), aventi ad oggetto la gestione (sorveglianza, pronto intervento e manutenzione ordinaria) della “grande viabilità” per un transitorio di sei mesi (febbraio-luglio 2009), per un importo dei lavori complessivamente rilevante e con importi a base d’asta singolarmente anche superiori ad un milione di euro, la procedura ha contemplato, un periodo di tempo tra l’invio degli inviti e la gara di soli 6 giorni.
Successivamente la gestione della “grande viabilità” è stata prorogata ai medesimi operatori per ulteriori periodi transitori (fino a tutto marzo 2010).
Per quanto riguarda i criteri di individuazione delle imprese invitate alle procedure negoziate, la Direzione Dipartimentale ha fatto riferimento all’estrazione, senza indicare eventuali elenchi di riferimento, né concrete modalità di estrazione.
Alcune imprese hanno beneficiato di numerosi affidamenti, sia in qualità di impresa singola, sia quale partecipante ad A.T.I.; molti affidamenti sono stati effettuati in modo diretto alle medesime imprese già operanti sul territorio, quale prolungamento delle attività già affidate.
In alcuni casi, inoltre, i tempi di consegna dei lavori, successivamente alla gara, sono risultati elevati: nell’anno 2009, di contro ad un tempo medio di 42 giorni tra espletamento della gara e consegna dei lavori, si sono registrati singolarmente, per taluni interventi, tempi ben più lunghi, in particolare di 167 gg. per l’intervento di cui alla D.D. 2064 del 30.10.2009, dell’importo a b.a. di  € 231.211,48, 137 gg. per l’intervento di cui alla D.D. 1429 del 24.7.2009, dell’importo a b.a. di  € 407.272,06 e di 104 gg. per l’intervento di cui alla D.D. 2330 del 1.12.2009, dell’importo a b.a. di  € 1.100.000,00.
Il Dipartimento Politiche per la Riqualificazione delle Periferie ha proceduto esclusivamente a procedure negoziate, senza indicare criteri prestabiliti per l’individuazione delle imprese da invitare. Non sono state fornite alcune indicazioni quali le date di espletamento delle gare e delle consegne dei lavori.
Il Segretariato - Direzione Appalti e Contratti, ha invece adottato esclusivamente procedure di evidenza pubblica.
Per quanto riguarda le motivazioni del ricorso alla procedura negoziata, si è riscontrato come sia stata principalmente richiamata, da parte dei Municipi, l’urgenza per eliminare situazioni di pericolo per la pubblica incolumità.
Nei provvedimenti approvativi, successivi all’entrata in vigore del comma 7 bis dell’art. 122 del Codice, è stata inoltre frequentemente citata tale disposizione di legge.
Relativamente agli appalti espletati dal Dipartimento Politiche per la Riqualificazione delle Periferie, il richiamo alla predetta disposizione del Codice ha costituito motivazione per tutti gli affidamenti con procedura negoziata.
Per il Dipartimento XII, si sono riscontrate diverse motivazioni.
Per l’anno 2007, nel quale si sono registrati 6 appalti con procedura negoziata, le motivazioni addotte hanno fatto riferimento a situazioni di pericolo e, pertanto, alla necessità di intervenire rapidamente per rimuovere le stesse.
Per l’anno 2008 sono state parimenti indicate esigenze di eliminare circostanze di pericolo; per più interventi è stato richiamato il Decreto Pres. Regione Lazio n. 50659 del 5.11.2008.
Nei provvedimenti approvativi è stato precisato che <<precedenti condizioni meteorologiche avverse hanno indotto il Presidente della Regione Lazio a dichiarare, con Decreto n.50659 del 5.11.2008, lo stato di calamità naturale, a cui è seguita l’Ordinanza del Sindaco n. 317 del 14.11.2008 avente ad oggetto “Adozione misure urgenti finalizzate a prevenire e contrastare il verificarsi di situazioni di pericolo sul patrimonio stradale comunale di grande viabilità”>>.
Con la richiamata Ordinanza sindacale sono state adottate misure urgenti finalizzate a prevenire e contrastare il verificarsi di situazioni di pericolo sul patrimonio stradale comunale di grande viabilità disponendo, in particolare, il rientro in possesso del patrimonio stradale di “Grande Viabilità”, a suo tempo in consegna dell’ATI Romeo Gestioni.
Per l’anno 2009, al quale attiene il maggior numero di appalti espletati dal Dipartimento XII (quasi tutti con procedura negoziata), sono stati ancora prevalentemente richiamati il Decreto Pres. Regione Lazio n. 50659 del 5.11.2008 e l’Ordinanza sindacale n. 317 del 14.11.2008.
E’ stata richiamata anche l’OPCM n. 3543/2006, che ha individuato il Sindaco di Roma quale Commissario delegato per l’Emergenza Traffico e Mobilità.
La Direzione Vigilanza Lavori ha provveduto a riassumere in tabelle riepilogative, per ciascun anno, i dati acquisiti relativi alle single unità appaltanti.

