Deliberazione n. 53 Adunanza del 23 settembre 2010

Rif.  Fasc. 856/2010

Oggetto: Lavori di ripristino funzionale dei corpi “A” e “B” del monoblocco del Presidio Ospedaliero Universitario “Ospedali Riuniti” di Foggia.

Stazione Appaltante: Azienda Ospedaliero-Universitaria “Ospedali Riuniti” di Foggia.

Riferimenti normativi: Art. 57, comma 5 del D.Lgs 163/06

 

Il Consiglio

Vista la relazione della Direzione Generale Vigilanza lavori;

Considerato in fatto

Con nota del 16/02/2010 l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Ospedali Riuniti” di Foggia ha posto un quesito all’Autorità sulla possibilità di applicazione dell’art. 57, comma 5 del D.Lgs 163/06 per i  lavori in corso presso il complesso ospedaliero e riguardanti la demolizione e ricostruzione dei corpi di fabbrica “A” e “B” del monoblocco, di n. 6 piani fuori terra oltre l’interrato e la ricostruzione degli stessi ma limitati, per il corpo “B”, a soli n. 3 piani.
Il ricorso a tale articolo servirebbe per la realizzazione degli ulteriori tre piani del Corpo “B”, non compresi nel contratto iniziale, senza dover procedere ad un nuovo appalto.
Tale ampliamento dei lavori, secondo quanto rappresentato dall’Azienda, si rende necessario in quanto, a seguito di verifiche sismiche per sopraggiunte disposizioni normative, è emerso che il P.O. “Maternità-Pediatrico” ubicato in altra zona del Plesso ospedaliero, ha bisogno di interventi di rinforzo strutturale per essere adeguato alla vigente normativa sismica; pertanto, è sorta l’esigenza di individuare altrove gli spazi  ove trasferire parte delle degenze di tale Plesso per il tempo di esecuzione dei lavori. L’Azienda fa presente di non disporre di spazio sufficiente e, pertanto, ritiene che un’utile soluzione possa individuarsi nella costruzione dei rimanenti n. 3 piani del corpo “B”, tramite l’estensione del contratto già in essere in modo da ottenere in tempi ragionevoli la quantità di superficie necessaria per il trasferimento di parte dei reparti del P.O. “Maternità-Pediatrico”. La Stazione appaltante dichiara, inoltre, di possedere le risorse necessarie per tali lavori grazie al ribasso d’asta offerto dall’impresa aggiudicataria (pari al 39,366%), la Ru.Ca di Nicola Canonico Srl.
Con nota prot. 33531/2010 l’Ufficio Affari Giuridici, inizialmente interessato della questione, ha trasmesso per i profili di competenza il fascicolo alla Direzione Generale VI.LA.
A seguito di richiesta di ulteriori elementi di conoscenza sotto il profilo tecnico-progettuale da parte della Direzione VI.LA. (prot. 40812 del 21/06/2010) l’Azienda Ospedaliera, con lettera prot. 46838 del 18/07/2010 ha specificato che, essendo già in possesso del progetto definitivo delle strutture del corpo “B” per tutti i n. 6 piani, il proprio intendimento è utilizzare l’art. 57, comma 5, da un lato per l’affidamento al RTP Arpi 2 anche dell’incarico di completamento della progettazione dei n. 3 piani del corpo “B”, e dall’altro per l’estensione dell’appalto di costruzione all’impresa aggiudicataria, la Ru.Ca. di Nicola Canonico S.r.l., ovviamente alle stesse condizioni del contratto iniziale.
Successivamente è stata fatta pervenire all’Autorità documentazione integrativa consegnata dallo Studio Speri S.r.l. (capogruppo mandatario del RTP incaricato della progettazione delle opere), consistente in una serie di documenti relativi all’affidamento e all’esecuzione del servizio di progettazione dell’appalto, comprendente la Delibera di aggiudicazione del contratto, la copia del contratto fra S.A. e RTP, le Delibere di approvazione del progetto preliminare ed esecutivo, e di Direzione Lavori, nonché la Determinazione dell’importo dell’onorario per il RTP.

Ritenuto in diritto

Il  quadro che si è venuto componendo dagli approfondimenti compiuti evidenzia gli  aspetti di seguito riportati.

