Deliberazione n. 73 Adunanza del 1 dicembre 2010

Fascicolo 123/2010

Oggetto: Lavori di costruzione di un edificio per uffici ed accoglienza nonché dei servizi connessi e relativa galleria di collegamento.

Stazione appaltante: Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza.

Impresa: De Vivo S.p.A.

Importo contrattuale: Euro 7.686.651,96

Esponente: Ing. Giuliano Rosco, Direttore dei lavori

Rif. normativi:  art. 134  del D.P.R. n. 554/1999 e s.m.i., art. 25 co. 3 2° e 3° periodo della 109/94 e  s.m.i.

 

IL CONSIGLIO

Vista la relazione della Direzione generale della vigilanza lavori

Considerato in fatto

Con nota del 15.4.2010, n.23836, l’Ing. Giuliano Rosco, Direttore dei Lavori dell’intervento in oggetto, segnalava diverse presunte irregolarità sia nell’affidamento dei lavori sia nello svolgimento degli stessi.
In particolare l’esponente lamentava il ricorso ad una procedura di aggiudicazione che permetteva varianti migliorative, una variante in sanatoria inammissibile ed una ingiusta protrazione da parte del R.U.P.  del termine di ultimazione dei lavori. Inoltre viene contestato l’utilizzo di alcuni isolatori sismici nonostante il parere contrario della D.L.
Alla richiesta di informazioni e chiarimenti avanzata dalla Direzione generale della vigilanza lavori, l’Azienda ospedaliera ha fornito riscontro con nota n. 38917 del 14.06.2010. Dall’esame degli atti e della documentazione acquisita è emerso, in particolare, quanto segue.
I lavori di che trattasi sono stati decisi dalla Stazione appaltante nell’ambito del Piano Regionale degli Investimenti di cui all’art. 20 della Legge 11 marzo 1988 n. 67. Con deliberazione n. 1477 del 14.11. 2005 è stato approvato il progetto esecutivo per un importo complessivo di Euro 9.860.000,00. L’ Ufficio Edilizia della Regione Basilicata ha ritenuto l’intero progetto meritevole di approvazione, rilasciando il parere tecnico n. 223 – 76AB del 28.11.2005 ai sensi della L.R. 23/90 ma la Giunta della Regione Basilicata ha ritenuto di finanziare l’intervento per soli  9.595.769,19 euro.
Con nota n. 55715/72AC del 2.02.2006 è stata comunicata alla S.A. l’avvenuta ammissione a finanziamento del progetto da parte del Ministero della Salute invitando l’azienda ospedaliera a procedere entro nove mesi dalla data del decreto ministeriale di approvazione dello stesso datato 13.02.2006.
Con deliberazione n. 651 del 16.05.2006 l’ing. Giuseppe Spera è stato nominato R.U.P. al posto dell’ing. Giovanni Di Bello.
A parere del nuovo R.U.P. il progetto validato ed approvato necessitava di alcune modifiche ed in particolare:

  • gli elementi strutturali risultavano dimensionati sulla base del D.M. 16.01.1996 e, pertanto, ad ultimazione dei lavori, con l’entrata in vigore delle OO.PP.CC.MM. 3274/2003 E 3431/2005 la struttura sarebbe risultata non a norma;
  • con l’entrata in vigore del D.M. 22.02.2006 “Regola Tecnica di Prevenzione Incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio di edifici e/o locali destinati ad uffici” le scelte effettuate in termini di protezioni antincendio risultavano inadeguate;
  • il D.Lgs. 19.08.2005 n. 192 “Attuazione della Direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia” richiedeva una maggiore attenzione agli aspetti energetici delle scelte progettuali;
  • i prezzi non risultavano computati con il vigente prezziario regionale.