Ritenuto in diritto

Si premette come i rappresentanti del Comune – Assessorato ai lavori pubblici ascoltati dalla Direzione Vigilanza Lavori abbiano posto l’attenzione soprattutto sui più recenti affidamenti relativi all’anno 2010, nel corso del quale, è stato riferito, il Comune, a fronte di un finanziamento straordinario di circa 50 milioni di euro, ha provveduto ad affidare, con procedura negoziata, 40 interventi.
Le precisazioni hanno evidenziato l’esigenza dell’amministrazione di far fronte alle necessità di manutenzione del patrimonio stradale comunale con modalità connotate da rapidità, assicurando tuttavia adeguata concorrenza e trasparenza; le procedure concorsuali espletate hanno, invece, fatto generalmente registrare ribassi eccessivi e tempi lunghi (10-13 mesi) per la verifica di congruità delle offerte.
Tali precisazioni sono riferibili ad ulteriori interventi, non oggetto della presente indagine, che attiene, coerentemente con i dati resi disponibili dall’Osservatorio, agli interventi affidati dal 2007 al 2009.
Come precedentemente indicato, alcuni Municipi hanno evidenziato un prevalente ricorso a procedure di evidenza pubblica, confermato nel corso dei tre anni, mentre altri, già dal 2007, hanno utilizzato con maggiore frequenza procedure negoziate.
Pertanto, se può aver avuto una certa influenza, per quanto attiene il progressivo incremento del ricorso alla procedura negoziata nei tre anni esaminati, l’entrata in vigore del comma 7-bis dell’art. 122 del D.lgs. 163/2006, richiamato in numerosi provvedimenti, il ricorso alla procedura negoziata risulta essere stato attuato con frequenza, nell’ambito dei Municipi, anche prima dell’entrata in vigore di tale norma.
Per quanto riguarda il Dipartimento XII e il Dipartimento Politiche per la Riqualificazione delle Periferie, le procedure negoziate hanno costituito pressoché l’unica procedura di appalto nei tre anni esaminati (unica nel caso dell’ultimo Dipartimento).
E’ vero che, benché sia auspicabile una manutenzione stradale programmata, nella realtà è frequente che interventi di manutenzione stradale richiedano di essere eseguiti con tempestività, al fine di rimuovere situazioni di pericolo.
Tuttavia, il ricorso alla procedura negoziata, fin dal 2007, assenti le più recenti disposizioni del comma 7-bis dell’art. 122 del D.lgs. 163/2006, riscontrato tra l’altro quale esclusivo per alcune strutture comunali, appare in alcuni casi palesemente non coerente con le disposizioni legislative in materia.
L’ art. 57, comma 2 lett. c) del Codice limita, infatti, il ricorso alla procedura negoziata solo ai casi in cui l’estrema urgenza, risultante da eventi imprevedibili per le stazioni appaltanti, renda incompatibili i tempi necessari per l’attuazione di procedure ordinarie.
Orbene, i tempi che si sono riscontrati tra lo svolgimento della gara e la consegna dei lavori, precedentemente richiamati per alcuni casi specifici, si sono rilevati spesso tali da rendere palesemente incoerente la motivazione di urgenza addotta.
Inoltre, anche successivamente all’entrata in vigore del comma 7-bis dell’art. 122 del Codice (introdotto dall’art. 1, comma 10-quinquies, del D.L. 23 ottobre 2008, n. 162) non si ritiene che la stazione appaltante possa esimersi dal motivare il ricorso alla procedura negoziata.
La disposizione richiamata ha sancito che “I lavori di importo complessivo pari o superiore a 100.000 euro e inferiore a 500.000 euro possono essere affidati dalle stazioni appaltanti, a cura del responsabile del procedimento, nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza e secondo la procedura prevista dall'articolo 57, comma 6; …”.
E’ evidente come la norma, a differenza di quanto previsto dall’art. 57 del D.lgs. 163/2006 per gli appalti sopra soglia, non richieda esplicitamente il verificarsi di particolari condizioni per l’applicabilità della procedura negoziata senza bando, se non quella dell’importo dei lavori inferiore a 500.000 euro.
Il richiamo al citato articolo 57, pertanto, appare riferito alla procedura prevista al comma 6 dello stesso articolo e non alle condizioni per l’applicabilità della procedura negoziata.
Tuttavia, si osserva come, in linea generale, la giurisprudenza si sia più volte pronunciata in merito alla necessità di una adeguata motivazione a supporto della decisione di adottare una procedura negoziata piuttosto che un’usuale procedura ad evidenza pubblica.
Il Consiglio di Stato, Sezione V, nella sentenza n. 2803 del 9 giugno 2008 (con riferimento alla modifica operata dalla legge 166/2002, con l’introduzione della lettera 0a al comma 1 dell’art.24 della legge 109/94), sottolineando che la trattativa privata rappresenta un’eccezione ai principi di libera concorrenza e di pari condizione dei potenziali interessati, ha precisato che “il passaggio derogatorio da un metodo competitivo ad un metodo monopolistico come la trattativa privata, che per definizione è atto a restringere potenzialmente la cura di detti immanenti interessi, deve trovare e avere una manifesta ragione legittimante.”.
Analoga posizione è stata assunta dal TAR Lazio con la sentenza n. 1656 del 18 febbraio 2009, in cui viene ribadito che “l’obbligo motivazionale deve oggettivamente (quanto, con ogni evidenza, compiutamente) offrire l’indicazione dei pertinenti presupposti legittimanti: e, con essi, della presenza di un nesso di necessaria (quanto univoca) implicazione causale, tale da imporre (in presenza di condizioni che la stessa legge qualifica, delimitandone l’operatività alla misura “strettamente necessaria”, in termini di “estrema urgenza” e di “imprevedibilità”) il ricorso alla trattativa privata.”.
