Deliberazione n. 2 Adunanza del 12 gennaio 2011

 

OGGETTO: Avviso pubblico per affidamento incarico di coordinatore in fase di esecuzione per l’intervento pilota di ERP in Castelnuovo Cilento. Importo a base d’asta dell’onorario professionale €. 66.730,94.

STAZIONE APPALTANTE: I.A.C.P. di Salerno - Istituto Autonomo Case Popolari

RIFERIMENTO NORMATIVO: art. 66 D Lgs n. 106 del 3/08/2009; art. 98 D.Lgs 81/08; art. 83 D.Lgs. n. 163/2006; art. 16 R.D.n. 275 del 1929.

Il Consiglio

Visto il D.LGS 12 aprile 2006 n. 163 ss.mm.ii.;

Vista la relazione della Direzione Vigilanza Lavori;

 

Considerato in fatto

E’ pervenuto a questa Autorità l’esposto del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati della provincia di Salerno con cui, con riferimento all’affidamento dell’incarico in oggetto, sono state segnalate presunte violazioni al Codice degli appalti pubblici nel bando di gara citato in oggetto, laddove viene riservata la selezione esclusivamente ad architetti ed ingegneri.

In particolare, si precisa che tale limitazione non ha ragion d’essere, in quanto l’art. 98, co 1 lett. c) del D.Lgs 81/08 sancisce che i periti industriali e i geometri, previa frequenza e superamento di una specifico corso, sono inseriti tra i soggetti che possono rivestire la carica di coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori.

Nel corso dell’istruttoria, dall’esame del disciplinare di gara (reperito sul sito dell’Istituto) si sono intraviste ulteriori problematicità connesse al divieto di commistione tra elementi soggettivi di qualificazione e criteri oggettivi di valutazione delle offerte negli affidamenti con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

E’ stato quindi, chiesto alla S.A., in data 29.04.2010, di produrre una relazione illustrativa, corredata da una pertinente documentazione, in merito a quanto sopra esposto.

L’Istituto Autonomo Case Popolari (I.A.C.P.), con nota del 7.09.2010, fa presente che le opere relative all’incarico in oggetto sono di entità rilevante; infatti, sottolinea che l’intervento oggetto dell’incarico riguarda un complesso di n. 34 alloggi, distribuiti in 8 corpi di fabbrica, di cui “la maggior parte è caratterizzata da edifici a tre piani con fondazioni dirette in cemento armato, strutture portanti verticali miste in muratura ed in cemento armato e orizzontamenti pure in cemento armato” e da un edificio polifunzionale, il tutto avente volumetria rilevante la cui realizzazione esula dalle competenze delle figure professionali dei periti industriali e geometri. Pertanto, lo stesso Ente non ritiene giustificabile il conferimento del presente incarico a tali figure professionali.

In merito infine, alla problematica connessa ai criteri di valutazione delle offerte, la Stazione appaltante precisa che i criteri di valutazione indicati nel bando di gara erano rivolti soprattutto ad individuare un coordinatore per la sicurezza nell’esecuzione dell’opera che avesse le migliori capacità professionali e la massima esperienza nel campo della prestazione tecnica richiesta.

 

Considerato in diritto

L’attività di coordinamento della sicurezza è stata introdotta dal D.Lgs n. 494/1996, e sostituito dal D.Lgs n. 81/2008, in parte modificato dal DLgs n. 106 del 3/08/2009, che ha previsto le figure del coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la progettazione dell’opera e del coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell’opera.

Le competenze professionali della figura del perito industriale invece, si recepiscono nel R.D. 11 febbraio 1929, n. 275, il cui art. 16 stabilisce, al primo comma, che “spettano ai periti industriali, per ciascuno nei limiti delle rispettive specialità di meccanico, elettricista, edile, tessile, chimico, minerario, navale ed altre analoghe, le funzioni esecutive per i lavori alle medesime inerenti”. Più dettagliatamente, poi, il secondo comma della medesima norma stabilisce che “possono inoltre essere adempiute: … b) dai periti edili anche la progettazione e direzione di modeste costruzioni civili, senza pregiudizio di quanto è disposto da speciali norme legislative, nonché la misura, contabilità e liquidazione dei lavori di costruzione; …”. Da ciò ne risulta che la ratio del legislatore è stata quella di utilizzare la medesima affermazione contenuta nell’art. 16, lett. m), del precedente R.D. n. 274 del 1929, recante il regolamento per la professione di geometra/perito edile (al quale la predetta norma attribuisce le seguenti attività: “progetto, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili”), di fatto stabilendo “che, anche per i periti edili, il limite della loro competenza professionale in materia di costruzioni civili sia data dalla “modestia” delle costruzioni stesse.

