Deliberazione n. 66 Adunanza del 6 luglio 2011

 

Fascicolo 1005.10

OGGETTO:   Lavori di realizzazione dell’impianto di depurazione in località Fontanelle di Alvignano e tronchi ad esso adiacenti.

Importo a base d’asta €. 179.550,78.

STAZIONE APPALTANTE: Comune di Alvignano (CE)

RIFERIMENTO NORMATIVO: L. 109/94 art. 17; DPR 554/99 art. 47; D. Lgs 163.06 art. 132;

DPR 327/2001 art. 20; D.lgs. n. 302 del 2002 art. 22/bis.

 

Il Consiglio

Visto il D.LGS 12 aprile 2006 n. 163  e ss.mm.ii.;

Vista la relazione della Direzione Vigilanza Lavori

Considerato in fatto

E’ pervenuto all’Autorità un esposto inviato dal Direttore dei Lavori in oggetto, ing. Pio Barbiero, con il quale vengono segnalate alcune irregolarità nella conduzione dell’appalto; in particolare, nel suddetto esposto vengono evidenziate diverse inadempienze commesse dalla SA che hanno comportato un notevole incremento della spesa e di conseguenza viene formulata l’ipotesi che la stessa opera non venga mai realizzata.

Per verificare l’attendibilità dell’esposto ed ottenere una cronistoria dei fatti essenziali dell’appalto, è stata inviata una nota alla S.A., in risposta della quale sono pervenute le seguenti precisazioni.

I lavori in oggetto sono stati finanziati dalla Regione Campania, con decreto dirigenziale n. 2190 del 10 luglio 2003, emesso ai sensi della LR 51/78- es. Fin. 2000/01 e con delibera della G.C. n. 760 in data 31.12.97, è stato conferito l’incarico all’ing. Pio Barbiero per redigere lo studio di fattibilità, il cui elaborato è stato approvato con successiva delibera n. 7 della G.C. in data 10.01.2001.

Con delibera della G.C. n. 68 in data 30.03.02, è stato approvato lo schema di avviso pubblico per l’affidamento dell’incarico professionale per la progettazione, direzione lavori, coordinamento per la sicurezza dei lavori in oggetto, affisso nell’albo pretorio del Comune in data 15.04.2002, a seguito del quale sono pervenute tre offerte.

Con delibera della G.C. n. 98 del 23.05.2002, in esito a quanto sopra, essendo l’incarico al di sotto della soglia di €. 40.000, ai sensi del co. 12 dell’art. 17 della legge quadro sui Lavori Pubblici, come sostituita dall’art. 6, comma 4, della legge 18 novembre 1998, n. 415, lo stesso è stato affidato al succitato professionista e con successiva delibera della G.C. n. 146 del 10.10.2002, è stato approvato il progetto esecutivo, dell’importo a base d’asta di €. 177.334,26, oltre gli oneri di sicurezza di € 2.216,52 ed IVA, senza che siano stati redatte ed approvate le progettazioni intermedie (preliminare e definitivo).

Con delibera n. 29 in data 18.02.2003, sono state approvate le procedure espropriative, e con nota del 29.06.2004 n. 4873, è stato comunicato alle parti l’avvio del procedimento espropriativo, a seguito del quale è stato presentato un ricorso al TAR di Napoli, depositato dal legale dei proprietari del terreno oggetto dell’intervento; il predetto TAR, con ordinanza datata 30.09.2004, non ha accolto la domanda di sospensiva presentata.

Con delibera n. 148 in data 22.06.2004, è stata approvata l’indizione della gara e il relativo schema di bando di gara, da espletarsi mediante asta pubblica, in esito alla quale  i lavori in oggetto sono stati aggiudicati provvisoriamente alla ditta OFFREDA Giuseppe, che ha offerto un ribasso del 3,10% sull’importo posto a base di gara e con successiva determina n. 173 del 13.10.2005, sono stati aggiudicati definitivamente alla stessa ditta. Il relativo contratto d’appalto per l’importo di € 171.836,90, oltre gli oneri di sicurezza di € 2.216,52 ed IVA è stato stipulato con la ditta OFFREDA Giuseppe in data 24.10.2005, con il rep. n. 29.

