Parere n.90 del 30/05/2012

 

PREC 100/12/L

Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata da Comune di FRASCINETO (CS) – “Procedura aperta per l’affidamento dell’appalto: RICOSTITUZIONE AREE BOSCATE inerente al P.S.R. Calabria 2007/2013 – Misura 2.2.6. – Azione I” – Importo a base d’asta : € 252.732,00 ltre IVA, Criterio di aggiudicazione: Prezzo più basso – S.A.: Comune di FRASCINETO (CS).

Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio del Precontenzioso

 

Considerato in fatto

In data 12 gennaio 2012 è pervenuta l’istanza di parere in oggetto, con la quale la Stazione Appaltante, Comune di Frascineto, ha chiesto l’avviso dell’Autorità in ordine alle contestazioni mosse da parte della ditta concorrente Falbo Pietro srl all’esito dell’aggiudicazione provvisoria resa in favore della Impresa Costantino Costruzioni Generali srl.

Nello specifico, l’Impresa Falbo Pietro, con lettera di diffida ex art. 243 bis d.lgs. n. 163/2006, ha chiesto alla Stazione Appaltante di revocare l’aggiudicazione provvisoria disposta nei confronti dell’Impresa Costantino Costruzioni Generali srl e di convocare nuova seduta di gara, in quanto tutte le altre ditte concorrenti, ivi compresa l’aggiudicataria, avrebbero reso le dichiarazioni relative alle condizioni di cui all’art. 38, comma 1, lett. b), c), m-ter) ed m-quater) in maniera non conforme alle previsioni di cui al Codice dei Contratti, come novellato dalla L.n. 106/2011.

Dal proprio canto la Stazione Appaltante ha evidenziato come la Commissione di gara avesse, al contrario, ritenuto corrette le dichiarazioni prodotte dalle ditte concorrenti e che l’Amministrazione avrebbe proceduto in ogni caso, come di prassi, a richiedere all’impresa

aggiudicataria provvisoria, tutta la documentazione in originale comprovante i requisiti dichiarati in sede di gara, prima di addivenire all’aggiudicazione definitiva.

A riscontro dell’istruttoria formalmente avviata da questa Autorità, ha fatto pervenire le proprie considerazioni l’impresa provvisoriamente aggiudicataria Costantino Costruzioni Generali, sottolineando l’assoluta legittimità dell’operato della Commissione di gara nell’ammettere tutte le ditte partecipanti, compresa l’aggiudicataria stessa, in quanto tutte “hanno proceduto a presentare la domanda di ammissione alla gara e connessa dichiarazione a corredo dell’offerta, utilizzando e compilando lo stampato fac simile allegato A/1 all’uopo predisposto ed approntato dalla Stazione Appaltante in base al Bando di gara, compilandolo in ogni sua parte, ottemperando diligentemente a quanto richiesto, onde alcun addebito , rilievo e/o contestazione può essere contestato, mosso od eccepito in proposito”.

 

Ritenuto in diritto

La problematica sottoposta a questa Autorità attiene alla legittimità o meno del provvedimento di aggiudicazione provvisoria, disposto in favore dell’impresa Costantino Costruzioni Generali srl, in considerazione del fatto che la stessa avrebbe reso la dichiarazione relativa alla insussistenza delle condizioni soggettive di cui all’art. 38 comma 1, lett.b), c), m-ter ed m-quater) del D.lgs.163/2006, in maniera non conforme alle previsioni di cui al Codice dei Contratti come modificato dalla L.106/2011.

Al fini di dirimere la questione controversa prospettata, occorre prendere le mosse dal tenore dell’intervento normativo richiamato dall’istante Impresa Falbo Pietro, consolidatosi attraverso la promulgazione del decreto legge n. 70/2011 concernente Semestre Europeo - Prime disposizioni urgenti per l’economia (convertito in legge n. 106/2011).

In particolare, per quanto qui interessa, in relazione alle condizioni previste dalle lettere b) e c) del comma 1 dell’art.38, il legislatore ha esteso l’obbligo di rendere la relativa dichiarazione sostitutiva anche al “…socio unico persona fisica, ovvero il socio di maggioranza in caso di società con meno di quattro soci, se si tratta di altro tipo di società”, prevedendo altresì che “l’esclusione e il divieto operano anche nei confronti dei soggetti cessati dalla carica nell’anno antecedente la data di pubblicazione del Bando di gara…”.