La norma di cui all’articolo 57, comma 5, del D. Lgs. 163/2006 stabilisce che sono da considerarsi complementari quei lavori che, non essendo stati previsti nel progetto o nel contratto iniziale, a causa di una circostanza imprevista, sono divenuti necessari per l’esecuzione e il compimento dell’opera oggetto del progetto o del contratto iniziale. Nel caso di specie è emerso che la circostanza imprevista viene determinata dall’esigenza di rilocalizzare i Reparti di Maternità e Pediatria del Presidio Ospedaliero nel c.d. corpo “B” ubicato in altra area, tramite la realizzazione di ulteriori n. 3 piani dello stesso, non compresi nell’appalto aggiudicato. Ciò in quanto l’attuale P.O. “Maternità-Pediatrico” avrebbe bisogno di interventi di rinforzo strutturale tali da non poter essere eseguiti con la presenza simultanea delle attività al loro interno.
Si tratta quindi di circostanza imprevista relativa ad altro immobile e come tale non rientrante nelle fattispecie dell’art. 57, comma 5 di cui si è in premessa esplicitata la ratio.
Anche la Deliberazione n. 488 del 29.12.2009 di incarico per gli approfondimenti di ordine sismico fornita con nota prot-Aut 32622 del 18.5.2010, riguarda esclusivamente il citato Reparto di Maternità e Pediatria e, pertanto, nulla ha a che vedere con gli eventuali problemi rinvenibili nello stabile “B”, di cui si chiede l’applicazione della deroga prevista dal citato art. 57, comma 5.

Nel merito specifico della realizzabilità dell’intervento, devesi inoltre rappresentare che fra la documentazione pervenuta risultano allegate le Deliberazioni del D.G. n. 310 e 444 di approvazione degli elaborati, rispettivamente del progetto preliminare ed esecutivo, da cui si evince chiaramente che la progettazione sia architettonica che strutturale, ha riguardato esclusivamente n. 7 piani del corpo “A” e n. 4 piani del corpo “B”. Né a livello di progetto preliminare, né tantomeno a livello di progetto esecutivo, quindi, il corpo “B” è stato previsto di n. 7 piani. Tale circostanza, pertanto, porta ragionevolmente a ritenere che la costruzione di ulteriori n. 3 piani al di sopra dei n. 4 già realizzati del corpo “B” sia da intendersi come una sorta di sopraelevazione di detto corpo e, come tale, non possa avvenire se non con una necessaria riprogettazione organica dell’intero sistema strutturale che dovrà prevedere l’adeguamento eventuale di quello già realizzato per n. 4 piani, anche in ragione della sismicità del territorio.
Anche tale elemento concorre a rendere non applicabile la norma invocata dalla Stazione appaltante.

Devesi, inoltre, rilevare che il riscontro fornito dall’Azienda Ospedaliera (prot. 44284 del 09/07/2010) ai chiarimenti richiesti da questa Direzione VI.LA., contiene alcune inesattezze.
In particolare, si riportano qui appresso i punti controversi, così come elencati nella nota inviata dall’Azienda Ospedaliera:

