Deliberazione n. 51 Adunanza del 9 settembre 2010

Rif.  fascicolo GE/45623/10/VISF

Oggetto: procedura  aperta per l’affidamento della Gestione dei Servizi Tecnici Integrati – Codice  di gara CIG. N. 03447321D8.

 Stazione appaltante: Policlinico  Umberto I, A.F.C. Servizi Tecnici e Tecnologie Sanitarie, sede di Roma.

 Segnalante: Asfo  Lazio.

 

Il Consiglio

Visto il decreto legislativo n. 163/2006 e s.m.i.;

Vista la relazione della Direzione Generale Vigilanza  Servizi e Forniture del 16/07/2010;

Viste le considerazioni dell’Azienda Policlinico del  30/07/2010.

 

Considerato in fatto

Con  bando spedito per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea in data 1°  settembre 2009, il Policlinico Umberto I di Roma ha indetto una procedura  aperta, da aggiudicare in base al criterio dell’offerta economicamente più  vantaggiosa, per l’affidamento della gestione dei servizi tecnici integrati,  per una durata contrattuale di cinque anni ed un canone annuale di €  17.153.000.

L’importo  complessivo stimato per l’appalto è pari ad € 85.765.000 al netto degli oneri  della sicurezza, di cui € 31.975.000,00 iva esclusa, per le manutenzioni  ordinarie a canone, € 23.790.000,00 iva esclusa, per la fornitura di energia  termica (compresa la fornitura di calore alla Città Universitaria), €  30.000.000,00, iva esclusa, per gli interventi di adeguamento extra-canone ed,  infine, € 2.209.620,90 per gli oneri di sicurezza.

Quanto  agli interventi extra-canone (“attività  non ricomprese nel canone e per la manutenzione di tipo straordinario e per  interventi che richiedono adeguamenti normativi non previsti e richiesti dalla  SA” cfr. CSA, parte II – disciplinare d’oneri, tabella 1), negli atti di  gara viene anche evidenziato che, in quanto subordinati alla disponibilità  delle risorse da parte della stazione appaltante, essi non costituiscono  obbligo contrattuale per l’aggiudicatario (CSA, parte I - Norme di gara, pt.  1.1).

La  procedura di gara non è ancora conclusa, infatti, dopo lo slittamento al 18  dicembre 2009 del termine per la presentazione delle offerte (inizialmente  fissato al 12 novembre 2009), disposto dalla stazione appaltante in seguito  alle richieste di chiarimenti pervenute dalle imprese interessate a partecipare  (ed alle quali comunque sono state fornite risposte ufficiali pubblicate sul  sito del Policlinico), nelle sedute pubbliche del 12 gennaio 2010 e 15 febbraio  2010 la Commissione di gara ha proceduto alla verifica delle offerte pervenute  ed al sorteggio ex art. 48, d.lgs. 12  aprile 2006 n. 163.

Con  istanza di parere per la soluzione delle controversie ai sensi dell’art. 6,  comma 7, lett. n) del d.lgs. n. 163/06, presentata dall’Associazione Fornitori  Ospedalieri del Lazio in data 20 aprile 2010, sono state prospettate a questa  Autorità alcune criticità nel procedimento in esame, riguardanti la scelta  della stazione appaltante di adottare, nonostante l’eterogeneità dei servizi e  la notevole estensione del complesso ospedaliero, una gara a lotto unico; altri  rilievi esposti riguardano, poi, l’indeterminatezza delle prestazioni oggetto  dell’appalto, i criteri per la fissazione della base d’asta e,  conseguentemente, dei requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi  necessari per la partecipazione.

Ritenuti  sussistenti i presupposti per l’apertura di un procedimento ispettivo, con  disposizione del Direttore Generale prot. n.  45621/10/VISF del 12/07/2010, in data 13 luglio 2010, è stata effettuata  un’ispezione presso la stazione appaltante, al fine di acquisire chiarimenti e la  documentazione relativa all’attività preparatoria per la predisposizione degli  atti di gara e la fissazione degli importi contrattuali, in essi indicati.

A  seguito dell’intervento dell’Autorità, l’apertura delle offerte economiche,  prevista per il 20 luglio 2010 è stata rinviata dalla Commissione di gara nell’attesa  delle risultanze ispettive.

