Parere n.154 del 14/09/2011

 

PREC 47/11/S

Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla Società S.I.EC.AM. srl – “Procedura aperta per l’affidamento del servizio di pulizia degli Uffici Provinciali e dipendenze” – Criterio di aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa – Importo a base d’asta: euro 920.000,00 – S.A.: Provincia di Varese.

Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio del Precontenzioso

 

Considerato in fatto

Con istanza pervenuta in data 3 marzo 2011, la Società S.I.EC.AM. S.r.l. ha chiesto un parere circa la legittimità del disciplinare di gara predisposto dalla Provincia di Varese in relazione all’affidamento dei lavori in oggetto, nella parte in cui richiede, tra le “condizioni minime di partecipazione”:

a) L’effettuazione, durante il periodo dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2010 di almeno n. 3 servizi di pulizia di edifici ad uso uffici o altra attività che preveda l’accesso al pubblico, a favore di almeno 3 destinatari differenti, ciascuno per un importo minimo corrispondente alla base d’asta del presente appalto;

b) la presenza nell’impresa, durante il periodo 1.1.2008/31.12.2010, di almeno 5 responsabili di gruppi di lavoro dedicati esclusivamente ai servizi di pulizia, con corrispondenti inquadramenti contrattuali, aventi anzianità media complessiva nella funzione e corrispondente inquadramento contrattuale non inferiore a 48 mesi;

c) la presenza nell’impresa, durante il periodo 1.1.2008/31.12.2010, di almeno n.60 dipendenti e/o soci lavoratori medi per il periodo considerato, dedicati esclusivamente ai servizi di pulizia, complessivamente per un minimo di 200.000 ore di lavoro previste dai relativi contratti individuali nel triennio;

d) la disponibilità nell’azienda, nello stesso periodo di riferimento, del numero medio di attrezzature in dettaglio indicate nel disciplinare.

Secondo l’istante, i requisiti sopra riportati sarebbero illegittimi in quanto eccessivamente restrittivi della concorrenza.

In riscontro all’istruttoria procedimentale, formalmente avviata da questa Autorità in data 15 marzo 2011, la Provincia di Varese, con memoria prodotta in data 22 marzo 2011, ha dedotto che, a comprova della capacità economico/finanziaria e tecnico/organizzativa posseduta dalle ditte partecipanti, ha reputato necessario conformare i requisiti ut supra richiesti ed in particolare l’effettuazione, durante il periodo dal 1 gennaio 2008 al 31 dicembre 2010, di almeno tre servizi di pulizia, come specificati alla lettera B) del disciplinare di gara, ciascuno di importo almeno pari alla base d’asta. E per un’ impresa di dimensioni adeguate all’appalto in oggetto, prosegue la stazione appaltante, l’effettuazione, nel triennio antecedente, di almeno tre servizi analoghi a quello posto a base di gara, dovrebbe implicare la presenza, in detto triennio, di almeno 5 responsabili di gruppi di lavoro, con anzianità media non inferiore a 48 mesi, a comprova dell’esperienza maturata dagli stessi oltrechè dall’impresa appaltatrice.

La Provincia di Varese prosegue affermando che anche la richiesta di “almeno 60 dipendenti e/o soci lavoratori” di cui al punto c) sopra riportato, in quanto calcolata proporzionalmente allo svolgimento di tre servizi similari a quello oggetto dell’appalto, non può ritenersi requisito discriminante e lesivo della libera concorrenza, così come “la disponibilità” delle attrezzature di cui al punto d)- disponibilità tra l’altro da intendersi non solo come proprietà ma anche quale leasing, noleggio ecc.- è requisito strettamente commisurato all’oggetto e all’entità dell’appalto.

In ultimo, la S.A. chiarisce che il disciplinare di gara prevede espressamente la possibilità per le ditte prive dei suddetti requisiti di ricorrere comunque all’istituto dell’avvalimento, se interessate a partecipare alla gara.

Ritenuto in diritto

La questione controversa oggetto del presente esame riguarda la legittimità del disciplinare di gara nella parte in cui richiede requisiti di partecipazione che, secondo le prospettazioni dell’istante, sottendono la precostituzione di elementi di oggettiva restrizione della concorrenza.

Al riguardo, vale preliminarmente considerare il valore dell’appalto e la sua estensione per poter affermare che contrariamente a quanto sostenuto dalla ditta istante, sarebbe stato del tutto irragionevole e in contrasto con la lex di gara non richiedere ai concorrenti, ai fini dell'ammissione alla stessa, di attestare l'esperienza maturata, la dimensione organizzativa e la disponibilità delle attrezzature, siccome richiesta ai fini della partecipazione, ferma restando la possibilità dell’avvalimento conformemente alla normativa di settore.

Peraltro, i suddetti requisiti di partecipazione previsti dalla lex specialis sono espressione del potere dell'amministrazione di apprestare – attraverso la dettagliata individuazione di specifici requisiti di ammissione – gli strumenti e le misure più adeguati, opportuni, congrui ed efficaci ai fini del corretto ed effettivo perseguimento dell'interesse pubblico concreto, conformemente alla previsione dell'art. 42 del D. Lgs. n.163/2006.

Non va inoltre tralasciato che la Stazione appaltante vanta un apprezzabile margine di discrezionalità nel richiedere requisiti di capacità economica, finanziaria e tecnica ulteriori e più severi rispetto a quelli normativamente previsti, ma con il limite del rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza; sicché non è consentito pretendere il possesso di requisiti sproporzionati o estranei rispetto all’oggetto della gara (Cons. Stato, Sez. V, 8 settembre 2008, n. 3083; Cons. Stato, Sez. VI, 23 luglio 2008, n. 3655).

Quindi, come già affermato dall’Autorità con parere 31 gennaio 2008 n. 33, sono da considerare legittimi i requisiti richiesti dalle stazioni appaltanti che, pur essendo ulteriori e più restrittivi di quelli previsti dalla legge, rispettino il limite della logicità e della ragionevolezza e, cioè, della loro pertinenza e congruità a fronte dello scopo perseguito. Tali requisiti possono essere censurati solo allorchè appaiano viziati da eccesso di potere, ad esempio per illogicità o per incongruenza rispetto al fine pubblico della gara (Cons. Stato, 15 dicembre 2005, n. 7139).

In relazione al caso di specie, quindi, l’esame dell’operato dell’Amministrazione va condotto tenendo conto dell’oggetto e dell’importo dell’appalto da affidare: “Servizio di pulizia degli Uffici Provinciali e dipendenze” per un importo a base d’asta pari a € 920.000,00.

Alla luce di tali dati e circostanze, quindi, e tenuto conto delle giustificazioni fornite dalla stessa stazione appaltante in relazione a ciascuno dei requisiti richiesti, le “condizioni minime di partecipazione” contestate dall’istante possono ritenersi pertinenti e congrue a fronte dello scopo perseguito nonché proporzionate rispetto all’oggetto dell’appalto.

In base a tutto quanto sopra considerato, pertanto,

Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che la lex specialis di gara sia conforme ai principi e alla normativa di settore.

 

I Consiglieri Relatori: Giuseppe Borgia, Andrea Camanzi

Il Presidente f.f.: Sergio Santoro

 

Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 26 settembre 2011

Il Segretario: Maria Esposito