Deliberazione n. 77 Adunanza del 01 dicembre 2010

 

VISF/GE/10/50951/MARK

OGGETTO: Progetto pilota sulla corretta applicazione del diritto dell’Unione Europea (caso 1O43/10/MARK): Comune di Roma - Affidamento del servizio pubblico di trasporto turistico alla società Trambus Open S.p.a.;


Stazione appaltante: Comune di Roma;

Segnalazione: Dipartimento per il Coordinamento delle Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

Il Consiglio

Vista la relazione della Direzione Generale per la Vigilanza Servizi e Forniture

 

Considerato in fatto

Nell’ambito del progetto pilota per il miglioramento della metodologia operativa nei rapporti tra i servizi della Commissione europea e gli Stati membri, il Dipartimento per il Coordinamento delle Politiche Comunitarie, a seguito di una segnalazione pervenuta alla CE, ha chiesto al Comune di Roma chiarimenti in merito all’affidamento del servizio di trasporto pubblico indicato in oggetto.
In ottemperanza al Protocollo d’Intesa stipulato dall’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture ed il Dipartimento per il Coordinamento delle Politiche Comunitarie, la richiesta è stata inviata all’Autorità per lo svolgimento delle attività di competenza.
Secondo l’esponente, il Comune di Roma avrebbe affidato direttamente alla Società Trambus S.p.a. i servizi di trasporto turistico con autobus. A sua volta tale Società avrebbe affidato alcuni servizi, in particolare il “110 open” e l’“Archeobus” ad una Società, la Trambus Open S.p.a. di proprietà del Comune di Roma (60%) e di una Società francese, Les Cars Rouges (40%).
L’intervento della Commissione europea è volto a verificare il rispetto delle direttive comunitarie in particolare con riguardo a:

  • affidamento diretto alla Società Trambus Open S.p.a. del servizio pubblico di trasporto turistico del Comune di Roma, nonostante non ricorrano i presupposti per considerarla una società in house;
  • assenza di pubblicità e di confronto concorrenziale nell’affidamento del servizio alla Società Trambus Open S.p.a.;
  • fornitura da parte di Trambus Open S.p.a. di servizi di trasporto turistico anche ad altri soggetti diversi dal Comune di Roma tra cui i Comuni di Bologna, Cagliari, Pesaro e Ancona,   l’Opera Romana Pellegrinaggi (linea “Roma Cristiana”), nonché le Università degli Studi “La Sapienza” e Roma Tre e l’Accademia di Santa Cecilia (servizi di trasporto non turistico) da cui deriva una propensione ad espandersi in settori diversi da quello rilevante del Comune di Roma;
  • effettiva apertura del mercato agli operatori privati in considerazione del fatto che, a fronte del quadro normativo regionale, nonostante la trasformazione del sistema da concessorio ad autorizzatorio (L. R. n. 16 del 16 giugno 2003), successive norme hanno sospeso il rilascio di nuove autorizzazioni; pertanto, dal 1999 il Comune di Roma procede a successive proroghe annuali delle concessioni/autorizzazioni delle linee di gran turismo possedute dai privati.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è in diverse occasioni occupata del trasporto turistico su gomma del Comune di Roma.
Nel 2006 l’AGCM ha, infatti, contestato il differente trattamento previsto per il pagamento della tariffa di ingresso alle zone a traffico limitato cui era soggetta la Società Trambus Open S.p.a. rispetto alle altre società operanti nel settore.
Inoltre, nel 2009 la medesima Autorità ha sanzionato Trambus S.p.a. per “aver eluso l’obbligo di separazione societaria con riferimento al servizio di trasporto turistico di linea svolto inizialmente in proprio e successivamente per il tramite di Trambus Open S.p.a.”.
 In considerazione della comunicazione pervenuta dal Dipartimento per il Coordinamento delle Politiche Europee, l’Autorità ha ritenuto opportuno acquisire, con nota prot. n. 50951  del 3 agosto 2010, dal Comune di Roma e dalle società ATAC S.p.a. (o Trambus S.p.a.) e Trambus Open S.p.a. elementi conoscitivi e di valutazione in ordine all’affidamento dei servizi di trasporto turistico effettuato in favore di quest’ultima società.
In riscontro a quanto richiesto, la società ATAC S.p.a. con la nota prot. n. 0135421 del 6 settembre 2010 e il Comune di Roma con  la nota prot. n. 59782 del 21 settembre 2010 hanno fornito, per quanto di rispettiva competenza, le informazioni e i documenti richiesti.
Successivamente in data 15 ottobre si è tenuto un incontro con i rappresentanti della Commissione europea, dell’Autorità e del Dipartimento delle Politiche Comunitarie, in esito al quale il Comune di Roma ha inoltrato una ulteriore nota esplicativa.