In merito la giurisprudenza, nello stabilire ed accertare se una costruzione sia da considerarsi “modesta”, così da poter rientrare nella competenza professionale dei periti edili, ha valutato le difficoltà tecniche che la progettazione e l’esecuzione dell’opera comportano; come, ad esempio, la complessità dei calcoli da eseguire, nonché le capacità tecniche occorrenti per superarle. In tale indagine di carattere tecnico-qualitativo, assumono rilievo anche la comparazione dei parametri quantitativi, come la cubatura, il numero dei piani ed il costo presunto dell’opera ecc. In tali ipotesi i suddetti elementi valgono appunto ad evidenziare le caratteristiche dell’edificio, nonché le possibili difficoltà costruttive ed il potenziale pericolo per l’incolumità pubblica che, di conseguenza, l’edificio stesso possa comportare (Cass. civ., sez. I, 4 maggio 1994, n. 4330; Cass. civ., sez. II, 27 luglio 1988, n. 4781).

Inoltre, con sentenza della Cass. pen., sez. VI, 30 maggio 1979 è stato dettagliatamente chiarito il concetto di “modesta costruzione civile”; indicando che “.… deve aversi riguardo sia al criterio quantitativo, nel senso che la cubatura della costruzione deve essere modesta, cioè di non notevole entità, sia al criterio tecnico-qualitativo, nel senso che la costruzione in cemento armato, anche se non di notevole cubatura, non presenti particolari caratteristiche strutturali, che richiedono speciali cognizioni scientifiche o tecniche o che implichino la risoluzione di rilevanti problemi tecnici”.

Nel caso in esame, per il giudizio consolidato in giurisprudenza, gli interventi edilizi da realizzare - come affermato dalla Stazione appaltante - per la loro complessità e per le strutture in conglomerato cementizio e, dunque, per la loro natura tutt’altro che modesta, sono tali tanto da non poter rientrare nella competenza professionale dei periti edili.

Si premette che la figura del coordinatore per l'esecuzione dei lavori ha una notevole responsabilità in tema di “garanzia” della sicurezza dei lavoratori. Responsabilità più volte affermata anche dalla Cassazione, con la sentenza n.17631 del 24 aprile 2009 (Cassazione, IV sezione penale), in cui si stabilisce che:” il coordinatore per l'esecuzione ha una posizione di garanzia di ampio contenuto che si estrinseca in compiti anche di vigilanza e di controllo e con i connessi poteri impeditivi, come quello di sospendere i lavori in caso di pericolo grave ed imminente, direttamente riscontrato”, come più volte individuato pure in passato, da diverse sentenze della Cassazione in sede penale: n. 17631/2009, n. 38002/2008, n. 24010/2004, n. 39869/2004.

In proposito, il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, nel prevedere le misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori nei cantieri temporanei o mobili, ha individuato, nell’art. 98 (modificato dall'art. 66 del D.lgs. n. 106 del 2009) i requisiti professionali del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l'esecuzione dei lavori e nell’art. 92 gli obblighi del soggetto incaricato di coordinare l’esecuzione dei lavori non solo, ma all’art. 32, al comma 1, individua anche che “Le capacità ed i requisiti professionali dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione interni o esterni devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative”.

Pertanto, l’incarico da affidare deve tenere conto soprattutto delle particolarità dell’intervento con riferimento alle tipologie di lavorazioni previste. E ciò anche per l’indiscutibile rilievo che le attività connesse alla sicurezza non possono ragionevolmente essere svolte in modo efficace se non da chi possiede un’approfondita conoscenza delle problematiche connesse alla tipologia delle opere da realizzare, alle tecnologie costruttive, agli specifici e spesso complessi mezzi d’opera utilizzati.

In analogia, per esempio, il Consiglio di Stato ha avuto modo di “escludere gli architetti ed indicare gli appartenenti alla categoria degli ingegneri quali unici soggetti competenti a coordinare la sicurezza in materia di realizzazione di opere marittime, e ciò proprio per la ragione che la stessa progettazione e direzione lavori di siffatte opere esula senz’altro dalla competenza professionale dei laureati in architettura” (Cons. di Stato, sez. IV, 28 febbraio 2002, n. 1208).