Al di là, poi, delle motivazioni del ricorso a procedure negoziate, le modalità con cui le stesse sono state attuate risultano non coerenti con le disposizioni del Codice dei contratti pubblici e, soprattutto, con i principi enunciati dallo stesso all’art. 2, comma 1.
Infatti, la procedura negoziata deve in ogni caso garantire il rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento e trasparenza. A tal fine il Codice prescrive (art.57, comma 6, richiamato, per quanto attiene al procedimento, anche dal comma 7-bis dell’art. 122) l’affidamento previo invito a presentare offerta ad almeno 5 operatori economici, individuati, “sulla base di informazioni riguardanti le caratteristiche di qualificazione economico-finanziaria e tecnico-organizzativa desunte dal mercato, nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza, rotazione”.
Particolare importanza assumono, pertanto, i criteri e le modalità di individuazione dei soggetti (almeno 5) invitati a formulare offerta.
Orbene, dalla documentazione fornita, in generale emerge come non siano stati indicati, oppure siano stati indicati in modo estremamente generico, i criteri di individuazione degli operatori da invitare alle singole procedure di gara, né siano state prestabilite particolari modalità, tali da assicurare ampia partecipazione degli operatori interessati e adeguata rotazione degli stessi; sia in alcuni Municipi che nell’ambito del Dipartimento XII, inoltre, si è registrato il ripetersi di affidamenti, sia previo invito a formulare offerta che diretti, alle medesime imprese, già operanti sul territorio.
Anche con riferimento agli inviti a formulare offerta, si è rilevato come questi siano stati più volte inviati ai medesimi soggetti. 
Le procedure adottate da alcuni Municipi e dai Dipartimenti appaiono, pertanto, non coerenti con le disposizioni dell’art. 57, comma 6, del D.lgs. 163/2006, in quanto in contrasto con i principi di non discriminazione, parità di trattamento e trasparenza, di cui all’art. 2 dello stesso Codice.
Al riguardo si evidenzia che l’Autorità, nella Segnalazione al Governo e al Parlamento del 16.06.2010, ha auspicato un intervento normativo al fine di individuare, in caso di procedura negoziata senza bando, specifici criteri di rotazione dei soggetti chiamati alla negoziazione dalle amministrazioni aggiudicatrici, in base ad un elenco annualmente predisposto con apposito bando. Ha ritenuto, inoltre, opportuno che sia richiamato, tra i principi elencati dall’art. 122, comma 7-bis, anche quello della pubblicità.
Altro elemento da evidenziare è la differenza dei ribassi medi praticati nelle procedure negoziate rispetto a quelli mediamente registrati nelle gare con procedure ordinarie, sebbene la  differenza sia attenuata dal fatto che, sul dato relativo alle procedure negoziate incidono i ribassi, più elevati, praticati nel caso di affidamenti alla medesima impresa di ulteriori interventi alle medesime condizioni economiche dell’appalto precedentemente aggiudicato con procedura concorsuale.
Per quanto riguarda gli appalti espletati dal Dipartimento XII, pur prendendo atto di come il rilevante incremento degli stessi nel 2009 sia riconducibile alle vicende del rapporto con il R.T.I. Romeo Gestioni S.p.A., precedente affidatario del servizio di sorveglianza e manutenzione della Grande Viabilità, vicende culminate con la risoluzione del contratto all’inizio del 2009 (D.D. rep. Dip.XII n.48 del 13.1.2009) e, quindi, alla necessità di far fronte urgentemente ad interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria precedentemente contemplati dal predetto contratto, ulteriore elemento di contrasto con i principi di non discriminazione, parità di trattamento e trasparenza, di cui all’art. 2 dello stesso Codice si riscontra nei tempi estremamente ristretti per la presentazione delle offerte, in particolare per le otto gare espletate contemporaneamente per l’affidamento della gestione (sorveglianza, pronto intervento e manutenzione ordinaria) della “grande viabilità”  (per il periodo febbraio-luglio 2009), dell’importo a base d’asta complessivamente rilevante e, singolarmente, anche superiore ad un milione di euro.
In questo caso la procedura ha contemplato, infatti, un periodo di tempo tra l’invio degli inviti e la gara di soli 6 giorni; si rileva come tale ristretto tempo abbia determinato una partecipazione estremamente limitata delle imprese invitate, vanificando di fatto il confronto concorrenziale richiesto dall’art. 57, comma 6, del D.lgs. 163/2006.
Di contro a inviti rivolti a 17-18 imprese per ogni intervento, hanno partecipato alla singola gara al massimo 4 ditte e in un caso la gara è andata deserta; in quest’ultimo, con procedura del tutto anomala e che non risulta sia stata prevista nei documenti di gara, l’appalto è stato affidato all’impresa non risultata aggiudicataria che ha offerto il maggior ribasso tra quelle partecipanti alle altre gare espletate contemporaneamente.
E’ da evidenziare come la lesione della concorrenza prodotta sia stata successivamente amplificata con ulteriori affidamenti ai medesimi operatori economici, che hanno prorogato la gestione fino a tutto marzo 2010.
In base a quanto sopra considerato,

