18  ottobre 2007

AG10-07

 

Oggetto:  Richiesta di parere da parte della Banca d’Italia relativamente alla stipula di  un contratto di fornitura di servizi di informazione finanziaria con la New York Stock Exchange  Inc.

In esito aquanto  richiesto con lettera n. 702325 ricevuta dall’Autorità in data 26 luglio 2007  si comunica che il Consiglio dell’Autorità  nell’adunanza del 17-18 ottobre 2007   ha approvato le seguenti considerazioni.

La disciplina normativa applicabile al contratto di  specie, secondo le indicazioni desunte dalla lettera, è quella contenuta nel  Codice dei Contratti ed in particolare l’art. 124 relativo agli appalti di  servizi al di sotto della soglia comunitaria.

Pertanto, le eccepite ragioni di sicurezza  rappresentate dalla società americana che la inibirebbero dal fornire documenti  e dati richiesti non sembrano essere idonee a giustificare una eventuale non  applicazione da parte della Banca d’Italia delle verifiche, previste dall’art.  38 del Codice dei Contratti, in merito al possesso dei requisiti generali da  parte della società aggiudicataria e dei suoi amministratori.

Di conseguenza la Banca d’Italia, qualora fosse impossibilitata  dall’eseguire i controlli di cui all’art. 38 del D.Lgs. 163/2006, non potrebbe  legittimamente procedere alla stipula del contratto de quo

Dal punto di vista procedurale, è opportuno  evidenziare che, ai sensi dell’art. 3, comma 4, del Testo unico delle disposizioni  legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (D.P.R.  n. 445/2000), i cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea, possono  documentare gli stati, le qualità personali e i fatti, mediante certificati o  attestazioni rilasciati dalla competente autorità dello Stato estero, corredati  di traduzione in lingua italiana autenticata dall’autorità consolare italiana  che ne attesta la conformità all’originale, con espresso avvertimento sulle  conseguenze penali della produzione di atti o documenti non veritieri.

La Banca d’Italia può in ogni caso richiedere, in  sostituzione della documentazione amministrativa, una autocertificazione da  parte degli amministratori, accompagnata da una traduzione in lingua italiana  autenticata ai sensi del comma 3 dell’art. 3 del D.P.R. n. 445/2000, in  applicazione della Convenzione GATT, sulla base della quale gli operatori  economici possono partecipare alle gare di appalto alle stesse condizioni  richieste ai candidati italiani

E’ infine opportuno rammentare che, ai sensi  dell’art. 47 del D.P.R. 445/2000, la dichiarazione resa dal dichiarante può  riguardare anche stati, qualità personali e fatti relativi ad altri soggetti di  cui egli abbia diretta conoscenza. Pertanto, la Banca d’Italia potrebbe  limitarsi a richiedere una sola autodichiarazione ad un amministratore anche  per conto degli altri amministratori.