Data la tempistica imposta dal Ministero per l’aggiudicazione dei lavori la S.A. ha optato per una procedura di gara da aggiudicare mediante offerta economicamente più vantaggiosa , richiedendo ai concorrenti di formulare varianti migliorative che adeguassero il fabbricato alle prescrizioni dell’OPCM 3274/03 come rinnovellata dall’OPCM 3431/05 nonché alle norme sopra citate.
La gara, indetta con deliberazione n. 792 del 13.06.2006 è stata aggiudicata con deliberazione n. 96/2007 all’impresa De Vivo S.p.A. per un importo contrattuale di €. 7.686.651,96 con un ribasso d’asta dell’1,07 per cento. Nessun ricorso giurisdizionale è stato mosso dai concorrenti durante l’iter procedurale. L’Autorità è stata, però, interessata da una istanza di un concorrente escluso, il cui esito è nella deliberazione n. 53 del 22.02.2007 PREC/29/07 con cui viene confermata la correttezza dell’operato della Commissione di gara.
Nel corso dell’esecuzione dei lavori si è resa necessaria una variante progettuale a seguito di un riordino di tutte le UU.OO. dell’Azienda decisa dalla nuova Direzione aziendale con la finalità di dare vita a due Aree Dipartimentali e di creare un locale dedicato al Disaster Recovery delle strutture di rete. Nell’ambito di tale riorganizzazione l’appaltatore è stato investito del compito di elaborare tale variante, la quale ha comportato un incremento contrattuale di € 31.165,17, pari allo 0,41% dell’importo di contratto.
Con nota n. 20090032050 del 3.09.2009 il R.U.P. ha trasmesso al Direttore dei Lavori copia della variante per il parere tecnico ed, in riscontro a detta richiesta, il D.L. ha inviato una nota datata 10.09.2009 acquisita con n. 20090033272 del 15.09.2009, ritenendo il progetto risolutivo delle problematiche evidenziate in relazione alle variazioni dell’esecuzione rispetto al progetto originario.
Il R.U.P. ha approvato la variante in data 18.09.2009, tale approvazione è stata ratificata con deliberazione n. 271 del 13.10.2009. Successivamente con nota del 18.12.2009 il D.L. richiedeva al R.U.P. espresso Ordine di Servizio per l’inserimento nel SAL delle lavorazioni eseguite per la variante; tale ordine di servizio  è stato emesso dal R.U.P. in data 31.12.2009.
La variante è stata accettata dall’appaltatore e non sono state iscritte riserve.
Per quanto attiene le problematiche strutturali e sismiche inerenti “accelerazione di picco al suolo” e “dispositivi di sollevamento degli isolatori” sollevate dal D.L., tali questioni sono state risolte, la prima tramite l’acquisizione del parere dei Servizi Tecnici della Presidenza del Consiglio dei Ministri  - Protezione Civile che confermava la posizione del R.U.P. e del Collaudatore statico; la seconda è stata risolta con comunicazione del R.U.P. del 27.05.2010  che ribadisce la validità delle scelte tecniche effettuate come da intervento richiesto dallo stesso D.L. ai sensi del D.P.R. 544/99.
Il termine di ultimazione dei lavori appare essere slittato  in parte per la questione dei dispositivi di sollevamento degli isolatori di cui sopra e le uniche lavorazioni non ultimate sono quelle di sistemazione esterna rappresentanti meno dell’1% dell’appalto. Il D.L. non ha attivato alcuna delle procedure disciplinate dall’art. 119 del D.P.R. 554/99.

