Deliberazione n. 24 Adunanza del 23 febbraio 2011

 

Fascicolo 850/2010

Oggetto: Opere di risanamento del Patrimonio architettonico, storico, culturale, archeologico e ambientale – 1° Lotto funzionale.
Stazione appaltante: Comune di Baia e Latina.
Impresa:
Importo a base di gara : Euro 3.769.023,99
Esponente: Sig. Michele Santoro, consigliere comunale
Rif. normativi:  art. 47  del D.P.R. n. 554/1999 e s.m.i., art.10 DLgs 163/2006 e s.m.i.

 

Il Consiglio

Vista la relazione della Direzione generale della vigilanza lavori

 

Considerato in fatto

Con nota del 8.6.2010, n.37197,  il Sig. Michele Santoro, consigliere comunale, segnalava diverse presunte irregolarità in merito alla validazione del progetto esecutivo posto a base di gara ed alla nomina del R.U.P.
In particolare l’esponente lamentava che tale progetto fosse stato validato prima dell’acquisizione di tutti i pareri preliminari richiesti dalla normativa e che il R.U.P. non avesse il  titolo di studio richiesto dal ruolo.
Alla richiesta di informazioni e chiarimenti avanzata dalla Direzione generale della vigilanza lavori, il Comune di Baia e Latina ha fornito riscontro con nota n. 52295 del 13.08.2010.
Dall’esame degli atti e della documentazione acquisita è emerso, in particolare, quanto segue.
Con delibera di G.C. del Comune di Baia e Latina n. 81 del 20.11.2009 la S.A. ha approvato  il progetto esecutivo dei lavori in oggetto, prendendo atto del verbale di validazione sottoscritto dal capogruppo di progettazione, arch. Alfredo Di Pinto, e dal R.U.P. Dott. Onofrio Tartaglione, nel quale verbale, redatto in data 20.11.2009 ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 544/99, si afferma che “sulla base delle verifiche effettuate, il progetto esecutivo può ritenersi valido in rapporto alla tipologia, categoria, entità ed importanza dell’intervento” e dove, in particolare, al punto 4) si dichiara di avere svolto la verifica di “completezza della documentazione relativa agli (…) accertamenti di fattibilità tecnica, amministrativa ed economica dell’intervento”. Inoltre, per quanto attiene il progetto definitivo, il medesimo verbale riporta allegato un attestato rilasciato dal progettista in merito all’acquisizione dei pareri di competenza.
In tale documento, il progettista, Arch Di Pinto, , attesta, in data 20.11.2009, che il progetto è stato redatto a seguito di continui e vari incontri con tecnici e funzionari degli enti interessati (Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Caserta, Autorità di Bacino dei Fiumi Liri, Garigliano e Volturno di Caserta ed il Settore Provinciale del Genio Civile di Caserta-Settore Demanio Idrico) che il progetto ha recepito pienamente le indicazioni progettuali scaturite dagli incontri avuti e che “pertanto le opere progettate non potranno subire modifiche sostanziali, sia in termini dimensionali che economici”.
Con successive note, di cui alcune contestuali, la S.A. richiedeva:

  • con nota n. 5689 del 20.11.2009 alla Giunta Regionale della Campania – Settore Demanio Idrico – il rilascio della autorizzazione di competenza per la realizzazione dell’opera in oggetto;
  • con nota n. 5688 del 20.11.2009 alla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta il rilascio del parere di competenza per la realizzazione dell’opera in oggetto;
  • con nota n. 5713 del 24.11.2009 all’Autorità di Bacino dei Fiumi Liri, Garigliano, Volturno  il rilascio del parere di competenza sul progetto definitivo.