All’esito,  nell’adunanza del 20 luglio 2010, il Consiglio dell’Autorità ha deliberato di  inviare alla stazione appaltante una comunicazione, ai sensi dell’art. 7, comma  2, del Regolamento in materia di vigilanza e accertamenti ispettivi ex art. 8, comma 3, d.lgs. n. 163/2006,  nella quale sono state evidenziate le risultanze dell’attività istruttoria  espletata, ritenendo contestualmente di archiviare l’istanza di parere per la  soluzione delle controversie.

In  particolare, nella citata comunicazione, sono state espresse perplessità in  merito alle modalità per la formulazione dell’importo a base di gara,  calcolato in base a stime di massima, soprattutto per quanto riguarda le  attività a misura extra-canone, tra le quali oltretutto sono comprese anche  opere di manutenzione straordinaria prive di adeguata progettazione e dei  prezzi specifici riferiti agli interventi da realizzare, che ammontano come  detto a 30.000.000 di euro.

Inoltre,  quanto alle regole per la valutazione delle offerte tecniche, contenute  nel disciplinare di gara (CSA - parte I norme - pt. 5.3), si è rilevata la  mancanza di criteri specifici, in base ai quali ponderare il punteggio da  attribuire agli elementi che si richiede di descrivere nell’offerta.

Rispetto  ai requisiti  di partecipazione ed, in  particolare, alla richiesta di attestazione SOA per diverse categorie e  classifiche (OG2 III, OG1 I, OS3 II, OS24 I, OS28 IV, OS30 IV) – peraltro  indicate solo nel capitolato speciale di gara (parte I – norme di gara pt. B2.2  VI) comunque pubblicato sul sito della stazione appaltante ed al quale il pt.  IV 3.2 del bando espressamente rinvia) – si è rilevato che tale richiesta non  risulta supportata dalla puntuale indicazione delle opere da realizzare e  dell’ammontare delle stesse (anche nell’ipotesi in cui siano connesse alla  prestazione di un servizio); al  contrario, detto valore sembra incluso solo negli importi complessivi stimati per  le attività a canone e non anche per quelle extra-canone, indicate nella  tabella 1 del disciplinare d’oneri.

Inoltre,  in merito alla questione relativa dell’affidamento in un unico lotto di  una molteplicità di servizi, ancorché eterogenei, nell’ambito della gestione  del patrimonio immobiliare, si è rilevato che, nel caso di specie,  l’aggregazione dei servizi non sembra aver eccessivamente compromesso il potenziale  competitivo della gara – stante il numero delle offerte ricevute.

Riguardo  ai profili appena evidenziati, la stazione appaltante, con nota prot. n. 1623  del 30 luglio u.s., ha preliminarmente chiarito che l’oggetto dell’appalto è un  servizio consistente nel mantenimento in efficienza della struttura edilizia,  mentre i lavori sono comunque da ricondursi nel novero della manutenzione.

Inoltre,  gli importi indicati nella documentazione di gara non sarebbero affatto frutto  di stime approssimative, come, invece, contestato, in quanto gli stessi  sarebbero stati ricavati da approfondite elaborazioni dei dati storici, degli  importi dei contratti attualmente in esecuzione e di altri indicatori, quali  studi di settore.

Quanto  all’attività extra-canone, essa riguarda, appunto, l’esecuzione di interventi  non disciplinati come manutenzione con corrispettivo a canone. Come specificato  nel CSA parte III – Titolo I Modalità di esecuzione, “tali interventi potranno riguardare: a) opere, servizi e forniture  finalizzate all’eliminazione di anomalie edilizie e/o impiantistiche ed  essenziali alla corretta funzionalità del complesso edilizio, decaduta a  seguito di caso fortuito, vetustà, obsolescenza anche tecnologica o di  inconvenienti, comunque, non imputabili alla responsabilità del fornitore; b)  stesura di progetti ed esecuzione di lavori finalizzati al risanamento di parti  o settori omogenei di un edificio o di specifici impianti per interventi non  previsti ma richiesti dalla stazione appaltante durante il periodo di validità  del contratto”.

Si  tratterebbe, comunque, di prestazioni funzionali al mantenimento in efficienza  del complesso e che comprendono interventi che non possono essere censiti come  ordinari, dei quali potrà essere verificata la necessità durante l’attività di  manutenzione programmata, o che comunque non sono predeterminabili a priori.  Per queste attività, si chiarisce ancora che l’importo non è forfettario ma  contabilizzato a misura.