Concessione/i affidata/e alla società Trambus S.p.A. per gli aspetti relativi al Trasporto turistico, modalità di affidamento, importo, durata ed eventuali proroghe.
Il Comune di Roma e la società ATAC S.p.a. hanno riferito che in occasione dell’avvento dell’anno giubilare del 1975 l’Azienda Tranvie e Autobus del Comune di Roma (ATAC)  ha proposto al Comune l’istituzione di due circuiti turistici e la trasformazione delle linee 20 e 21 nella Linea delle Basiliche (cfr. risoluzione n. 20 dell’8 ottobre 1974). Con nota del 17 dicembre 1974 n. 39092 il Sindaco ha successivamente autorizzato l’Azienda ad istituire due circuiti turistici e a trasformare le linee 20 e 21 in Linea delle Basiliche.
Successivamente il Comune di Roma, con nota dell’11 dicembre 1997 n. 55605, ha autorizzato il progetto di ristrutturazione della LINEA 110 presentato dall’ATAC, rinviando la prosecuzione dell’iniziativa ad una analisi dell’andamento dei costi e dei ricavi mensili nel corso dei primi sei mesi del 1998.
A seguito della delega conferita dalla Regione Lazio ai Comuni in virtù della Legge regionale n. 30/1998 in materia di Gran Turismo, la Giunta Comunale, con deliberazione n. 1103 del 13 ottobre 2000, ha affidato in via temporanea e sperimentale all’ATAC l’esercizio della linea gran turismo denominata ARCHEOBUS, fissando il costo del servizio in Lire 15.000 quale tariffa minima, con esclusione di qualsiasi contributo da parte dell’Amministrazione comunale, e stabilendo la decadenza automatica dell’affidamento al momento dell’aggiudicazione della procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento dell’esercizio della nuova rete di autolinee Gran Turismo (rete da individuare, secondo le premesse della deliberazione del C.C., entro il 31 dicembre 2000).
Successivamente, a seguito della trasformazione dell’Azienda speciale ATAC in ATAC S.p.a. e Trambus S.p.a., avvenuta con deliberazione del Consiglio Comunale n. 173 del 19 ottobre 2000, le linee 110 e Archeobus sono state affidate a Trambus S.p.a.. Nella delibera in esame si statuisce, tra l’altro, che “fino alla indizione delle gare d’appalto per la gestione del trasporto pubblico locale, alla gestione del servizio, che dovrà avvenire non prima della scadenza massima prevista dalla legislazione vigente al momento  dell’indizione stessa, si provvederà avvalendosi delle prestazioni  della costituenda Trambus…”.
In virtù della summenzionata deliberazione, con un primo Contratto di Servizio con durata dal 1 gennaio 2001 al 31 dicembre 2002, ATAC S.p.a ha affidato a Trambus S.p.a. il servizio di trasporto pubblico autotramviario di Roma, fino all’indizione delle gare di appalto (cfr. art. 3 del Contratto). Nel medesimo contratto veniva previsto che per la linea 110 e la linea delle Basiliche ATAC S.p.a. non riconoscerà a Trambus S.p.a. alcun corrispettivo, risultando sufficienti gli introiti derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio specifici (cfr. art. 5 del Contratto).
Nel secondo Contratto di servizio stipulato a maggio del 2002 con durata biennale (dal 1 gennaio 2002 al 31 dicembre 2003) era nuovamente previsto che per la linea 110 e la linea delle Basiliche ATAC S.p.a. non avrebbe riconosciuto alcun corrispettivo e Trambus S.p.a. si sarebbe impegnata a non generare alcun effetto economico negativo (cfr. art. 4 del Contratto).

