Deliberazione n. 33 Adunanza del 9 marzo 2011

 

Fascicolo 291/2010

Oggetto: Interventi urgenti per la riduzione del rischio idrogeologico. Sistemazione della strada Talana – Villagrande, 1° e 2° tratta.

Stazione appaltante: Comune di Talana

Importo contrattuale: Euro 720.257,00, di cui €. 28.00,00 per oneri sicurezza

Esponente: Sig. Giovanni Pietro Vargiu, RTI ICOGEN Srl-ARCADA Srl

Rif. normativi:  artt. 132 e 134 del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i., artt. 134, 136, 137 e 155 del D.P.R. 554/1999

Il Consiglio

Vista la relazione della Direzione generale della vigilanza lavori

 

Considerato in fatto

Con nota pervenuta in data 16.03.2010, n. 15973, il Sig. Giovanni Pietro Vargiu, per conto del R.T.I. I.CO.GEN. S.r.l. e ARCADA S.r.l. aggiudicatario dei lavori in oggetto, ha segnalato che la Stazione appaltante ha comunicato la risoluzione del contratto in danno a seguito della richiesta della RTI di avere un progetto attinente allo stato dei luoghi, modificato a seguito di eventi meteorologici eccezionali.

Dall’esame della documentazione fornita emerge che è in corso, presso il Tribunale di Lanusei, un ricorso con accertamento tecnico preventivo per valutare la necessità, per inadeguatezza del progetto originario, di una variante. Senza entrare nel merito degli aspetti strettamente tecnici, di competenza dei periti nominati dal Tribunale, è emerso quanto segue.

Con contratto n. rep.22 del 5/11/2008 il Comune di Talana, a seguito dell’espletamento di una procedura ad evidenza pubblica, affidava alla I.CO.GEN. S.r.L.  l’esecuzione dei lavori in oggetto per un corrispettivo di  € 720.257,00 al netto del ribasso offerto in sede di gara (18,588%).
Il tempo utile per l’ultimazione dei lavori veniva fissato in 330 giorni naturali e consecutivi decorrenti dalla data di sottoscrizione del verbale di consegna dei lavori, tali lavori venivano consegnati in data 5/11/2008 e pertanto si sarebbero dovuti concludere il giorno 30/09/2009.

In data 19/12/2008  il RTI trasmetteva comunicazione al Comune di Talana di aver avviato le operazioni di rilievo che subivano rallentamenti dovuti ad avverse condizioni metereologiche.
Successivamente il D.L. con Ordine di Servizio n. 1 del 2/7/2009, non controfirmato dal R.U.P., informava che “ a seguito degli eventi calamitosi del novembre 2008, e seguenti, si sono verificate nell’alveo del Rio Su Tuvu erosioni al piede di frana, con ivi modifiche delle condizioni plano altimetriche ante” ed ordinava “che per le lavorazioni non previste in progetto (gabbioni magroni e geotessili) saranno applicati i prezzi unitari desunti dal prezziario regionale RAS, poi sottoposti al ribasso medio praticato in sede di gara. Le lavorazioni non previste saranno recepite in apposita perizia che sarà avviata a stesura con la definizione degli sbancamenti. Resta inteso che stante l’urgenza le lavorazioni suppletive (gabbioni magroni e geotessili) saranno eseguite nelle more di elaborazione ed approvazione della relativa perizia, con pagamento delle prestazioni procrastinato fino alla registrazione dell’atto aggiuntivo afferente, senza che l’appaltatore possa eccepirne o pretenderne, in nessun caso, alcunché ” Nel medesimo ordine di servizio il D.L. chiede all’impresa “la consegna del registro di contabilità debitamente vidimato”.

Dalla documentazione agli atti risulta, inoltre, che, a seguito del citato ordine di servizio, il RTI se da una parte sollecitava la perizia  e chiedeva precisi disegni e dettagli esecutivi d’altra parte procedeva ad acquistare il materiale necessario per le nuove lavorazioni.

Circa tre mesi dopo il citato ordine di servizio ed oltre il termine di ultimazione dei lavori, il D.L. affermava con nota del 1/10/2009 che “allo stato attuale non esistono condizioni da far ritenere indispensabile la realizzazione della perizia di variante”  dopo aver specificato, nel medesimo documento, che “per la risoluzione della problematica basterebbe, con una piccola disponibilità dell’appaltatore, provvedere al semplice incremento di una gabbia di terramesh aggiuntiva (dell’altezza di mt. 1.00) per ciascun blocco, questo per sopperire appunto all’incremento  di dislivello di cui detto” dislivello che, per quanto affermato, risultava sul fronte frana di circa 100m  variabile da circa mt. 3.50 a mt. 6.

