Deliberazione n.74 Adunanza del 20 luglio 2011

Rif. Fascicolo:  1027/2010

Oggetto: Comune di Roggiano Gravina (CS) - Lavori di costruzione dello stadio comunale 1° lotto funzionale.

Stazione Appaltante: Comune di Roggiano Gravina (CS)

Esponente: Impresa Demetrio Gradilone

Il Consiglio

Vista la relazione della Direzione Generale Vigilanza Lavori, Servizi e Forniture
 
Considerato in fatto

Con esposto inoltrato in data 30/08/2010, prot. 54213, l’impresa Demetrio Gradilone, aggiudicataria dell’appalto in argomento – alquanto risalente nel tempo - ha segnalato un contenzioso ancora in atto con la Stazione Appaltante.

L’operatore economico ha evidenziato di avere sottoscritto nel luglio del 1990 un contratto con il comune di Roggiano Gravina (CS) per la costruzione dello stadio comunale con annessa pista di atletica leggera di importo pari ad € 286.071,00 (553.910.700 lire).

A distanza di circa un mese e mezzo dalla consegna dei lavori, il 30/08/1990, il Direttore dei Lavori emetteva l’ordine di servizio n. 1 con cui si ordinava all’impresa di eseguire alcune opere diverse da quelle previste in contratto, specificando che tali lavorazioni sarebbero state pagate in parte al momento dell’approvazione di una prossima variante in corso d’opera, tramite la cassa Depositi e Prestiti, in parte secondo le modalità da concordare con la Stazione Appaltante. Nel frattempo, il 12/09/1990 venivano contabilizzati i lavori eseguiti fino a tutto il 10/09/1990 e pagati dal Comune con il primo SAL pari ad € 65.659,57 (127.134.662 lire).

L’impresa Gradilone, a seguito dell’OdS n. 1, aveva iniziato ad eseguire anche le opere richieste ma in data 18/09/1990 il Direttore Lavori ordinava la sospensione dei lavori in attesa dell’approvazione della variante tecnica e suppletiva.

Con Deliberazione n. 851 del 12/10/1990 il Comune di Roggiano Gravina autorizzava il D.L. a redigere la perizia di variante e con Deliberazione 191 del 04/03/1991 l’approvava. Il 10/06/1992, però, la Cassa Depositi e Prestiti non l’accoglieva in quanto l’importo dei lavori in essa indicato risultava superiore al 30% rispetto a quello originario (cfr. art. 13, co. 3, L. 131/’83). Dalla documentazione fornita dalla S.A. risulta che l’impresa Gradilone chiedeva in data 12/07/1993 alla S.A. il pagamento dei lavori già eseguiti rientranti nell’OdS n. 1, pari ad € 138.771,068 (268.698.256 lire) ma il Comune di Roggiano con propria nota del 26/07/1993 rispondeva che tale richiesta non poteva essere accolta in quanto i lavori eseguiti e contabilizzati non erano previsti nel contratto e diffidava l’appaltatore a ripristinare lo stato dei luoghi preesistenti. Inoltre, l’amministrazione comunale evidenziava che l’OdS n. 1 non era legittimo perché emesso senza la necessaria autorizzazione della S.A. (cfr. DPR 1063/1962 e art. 342 L. 2248/1865).

In data 28/10/1993 l’impresa Demetrio Gradilone citava in giudizio presso il Tribunale Civile di Cosenza il Comune di Roggiano Gravina e chiedeva il pagamento della somma di € 134.771,91 (260.954.816 lire) come determinata dal c.t.u. nella relazione di perizia, nonché gli interessi su tale somma.

Con sentenza n. 469 del 2003 il Tribunale di Cosenza rigettava la domanda dell’impresa Gradilone la quale, successivamente, con atto notificato il 23/07/2003 proponeva appello presso la Corte di Appello di Catanzaro. Con Sentenza 87/2010 del 04/02/2010 anche la Corte di Appello rigettava la seconda istanza, sostenendo che l’emanazione di un mero ordine di servizio scritto dal D.L. non vale a giustificare il pagamento dei lavori «essendo necessario che detto ordine indichi gli estremi della specifica approvazione dei lavori da parte della committente, adottata nelle forme di legge, secondo quanto previsto dall’art. 13, co. 2, Cap. Gen OO.PP.».