Concessione/i o altre forme di affidamento della gestione di servizi di trasporto turistico affidate alla società Trambus Open S.p.A., modalità di affidamento, importo, durata ed eventuali proroghe e contratti stipulati da Trambus Open per lo svolgimento dei principali servizi turistici.
Con provvedimento n. 212 del 24 ottobre 2003 l’Amministratore Delegato di Trambus S.p.a. ha proceduto al subaffidamento della linea 110 Open a Trambus Open S.p.a. a partire dal 1 novembre 2003 entro i limiti fissati dall’art. 23 della Legge Regionale Lazio n. 30/98 e con un corrispettivo a favore di Trambus S.p.a. pari al 7% del fatturato annuo.
Con provvedimento n. 64 del 30 marzo 2004 l’Amministratore Delegato di Trambus S.p.a. ha proceduto al subaffidamento della linea Archeobus a Trambus Open S.p.a. a partire dal 1 maggio 2004, con le medesime modalità su enunciate.
Con provvedimento n. 78 del 14 aprile 2005  l’Amministratore Delegato di Trambus S.p.a. ha proceduto al subaffidamento a Trambus Open S.p.a. anche della linea delle Basiliche, sempre con le medesime modalità su enunciate.
Relativamente ai servizi turistici 110 Open e Archeobus non sono dunque stati stipulati dei contratti di servizio ad hoc, essendo tali linee state oggetto di disposizioni contenute nei Contratti di servizio del TPL fra ATAC S.p.a. e Trambus e poi subaffidate da Tambus S.p.a. a Trambus Open S.p.a..
Quanto alle altre linee turistiche, ATAC S.p.a. in sintesi ha precisato quanto segue:

  • con atto n. 104468 del Comune di Bologna del 16 maggio 2006, la Trambus Open S.p.a. è stata autorizzata a subentrare a TP Net S.p.a. nell’esercizio di una linea “granturismo urbana” a carattere temporaneo denominata City Tour Giro TP; attualmente tale servizio non è più effettuato;
  • la linea Roma Cristiana, svolta per conto dell’Opera Romana Pellegrinaggi non viene più esercitata dal 1 gennaio 2009 in virtù dell’accordo transattivo siglato il 22 gennaio 2009;
  • non sono più effettuati i servizi di trasporto per l’Università La Sapienza e l’Università Roma 3;
  • infine, già prima del 2008, è cessato l’esercizio delle linee turistiche precedentemente implementate ad Ancona, Pesaro-Urbino, Cagliari e Bari.

In merito alla linea Roma Cristiana, inoltre, il Comune di Roma, facendo seguito all’incontro tenutosi in data 6 ottobre presso la sede del Dipartimento per le Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio, ha trasmesso ulteriore documentazione. Dalla stessa si evince che, per lo svolgimento del servizio, non era richiesta alcuna autorizzazione, trattandosi di attività ricompresa nell’ambito degli articoli 2 e 7 della Legge 25 marzo 1985, n. 121 di esecuzione dell’Accordo di revisione del Concordato lateranense del 1929, come tale esercitabile senza limitazioni e/o autorizzazioni (cfr. Nota del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti prot. n. 7982/500/06 dell’11 maggio 2006).

Modalità di scelta del socio privato Les Cars Rouges.
Con deliberazione n. 14 del 31 luglio 2003 del Consiglio di amministrazione di Trambus S.p.a. è stata costituita la società Trambus Open S.p.a.. Nella deliberazione si legge in sintesi che, per consentire l’immediato avvio ad un servizio altamente innovativo per la città di Roma e di enorme attrattiva per il turista, Trambus, atteso che la legislazione italiana non consente l’omologazione e l’immatricolazione sul territorio italiano di autobus top less (prevista entro il 2006), reputa opportuno avvalersi della esperienza e della capacità tecnica di uno dei più importanti operatori europei del settore, che svolge il servizio turistico con autobus top less a Parigi sin dal 1991. Tale operatore (Les Cars Rouge s.a.) è in grado di mettere a disposizione autobus top less immatricolati in Francia e regolarmente targati e coperti di assicurazione che, in virtù del principio della libera circolazione dei mezzi e delle merci nell’ambito della Comunità europea, possono essere immediatamente operativi per il servizio di linea a Roma.
In tal modo è stata costituita una nuova società, denominata Trambus Open S.p.a., partecipata al 60% da Trambus S.p.a. e al 40% da Les Cars Rouge s.a. e appositamente dedicata all’esercizio del servizio turistico con autobus top less.