La stazione  appaltante evidenzia, poi, che il complesso ospedaliero è sottoposto a vincolo  monumentale e che, pertanto, non è possibile procedere ad interventi edili, se  non in presenza di specifica autorizzazione e sulla base di un progetto  definitivo; è, però, evidente che dette condizioni possono realizzarsi solo al  momento della individuazione della singola attività rivelatasi necessaria.  Ne consegue l’impossibilità di allegare ai  documenti di gara la progettazione di interventi la cui necessità potrà emergere  solo nell’ambito della manutenzione programmata, oggetto dell’appalto.

Quanto  ai prezzi delle specifiche prestazioni viene evidenziato che essi sono  stabiliti, come è d’obbligo, con un rinvio al prezzario della Regione Lazio e  per le voci non presenti all’elenco prezzi Regione Lombardia.

Quanto  all’attribuzione dei punteggi, la stazione appaltante fa presente che la  Commissione composta da elementi altamente qualificati “è in grado di assegnare le valutazioni in base alla qualità delle  offerte tecniche”.

I  requisiti di capacità tecnica ed economica, poi, sarebbero del tutto congrui  tenuto conto anche della possibilità per le imprese interessate di partecipare  in RTI o di ricorrere all’avvalimento; quanto ai requisiti di attestazione per  i lavori essi sono stati richiesti in base alle voci del quadro economico dei  servizi a canone.

La  stazione appaltante fa presente, infine, di aver messo a disposizione dei  partecipanti insieme alla documentazione di gara fornita in formato digitale,  anche una data room contenente tutto  il materiale tecnico in possesso dell’Azienda e delle ditte che attualmente  gestiscono alcuni dei servizi oggetto dell’appalto, oltre ad aver consentito l’effettuazione  di sopralluoghi, senza limite di numero e di tempo.

 

Ritenuto in diritto

Preliminarmente,  occorre rilevare che l’appalto in esame, è caratterizzato dalla coesistenza di  prestazioni eterogenee corrispondenti alle figure del contratto di servizi (manutenzione  a canone di edifici, impianti e aree verdi, realizzazione del sistema  informatico di gestione, del call center,  del sistema di anagrafe e inventariazione etc.) di fornitura (energia termica),  del contratto d'appalto di lavori (lavori extra-canone).

Pertanto,  sebbene il bando utilizzi la diversa espressione di “appalto di gestione di  servizi tecnici integrati”, si ritiene che la fattispecie contrattuale sia da  ricondurre alla figura del “global service” di cui alla norma UNI 10865.

Come già  ricordato da questa Autorità (di recente, nella deliberazione n. 55 del 3  dicembre 2008), il “global service” non è contemplato a livello codicistico  come tipologia generale di contratto, ma la giurisprudenza ha ricondotto tale  fattispecie entro lo schema del “contratto misto” di cui all’art. 14 del codice  dei contratti; la caratteristica può essere individuata nella integrazione  funzionale di attività eterogenee dirette ad un risultato sostanzialmente  diverso dai servizi singolarmente considerati, rispetto ai quali la prestazione  complessiva apporta all’utente finale un quid  pluris.

Il  richiamo all’istituto del contratto misto ed alla relativa disciplina di cui  all’art. 14 del codice dei contratti, consente di individuare quale sia la  procedura da rispettare nella selezione dell’aggiudicatario, attraverso l’individuazione  dell’oggetto principale dell’appalto e di quelle che sono, invece,  considerabili prestazioni accessorie. Pertanto, un contratto come quello in  esame può essere inquadrato nella fattispecie dell’appalto di servizi ex art. 14, comma 2 lett. c), d.lgs. n.  163/2006 se i lavori in esso contemplati risultano accessori rispetto  all’oggetto principale dello stesso tanto che, privato di tale componente,  detto contratto sarebbe ugualmente idoneo a raggiungere i fini pubblici che  intende perseguire, mentre privato della componente servizi sarebbe inidoneo al  raggiungimento del fine prefissato (nel caso di specie lo scopo è il  mantenimento in efficienza del complesso ospedaliero).