Con nota del 12/08/2009 il RTI chiedeva alla D.L. la sospensione dei lavori, al fine della definizione della perizia di variante, ai  sensi dell’art. 133 co. 1 e 2 del  D.P.R. 554/99 e la contabilizzazione dei lavori eseguiti. Nel silenzio del D.L. il RTI comunicava  con nota del 14/09/2009 al Comune, al R.U.P. ed al D.L. apposita diffida e atto di costituzione in mora, chiedendo apposita perizia suppletiva e di variante nonché la contabilizzazione dei lavori eseguiti.

Sempre il RTI. con fax del 25/09/2009 comunicava che, a causa di piogge intense, erano intervenuti danni di forza maggiore e chiedeva il relativo accertamento ai sensi dell’art. 139 co. 2 del D.P.R. 554/99.  Il D.L. comunicava con nota del 1/10/2009 di aver effettuato sopralluogo. Tale sopralluogo avveniva senza contraddittorio in palese violazione dell’art. 137 co.2 del D.P.R. 554/99.

Il D.L. con la citata nota del 1/10/2009 comunicava la “non occorrenza dei gabbioni di fondazione richiesti con precedente ordine di servizio” ed intimava all’impresa di procedere alle opere effettive entro 5 giorni.

Finalmente con nota del 28/10/2009 il D.L. trasmetteva la planimetria dell’area di frana e le sezioni trasversali con particolare del 1° blocco di consolidamento in terramesh.

Con nota del 4/11/2009 l’impresa rammentando che con precedenti fax aveva denunciato eventi meteorologici originanti danni di forza maggiore chiedeva al RUP ai sensi dell’art.137 del D.P.R. 554/99 di dirimere la contestazione sorta con il D.L. in relazione alla verifica dei siti svolta senza il necessario contraddittorio con l’impresa stessa.

L’impresa ha iscritto n. 11 riserve in corso d’opera per un valore complessivo di €. 225.393,30, di cui €. 6.129,13 per interessi per ritardati pagamenti.

Dall’esame degli atti è emerso, altresì, che il registro di contabilità non appare essere stato compilato a seguito della mancata presentazione per la preventiva sottoscrizione, che le parti si attribuiscono reciprocamente.

 

Ritenuto in diritto

L’Ordine di Servizio n. 1 del 2/7/2009, del Direttore di Lavori, non controfirmato dal R.U.P., introduce nuove lavorazioni senza rispettare la procedura stabilita dall’art. 134 del D.P.R. 554/99. Tale articolo stabilisce, infatti, al comma 3 che “qualora per uno dei casi previsti dalla Legge, sia necessario introdurre nel corso dell'esecuzione variazioni o addizioni non previste nel contratto, il direttore dei lavori, sentiti il responsabile del procedimento ed il progettista, promuove la redazione di una perizia suppletiva e di variante, indicandone i motivi nell'apposita relazione da inviare alla stazione appaltante”. Nella fattispecie, pertanto, dato atto della necessità di nuove lavorazioni non previste in progetto, determinate da eventi calamitosi imprevisti, si sarebbe dovuta seguire la via della perizia di variante e suppletiva con formazione di nuovi prezzi, secondo quanto stabilito dall’art.136 del Regolamento, seguendo la procedura dettata dal comma 8 dell’art.134 citato. Dall’esame della documentazione fornita appare che il RTI, pur non condividendo l’ordine ricevuto, si sia comunque attivato acquisendo anche il materiale necessario per le nuove lavorazioni. Con successiva nota del 1/10/2009 il D.L. afferma, contrariamente rispetto quanto asserito nell’ordine di servizio n.1 del 2/7/2009, che la perizia di variante non è più necessaria  ritenendosi sufficiente “una piccola disponibilità dell’appaltatore”. In disparte ogni ulteriore valutazione nel merito dell’affermazione del D.L., ciò appare oltre che irrituale anche contraddittorio: non è chiaro, infatti, sulla base di quale disponibilità l’impresa avrebbe dovuto provvedere ad incrementare le lavorazioni dal momento che queste sembrano comportare costi aggiuntivi.

Si rileva poi che il D.L. con la citata nota del 1/10/2009 comunicando la “non occorrenza dei gabbioni di fondazione richiesti con precedente ordine di servizio” intimava all’impresa di procedere alle opere effettive entro cinque giorni, mentre solo con la successiva nota del 28/10/2009 trasmetteva all’impresa la planimetria dell’area di frana e le sezioni trasversali, con particolare del 1° blocco di consolidamento in terramesh, elaborato necessario all’esecuzione dei lavori ordinati. Pertanto  l’impresa non poteva procedere entro i cinque giorni ordinati alle opere effettive perché le planimetrie necessarie venivano consegnate solo 27 giorni dopo l’intimazione espressa nella nota citata; tale comportamento appare inutilmente vessatorio nei confronti dell’impresa.