In data 26 ottobre 2005, è stato redatto e sottoscritto il verbale di consegna lavori, e in data 28.11.2005, un verbale di sospensione dei lavori per avverse condizioni meteorologiche; a seguito della consegna dei lavori è stato presentato dai proprietari del terreno un ulteriore ricorso al TAR di Napoli avverso alle procedure di esproprio, respinto in data 1.12.2005.

Con Ordine di servizio n. 1 del 3 aprile 2006, il D.L. ha ordinato alla ditta Offreda Giuseppe di astenersi dal riprendere i lavori, non essendo stata ancora definita l’immissione in possesso del terreno da espropriare oggetto dei lavori.

Con determina n. 33/2007 in data 26.10.2006, il RUP ha affidato l’incarico per un nuovo avvio del procedimento espropriativo ad un professionista esterno, e in data 31.10.2006, con prot. n. 9390, è stato emesso il Decreto di occupazione d’urgenza, cui ha fatto seguito, in data 16.11.2006, un nuovo ricorso al TAR di Napoli presentato dai proprietari, in esito al quale è stato annullato il predetto decreto di occupazione d’urgenza. Stante lo stato del procedimento, in data 22.04.2008, è stato firmato un atto preliminare per la cessione volontaria ed immissione in possesso del terreno, in esito al quale, con prot. n. 1323 del 06.02.2009, è stato ordinato dal RUP alla D.L. la ripresa dei lavori; lo stesso D.L., con nota del 19.02.2009, si è opposto a tale ripresa per la mancanza sia del verbale di immissione in possesso dell’area oggetto dell’intervento e sia per la mancanza dei calcoli statici dell’opera, nonché per chiarimenti sui prezzi da applicare nell’appalto.

Considerato che il D.L. è stato richiamato dal RUP più volte a procedere alla ripresa dei lavori senza esito, con Delibera di G.C. n. 76 datata 15.04.2010, è stato revocato l’incarico di D.L. all’ing. Pio BARBIERO e con delibera n. 146 della G.C. in data 09.07.2010, è stato autorizzato il RUP a predisporre una perizia di variante tecnica, necessaria per la ripresa dei lavori.

Con successiva determina Dirigenziale n. 131 del 16.07.2010, è stato affidato l’incarico di collaboratore tecnico professionale e di supporto per la redazione della predetta perizia di variante all’ing. Giuseppe Acheo, e con delibera della G.C. n. 207 della G.C. del 30.09.2010, è stato approvata la predetta perizia, dell’importo di €. 165.865,66, oltre gli oneri di sicurezza di €. 2.216,52 ed IVA, con una diminuzione di circa il 6,5% rispetto alla perizia oggetto dell’appalto, ma senza aver sentito il progettista originario.

I lavori sono stati ripresi con verbale in data 08.03.2011 firmato con riserva dall’impresa, e devono compiersi entro il 02.08.2011, ed in pari data l’impresa ha anche firmato con riserva il relativo Atto di Sottomissione.

Ritenuto in diritto

L’esecuzione del presente appalto risulta viziato nella sua esecuzione fin dalla pubblicazione del bando di gara, avendo la SA indetto la gara d’appalto, stipulato il relativo contratto d’appalto ed infine proceduto alla consegna dei lavori all’impresa aggiudicatrice senza avere la disponibilità dell’area oggetto dell’intervento, il tutto in violazione dell’art. 47 del DPR 554/99 che prescrive che prima della approvazione del progetto, il Responsabile del procedimento procede in contraddittorio con i progettisti a verificare l’acquisizione di tutte le approvazioni ed autorizzazioni di legge, necessarie ad assicurare l’immediata cantierabilità del progetto. Pertanto, non è giustificabile da parte della SA l’indizione della gara dell’appalto senza poter consentire all’impresa l’inizio dei lavori, ma sopratutto senza aver avviato la relativa procedura di esproprio per pubblica utilità.

A tale circostanza si deve aggiungere anche un comportamento sia del D.L. che dei RUP, che si sono avvicendati nel corso del tempo, alquanto passivo che ha indotto l’impresa ad iscrivere alcune riserve per i danni subiti derivanti dal mancato inizio dei lavori.