  • Al punto a) viene riferito che le opere di cui al contratto stipulato tra RTP Arpi 2 e Stazione Appaltante riguardano “i lavori di abbattimento e ricostruzione del corpo “A” e i lavori parziali di abbattimento, consolidamento e ripristino funzionale del corpo “B” del presidio ospedaliero”. Dagli atti (v. contratto n. 172 del 24.5.2007 art. 2) si desume invece che le opere da progettare riguardano esclusivamente “i lavori di ripristino funzionale del corpo B”, così come appaltati con la deliberazione n. 190 del 19/04/2007. A tal proposito, è stata consegnata una nota scritta a mano del titolare dello Studio Speri, l’Ing. Lupoi, in cui si attribuisce la discrepanza rilevata ad un mero errore commesso da un collaboratore del Responsabile Tecnico dell’Azienda Ospedaliera che avrebbe «preso dall’archivio elettronico una bozza di contratto che è stata poi modificata».
  • La giustificazione non appare plausibile in quanto dagli atti risulta che il progetto predisposto dallo Studio Speri (sia il preliminare che l’esecutivo) non coincide affatto con quanto stabilito nella citata deliberazione n. 190/07, essendovi previsto un intervento unitario sui tempi di esecuzione sui corpi “A” e “B”, con contestuale demolizione dei due corpi e ricostruzione degli stessi con n. 7 piani per il corpo “A” e n. 4 per il corpo “B” compresi gli interrati. Oltre tutto l’impostazione progettuale di cui sopra risulta del tutto congruente con quello che è stato definito dallo Studio Speri un mero errore materiale della Stazione Appaltante.
  • Tali circostanze portano a ritenere più verosimilmente che dal momento dell’affidamento della progettazione a quello della consegna del progetto siano intervenute variazioni esigenziali da parte dell’Azienda Ospedaliera che hanno comportato una modifica dell’oggetto del contratto.
  • Si è rinvenuto peraltro all’art. 7 dello stesso contratto (cfr. docum. n. 172 del 24/05/2007) che è espressamente statuito che «nessuna variazione progettuale, sospensione delle prestazioni, modifiche o varianti o altra modifica, ancorché ordinata o pretesa dal Responsabile del Procedimento o dall’Azienda committente può essere eseguita o presa in considerazione se non risulti da atto scritto o firmato dall’organo competente». Dagli atti inviati non si evince alcun atto scritto con cui si autorizza il RTP Arpi 2 a variare l’oggetto della prestazione.
  • Nei punti b) e c) si sostiene che solo nel corso della progettazione preliminare è stata riscontrata l’inadeguatezza della struttura in c.a. del corpo “B” per cui il RTP ha proposto l’integrale abbattimento e ricostruzione del corpo di fabbrica “B”; ciò non può sussistere in quanto già con la Delibera di aggiudicazione n. 190/07 di cui sopra era stato esplicitamente programmato l’abbattimento di tale corpo “B”.
  • Si è rilevato, inoltre, che già il progetto preliminare consegnato alla stazione appaltante è stato dimensionato per la ricostruzione di soli n. 3 piani (oltre l’interrato) - anziché di n. 6 - del corpo “B”. Nella nota pervenuta da parte dell’Azienda ospedaliera si sostiene, peraltro, che il RTP avrebbe dato corso alla progettazione definitiva ed esecutiva dell’opera limitando tuttavia l’intervento progettuale per tutti i n. 6 piani del corpo “A” e per soli n. 3 piani del corpo “B”. Ciò contrasta con quanto asserito al punto e) laddove la stazione appaltante sostiene di essere in possesso del progetto definitivo delle strutture in c.a. di entrambi i corpi di fabbrica per i n. 6 piani.
  • Infine, occorre evidenziare che si è passati dalla progettazione preliminare direttamente alla progettazione esecutiva, saltando quella definitiva, come si può facilmente verificare dalla lettura della Delibera D.G. 444/07. Difatti non vi viene fatto cenno alcuno della fase di predisposizione della progettazione definitiva. Tale circostanza, peraltro, è rafforzata dal confronto tra la tempistica prevista dal contratto (pag. 11) e le date di consegna della progettazione esecutiva, da cui risulta che quest’ultima è stata consegnata all’incirca nel periodo in cui doveva effettuarsi la trasmissione di quella definitiva.
  • Onorario: inizialmente l’importo dell’incarico era di € 320.513,40 (come da ribasso offerto su lavori presunti di € 7.650.000,00). Nella Determinazione 579/2010 si legge che per mero errore l’onorario contenuto nel contratto stipulato fra Azienda e RTP riguardava il solo corpo “B” in quanto era già stato individuato il nuovo oggetto della prestazione sui corpi “A” e “B”. Si è, quindi, adeguata la parcella alle opere effettivamente progettate, ossia € 12.616.378 che hanno fatto accrescere l’onorario, per la sola progettazione, a € 712.958,61. Anche questa giustificazione non trova riscontro in atti, poiché dalla delibera di aggiudicazione si rileva alla pagina 2 che il RTP aveva accettato di occuparsi della progettazione preliminare delle soluzioni riferite sia al corpo “A” che “B”, soggiacendo alla condizione che il pagamento dell’onorario rimanesse nei limiti della quantificazione originariamente prevista dal contratto (v. pag. 3 della deliberazione 190/07).

 

In base a quanto sopra considerato,

Il Consiglio

  • ritiene che la progettazione e la costruzione degli ulteriori n. 3 piani del corpo “B” non possano rientrare nella fattispecie di cui all’art. 57, comma 5 e, pertanto, non si rende possibile corrispondere  positivamente alle richieste dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Foggia;
  • rileva che il comportamento gestionale dell’appalto del servizio attinente all’architettura-ingegneria da parte della Stazione Appaltante non sia stato rispettoso delle procedure poste a base della realizzazione dell’opera pubblica, così come disciplinate dalla vigente normativa di settore e ai principi posti a base della libera concorrenza fra gli operatori, in quanto l’azione dell’Amministrazione risulta volta, nella sostanza, a conseguire la realizzazione di un intervento più ampio senza ricorrere ad una nuova procedura selettiva di evidenza pubblica;
  • richiama, pertanto, la Stazione Appaltante ad una più scrupolosa osservanza della norma di settore;
  • dispone l’invio da parte della Direzione Generale Vigilanza Lavori della presente deliberazione al Direttore generale dell’Azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti di Foggia” per le valutazioni di competenza.

 

Il Consigliere Relatore: Andrea Camanzi

Il Presidente f.f.: Giuseppe Brienza

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 10 novembre 2010

Il Segretario: Maria Esposito