Deliberazione n. 16 Adunanza del 09 febbraio 2011

 

OGGETTO:   Segnalazione irregolarità sull’appalto per “La realizzazione del collettore fognante di collegamento tra le stazioni di sollevamento di Torre dell’Orso e di San Foca” nel Comune di Melendugno (LE).- Importo complessivo dell’appalto €.724.401,17.

STAZIONE APPALTANTE: Comune di Melendugno (LE).

RIFERIMENTO NORMATIVO: D.Lgs. n. 163/2006 art. 132 comma 3;

DPR n. 554/99 art. 47, lett. l) ed art.134, comma 10.

 

Il Consiglio

Visto il D.LGS 12 aprile 2006 n. 163  ss.mm.ii.;

Vista la relazione della Direzione Vigilanza Lavori;

 

Considerato in fatto

E’ pervenuto a questa Autorità in data 26.08.2010, da parte della soc. Iniziative industriali spa, un esposto inerente i lavori in oggetto, aggiudicati con il ribasso del 32,892% all’Impresa IMALTO srl di Lecce, per i quali è stata predisposta una perizia suppletiva di variante subito dopo l’aggiudicazione dei lavori, per modificare la tipologia delle tubazioni previste in progetto, sostituendo quelle in progetto in PRFV con quelle in PVC, determinando dei punti di fragilità nell’opera, che sempre secondo l’esponente, potrebbe essere soggetta a vulnerabilità in termini di tenuta idraulica.

Al fine di accertare le presunte irregolarità, su richiesta dell’Autorità, la Stazione appaltante ha inviato alcuni atti in copia, ed ha precisato che con Determinazione n. 88 del 18.03.2010 del Settore dei LL.PP,. per un importo complessivo di € 842.000,00, è stato approvato il progetto esecutivo relativo ai lavori in oggetto, e che in pari data, con determina n. 90, il responsabile del servizio LLPP ha stabilito di appaltare i relativi lavori con procedura aperta, ai sensi dell’art. 55 del D. Lgs n. 163/06, con il criterio del prezzo più basso, mediante ribasso sull’importo dei
lavori posto a base di gara, per l’importo di €.712.401.17, oltre agli oneri di sicurezza per €.12.000,00.

Dall’esame della documentazione pervenuta, è emerso che la Stazione appaltante, sempre in data 18.03.2010, ha trasmesso copia del progetto all’A.Q.P. (Acquedotto Pugliese), allo scopo di acquisire il parere da parte di questa società, in quanto gestore nonché esecutore delle opere di allaccio alle utenze.

Con determinazione del segretario comunale n. 2 del 15.04.2010, è stata approvata la procedura aperta per l’appalto delle opere in oggetto ed il relativo verbale di gara, aggiudicando in via definitiva i lavori all’impresa IMALTO srl di Lecce per un totale complessivo di €. 490.078,18, oltre IVA.

Con nota datata 08.04.2010, ricevuta dalla Stazione appaltante in data 15.04.2010, l’Acquedotto Pugliese ha rilasciato il predetto parere, richiedendo alcune modifiche al progetto presentato, suggerendo le sostituzioni delle tubazioni previste in progetto in P.R.F.V., con altro materiale quale tipo PVC o Grès, atteso che l’Acquedotto Pugliese utilizza o prescrive il succitato materiale.

In data 16.04.2010, sulla scorta del predetto parere ed al fine di adeguare il progetto in base alla necessità di “variare alcune previsioni di interventi sulle modalità di protezione delle tubazioni in PVC, di ripristino sulle sedi stradali interessate dai lavori e di esecuzione della nuova condotta premente con la vecchia in uscita dall’impianto di sollevamento di Torre dell’Orso”, è stato redatto un verbale di concordamento del prezzo della tubazione in PVC al posto di quello previsto in progetto in P.R.F.V., utilizzando il prezzario regionale della Puglia- anno 2010, a cui è stato applicato il relativo ribasso di gara pari al 32,892 %, determinando un risparmio complessivo di €. 25.401,48 rispetto al progetto originario.

In data 19.04.2010, i lavori sono stati consegnati sotto riserva di legge, come da verbale redatto in pari data dal Direttore dei lavori, e in data 19.05.2010, è stato stipulato il relativo contratto con la società IMALTO srl aggiudicatrice dell’appalto per l’importo di €.473.031,75.