Infatti, dall’esame degli atti pervenuti, si evince che dalla data del 10.10.2002 di approvazione del progetto e quindi di dichiarazione di pubblica utilità, non è stata effettivamente attivata alcuna procedura per giungere all’immissione in possesso dell’area, propedeutica all’inizio dei lavori. Pertanto, tenuto conto del notevole lasso di tempo intercorso tra il progetto esecutivo, approvato in data 10.10.2002, la firma dell’atto preliminare per la cessione volontaria ed immissione in possesso del terreno avvenuta in data 22.04.2008, nonché l’approvazione della perizia di variante avvenuta in data 30.09.2010, che ha comportato il trascorrere di un lasso tempo di circa otto anni senza che sia stata effettuata alcuna lavorazione, si rileva una conduzione di tutto l’appalto non conforme alle regole di correttezza, efficienza, speditezza dell'azione amministrativa, principi cardine della legge Quadro sui Lavori Pubblici (109/94), poi ripresa dal Codice dei Contratti (D. Lgs. 163/06).

Nel merito si rileva che, a seguito dell’incarico affidato ad un tecnico esterno, solo in data 31.10.2006 è stato emesso il Decreto di occupazione d’urgenza, anche se successivamente annullato con ordinanza del TAR di Napoli in data 30.11.2006, confermata con la sentenza del 06.12.2007.

A tal proposito, si precisa che l’art. 12, 1° comma t.u. sugli espropri (DPR 327/2001 e ss.mm.ii.) prevede che la dichiarazione di pubblica utilità si intende disposta quando l'autorità espropriante approva a tale fine il progetto definitivo dell'opera pubblica. Nel caso in esame, il progetto è stato approvato in data 10.10.2002  e a partire da quella data la SA doveva mettere in atto tutte le procedure e gli atti consequenziali per giungere all’occupazione dell’area oggetto dell’intervento, al fine di consentire all’impresa di realizzare l’opera.

Per quanto attiene invece agli esiti della decisione del TAR di Napoli, per il quale è stato poi firmato l’atto transattivo tra le parti con il quale è stato pattuito l’importo da corrispondere ai proprietari dell’area e l’immissione in possesso dell’area e la conseguente richiesta del RUP al D.L. di riprendere i lavori, rimasta senza esito per l’opposizione dello stesso D.L., si evidenzia che le richieste avanzate dallo stesso D.L., nella nota del 19.02.2009, non si ritengono giustificabili per non riprendere i lavori, atteso che, come indicato dal RUP nella nota del 26.02.2009 n. 1965, “il verbale di immissione dei luoghi era già in Suo possesso”, ed i prezzi da applicare erano quelli contrattuali e i calcoli statici potevano essere anche trasmessi successivamente.

In merito alla redazione della perizia di variante, si rileva che la stessa non è stata sottoposta per il visto al progettista originario, in contrasto con il co. 1 dell’art. 132 del Codice dei Contratti e risulta oltretutto firmata da un professionista incaricato quale consulente esterno della SA, in contrasto con quanto affermato dall’Autorità con la delibera n. 76 del 2005, relativamente alla problematica legata all’affidamento degli incarichi professionali a supporto di attività di progettazione delle SA, ribadendo che “la “consulenza esterna” per la progettazione di lavori pubblici non è contemplata dalla vigente normativa regolante la specifica materia”, ricordando che “alle amministrazioni è consentito di avvalersi di consulenti esterni, ma in casi eccezionali e debitamente motivati (cfr. la recente Circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione pubblica del 15 luglio 2004)”.
Pertanto, nel caso di specie,

Il Consiglio

approva la presente deliberazione, rilevando le seguenti illegittimità:

  •  del RUP, per aver appaltato i lavori alla ditta Offreda Giuseppe, senza avere la disponibilità del terreno e per non aver avviato per tempo l’iter dell’esproprio delle area oggetto dell’intervento;
  • del Direttore dei Lavori, per aver redatto un verbale di consegna lavori senza avere la disponibilità del terreno e per non aver successivamente redatto il verbale di ripresa dei lavori;

e dà mandato alla Direzione Generale Vigilanza Lavori perché comunichi la presente deliberazione alla SA affinché per il futuro sia più vigile ed osservante della normativa sulla conduzione degli appalti.

Il Consigliere Relatore: Andrea Camanzi         

Il Presidente: Giuseppe Brienza

 

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 22 luglio 2011

Il Segretario: Maria Esposito