Quanto  alla scelta della stazione appaltante di utilizzare, nel caso di specie, lo  schema negoziale in discorso, va ricordato che la giurisprudenza ha avuto modo  di affermare in tema di affidamento di appalto di forniture e servizi con la  formula global service (TAR Lazio,  sez. III quater, 2 marzo 2009 n. 2130),  che “il concreto esercizio del potere  discrezionale deve essere funzionalmente coerente con il complesso degli  interessi pubblici e privati coinvolti dal procedimento d’appalto” e  l’intero impianto della lex specialis di gara ”non deve costituire violazione  sostanziale dei principi di libera concorrenza, par condicio, non  discriminazione e trasparenza di cui all’art. 2 del Codice dei contratti”.  Anche la scelta di comprendere o meno in un unico appalto ovvero in più lotti  un complesso di prestazioni da conferire mediante pubblica gara, attiene alla  discrezionalità dell’amministrazione (cfr. Consiglio di Stato , sez. V, 20  marzo 2007 n. 1331).

Nel  caso in esame pare condivisibile l’impostazione della stazione appaltante,  secondo la quale la scelta dell’affidamento in una logica di multiservizi  avrebbe l’intento di conseguire un risparmio di risorse pubbliche attraverso  l’individuazione di un unico soggetto interlocutore per lo svolgimento di tutta  l’attività di gestione e manutenzione degli immobili e degli impianti,  necessaria al mantenimento della funzionalità tecnica delle strutture  ospedaliere.

Tuttavia, occorre  rilevare che appunto l’indeterminatezza progettuale delle prestazioni extra  canone (da individuare nel tempo) e quindi dei relativi requisiti di  qualificazione, porta a ritenere tale accorpamento non coerente, rappresentando  caratteristiche differenziate alle quali si sarebbe potuto fare ben fronte con  appalti separati, soprattutto per gli interventi sugli immobili vincolati,  senza per questo compromettere la efficiente realizzazione. Analogamente la  specificità di tali lavori da realizzare doveva portare all’indicazione di  distinti criteri di valutazione dei profili qualitativi dell’offerta tecnica  per i lavori.

In ogni caso, può rilevarsi che l’affidamento  in un unico lotto di servizi che, ancorché eterogenei, attengono, comunque, al  mantenimento della funzionalità degli immobili e degli impianti non sembra  avere, nella sostanza, eccessivamente compromesso il potenziale competitivo  della gara, stante il numero delle offerte ricevute.

Come  evidenziato nella comunicazione delle risultanze istruttorie, persistono,  invece, perplessità in merito alla stima degli importi per le attività  extra-canone, sebbene si tratti di prestazioni solo eventuali perché subordinate  alla disponibilità di risorse economiche da parte della stazione appaltante.  Infatti, per tali interventi, l’importo complessivo massimo stimato è di €  30.000.000; si tratta di un valore considerevole, pari circa ad un terzo del  valore dell’intero appalto giacché alle attività manutentive a canone sono  destinati € 31.000.000.

Peraltro,  il CSA (cfr. parte II – disciplinare d’oneri, tabella 1) definisce dette  prestazioni come “attività non ricomprese  nel canone e per la manutenzione di  tipo straordinario e per interventi che richiedono adeguamenti  normativi non previsti e richiesti dalla SA”.

In  effetti, la stazione appaltante ha inquadrato il contratto come appalto di  servizi, in quanto i lavori avrebbero connotazione di mera accessorietà, ma  come evidenziato anche nella nota di risposta della stazione appaltante tra le  attività comprese negli interventi extra-canone è inclusa anche la “stesura di progetti ed esecuzione di lavori  finalizzati al risanamento di parti o settori omogenei di un edificio o di  specifici impianti per interventi non previsti ma richiesti dalla stazione  appaltante durante il periodo di validità del contratto”.

Al riguardo,  occorre richiamare quanto già evidenziato da questa Autorità nella già citata Delibera  n. 55/08, ove si chiarisce la distinzione tra manutenzione ordinaria (riparativa  non programmabile, programmata o preventiva, su richiesta del committente durante  lo svolgimento del rapporto contrattuale) e straordinaria e in che termini è  consentito affidare opere di manutenzione straordinaria nell’ambito di un  contratto che abbia come oggetto principale i servizi di manutenzione e  gestione.

“Come ampiamente argomentato  dall’Autorità con deliberazioni n. 76/2006 e n. 22/2003, in linea generale,  dunque, si può ritenere ammissibile il ricorso al global service anche per interventi di manutenzione straordinaria quando detti interventi  siano: accessori rispetto all’oggetto principale dell’appalto, secondo le  disposizioni dell’art. 14 del Codice; programmabili ai sensi dell’art. 128 del  Codice, solo se preventivamente inclusi negli atti di programmazione dell’ente; puntualmente indicati (descrizione delle opere e relativi costi) nel bando di  gara, con relativa richiesta di appositi requisiti per gli esecutori, secondo  la disciplina dettata dal d.lgs. n. 163/2006.”