La S.A. ha poi proceduto in data 27.11.2009, a bandire apposita gara per affidare, tramite procedura aperta ai sensi dell’art. 55 co. 5 D.Lgs. 163/2006, con il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, l’intervento in oggetto per un importo a base di gara di € 3.769.023,99.
In data 29/01/2010 con nota prot.n. 1177, la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta ha rilasciato il richiesto parere favorevole di massima a condizione che i lavori vengano seguiti da personale tecnico specialistico dell’Ufficio Beni Archeologici di Alife, nonché a concordare con tale Ufficio la data di inizio dei progettati lavori, per i controlli di rito.
In data 29.3.2010 l’Autorità di Bacino dei Fiumi Liri, Garigliano e Volturno, con nota prot. n. 2712 ha rilasciato il proprio parere favorevole con la prescrizione di prevedere ed attuare un piano di manutenzione degli interventi a farsi.
In data 22.06.2010, con nota prot.n. 13117, la Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Provincie di Caserta e Benevento ha espresso il proprio preventivo parere favorevole con alcune prescrizioni, tra le quali quella di lasciare inalterato l’aspetto esterno e l’area circostante le torri e che si provveda esclusivamente al consolidamento mediante cuci e scuci con realizzazione di solai in legno intermedi, con l’obbligo di inviare a tale Ufficio i progetti di dettaglio del restauro e consolidamento di tutte le torri comprensivi dei provvedimenti tecnici e dei materiali da utilizzare adeguati allo stesso parere, al fine del rilascio dell’autorizzazione ai sensi dell’art. 21 DLgs 42/2004; nonché in relazione alla realizzazione della strada su vallone Rave, al fine di non alterare definitivamente il letto ed il contesto spondale, di studiare una nuova proposta di viabilità alternativa a quella progettata che tenga conto della valutazione di compatibilità idraulica richiesta e che non occulti il vallone ma ne valorizzi le caratteristiche; ed ancora che per la pavimentazione delle piazze siano usati materiali locali quali pietre e mattoni in cotto da disporre secondo disegni da sottoporre all’autorizzazione preventivo di tale Ufficio. In ogni caso il progetto definitivo dovrà essere inviato a tale Ufficio per essere sottoposto al parere preventivo e per il parere vincolante ai sensi dell’art. 146 del DLgs 42/04.
Successivamente una delle imprese partecipanti alla gara d’appalto, la De Francesco Costruzioni S.a.s. di Castelpetroso (IS),  ha proposto ricorso al TAR Campania per le irregolarità inerenti l’acquisizione dei pareri per la validazione del progetto esecutivo chiedendo l’annullamento, previa sospensione, degli atti gara, bando compreso. Il TAR Campania, Sez. 8°, in data 17.02.2010 ha respinto la domanda incidentale di sospensione. Il Consiglio di Stato, in data 18.05.2010, ha confermato tale decisione respingendo l’appello cautelare.
Per quanto attiene la nomina del R.U.P. si rileva che tale compito è svolto dal Segretario Comunale, Dott. Onofrio Tartaglione che non appare supportato nello svolgimento delle sue funzioni da alcun tecnico.
Con nota n. 98812 del 29.12.2010 la Stazione appaltante ha comunicato che con verbale di consegna del 22.09.2010 è stato disposto l’inizio dei lavori per il 27.09.2010 e che non sono in corso perizie di variante.

