Parere n.153 del 14/09/2011

 

PREC 141/10/L

Oggetto: Istanza di parere per la  soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n.  163/2006 presentate dalla Società G.L. Porfidi S.r.l.  – Gara Lavori di completamento di un immobile  comunale da adibire ad Asilo Nido - Importo a base d’asta € 57.487,29 - S.A.: Comune  di Casalbore (AV).

Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio del Precontenzioso

 

Considerato  in fatto

In data 1° giugno 2010 è pervenuta l’istanza  in epigrafe, con la quale la Società G.L. Porfidi S.r.l. ha chiesto un parere  circa la legittimità della propria esclusione dalla gara indetta dal Comune di  Casalbore per l’affidamento dei lavori in oggetto, disposta per l’assenza  nell’organigramma della società della figura professionale del direttore tecnico.  A seguito di detta esclusione, ritenendo di non essere tenuta alla nomina di  tale figura professionale, la società istante ha presentato richiesta di  riammissione alla gara nella quale ha fatto presente che in caso di  aggiudicazione avrebbe provveduto a nominare la figura del direttore tecnico.

In riscontro all’istruttoria  procedimentale, formalmente avviata in data 15/06/2010, la stazione appaltante ha  rappresentato che l’esclusione operata è stata doverosa nel merito e corretta  nella procedura.

Con ulteriore nota del 2 luglio 2010, la  società esponente ha ribadito l’illegittimità della disposta esclusione.

 

Ritenuto  in diritto

La questione controversa oggetto di esame  concerne la legittimità dell’esclusione dalla gara in oggetto della G.L.  Porfidi S.r.l., disposta per l’assenza nell’organigramma della società della  figura professionale del direttore tecnico.

Al riguardo, occorre preliminarmente far  riferimento al contenuto del disciplinare di gara, che al punto 2.1 (situazione  personale dell’offerente) prevede che i requisiti di idoneità professionale ed  i requisiti di ordine generale di cui all’art. 38 del D.Lgs. n. 163 del 2066  devono essere posseduti dalla generalità dei rappresentanti legali e dai  direttori tecnici.

Quanto sopra non dimostra in maniera  esplicita ed esaustiva che sia comunque necessaria, al fine di evitare  l’esclusione dell’impresa, la presenza nel proprio organigramma della figura  professionale del direttore tecnico, poiché le prescrizioni citate si  applicherebbero solo in presenza della predetta nomina.

Al  riguardo, giova invece richiamare quanto enunciato in merito dalla stessa  giurisprudenza alla luce delle disposizioni normative applicabili agli appalti  di lavori pubblici.

L'obbligo di indicazione del nominativo del direttore  tecnico a corredo della certificazione camerale sussiste unicamente per quelle  imprese obbligate da specifiche norme alla presenza di detto organo tecnico -  organizzativo nell'ambito della struttura aziendale, come per esempio le  imprese operanti nel settore dei lavori pubblici alla luce del disposto  dell'art. 26, d.P.R. 25 gennaio 2000 n. 34, recante regolamento per  l'istituzione di un sistema di qualificazione unico di soggetti esecutori di  lavori pubblici, ai sensi dell'art. 8 comma 2, l. 11 febbraio 1994 n. 109,  mentre non esistono norme individuanti tale obbligo nei confronti dei soggetti  esecutori di contratti di servizi (Cfr. TAR Lazio, Sez. II, 4 novembre 2009 n.  10833).

Né può avere al riguardo un valore esimente la norma  contenuta nel secondo comma dell’art. 40 del D.Lgs. n. 163 del 2006, che lega  il sistema di qualificazione per l’esecuzione di lavori pubblici all’importo  superiore ai 150.000 euro dei lavori da affidare.

Infatti, il richiamo alla soglia dei € 150.000,00 ha la sola  finalità di limitare l’ambito di applicazione del sistema di qualificazione  degli operatori nel settore dei lavori pubblici, ma certamente non ha lo scopo  di consentire che, al di sotto della soglia sopra indicata, l’impresa a cui può  essere affidato un appalto di lavori pubblici possa derogare all’obbligo  espresso dall’art. 26, comma 1, del D.P.R. 25.1.2000 n. 34.

Stando così le cose, giova precisare che  un’eventuale nomina successiva del direttore dei lavori come proposta  dall’impresa esponente, oltre a ledere la par  condicio dei partecipanti, sarebbe un espediente per aggirare l’obbligo  della dimostrazione dei requisiti professionali anche in capo al direttore  tecnico nella fase antecedente alla stessa aggiudicazione.

In base a quanto sopra considerato

Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in  motivazione, che la disposta esclusione dell’impresa esponente sia conforme  alla normativa di settore.

 

I Consiglieri Relatori: Giuseppe Borgia, Andrea Camanzi

Il Presidente f.f.: Sergio Santoro

 

Depositato  presso la segreteria del Consiglio in data 26 settembre 2011

Il Segretario: Maria Esposito