Ritenuto in diritto

Sulla procedura di aggiudicazione l’Autorità si è già espressa con Deliberazione n. 53 del 22/02/2007 valutando positivamente la correttezza della procedura.
La perizia di variante, approvata con la deliberazione n. 271 del 13.10.2009, appare formulata nei limiti economici previsti dall’art. 25, co. 3, 2° e 3° periodo della L.109/94. Emerge, però, dalla documentazione agli atti che alcune delle lavorazioni e forniture di materiali previsti nella variante siano state oggetto di esecuzione prima dell’approvazione della perizia di variante stessa (Verbale di sopralluogo del 8/5/2009). Ciò appare in contrasto, come già più volte indicato dal Consiglio dell’Autorità (Determinazione n. 16/2000 del 5 aprile 2000 - Deliberazione n. 35 del 23/05/2006), con l’art. 25 della L.109/94, il quale non prevede l’approvazione di perizie di variante in sanatoria, ancorché nell’interesse della Amministrazione e da questa disposte. La giurisprudenza sull’argomento, pur confermando l’impossibilità per l’appaltatore di apportare variazioni al progetto, appare orientata verso un accoglimento della possibilità da parte dell’Amministrazione di disporre variazioni in corso d’opera in pendenza dell’approvazione della perizia di variante (Cassazione civile, Sez. I - 2 luglio 1998 n. 6470) in quanto, le variazioni apportate in corso di esecuzione di un'opera appaltata da un ente pubblico in mancanza di un ordine scritto del direttore dei lavori (art. 342 della legge n. 2248 del 1865), se riassunte in una cd. "perizia di variante" successivamente approvata dal competente organo dell'ente appaltante, possono essere "sanate" quanto al profilo dell'irregolarità derivante dalla mancanza dell'ordine scritto. Ciò, quindi, non esclude, nell’esclusivo e superiore interesse della P.A., che ragioni di opportunità e speditezza giustifichino l’approvazione di perizie in sanatoria. Tale possibilità, a parere di questo Ufficio, deve però rimanere circoscritta a casi che, sia per il rilievo economico delle variazioni apportate che per il rilievo tecnico – funzionale delle stesse non incidano pesantemente nel vincolo contrattuale con l’impresa. A sostegno di ciò appare evidente come i limiti posti dall’art.25 della legge 109/94, ora ripetuti nell’art. 132 del D.Lgs 163/2006, possano costituire valido argine di salvaguardia di tale sinallagma contrattuale. Nel caso di specie la minimale variazione economica apportata dalla perizia di variante (+0,41%) nonché le minimali variazioni eseguite in pendenza di approvazione della perizia stessa, quali esecuzione di massetti di sottofondo, forniture di lastre di travertino, di grès porcellanato, piastrelle di monocottura e lastre di controsoffitto appaiono confortare le decisioni della Stazione appaltante, in quanto rientranti, alcune di queste, forse anche tra quelle modificazioni di dettaglio poste nella disponibilità del direttore dei lavori.
Per quanto attiene i termini di ultimazione dei lavori emerge che le opere non ultimate rappresentano meno dell’1% del totale e, pertanto, non sembra essere impedita l’emissione del certificato di ultimazione dei lavori, salvo assegnare all’impresa esecutrice un congruo e perentorio termine per il completamento delle parti non ultimate, nel caso le sistemazioni esterne.
Sulla problematica sollevata riguardo gli isolatori sismici si è espressa con parere chiarificatore la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Protezione Civile – Ufficio III Valutazione, Prevenzione e Mitigazione del rischio sismico con nota del 7.07.2010, dichiarando sufficiente la realizzazione delle mensole aggettanti dalla sovrastruttura, in linea con quanto sostenuto dal R.U.P. e dal collaudatore statico.
Non può sottacersi che, dalla lettura della documentazione agli atti del fascicolo, appare emergere una differenza di approccio da parte dei soggetti interessati (Responsabile unico del procedimento, Direttore dei lavori, Collaudatore) con rilevazione di difficoltà nelle relazioni interpersonali tra gli stessi con conseguente produzione di copiosa corrispondenza. Si ritiene che, come stabilito dall’art. 1 della legge-quadro, compito primario di tutti i soggetti coinvolti nell’esecuzione di un contratto di lavori pubblici sia quello di cooperare con leale collaborazione, secondo criteri di efficienza ed efficacia, per il raggiungimento dell’obiettivo primario dato dalla concreta conclusione dell’oggetto contrattuale, il quale, non va dimenticato, costituisce sempre opera o lavoro soddisfacente un superiore interesse collettivo, ed ogni ritardo nella sua conclusione costituisce, di per sé, ove non espressamente e correttamente giustificato, un danno per il bene comune, il quale, specialmente in un ambito sanitario ed ospedaliero, incide sul diritto costituzionalmente garantito della salute dei cittadini.

In base a quanto sopra considerato,

Il Consiglio

  • rileva, nonostante il contrasto con l’art. 25 della legge 11 febbraio 1994, n.109, della procedura di approvazione della perizia di variante in sanatoria, disposta con la deliberazione n. 271 del 13.10.2009, che ragioni di opportunità e speditezza hanno determinato la esecuzione e fornitura di alcune lavorazioni poi ricomprese nella perizia di variante, che hanno consentito di non sospendere i lavori in attesa della conclusione del procedimento di approvazione della perizia stessa;
  • non ritiene sussistano evidenti ragioni che impediscano l’emissione del certificato di ultimazione dei lavori, data l’esiguità, in termini economici, delle lavorazioni residue, salvo assegnare all’impresa esecutrice un congruo e perentorio termine per il completamento delle parti non ultimate;
  • non ritiene di doversi esprimere riguardo la problematica degli isolatori sismici sui quali si è già spressa con parere risolutivo la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Protezione Civile, Ufficio III, Valutazione, Prevenzione e Mitigazione del rischio sismico, con nota del 7.07.2010
  • richiama i soggetti interessati all’esecuzione del contratto di appalto, all’adozione di comportamenti di leale collaborazione, secondo criteri di efficienza ed efficacia, utili al raggiungimento dell’obiettivo principale, dato dalla concreta conclusione dell’oggetto contrattuale, il quale, non va dimenticato, costituisce sempre opera o lavoro soddisfacente un superiore interesse collettivo, ed ogni ritardo nella sua conclusione costituisce, di per sé, ove non espressamente e correttamente giustificato, un danno per il bene comune, il quale, specialmente in un ambito sanitario ed ospedaliero, incide sul diritto costituzionalmente garantito della salute dei cittadini.

 

Il Consigliere Relatore: Sergio Santoro

Il Presidente: Giuseppe Brienza

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 22 dicembre 2010

Il Segretario: Maria Esposito