Concessioni/autorizzazioni di linee di gran turismo concesse a privati, durata, relative proroghe concesse ed eventuali procedure da seguire per l’acquisizione delle concessioni/autorizzazioni.
Il Comune di Roma ha riferito che con Legge Regionale n. 30/1998 (art. 38, comma 1) la Regione Lazio ha delegato la materia relativa ai servizi di Gran Turismo alla competenza delle Provincie e dei Comuni. Con deliberazione n. 7742 del 22 dicembre 1998 la Giunta della Regione Lazio ha attribuito al Comune di Roma la delega delle autolinee Gran Turismo con decorrenza dal 1 gennaio 1999. Il Comune di Roma, atteso che le concessioni in essere ai sensi dell’art. 38, comma 2 della Legge Regionale n. 30/98 avevano scadenza il 30 giugno 1999, con la deliberazione  di Giunta Comunale n. 1496 del 23 luglio 1999 e successivi atti ha, man mano, prorogato le suddette concessioni, nel frattempo trasformate in autorizzazioni dalla Legge n. 218/2003.  L’ultimo atto di proroga adottato dalla Giunta Comunale è la deliberazione n. 88 del 31 marzo 2009, in cui si statuisce di prorogare la validità della autorizzazioni amministrative a favore delle ditte attualmente esercenti le linee di Gran Turismo, fino al rilascio delle nuove autorizzazioni a seguito dell’approvazione, da parte del Consiglio Comunale, del Regolamento contenente i criteri per il rilascio delle autorizzazioni al servizio.
In proposito è stato infatti chiarito che, in considerazione della carenza della legislazione regolamentare della Regione Lazio in ordine alle modalità per il rilascio delle autorizzazioni e per il rinnovo di quelle esistenti, ed al fine di mettere ordine nel settore ed unificare le autorizzazioni, il Comune ha redatto un proprio Regolamento per le linee di Gran Turismo nel Comune di Roma, stabilendo i criteri  e le modalità per il rilascio dell’autorizzazione. Tale provvedimento è in fase di approvazione.
Tale soluzione appare dare in parte attuazione alle indicazioni contenute nella nota  prot. n. 55938/02/2K/01 del 28 marzo 2003 della Regione Lazio, in merito al rilascio delle licenze per lo svolgimento del servizio NCC mediante autobus ed alla Legge 11 agosto 2003, n. 218 recante la “Disciplina dell’attività di trasporto di viaggiatori effettuato mediante noleggio di autobus con conducente”. In detta nota, infatti,  si legge che, in attesa dell’emanazione della disciplina regionale attuativa della legge n. 218/2003, restano applicabili le norme vigenti che prevedono la competenza dei Comuni in materia di rilascio delle licenze. Inoltre, viene precisato che comunque trova immediata applicazione la nuova disciplina di cui alla Legge n. 218/2003, che non prevede alcun contingentamento delle licenze stesse.
Nel corso della riunione tenutasi in data 15 ottobre 2010 e nella successiva nota prot. n. 30115 del 22 ottobre 2010, il Comune di Roma ha ribadito che, proprio in considerazione della mancanza di una norma legislativa o regolamentare regionale che stabilisse le modalità per il rilascio o per il rinnovo delle autorizzazioni, il Comune ha provveduto esclusivamente a prorogare le concessioni, poi autorizzazioni, rilasciate dalla Regione, senza mai autorizzarne delle nuove, cristallizzando la situazione di fatto venutasi a creare.
Inoltre, considerata la mancata approvazione della proposta di legge n. 180/2006  elaborata dalla Regione Lazio, il Comune ha deciso di dotarsi di un proprio Regolamento che disciplini i servizi di trasporto pubblico di linea Gran Turismo, contemperando l’interesse a valorizzare le attività turistiche di Roma ed il rispetto dell’ambiente. Il Regolamento prevede, in particolare, che nell’area di pregio artistico-monumentale della città saranno assegnate mediante gara ad evidenza pubblica un numero limitato di autorizzazioni al fine di contenere l’inquinamento atmosferico ed acustico nel centro storico, mentre nell’area periferica della città non vi sarà alcuna limitazione e contingentamento nel rilascio delle autorizzazioni.
Il cronoprogramma previsto per l’approvazione del Regolamento e per i successivi adempimenti è così articolato:

  • approvazione della proposta di Regolamento da parte della Giunta entro il 10 novembre 2010;
  • acquisizione dei pareri obbligatori delle 19 Municipalità di Roma Capitale entro il 10 dicembre 2010;
  • approvazione finale dell’Assemblea Capitolina entro il 31 dicembre 2010;
  • indizione della gara per l’area contingentata e rilascio delle autorizzazioni secondo le procedure previste dal Regolamento entro il 2011.

