Parere n.210 del 24/11/2011

 

PREC 100/10/S

Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata da Intercontinental transport Agency S.r.l. - (servizio di facchinaggio, trasporto e trasloco) - Importo a base d’asta € 30.000,00 - S.A.: I.N.R.A.N. istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione

Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio del Precontenzioso

 

Considerato in fatto

E’ pervenuta a questa Autorità l’istanza indicata in epigrafe con la quale la Società Intercontinental transport Agency S.r.l. ha chiesto un parere in merito alla legittimità della propria esclusione dalla gara in oggetto disposta dall’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione per aver presentato offerta risultata non conforme a quanto indicato nel decreto del Direttore Provinciale del lavoro di Roma secondo cui la tariffa minima inderogabile per prestazioni di facchinaggio in economia, per otto ore giornaliere, è fissata in euro 16,65.

Sulla scorta dell’indicazione della stessa Direzione Provinciale, secondo la quale il decreto in questione sarebbe applicabile unicamente alle attività svolte da facchini liberi o riuniti in organismi associativi e non alle attività di facchinaggio svolte da imprese, l’istante ha richiesto la revisione degli atti di gara, respinta dopo un sollecito.

A riscontro dell’istruttoria procedimentale, formalmente avviata da questa Autorità, la stazione appaltante ha ribadito la legittimità del proprio operato e la società risultata aggiudicataria provvisoria si è opposta all’interpretazione proposta da parte istante.

 

Ritenuto in diritto

La questione controversa oggetto del presente parere concerne la legittimità dell’esclusione disposta nei confronti della Intercontinental transport Agency S.r.l. per le ragioni evidenziate in fatto e, più in generale, l’applicabilità al caso di specie della tariffa minima inderogabile per prestazioni di facchinaggio in economia che il decreto del Direttore Provinciale del lavoro di Roma n. 24/2008 riserva alle attività svolte da facchini liberi o riuniti in organismi associativi e non anche a quelle di facchinaggio svolte da imprese.

Come noto, l’art. 87 comma 2, D.Lgs.n. 163 del 2006, alla lettera g), all’epoca ancora vigente, statuiva sul punto che le giustificazioni dell’offerta possono riguardare “…g) il costo del lavoro come determinato periodicamente in apposite tabelle dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sulla base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva stipulata dai sindacati comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale e assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali; in mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro è determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione”.

Il successivo comma 3, statuisce poi che “non sono ammesse giustificazioni in relazione a trattamenti salariali minimi inderogabili stabiliti dalla legge o da fonti autorizzate dalla legge”.

Nel caso di specie, sia il tenore del decreto in parola che la relativa interpretazione da parte della Direzione Provinciale del lavoro statuiscono come la tariffa minima sia dettata unicamente con riferimento all’attività prestata da facchini liberi o riuniti in organismi associativi, cosicchè la stessa non potrebbe operare, nell’opzione ermeneutica proposta da parte istante in relazione alla propria offerta, per ipotesi diverse come, appunto, l’attività svolta in ambito di imprese, rispetto alle quali dovrebbero riprendere vigore i principi generali.

Tuttavia, se già in linea generale emergono al riguardo evidenti le perplessità (in termini di uniformità di trattamento e di ragionevolezza della previsione, rilevanti come principi fondamentali anche ex art. 3 Cost.) derivanti dalla previsione di tariffe minime inderogabili applicabili solo ad alcune delle figure formali che svolgono una identica attività sostanziale, in linea particolare, la disciplina del Codice dei contratti pubblici sopra richiamata si fonda sulla ratio legis di garantire ulteriormente il rispetto delle condizioni imposte a tutela dei lavoratori, una delle quali concerne espressamente proprio il costo del lavoro e le relative tariffe.

Conseguentemente, l’allora vigente comma 2, lett g) dell’art. 87 sopra richiamato conferma le necessità di richiamarsi, nel caso di specie, ai trattamenti previsti per il medesimo settore o, in mancanza, per i settori più vicini. Di conseguenza, nel caso de quo, ed ai fini di valutazione dell’offerta, appare conforme ai principi vigenti l’applicazione alla gara in oggetto dei minimi tariffari dettati per quella medesima attività.

In base a quanto sopra considerato

Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che

  • l’esclusione dalla gara della Società Intercontinental transport Agency S.r.l. sia legittima;
  • l’applicazione, al caso di specie, del decreto invocato sia conforme ai principi vigenti in materia di evidenza pubblica.

 

I Consiglieri Relatori: Piero Calandra, Alfredo Meocci

Il Presidente f.f.: Sergio Santoro

 

Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 5 dicembre 2011

Il Segretario: Maria Esposito