Il Consiglio

  • rileva, relativamente agli anni 2007-2009, un rilevante ricorso, da parte del Comune di Roma, a procedure negoziate per appalti aventi ad oggetto la manutenzione stradale;
  • ritiene che le procedure adottate non siano coerenti con le disposizioni dell’art. 57, comma 6 del D.lgs. 163/2006, in quanto in contrasto con i principi di non discriminazione, parità di trattamento e trasparenza, di cui all’art. 2 dello stesso Codice;
  • rileva, infatti, come precisato nei precedenti considerato:
  • tempi eccessivamente ristretti per la presentazione delle offerte, che hanno determinato una partecipazione estremamente limitata delle imprese invitate, vanificando il confronto concorrenziale richiesto dall’art. 57, comma 6, del D.lgs. 163/2006;
  • tempi di consegna dei lavori, successivamente alla gara, non coerenti con l’urgenza con cui è stato motivato il ricorso alla procedura negoziata;
  • assenza di adeguati criteri e modalità di individuazione degli operatori da invitare alle singole procedure di gara, al fine di assicurare adeguata trasparenza, concorrenza, rotazione, come confermato dai ricorrenti affidamenti alle medesime imprese, sia a seguito di richiesta di offerte, sia diretti quale prolungamento di attività già affidate;
  • dispone l’invio della presente deliberazione alla stazione appaltante, affinché comunichi, nel termine di 30 giorni dalla ricezione, le proprie valutazioni ed eventuali provvedimenti adottati alla stregua delle precedenti osservazioni;
  • dispone l’acquisizione, da parte della Direzione Vigilanza Lavori delle informazioni relative agli appalti di manutenzione stradale espletati nel corrente anno.

 

Il Consigliere Relatore: Giuseppe Borgia

Il Presidente: Giuseppe Brienza

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 17 novembre 2010

Il Segretario: Maria Esposito