Ritenuto in diritto

L’art. 47 del D.P.R. 554/99, in merito alla validazione dei progetti, prevede che ”Prima della approvazione, il responsabile del procedimento procede in contraddittorio con i progettisti a verificare la conformità del progetto esecutivo alla normativa vigente ed al documento preliminare alla progettazione.” e che “La validazione riguarda fra l’altro (…)l’acquisizione di tutte le approvazioni ed autorizzazioni di legge, necessarie ad assicurare l’immediata cantierabilità del progetto.
L’esame degli atti prevenuti fa emergere con evidenza che il Comune non ha seguito le disposizioni normative in materia di validazione, discostandosi notevolmente dall’iter usuale senza alcuna particolare motivazione espressa.
Infatti, il verbale di validazione è stato redatto nella stessa data in cui sono state richieste agli Enti competenti le prescritte autorizzazioni (20.11.2009), i quali in esito a tali richieste hanno imposto delle prescrizioni che hanno previsto la redazione di proposte alternative a quelle progettate (cfr. nota del 22.06.2010, prot.n. 13117, della Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Provincie di Caserta e Benevento).
Inoltre, l’attestazione del progettista allegata al verbale, che riguarda il progetto definitivo e non quello esecutivo, non appare rilevare, in realtà, alcun valore di validazione del progetto in quanto non può sostituirsi alle autorizzazioni delle Autorità preposte alla tutela dei vincoli. Per supposto si potrebbe teorizzare un potere surrogatorio o sostitutivo del libero professionista riguardo tali Enti, che, allo stato non appare esistere in alcun grado dell’ordinamento.
Ed ancora, l’aver posto in gara un progetto non ancora definitivamente approvato dagli organi competenti, come appare ricorrere nella fattispecie in esame, ha esposto la S.A. ad eventuali successive problematiche con l’impresa esecutrice, con la redazione obbligatoria di varianti in corso d’opera, in quanto non vi è certezza riguardo la piena e sicura cantierabilità del progetto posto a base di gara. Su tale argomento l’Autorità si è già ampiamente espressa (ex plurimus, Deliberazioni n.124/2001 e n. 97/2004) ribadendo il contrasto di tale comportamento con l’art. 47 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m.i., quando viene indetto e, quindi, aggiudicato un appalto sulla base di una progettazione esecutiva non corredata di tutte le prescritte approvazioni ed autorizzazioni di legge necessarie ad assicurare l’immediata cantierabilità del progetto.

Per quanto attiene l’attribuzione delle funzioni del responsabile unico del procedimento si rileva che, non è conforme al disposto dell’art. 10 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163, e dell’art. 7 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n.554, l’individuazione del segretario comunale quale responsabile unico del procedimento in quanto, ancorché in possesso di ultradecennale esperienza, per espressa previsione normativa tale ruolo può essere rivestito solo da un tecnico dipendente dell’amministrazione aggiudicatrice abilitato all’esercizio della professione o, quando l’abilitazione non sia prevista dalla normativa vigente, da un funzionario con idonea professionalità e con anzianità di servizio in ruolo non inferiore a 5 anni. Solo subordinatamente, in caso di accertata carenza di dipendenti di ruolo in possesso di professionalità adeguate, le amministrazioni aggiudicatrici nominano il responsabile del procedimento tra i propri dipendenti in servizio, supportati nello svolgimento dei compiti così attribuiti da funzionari in possesso delle specifiche professionalità necessarie allo svolgimento di tali compiti ovvero da tecnici esterni. In caso di particolare necessità ai sensi dell’art. 7 co. 5 del DPR 554/99 le competenze del responsabile del procedimento sono attribuite al responsabile dell’ufficio tecnico e della struttura corrispondente e, ove non sia presente tale figura, al responsabile del servizio al quale attiene il lavoro da realizzare. Su tale argomento l’Autorità si è già espressa con la Deliberazione n. 21/2006, nella quale si afferma che l’individuazione del segretario comunale quale responsabile del procedimento non risulta conforme alle disposizioni di cui all’art. 7 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., che invece richiede la qualifica di tecnico per ricoprire tale incarico. Una diversa interpretazione della norma ne sminuirebbe il contenuto precettivo-indicativo per gli operatori del settore, svuotandola di significato effettivo.

In base a quanto sopra considerato,

 

Il Consiglio

  • rileva il contrasto con l’art. 47 del D.P.R. 554/99 inerente le modalità di validazione della progettazione in carenza dell’acquisizione di tutte le prescritte autorizzazioni di legge al fine della effettiva cantierabilità dei lavori;
  • rileva il contrasto con l’art 10 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 e con l’art. 7 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n.554, per quanto attiene la nomina di responsabile unico del procedimento del segretario comunale;
  • censura il comportamento della stazione appaltante e richiama la stessa al rispetto delle norme vigenti;
  • manda alla Direzione Generale Vigilanza Lavori affinché notifichi la presente deliberazione alla stazione appaltante ed all’esponente.

 

Il Consigliere: Sergio Santoro

Il Presidente: Giuseppe Brienza

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 8 marzo 2011

Il Segretario: Maria Esposito