Pur non entrando nel merito della necessità della perizia di variante né della risoluzione del contratto, poiché oggetto di ricorso dinnanzi al Tribunale, non si può non rilevare il comportamento irrituale e contraddittorio nonché la mancanza di collaborazione nei confronti dell’impresa da parte del D.L. e, al tempo stesso, l’inerzia del R.U.P. che non sembra abbia cercato di dirimere le controversie insorte con l’impresa.

Si palesa, inoltre, come gli artt. 137 e 139 del D.P.R. 554/99 che regolamentano, il primo la procedura per le contestazioni tra la S.A. e l’appaltatore ed il secondo l’iter da seguire per l’accertamento dei danni causati da forza maggiore, non appaiano correttamente applicati dal D.L. e dal R.U.P. non avendo operato nel rispetto del contraddittorio tra le parti.

Inoltre non appare essere stata disposta la sospensione dei lavori ai sensi dell’art.133 del D.P.R. n.554/99 ancorché circostanze speciali, dovute agli eventi meteorologici eccezionali verificatisi nella zona dei lavori, paiono essersi verificate.

In relazione infine alla mancata consegna del Registro di contabilità che le parti si attribuiscono reciprocamente occorre ricordare l’art.155 del D.P.R. n.554/99 ove al comma 2 stabilisce che “gli atti contabili redatti dal direttore dei lavori sono atti pubblici a tutti gli effetti di legge, e hanno ad oggetto l’accertamento e la registrazione di tutti i fatti producenti spesa”. Mentre il successivo comma 3 impone l’accertamento e la registrazione dei fatti producenti spesa “contemporaneamente al loro accadere” affinché la direzione dei lavori si trovi sempre in grado di rilasciare prontamente gli stati di avanzamento dei lavori, di controllare lo sviluppo dei lavori e di impartire tempestivamente le debite disposizioni per la relativa esecuzione entro i limiti delle somme autorizzate. Pertanto, compito sia della Direzione dei lavori che del Responsabile del procedimento sarebbe stato quello di predisporre prontamente tutti i documenti necessari per una corretta contabilità dei lavori, tra cui, il più importante, il Registro di contabilità.

Il comportamento complessivamente tenuto dalla stazione appaltante non appare teso al rigoroso rispetto della normativa, nonché a tenere in debita considerazione i principi ispiratori riguardanti l’esecuzione dei contratti pubblici, così come stabiliti dall’art. 2 del D.Lgs. n.163/2006 e s.m.i., da cui discende, tra l’altro,  quello della corretta cooperazione tra i soggetti interessati al buon esito dell’intervento progettato nel rispetto del superiore interesse pubblico.

In base a quanto sopra considerato,

il Consiglio

 

  • rileva il contrasto con l’art. 134 del D.P.R. 554/99 e s.m.i. nella procedura disposta dal direttore dei lavori con l’ordine di servizio n.1 del 2/07/2009 avendo chiesto l’esecuzione di opere non previste nel progetto approvato, senza promuovere la redazione di una perizia di variante;
  • rileva il comportamento irrituale e contraddittorio della Direzione dei Lavori espresso con la nota del 1/10/2009;
  • rileva il contrasto con gli artt. 137 e 139 del D.P.R. 554/99 e s.m.i. nel comportamento della stazione appaltante in relazione al mancato contraddittorio con l’impresa;
  • rileva l’inadempienza, rispetto quanto disposto dall’art.155 del D.P.R. n.554/99, del responsabile del procedimento e del direttore dei lavori in relazione alla predisposizione dei documenti necessari alla contabilità dei lavori, che non ha consentito l’immediata contabilizzazione degli stessi;
  • richiama la stazione appaltante al rigoroso rispetto della normativa, nonché a tenere in debita considerazione i principi ispiratori riguardanti l’esecuzione dei contratti pubblici stabiliti dall’art. 2 del D.Lgs. n.163/2006 e s.m.i., da cui discende, tra l’altro,  quello della corretta cooperazione tra i soggetti interessati al buon esito dell’intervento progettato, nel rispetto del superiore interesse pubblico;
  • dà mandato alla Direzione Generale Vigilanza Lavori per l’inoltro della presente deliberazione all’esponente, alla stazione appaltante  ed all’Organo di controllo interno della stazione appaltante per la valutazione degli eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti del personale dipendente.

Il Presidente: Giuseppe Brienza

Il Consigliere Relatore:  Andrea Camanzi

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 18 aprile 2011

Il Segretario: Maria Esposito