Attuale modalità di svolgimento dei servizi di trasporto turistico del Comune di Roma.
Sul tema in esame il Comune di Roma ha precisato che i servizi di Gran Turismo sono effettuati sulla base di percorsi assentiti dal Comune di Roma, che ne verifica l’idoneità in relazione alla regolarità e sicurezza di esercizio ed emette apposita Determinazione Dirigenziale di autorizzazione.

Ritenuto in diritto

La compiuta valutazione della questione in esame richiede un preliminare breve resoconto circa il recente riordino organizzativo e societario del sistema di Trasporto Pubblico Locale realizzato dal Comune di Roma.  Si fa riferimento, in particolare, al processo avviato con la Delibera del Consiglio Comunale n. 36 del 30 marzo 2009 ove è stato stabilito in sintesi quanto segue:

  • la creazione della società Roma Servizi per la Mobilità con ruolo di supporto all’amministrazione locale per l’attività di pianificazione e programmazione della mobilità;
  • la creazione della società Roma patrimonio con il ruolo di valorizzazione del patrimonio disponibile, di gestione dell’indebitamento finanziario e di reperimento di risorse finanziarie per nuovi investimenti;
  • l’integrazione di ATAC S.p.a., Trambus S.p.a. e Metro S.p.a. in un unico soggetto, denominato ATAC S.p.a., che ha come scopo di garantire un efficiente sistema di mobilità integrato nonché di migliorare l’offerta e la qualità.

