Deliberazione n. 58 Adunanza del 7 giugno 2011

 

10-69104; fasc. 722/2010

Oggetto: Lavori di consolidamento e restauro Chiesa Madonna dell’Annunziata – Perizia n. 80/07 del 20/07/07.

Stazione appaltante: S. Mauro Forte (MT).

Esponente: Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio della Basilicata

Rif. normativi: D.Lgs n. 163/2006 e s.m.i.; D.P.R. n. 554/1999 e s.m.i.

 

Il Consiglio

Vista la relazione della Direzione generale della vigilanza lavori

 

Considerato in fatto

Con nota prot. n. 30875 del 10.05.2010 l’Ufficio Affari Giuridici ha trasmesso a questa Direzione generale gli atti dei lavori di consolidamento e restauro della chiesa Madonna dell’Annunziata a S. Mauro Forte ai fini di un’eventuale indagine ispettiva, poiché sono state rilevate delle incongruenze.

La Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio della Basilicata ha rappresentato che, a seguito di procedura negoziata con pubblicazione di bando del 27.02.2008, ha affidato i lavori di restauro in oggetto per un importo netto pari a € 204.480,35, all’A.T.I. Italrestaura S.n.c.di Giovanni e Nicola Garaguso e Dielle Impianti s.r.l., e che i lavori non sono stati completati in quanto, su disposizione della Regione Basilicata, è stato necessario liquidare gli importi delle opere realizzate al 30.06.2009 e redigere il certificato di ultimazione lavori, pena il mancato accreditamento dei fondi.
L’ufficio istruttore, ha provveduto a chiedere chiarimenti alla Soprintendenza e, dalla documentazione pervenuta in Autorità, si evince quanto segue.

La S.A. ha affidato lavori di restauro per un importo pari a € 204.480,35 a seguito di gara, per la cui esecuzione furono previsti 18 mesi naturali e consecutivi dalla data del verbale di consegna, redatto il 25 agosto 2008 e, pertanto, si sarebbero dovuti concludere il 25.02.2010

In data 27.04.2009 il RUP ha redatto perizia di variante n. 40/2009 che ha inviato alla Regione Basilicata per l’approvazione con nota n. 0005306 in data 26.05.2009, dove ha chiesto, altresì, l’accreditamento delle somme derivanti dai ribassi d’asta.
La Regione Basilicata ha approvato, con Determinazione Dirigenziale n. 1070 del 18.06.2009, la perizia di variante e l’autorizzazione all’utilizzo delle economie rinvenienti dal ribasso d’asta.

Il RUP, nella nota n. 1399 del 24.11.2009 diretta all’Autorità, ha dichiarato che non è stato possibile portare a termine i lavori “in quanto durante l’esecuzione degli stessi la Regione Basilicata, comunicò che, pena il mancato accreditamento dei fondi POR Basilicata 2000-2006 si rendeva indispensabile liquidare gli importi relativi alle opere realizzate entro il 30/06/2009, imponendo la redazione del certificato di ultimazione lavori ed il relativo certificato di regolare esecuzione”.

Quindi, per non perdere il finanziamento in data 03.06.2009, il RUP, ha redatto il certificato di ultimazione dei lavori dichiarando che “i lavori in epigrafe sono stati completamente ultimati il giorno 30/05/2009 e quindi in tempo utile”; successivamente ha emesso certificato di regolare esecuzione, anche se le opere previste nel contratto non erano state ultimate, mancando per il completamento un importo pari ad € 103.620,65.

Entro il 30.06.2009, come disposto dalla Regione Basilicata, il RUP ha liquidato gli importi relativi alle opere realizzate per un totale di €142.301,13.

In data 18.06.2009, la Regione Basilicata ha autorizzato la perizia di variante per il completamento delle opere, e sulla base di ciò con nota del 24.11.2009, n. 1399, l’arch. Eustachio Carmentano, responsabile del procedimento dei lavori nonché direttore dei lavori in oggetto per conto della Soprintendenza, ha chiesto all’Autorità parere sulla legittimità dell’affidamento del completamento delle opere alla medesima aggiudicataria del contratto iniziale.