Con Delibera comunale n. 158 del 19.07.2010 e determinazione del Settore LL.PP. n 264 del 30.07.2010 è stata approvata una perizia di variante con la quale sono stati concordati altri n. 5 nuovi prezzi che hanno comportato un aumento dell’importo contrattuale per € 70.829,30, pari a circa il 15% di quello appaltato.

I lavori risultano ultimati in data 04.08.2010 ed è in corso, la redazione della contabilità finale dell’opera.

 

Ritenuto in diritto

In esito a quanto è emerso nell’istruttoria, si rileva che il progetto ed il bando di gara sono stati rispettivamente approvati e pubblicati senza che fossero stati acquisiti tutti i pareri necessari per procedere all’esecuzione dei lavori; infatti, la stazione appaltante in pari data ha disposto sia la pubblicazione del relativo bando di gara che l’invio del progetto all’A.Q.P., gestore della rete idrica nonché esecutore delle opere di allaccio, per acquisirne il parere, violando così la lett. l) dell’art. 47 del DPR 554/99, che prescrive che il RUP deve ottenere “tutte le approvazioni ed autorizzazioni di legge, necessarie ad assicurare l’immediata cantierabilità del progetto”.

Tale disposizione normativa ha proprio la sua efficacia nell’evitare che dopo l’aggiudicazione dei lavori possano manifestarsi cause che comportino la necessità di redigere una perizia di variante, come si è verificato nell’appalto in questione.

In merito invece alla redazione della predetta perizia di variante, sulla questione, giova ricordare, che l’importo dell’appalto può subire modifiche complessivamente in aumento (od in diminuzione), solo qualora in corso d’opera si manifesti l’esigenza di migliorare l’intervento.

Infatti, il Codice degli Appalti prevede all’art. 132 comma 1, alcuni casi specifici per i quali si possono approvare delle varianti e soprattutto al comma 3, prevede che le stesse possano essere redatte “nell'esclusivo interesse dell'amministrazione, …….., finalizzate al miglioramento dell'opera ed alla sua funzionalità, sempreché non comportino modifiche sostanziali e siano motivate da obiettive esigenze derivanti da circostanze sopravvenute e imprevedibili al momento della stipula del contratto. L'importo in aumento relativo a tali varianti non può superare il 5 per cento dell'importo originario del contratto e deve trovare copertura nella somma stanziata per l'esecuzione dell'opera”.

Il caso in esame, riguarderebbe le cosiddette varianti migliorative, ma le stesse devono essere subordinate appunto al verificarsi “di circostanze sopravvenute e imprevedibili al momento della stipula del contratto”, circostanze non rinvenibili nelle motivazioni presentate che comunque non possono comportare un aumento di spesa superiore al 5 per cento dell’importo contrattuale originario.

A tal proposito, si fa presente che sia nella relazione della variante che nella Determina di approvazione non sono state riportate le disposizioni normative che hanno consentito la relativa approvazione, ma semplicemente un riferimento al Codice dei Contratti.
L’approvazione della variante ha causato il concordamento di n. 6 nuovi prezzi e soprattutto l’aumento dell’importo contrattuale originario di circa il 15% , il tutto in violazione del succitato art. 132 del Codice degli appalti.

Infine, si sottolinea che il ricorso all’art. 134, comma 10 del Regolamento, è consentito per le varianti che debbono essere “...approvate dal responsabile del procedimento, previo accertamento della loro non prevedibilità, e che alla loro copertura si provveda attraverso l'accantonamento per imprevisti o mediante utilizzazione, ove consentito, delle eventuali economie da ribassi conseguiti in sede di gara”.

 

In base a quanto sopra considerato,

 

Il Consiglio

dà mandato alla Direzione Generale Vigilanza Lavori affinché comunichi la presente deliberazione:

  • al RUP, contestando l’irregolarità accertata nella pubblicazione del bando di gara senza avere ottenuto tutti i pareri necessari per l’esecuzione dei lavori e nell’approvazione del progetto di variante per un importo superiore al 5% di quello contrattuale, in difformità rispettivamente della lett. l) dell’art. 47 e dell’art. 134, comma 10 del DPR 554/99 e dell’art. 132 comma 3 del D.lgs. 163/06;
  • al Sindaco ed all’Ufficio di Controllo Interno affinché facciano conoscere le procedure che intendono adottare per evitare il ripetersi di tali fenomeni;
  • all’esponente;

 

Il Consigliere: Sergio Santoro

Il Presidente: Giuseppe Brienza

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 1 marzo 2011

Il Segretario: Maria Esposito