Così, in virtù del piano predisposto dal Comune di Roma, il 1 gennaio 2010 vi è stata la  fusione di Atac, Metro e Trambus da cui è nata la nuova azienda del trasporto pubblico di Roma, ATAC S.p.a che dunque gestisce tutte le modalità di trasporto pubblico della città di Roma, ovvero  bus, tram e metropolitane.
Stando ai dati riportati nella Carta dei Servizi del Trasporto Pubblico 2010, pubblicata sul sito internet della società ATAC S.p.a., tra le attività gestite dal nuovo soggetto figura anche il servizio turistico, che continua ad essere svolto per il tramite della società Tambus Open S.p.a., partecipata al 60% dalla nuova ATAC S.p.a. e dal 40% da Les Cars Rouges. Le linee turistiche gestite da Trambus Open S.p.a. a Roma sono due:  la linea 110 Open e la linea Archeobus.
Rispetto al contesto delineato nelle memorie presentate dal Comune di Roma e dall’ATAC S.p.a., dunque, occorre tener presente che la società ATAC S.p.a., dal 1 gennaio 2010,  è subentrata alla società Trambus S.p.a. nei subaffidamenti a Trambus Open S.p.a delle linee turistiche 110 Open e Archeobus.
Deve altresì tenersi conto di quanto deliberato dal Comune di Roma, nell’ambito del processo di riassetto del trasporto pubblico locale,  a proposito  dell’assetto societario della società Trambus Open S.p.a.. In merito, nella menzionata delibera C.C. n. 36 del 30 marzo 2009, è infatti  stabilito che “considerata l’esigenza di attendere l’entrata in vigore della normativa regionale relativa al settore del trasporto non di linea, in via di emanazione, e fermo restando che l’attività svolta dalla medesima società rientra nelle competenze e nelle finalità perseguite dall’Amministrazione, ai sensi di quanto stabilito dal precitato comma 27 della legge n. 244/20071, si ritiene opportuno demandare ad un successivo provvedimento la eventuale dismissione parziale o totale della partecipazione in Trambus Open detenuta da Trambus S.p.A. …”.
Il quadro che è possibile delineare dall’insieme degli elementi sin qui riportati  in merito al quale questa Autorità deve svolgere una valutazione viene di seguito brevemente delineato.
ATAC S.p.a., società in house del Comune di Roma, affidataria dei servizi di trasporto pubblico locale mediante bus, tram e metropolitane sino al 2011 in virtù dei contratti di servizio approvati con deliberazioni della Giunta Comunale nn. 474, 475 e 477 del 14 settembre 2005 e s.m.i., è subentrata nella titolarità dei contratti con i quali l’incorporata Trambus nel 2003 e nel 2004 (rispettivamente con provvedimento nn. 212 e 64 dell’Amministratore delegato di Trambus S.p.a.) ha subaffidato alla società mista Trambus Open S.p.a. i servizi di trasporto turistico nel Comune di Roma.
La scelta del socio privato di Trambus Open S.p.a., da quanto emerso in atti (cfr. deliberazione n. 14 del 31 luglio 2003 del Consiglio di amministrazione di Trambus S.p.a. con la quale è stata costituita la società), risulta avvenuta in via diretta, senza cioè ricorrere a procedure ad evidenza pubblica. E questo pare avvenuto tanto per la scelta del socio quanto per l’affidamento del servizio. Dunque, la fattispecie realizzata in concreto nella vicenda in esame è da ritenersi quella dell’affidamento diretto di un servizio da parte di una società in house del Comune di Roma ad una società mista il cui socio privato non risulta, a sua volta, scelto con procedura ad evidenza pubblica.
Alla luce dei principi affermati dalla consolidata giurisprudenza comunitaria, a partire dalla sentenza Teckal (Corte di Giustizia in causa C-107/98, sentenza 18 novembre 1999),  si può affermare che le società in-house si configurano, in termini sostanziali, come organo dell’amministrazione controllante, con la conseguenza che esse, come richiamato anche dalla decisione del Consiglio di Stato n. 2765/09, sono tenute “ad osservare, per i propri affidamenti “a valle”, i principi e le norme dell’evidenza pubblica”.
Diversamente, ove si ammettesse la possibilità per l’affidatario in house di sub-affidare il servizio a terzi senza l’espletamento di una gara, si aggirerebbe il divieto degli affidamenti diretti, consentiti solo nel caso in cui ricorrano le strette condizioni previste per gli affidamenti in-house.
In proposito, non può non rilevarsi che l’operato della società Trambus S.p.a. (ora ATAC S.p.a.) si pone in evidente violazione dell’avviso espresso dalla Commissione Europea al paragrafo 2.2 della Comunicazione interpretativa sull’applicazione del diritto comunitario degli appalti pubblici e delle concessioni ai partenariati pubblico-privati istituzionalizzati (PPPI) 2008/C 91/02: “le disposizioni del diritto comunitario in materia di appalti pubblici e concessioni impongono all’amministrazione aggiudicatrice di seguire una procedura equa e trasparente quando procede alla selezione del partner privato che, nell’ambito della sua partecipazione all’entità a capitale misto, fornisce beni, lavori o servizi o quando procede all’aggiudicazione di un appalto pubblico o di una concessione ad entità a capitale misto”. Avviso che ha trovato avallo nella successiva giurisprudenza della Corte di giustizia (sentenza 15/10/2009, Causa C-196/08, Acoset S.p.a. c. Conferenza Sindaci e Presidenza Pro. Reg. Ato Idrico Ragusa, punti 56-58).
Si tratta di un principio ormai consolidato anche nella giurisprudenza nazionale, secondo cui la scelta del socio “non si può sottrarre ai principi di concorrenzialità e di par condicio, sia che si tratti di società miste di maggioranza che di società miste di minoranza, indipendentemente dalla esistenza di specifiche norme, essendo ormai considerato immanente nell’ordinamento il principio dell’evidenza pubblica ogni qualvolta occorra individuare un operatore privato al quale affidare attività per conto e nell’interesse della pubblica amministrazione” (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 28 ottobre 2008 n. 5392).
Dunque, la conformità al diritto comunitario del modello delle società miste impone che la selezione del socio privato sia oggetto di una procedura trasparente e concorrenziale (cfr., ex multis, Consiglio di Stato, sez. VI, 16 marzo 2009 n. 1555).
Peraltro, a tale conclusione sembrerebbe giungersi anche analizzando la disposizione richiamata da Trambus S.p.a. (cfr. provvedimenti dell’Amministratore Delegato di Trambus S.p.a. n. 212 del 24 ottobre 2003, n. 64 del 30 marzo 2004, n. 78 del 14 aprile 2005) per giustificare il subaffidamento a Trambus Open S.p.a. dei servizi di Gran Turismo, ovvero l’art. 23 della Legge regionale Lazio n. 30/2008 recante “Disposizioni in materia di trasporto pubblico locale”. In virtù di detta disposizione, infatti, il subaffidamento dei servizi in concessione è legittimo fino ad un massimo pari al 12%, purchè, tra l’altro, avvenga nel rispetto delle procedure disciplinate dal Decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158  di attuazione delle direttive 90/531/CEE e 93/38/CEE relative alle procedure di appalti nei settori esclusi. Anche per tale via, dunque, sarebbe necessario il ricorso a procedure concorrenziali.
Da ultimo,  deve notarsi come la condotta del Comune di Roma, che non ha rilasciato nuove autorizzazioni all’esercizio delle linee di Gran Turismo in virtù del modificato quadro normativo ed in attesa dell’emanazione della disciplina regionale attuativa della Legge n. 218/2003, potrebbe in qualche modo aver precluso una effettiva apertura del mercato agli operatori privati. Ciò soprattutto alla luce di una nota esplicativa diramata dalla Regione Lazio nel 2003, ove è chiaramente ribadito che, nelle more dell’emanazione della disciplina regionale, non solo restano applicabili le norme vigenti che prevedono la competenza dei Comuni in materia di rilascio delle licenze ma trova anche immediata applicazione la disciplina di cui alla Legge n. 218/2003, che non prevede alcun contingentamento delle autorizzazioni. Secondo la Regione Lazio da ciò consegue che:

  • l’attività di noleggio autobus con conducente è liberalizzata;
  • i Comuni restano competenti ad esercitare le funzioni amministrative relative al rilascio delle licenze e continuano a rilasciare licenze relative ai singoli veicoli in disponibilità dell’impresa interessata;
  • nell’esercizio di tali funzioni non deve essere applicato alcun contingentamento;
  • le licenze così rilasciate dai Comuni avranno validità fino a quanto non saranno sostituite, secondo le modalità definite dalla legge regionale, con le autorizzazioni previste dalla legge n. 218/2003.

Le indicazioni fornite dalla Regione Lazio nel 2003, stanno per trovare comunque attuazione, in quanto, come riferito dal Comune di Roma,  entro il 2011 si procederà al rilascio di autorizzazioni, secondo quanto sarà previsto dall’emanando Regolamento. 
Infine, con riferimento ai chiarimenti  forniti dalla Regione Lazio con la nota del 2003, laddove è precisato che la Legge n. 281/2003 non prevede alcun contingentamento delle autorizzazioni, si nota una apparente discrasia rispetto l’emanando Regolamento del Comune di Roma, che invece dispone che le autorizzazioni  da rilasciare nella zona centrale della città di Roma vengano assegnate in un numero limitato, mediante gara ad evidenza pubblica, al fine di contenere l’inquinamento atmosferico ed acustico nel centro storico.

In base a quanto sopra considerato,

 

Il Consiglio

  • rileva che l’affidamento delle linee turistiche effettuato da Trambus S.p.a. (ora ATAC S.p.a.) a Trambus Open S.p.a. si pone in violazione del principio dell’evidenza pubblica imposto dal diritto comunitario e dall’ordinamento interno;
  • Rileva, altresì, che il comportamento del Comune di Roma, che dal 1999 ha proceduto a prorogare le concessioni già in essere senza rilasciare nuove autorizzazioni, si ponga in contrasto con i principi espressi della legge n. 218/2003, così come specificati dalla Regione Lazio, i quali prevedono espressamente la liberalizzazione del settore e l’accesso al mercato di tutti gli operatori economici senza alcun contingentamento;
  • dà mandato alla Direzione Generale Vigilanza Servizi e Forniture perché comunichi la presente deliberazione al Comune di Roma, alle Società ATAC S.p.a e TRAMBUS Open S.p.a.;
  • dà mandato alla Segreteria del Consiglio di trasmettere la presente deliberazione all’Ufficio Relazioni Internazionali e Comunitarie, affinchè la trasmetta al Dipartimento per il Coordinamento delle Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, presso cui è pendente il caso n. 1O43/10/MARK del Progetto Pilota per la corretta applicazione del diritto dell’Unione Europea, per il relativo inoltro alla Commissione Europea.

 

Il Consigliere Relatore: Alfredo Meocci

Il Presidente: Giuseppe Brienza

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 23 dicembre 2010

Per il Segretario  Adele Fioroni

1 Il citato comma della legge finanziaria per il 2008, prevede che “Al fine di tutelare la concorrenza e il mercato, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non possono costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e di servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, ne` assumere o mantenere direttamente o indirettamente partecipazioni, anche di minoranza, in tali società. E` sempre ammessa la costituzione di società che producono servizi di interesse generale e l’assunzione di partecipazioni in tali società da parte delle
amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nell’ambito dei rispettivi livelli di competenza .