In assenza di revoca del contributo regionale, con nota 9141 del 21.09.2009, il soprintendente, Ing. Attilio Maurano, ha richiesto formalmente alla Regione l’autorizzazione alla prosecuzione dei lavori ed all’utilizzo del finanziamento residuo.

La Regione con nota 202650/73AB del 03.11.2009 ha autorizzato “il completamento dell’operazione denominata “Restauro Chiesa dell’Annunziata detta del Monastero nel Comune di San Mauro Forte” purché tale operazione fosse ultimata entro il 30.09.2012 e fosse assunto l’impegno giuridicamente vincolante entro e non oltre il 31.12.2010, come disposto dalla Decisione della Commissione delle Comunità Europee “Orientamenti sulla chiusura degli interventi (2000-2006) dei Fondi strutturanti”, COM(2006)3424 def. del 01.08.2006.

Il RUP, pertanto, ha deciso di procedere, all’assegnazione della prosecuzione dei lavori di completamento del complesso in oggetto, con gara informale a procedura negoziata, invitando n. 5 imprese (LA RIUSCITA soc. cooop.- NEI RESTAURO E COSTRUZIONI s.r.l. – ITALRESTAURA s.n.c. (aggiudicataria delle lavorazioni precedenti) - FILIPPUCCIO s.r.l. – RONGA s.a.s) a presentare delle offerte per un importo complessivo dei lavori pari a 127.485,03 euro.

In data 25.11.2010 si è svolta la gara che ha visto come aggiudicataria provvisoria l’impresa Ronga s.a.s , unica partecipante, con un ribasso del 9.98%.

 

Ritenuto in diritto

Dall’analisi della documentazione si rileva che la Soprintendenza, in qualità di soggetto attuatore dei lavori finanziati nell’ambito del POR 2000/2006 con fondi europei, ha stipulato un contratto con l’A.T.I. Italrestaura S.n.c. di Giovanni e Nicola Garaguso e Dielle Impianti s.r.l. che prevedeva la fine dei lavori il 25.02.2010 ben oltre il 31.12.2008, termine ultimo di ammissibilità della spesa.

Successivamente, con Delibera della giunta regionale n. 1842 del 17.11.2008, la Regione Basilicata in qualità di soggetto erogatore, ha sostituito la data del 31.12.2008 con la data 30.06.2009 prorogando i termini di ulteriori 6 mesi.

Si ritiene di dover sottolineare l’importanza di far partire i lavori in modo che finiscano entro il termine dell’ammissibilità del finanziamento, facendo appello a ragioni di prudenza nel rispetto dell’interesse pubblico.

Per quel che concerne la perizia di variante n.40/2009 che aumentava l’importo contrattuale di 49.589,79 euro, questa trovava giustificazione nella prospettata esigenza, manifestatasi in corso d'opera, a seguito di rinvenimenti imprevisti o imprevedibili nella fase progettuale, di adeguare l'impostazione progettuale per la salvaguardia del bene e per il perseguimento degli obiettivi dell'intervento rimanendo nel limite del venti per cento in più dell'importo contrattuale implicando, però, allo stesso tempo l’utilizzazione dei ribassi d’asta avutisi in sede di gara e senza alterazione del finanziamento di 400.000 euro, complessivamente assentito.

Si rileva, però, che la perizia di variante è stata redatta successivamente alla pubblicazione della Delibera n. 442 del 16.03.2009, pubblicata sul B.U.R. Basilicata n. 15 del 01.04.2009, che all’art. 5, comma 21-bis ha stabilito “All’approssimarsi del termine ultimo di ammissibilità della spesa del P.O.R. 2000/2006, stabilito al 30/06/2009, (…), il Responsabile di Misura provvede a trasferire il saldo finale del contributo – o parte dello stesso – a seguito della presentazione dei seguenti documenti da parte del soggetto attuatore (nella fattispecie la Soprintendenza): Certificato di ultimazione dei lavori (ex art. 172 del D.P.R. 554/1999); Atto con il quale l’Ente attuatore si obbliga: 1. a liquidare le somme ricevute dalla Regione Basilicata alle imprese esecutrici dei lavori e/o agli altri fornitori entro il 30/06/2009 nel rispetto della Norma 2.1 dell’Allegato “A” del Reg. CE n. 448/2004; 2. a trasferire alla Regione Basilicata la scheda finanziaria di progetto (c.d. scheda “A”); 3. a restituire le somme ricevute dalla Regione Basilicata ove i pagamenti non siano stati effettuati, o siano stati effettuati successivamente al 30/06/2009, o non siano comprovati da fatture o da documenti contabili aventi valore probatorio equivalente ai sensi della Norma 2.1 dell’Allegato “A” del Reg. CE n. 448/2004. Qualora, a fronte del trasferimento del saldo finale del contributo – o di parte dello stesso il mandato di pagamento del soggetto attuatore e il relativo addebito sul conto dello stesso presso la Banca Tesoriera risultassero effettuati in data successiva al 30/06/2009, la Regione Basilicata, potrà procedere alla revoca parziale del contributo ed al recupero delle somme trasferite al soggetto attuatore che non risultassero certificabili dalle competenti Autorità di Pagamento del P.O.R. (….)”