L’esponente ha evidenziato che all’esito della Sentenza della Corte di Appello, recandosi sul luogo dei lavori, ha potuto constatare che il sito attualmente è utilizzato dal comune ed ha dichiarato che il comune stesso sulla medesima area, usufruendo di parte delle opere realizzate dalla stessa impresa Gradilone, ha realizzato sia un edificio destinato a sede locale della Protezione Civile, sia un deposito per la raccolta e lo stoccaggio dei RR.SS.UU. Per tale motivo l’impresa sostiene che si possano palesare anche gli estremi di un indebito arricchimento del comune committente in quanto sta utilizzando opere eseguite dalla Gradilone e che pertanto debba trovare applicazione l’art. 2041 del c.c.

 Il Comune di Roggiano Gravina, a tal proposito, ha dichiarato per parte sua che i due edifici sono stati realizzati senza utilizzare i cunicoli drenanti e gli scavi della struttura sportiva. La costruzione della sede della protezione civile, come sottolineato dall’Amministrazione comunale, ha richiesto, infatti, scavi di dimensioni e tecnica diverse da quelle progettate per la struttura sportiva, mentre la realizzazione del container non necessita di alcun intervento di scavo in quanto poggia su una piattaforma di cemento.

 

Ritenuto in diritto

Il quadro che si è venuto a delineare dagli approfondimenti compiuti evidenzia che, al di là della questione sorta fra Appaltatore e Stazione Appaltante, per la quale, viste le concordi sentenze degli organi giudiziari preposti, non si ravvisano margini di intervento da parte dell’Autorità, permane la problematica di un’opera iniziata, in parte contabilizzata e pagata, successivamente sospesa e mai più ripresa, ultimata e collaudata.

Ciò appare imputabile ad un comportamento non corretto, non efficiente e non efficace da parte della Stazione Appaltante. In particolare, come è stato già accertato in sede di contenzioso, il Direttore dei Lavori, con l’OdS n. 1, in data 30/08/1990, in contrasto con quanto statuiva l’art, senza indicare alcun caso d’urgenza, ha autorizzato l’esecuzione di lavori non compresi nel contratto iniziale, in assenza della necessaria approvazione da parte dell’amministrazione.

Il Comune di Roggiano, per parte sua, dopo aver liquidato € 65.659,57 in occasione del 1° SAL ed aver autorizzato una successiva variante suppletiva, non ha provveduto, a fronte del riscontro negativo da parte della Cassa Depositi e Prestiti (in quanto dalla perizia l’importo eccedeva il 30% del contratto iniziale), né a riprendere e concludere i lavori, né ad adottare alcun provvedimento in sede di autotutela.

A tutt’oggi, come dichiarato dallo stesso Comune di Roggiano Gravina, le opere effettuate dalla ditta Gradilone e pagate con il 1° SAL, lasciate incustodite ed in completo stato di abbandono, sono state modificate dagli agenti atmosferici e si sono degradate al punto tale da non poter essere più utilizzate per alcun tipo di opera.

 

In base a quanto sopra considerato,

Il Consiglio

  • rileva il comportamento non corretto, efficiente ed efficace della S.A. per il quale sono state inutilmente utilizzate risorse pubbliche senza pervenire al completamento dell’opera;
  • dispone l’invio, da parte della Direzione Generale VI.CO. - Vigilanza Lavori, Servizi e Forniture, della presente deliberazione al Comune di Roggiano Gravina, nonché all’esponente.

Il Consigliere Relatore: Giuseppe Borgia

Il Presidente: Giuseppe Brienza

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 19 settembre 2011

 

Il Segretario: Maria Esposito