Nel  caso di specie, tra le attività extra-canone sembra compresa sia la  manutenzione ordinaria su richiesta, che quella straordinaria, pur mancando la  necessaria specificazione di una stima dei rispettivi importi.

Inoltre,  nella documentazione di gara non si rinviene alcuna descrizione e/o  quantificazione dei lavori di manutenzione ordinaria e soprattutto  straordinaria che potranno essere richiesti all’aggiudicatario come prestazioni  a canone e/o come attività extra-canone.

Conseguentemente,  in assenza finanche di un’indicazione di massima degli importi contrattuali da  destinarsi alle opere, anche la richiesta ai fini della partecipazione alla  gara dei requisiti di qualificazione SOA risulta del tutto approssimativa.

Occorre,  inoltre, considerare che l’accorpamento dei lavori (in particolare quelli riferiti  agli immobili connotati da vincolo architettonico e che ben potrebbero essere  funzionalmente separati), che non sembrano atteggiarsi quali “accessori” ai  servizi richiesti dall’Amministrazione, non appare essere la risultante di  un’esigenza ponderata, con l’effetto di innalzare la soglia di partecipazione  alla gara e configurare una obbligazione per l’aggiudicatario, che resterebbe  vincolato ad un impegno futuro incerto sul quantum.

Si  ritengono persistenti anche le perplessità espresse in merito alla formulazione  dei criteri per la valutazione delle offerte tecniche.

Infatti,  il bando di gara (p. IV.2 criteri di aggiudicazione) prevede che l’appalto sarà  aggiudicato in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ed,  in particolare, chiarisce che si terrà conto degli aspetti qualitativi e  quantitativi del sevizio e del prezzo, attribuendo alla qualità un punteggio  massimo di 60/100 ed al prezzo un punteggio massimo 40/100. Le ulteriori  specificazioni in ordine ai criteri di valutazione delle offerte sono indicate  nella documentazione di gara integrativa, pubblicata sul sito della stazione  appaltante ed alla quale il bando di gara espressamente rinvia.

In  particolare, nel capitolato speciale d’appalto, parte I - norme di gara, al  par. 3.2.2. si chiarisce il contenuto della busta B “offerta tecnica” mentre al  pt. 5.3 sono indicati i corrispondenti punteggi massimi che la commissione può  attribuire a ciascuno degli elementi descritti dall’offerente.

L’offerta  tecnica dovrà contenere una dettagliata illustrazione delle metodologie e dei  sistemi utilizzati nell’organizzazione delle attività, alla quale è  attribuibile fino ad un massimo di 35 punti; nell’ambito di questo elemento  ciascuna ditta partecipante dovrà descrivere l’organizzazione dei servizi (max  5 pt.), le procedure di gestione delle richieste di interventi, delle scorte e  dei documenti di contabilità (max 7 pt.), le modalità di esecuzione delle opere  extra-canone (max 7 pt.), le attrezzature utilizzate (max 3 pt.), le modalità  di revisione del programma di manutenzione (max 5 pt.), l’organigramma e i curricula vitae del personale addetto  allo svolgimento dei servizi (max 8 pt). Ulteriori aspetti oggetto di  descrizione nell’ambito dell’offerta tecnica sono anche i sistemi informativi  (hardware max 2 pt.; software max 8 pt.), i sistemi di archiviazione e le  procedure di aggiornamento (max 5 pt.), il piano di controllo sull’attività (max  5 pt.) ed infine le migliorie proposte (max pt. 5).

Al  riguardo, deve rilevarsi che nella lex  specialis non si rinviene l’ulteriore specificazione dei criteri in base ai  quali a ciascun elemento descritto sarà attribuito il relativo punteggio, (la  ponderazione, ovvero il valore e la rilevanza attribuita a ciascun sub - criterio),  tenuto conto che – come sopra chiarito - per gli aspetti considerati il  capitolato prevede solo il punteggio massimo.

