Deliberazione n. 5 Adunanza del 12. 01.2011

 

Rif. VISF/GE/10/72431; VISF/GE/10/69597

Oggetto: gara d'appalto per l'affidamento del servizio di pulizia degli uffici, laboratori e agenzie della provincia autonoma.

Stazione Appaltante: Provincia Autonoma di Trento – Agenzia per i servizi.

Segnalante: Fidente s.p.A. di Genova; Copra Ristorazione e Servizi coop. di Piacenza.

Il Consiglio

Visto il decreto legislativo n. 163/2006 e s.m.i.;

Vista la relazione della Direzione Generale Vigilanza Servizi e Forniture.

 

Considerato in fatto

Con due distinti esposti, pervenuti in data 08.10.2010 e 19.10.2010 sono state segnalate presunte anomalie contenute nelle “Norme di partecipazione alla gara”, laddove prevedono criteri di valutazione generici sull’offerta tecnica.

In particolare, gli esponenti sottolineano la mancata puntuale applicazione dell’art. 83, c. 4, del d.lgs 12 aprile 2006, n. 163, al momento che i sub criteri e sub punteggi non sono resi noti ai concorrenti prima della presentazione delle offerte.

Oltre a ciò, viene segnalato il limite posto dalla stazione appaltante sul numero di pagine consentite (quattro) della relazione descrittiva dell’offerta tecnica.

A riscontro della richiesta di informazioni avanzata dall’Autorità, la stazione appaltante procedente, con nota pervenuta in data 9.11.2010, n. 0011352, ha fornito documentazione e rappresentato quanto segue.

La gara per l’affidamento dei servizi di pulizia degli uffici della Provincia Autonoma di Trento è stata indetta mediante “procedura aperta” secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi dell’art. 83 del d.lgs 12 aprile 2006, n. 163, per una spesa complessiva di € 16.769.600,00, al netto degli oneri fiscali e durata di 60 mesi.

Per la valutazione delle offerte è stato previsto di attribuire alla qualità un punteggio massimo di 60/100 ed al prezzo un punteggio massimo 40/100.

Gli elementi dell’offerta tecnica, indicati nei documenti di gara, sono valutati mediante l’attribuzione di punteggi massimi agli specifici elementi individuati e precisamente:

a) sistema organizzativo ( fino a 30 punti ); b) maggior monte ore rispetto a quello minimo richiesto ( fino a 20 punti); c) prodotti ecologico ( fino a 10 punti).

Rispetto al primo elemento di valutazione a) “sistema organizzativo e qualitativo del servizio di pulizia e proposte migliorative” esso risulta composto di varie attività e modalità esecutive che l’impresa è tenuta a proporre quali ad esempio il sistema organizzativo del servizio, il trasporto e consegna dei prodotti di pulizia nonchè proposte migliorative rispetto a quelle previste nel Capitolato speciale. La valutazione è effettuata in base al grado di utilità delle indicazioni contenute nella relazione.

Con le proprie controdeduzioni il responsabile del Servizio Edilizia Pubblica e Logistica ha provveduto a precisare come i criteri di valutazione siano stati definiti in modo analitico e puntuale senza che vi sia alcuna necessità per la commissione di gara di intervenire per stabilire ulteriori sub elementi o sub criteri di valutazione.

 

Ritenuto in diritto

Sul punto, è utile muovere dall’esame dell’attuale disposizione ex art. 83, c. 4, del Codice, secondo cui “…il bando di gara per ciascun criterio di valutazione prescelto prevede, ove necessario, i sub-criteri e i sub-pesi o i sub-punteggi”.

Questa disposizione, secondo l’interpretazione che si sta affermando nella sua prima applicazione giurisprudenziale, sembra portare all’estremo la limitazione della discrezionalità della Commissione nella specificazione dei criteri, escludendone ogni facoltà di integrare il bando, e, quindi, facendo obbligo a quest’ultimo di prevedere e specificare criteri sufficientemente dettagliati, con l’individuazione del punteggio minimo e massimo attribuibile alle specifiche singole voci e sottovoci comprese nel paradigma di valutazione e costituenti i diversi parametri indicatori della valenza tecnica dell’offerta. (TAR Lazio, sez. I, 4 novembre 2009 n. 10828).

Tuttavia, la necessità di un grado particolarmente elevato di specificazione del punteggio dipende dalla natura delle prestazioni che sono oggetto di valutazione e dalla possibilità di tipizzarle in via preventiva.