Infine, per quanto riguarda i criteri di valutazione, già con le sentenze della sez. V del Consiglio di Stato n. 912 del 4 marzo 2008 e n. 1446 del 20 marzo 2006 e con il parere dell’Autorità, formulato dall’U.A.G. n. 41-08 del 23 gennaio 2009, vengono indicati i parametri in base ai quali le Stazioni appaltanti possono avvalersi nella fissazione dei singoli criteri di valutazione dell’offerta (art. 83 del D.Lgs. n. 163/2006), precisando che “ la giurisprudenza, sul punto, è consolidata e costante nel censurare come illegittima la commistione tra criteri di valutazione, che devono attenere alla natura, all’oggetto e alle caratteristiche del contratto, e requisiti di partecipazione, in applicazione di un sicuro principio di derivazione nazionale e comunitario.”

Peraltro, tale divieto è stato riconfermato con il parere del precontenzioso n. 5 del 14/01/2010 in cui l’Autorità evidenzia che “la Stazione appaltante, nell'individuare i punteggi da attribuire nel caso di aggiudicazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa, non deve confondere i requisiti soggettivi di partecipazione alla gara, con gli elementi oggettivi di valutazione dell'offerta. Detta confusione, infatti, come anche di recente evidenziato dalla Circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche Comunitarie del 1 marzo 2007, si pone in conflitto con la normativa comunitaria e nazionale

Da ciò scaturisce che “la valorizzazione e specializzazione delle competenze e capacità degli esperti della sicurezza”, come riportato nel succitato parere del 23 gennaio 2009 dell’U.A.G., da una parte è assicurata dai requisiti professionali sanciti dalla normativa ai fini dell’abilitazione e allo svolgimento dell’attività, dall’altro è determinato dalla capacità dei singoli professionisti nell’indicare proposte innovative e consistenti sul piano qualitativo in modo da incidere sull’offerta tecnica.

Premesso quanto sopra, si evidenzia che il criterio riportato nel disciplinare di gara e precisamente quello riferito alla “qualificazione professionale e conoscenza della materia” a cui è stato attribuito il punteggio massimo di 5 punti, lo stesso non deve costituire un elemento di successiva valutazione, ma bensì deve essere un elemento di condicio sine qua non per concorrere.

Altra criticità rilevata nel disciplinare è quella relativa alle “esperienze già maturate in materia di coordinamento della sicurezza per i lavori pubblici, punteggio massimo 35 punti”, già in un caso analogo con il parere del precontenzioso n. 97 del 13/05/2010, l’Autorità nel ribadire che, nel caso dell'offerta tecnica quando non sia un progetto o un prodotto, ma sia in sostanza un’attività, “…un facere, la stessa potrà essere valutata anche sulla base della pregressa esperienza ….” si afferma altresì, il principio legittimo che tale aspetto non deve risultare predominante nella valutazione complessiva dell'offerta (Cons. di Stato, sez. V, 2 ottobre 2009, n.6002; Cons. di Stato, sez.VI, 18 settembre 2009, n.5626; Cons. di Stato, sez. V, 12 giugno 2009, n. 3716; Cons di Stato, sez. VI, 9 giugno 2008, n. 2770).

Pertanto sulla base delle considerazioni già svolte, in analogia al predetto parere (n. 97/2010) deve pertanto ritenersi che nel caso sottoposto all'esame di questa Autorità, il requisito della pregressa esperienza dei concorrenti, sia potenzialmente in grado di incidere in maniera rilevante nella determinazione del punteggio complessivo (100) rispetto ad altri profili dell'offerta; infatti, come stabilito nel suddetto parere, “il peso in termini di punteggi assegnabili al requisito della pregressa esperienza appare tale da alterare la concorrenza e il principio di parità di trattamento tra i concorrenti.”

In base a quanto sopra valutato,

Il Consiglio

1) ritiene che l’affidamento dell’incarico di coordinatore in fase di esecuzione nel caso di interventi di rilevante entità non possano rientrare nella competenza professionale dei periti edili;

2) ribadisce quanto già espresso con i pareri di questa Autorità n. 41-08 del 23.01.2009 e n. 97 del 13.05.2010 riguardo la necessità di tenere distinti i criteri di valutazione ed i requisiti di partecipazione;

3) dà mandato alla Direzione Generale Vigilanza Lavori affinché trasmetta la presente deliberazione all’Istituto Autonomo Case Popolari di Salerno ed all’esponente.

 

Il Consigliere: Piero Calandra

Il Presidente: Giuseppe Brienza

 

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 8 febbraio 2011

Il Segretario: Maria Esposito