Sul punto, si richiama il conforme  orientamento giurisprudenziale, a mente del quale "nelle procedure per l’aggiudicazione di una gara pubblica con il  criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la valutazione  dell’offerta tecnica può essere considerata correttamente effettuata, mediante  l’attribuzione di un mero punteggio numerico, allorquando nel bando di gara  siano stati preventivamente e puntualmente prefissati dei criteri sufficientemente  dettagliati, con l’individuazione del punteggio minimo e massimo attribuibile  alle specifiche singole voci e sottovoci comprese nel paradigma di valutazione  e costituenti i diversi parametri indicatori della valenza tecnica  dell’offerta, per cui ciascun punteggio è correlato ad un parametro tecnico -  qualitativo precostituito, in grado di per sé di dimostrare la logicità e la  congruità del giudizio tecnico espresso dalla commissione giudicatrice, al  punto da non richiedere una ulteriore motivazione, esternandosi in tal caso  compiutamente il giudizio negli stessi punteggi e nella loro graduatoria"  (TAR Lazio, sez. I, 4 novembre 2009 n. 10828);

Come è  noto, peraltro, in seguito alla soppressione del comma 4 dell’art. 83 disposta  con il terzo correttivo d.lgs. n. 152/08 è stato, invece, implicitamente  sancito che ogni criterio o sub-criterio di giudizio, ed i relativi punteggi e  sub-punteggi, debbano essere necessariamente predeterminati a monte, in sede di  stesura da parte della stazione appaltante della regolamentazione, atteso che  alla Commissione non è consentita nessuna integrazione, neppure quella  precedentemente consentita in merito ai criteri motivazionali. 

Nel  caso di specie, sembrerebbe che la mancata specificazione di ulteriori criteri  in base ai quali ponderare lo specifico punteggio da attribuire all’elemento  descritto nell’offerta possa rendere non del tutto comprensibile l’iter logico seguito dalla Commissione  per la scelta della soluzione tecnica migliore; conseguentemente, la  discrezionalità amministrativa non sembra limitata al massimo come, invece,  richiesto dalla legge. Al contrario, ove invece la Commissione interpretasse il  disciplinare di gara nel senso che esso consente di attribuire, comunque, il  punteggio massimo solo per il fatto che la descrizione indicata del capitolato  è rinvenuta nell’offerta, la gara sarebbe di fatto aggiudicata unicamente in  base all’elemento prezzo (la stazione appaltante ha invece ritenuto opportuno  attribuire all’elemento qualità un punteggio maggiore di quello riservato al  prezzo).
                               

In base a  quanto sopra considerato,

Il Consiglio

 

     
  • rileva  la genericità della stima effettuata dalla stazione appaltante per la  quantificazione economica delle attività a misura (extra-canone e di  manutenzione straordinaria); 
  •  
  • rileva,  in ordine alla qualificazione della procedura come appalto pubblico di servizi,  la mancata quantificazione dei lavori e delle opere di manutenzione  straordinaria;
  •  
  • rileva  la mancanza nella lex  specialis della necessaria specificazione  dei criteri in base ai quali a ciascun elemento descritto nell’offerta tecnica  sarà attribuito il relativo punteggio, in quanto per gli aspetti considerati il  capitolato prevede solo il punteggio massimo;
  •  
  • rileva,  in assenza di una appropriata progettazione delle opere, come del tutto  approssimativa anche la richiesta ai fini della partecipazione alla gara dei  requisiti di qualificazione SOA;
  •  
  • invita  la stazione appaltante, tenuto conto dello stato della procedura, a rivalutare  il proprio operato alla luce di quanto sopra considerato e a comunicare gli  eventuali provvedimenti che si intendono assumere ritenendo  utile richiamare quanto affermato da questa Autorità con la determinazione n.  17/2002 sull’esercizio del potere di autotutela; ovvero ad accertare la sussistenza dell’interesse pubblico a mantenere  in essere la procedura, segnalando in tale ipotesi gli esiti motivati della  verifica;
  •  
  • dà  mandato alla Direzione Generale Vigilanza Servizi e Forniture affinché  comunichi la presente deliberazione, a mezzo dell’Ufficio competente, alla  stazione appaltante, ai sensi e per gli effetti dell’art. 7 del Regolamento in  materia di vigilanza e accertamenti ispettivi (GU n. 80 del 6.4.2009).
  •  

 

Firmato

Il Consigliere Relatore: Alessandro Botto

Il Presidente f.f.: Giuseppe Brienza

Depositato presso la Segreteria del  Consiglio in data 27 settembre 2010