Con la sentenza C.d.S. n. 2716/09 è stato osservato che l’art. 83 co. 4, del D.Lgs. n. 163 del 2006 prevede che il bando fissi per ciascun criterio i sub criteri e i sub pesi, ma solo “ove necessario”. D’altro canto, poiché l’attività di pulizia e sanificazione non ricade tra quelle a esecuzione oggettivamente vincolata (anzi ammette una pluralità di metodi e di attrezzature tecnologiche) sarebbe inutilmente restrittivo della libertà di offerta specificare i sottocriteri fino al punto di indicare ogni singolo elemento valutabile e il relativo sub-punteggio ( TAR n. 1175/07).

Nel caso in esame, occorre rilevare che la diversificazione delle attività richieste nell’elemento di valutazione a) - descritte analiticamente come fossero già sub criteri - avrebbe ben richiesto una predeterminazione dei rispettivi punteggi/sub – pesi, almeno per il segmento della proposta migliorativa, al fine di facilitare la oggettività delle valutazioni della commissione di gara.

Con il secondo ordine di rilievi si contesta, poi, la legittimità della previsione del limite al numero di pagine di cui dovrà essere composta la relazione tecnica.

La stazione appaltante, in sede di controdeduzioni ai quesiti posti da concorrenti, invoca la ragionevolezza della scelta per meglio favorire la “ sinteticità” e comunque il limite non è a pena di esclusione dalla gara.

In proposito, l’Autorità con il Parere n. 119 del 16/06/2010 ha rilevato che limitare quantitativamente l’estensione appare pregiudizievole per gli stessi interessi perseguiti dall’amministrazione, dovendo la stessa garantire la piena comprensione dell’offerta tecnica.

Pertanto, nel caso in esame, la prescrizione del limite numerico di pagine deve essere intesa come una indicazione per una maggiore agilità di comprensione e non può costituire elemento discriminante.

Infine, occorre osservare la previsione di gara con la quale l’amministrazione si riserva la facoltà di prorogare il contratto per ulteriori tre anni.

A tal proposito va evidenziato che tale previsione si pone in contrasto con la disciplina della materia, e specificamente con l’art. 23 della L. 18 aprile 2005, n. 62 , che, al comma 2, ha consentito solo la “proroga” dei contratti per acquisti e forniture di beni e servizi “per il tempo necessario alla stipula dei nuovi contratti a seguito di espletamento di gare ad evidenza pubblica a condizione che la proroga non superi comunque i sei mesi e che il bando di gara venga pubblicato entro e non oltre novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge”.

Anche l’orientamento giurisprudenziale chiarisce che la “proroga” era stata prevista solamente nella fase transitoria dall'art. 23 citato e che questa è teorizzabile, ancorandola al principio di continuità dell'azione amministrativa, nei soli limitati ed eccezionali casi in cui vi sia l'effettiva necessità di assicurare precariamente il servizio nelle more del reperimento di un nuovo contraente" (C.d.S Sez. V 11.5.2009, n. 2882).

In base a quanto sopra considerato

Il Consiglio

  • rileva che le diverse attività e modalità organizzative richieste nell’elemento di valutazione a) - descritte analiticamente come fossero già sub criteri - avrebbe ben richiesto una predeterminazione dei rispettivi punteggi /sub – pesi al fine di facilitare la oggettività delle valutazioni della commissione di gara;
  • rileva il contrasto con la disciplina in materia, di cui all’art. 23 della legge n. 62/2005, della previsione di una proroga contrattuale triennale, in quanto l’amministrazione, una volta scaduto il contratto, deve, qualora abbia ancora la necessità di avvalersi dello stesso tipo di prestazioni, effettuare una nuova gara, fatta salva la limitata proroga per il tempo necessario al reperimento di un nuovo contraente;
  • dà mandato alla Direzione Generale Vigilanza Servizi e Forniture affinché comunichi la presente deliberazione alla stazione appaltante ed agli esponenti, ai sensi e per gli effetti dell’art. 7 del Regolamento in materia di vigilanza e accertamenti ispettivi (GU n. 80 del 6.4.2009).

 

Il Consigliere Relatore: Alfredo Meocci

Il Presidente: Giuseppe Brienza

 

Depositata presso la Segreteria del Consiglio in data 14 febbraio 2011

Il Segretario: Maria Esposito