La Regione Basilicata ha approvato la perizia in data 18.06.2009 successivamente alla redazione del certificato di ultimazione dei lavori avvenuta il 03/06/2009, autorizzando, così l’utilizzo del ribasso d’asta per lavori che sono stati interrotti per motivi contabili.

Per quel che concerne la redazione del certificato di ultimazione lavori, per lavori non completati si rileva che tale procedura non appare conforme a quanto stabilito dall’art. 172 del D.P.R. 554/1999 e per quanto attiene la redazione del certificato di regolare esecuzione non appare conforme all’art. 141 del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i., nonché foriera di lesionare lo stesso sinallagma contrattuale nei confronti dell’impresa, con conseguenti possibili rivalse sulla Stazione appaltante e conseguente danno all’erario.

Resta da rilevare che il certificato di ultimazione lavori così redatto dal RUP, nel quale è stato dichiarato che i lavori sono stati competamente ultimati quando invece restava da realizzare circa il 50 % delle opere, può integrare gli estremi del falso ideologico in atto pubblico.

Il comportamento assunto dal RUP, peraltro, è stato avvallato dalla stessa Regione Basilicata, che ha approvato la perizia di variante successivamente all’emissione del certificato di ultimazione dei lavori.
Quanto verificatosi nel corso dell’esecuzione dell’appalto in oggetto, potrebbe ripetersi in altre occasioni.

A tal fine, onde evitare comportamenti che possano determinare contenzioso con i soggetti esecutori di lavori, si ritiene debba individuarsi una possibile soluzione da rinvenire nel rispetto della normativa vigente e della buona prassi amministrativa.

Il nuovo regolamento di attuazione del codice dei contratti pubblici, D.P.R. n.207 del 5/10/2010, recentemente pubblicato sulla G.U. n.288 del 10/12/2010, agli articoli 197 e 198 (già articoli 170 e 171 del D.P.R. n.554/1999 applicabili alla fattispecie secondo il principio del tempus regit actum) prevede la contabilizzazione separata di lavori che fanno capo a fonti diverse di finanziamento, consentendo la redazione di distinti documenti contabili, in modo da consentire una gestione separata dei relativi quadri economici, ed anche nel caso di lavori estesi a più esercizi con lo stesso contratto, la liquidazione alla fine dei lavori di ciascun  esercizio, chiudendone la contabilità e collaudandoli, come appartenenti a tanti lavori fra loro distinti.

il Consiglio

  • rileva nelle procedure adottate per la realizzazione degli interventi in oggetto, l’inosservanza delle norme di cui agli art. 172 del DPR 554/1999 e art. 141 del D.Lgs 163/2006 e sue successive integrazioni.
  • invita la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata e la Regione Basilicata ad una più scrupolosa osservanza delle citate disposizioni.
  • Dispone la segnalazione del caso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Matera, per quanto eventualmente di competenza.
  • Dispone la segnalazione del caso alla Procura regionale della Corte dei Conti, per quanto eventualmente di competenza.
  • Manda alla Direzione Generale Vigilanza Lavori affinchè provveda a notificare il presente provvedimento alla stazione appaltante, al Responsabile del Procedimento, alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.

Il Consigliere Relatore: Sergio Santoro

Il Presidente: Giuseppe Brienza

     

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 22 luglio 2011

 
Il Segretario: Maria Esposito