Anche per quanto riguarda la lett. m-ter, pure invocata dall’istante, il legislatore ha ristretto l’arco temporale di riferimento ai fini della individuazione delle omesse denunce di fatti ascrivibili alle fattispecie di reato “previste e punite dagli articoli 317 e 629 del codice penale aggravati ai sensi dell’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203”, stabilendo che “La circostanza di cui al primo periodo deve emergere dagli indizi a base della richiesta di rinvio a giudizio formulata nei confronti dell’imputato nell’anno antecedente alla pubblicazione del Bando…”.

La lettera m quater) in fine, (non modificata peraltro dal D.L. n.70/2011) prevede l’ipotesi che il concorrente si trovi, rispetto ad altro partecipante alla medesima procedura di affidamento, in una situazione di controllo ai sensi del codice civile (art.2359) o in una qualsiasi relazione,anche di fatto, se la situazione di controllo o la relazione comporti che le offerte sono imputabili ad un unico centro decisionale”.

Ordunque, fatta questa necessaria premessa in ordine alle novità più significative introdotte dalla nuova disciplina in ordine al settore dei pubblici appalti, occorre interrogarsi innanzitutto sulla soggezione o meno della gara in oggetto alle sue variegate disposizioni. Viene in realtà a configurarsi un fenomeno di successione nel tempo delle norme regolatrici in subiecta materia, che è regolamentato dallo stesso legislatore mercè la modifica introdotta all’art. 4 comma 3 con la Legge di conversione (n. 106/11), la quale stabilisce che le disposizioni di cui al comma 2, lett. b), l) e dd) si applicano “alle procedure i cui bandi o avvisi con i quali si indice una gara sono pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure in cui, alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, non sono ancora stati inviati gli inviti a presentare le offerte”. La giurisprudenza, infatti, preso atto dell’assetto normativo risultante dalla legge di conversione, con particolare riferimento al principio di tassatività delle cause di esclusione, ha utilizzato il suddetto criterio temporale al fine di dirimere la questione dell’applicabilità o meno della nuova disciplina legale alle procedure in corso, affermando che “il principio della tassatività delle cause legali che legittimano l’esclusione dalle gare di appalto ai sensi dell’art. 46, comma 1-bis del codice appalti, come modificato dal d.l. n. 70 del 2011 non è, in ogni caso, estendibile alla procedura oggetto del presente giudizio iniziata in data antecedente al 14 maggio 2011, data di entrata in vigore della predetta norma” (v. Cons. Stato, ordinanza 12 ottobre 2011, n. 4497; T.A.R. Palermo, Sez. III, sentenza n. 2437 del 21 dicembre 2011).

Alla luce del discrimen temporale normativamente fissato, ineluttabilmente connesso alla data di entrata in vigore della nuova disciplina (D.L.n. 70/2011 ovvero, in caso di modificazioni, legge di conversione n. 106/2011) rispetto alla data di emanazione della legge di gara, deve quindi inferirsi la piena applicabilità al caso di specie della nuova disciplina in materia di possesso di requisiti generali di partecipazione, avuto riguardo al fatto che il bando, come risulta per tabulas, è stato pubblicato all’albo pretorio dal 29 settembre al 21 novembre 2011, quindi successivamente allo sbarramento temporale del 14 maggio 2011, cui risale l’entrata in vigore del D.L.n. 70/2011.

Orbene, evidenziata l’applicabilità alla procedura di gara in esame della disciplina sui requisiti di ordine generale così come modificata dalla novella legislativa del 2011, di contro non risulta dagli atti del procedimento di gara che la Stazione Appaltante abbia adeguato la modulistica per la predisposizione delle domande di partecipazione alla nuova disciplina, non recando le relative indicazioni in ordine al possesso dei requisiti di ordine generale.

Sul punto, giova richiamare quanto costantemente affermato da questa Autorità in merito alla problematica concernente la redazione da parte della Stazione Appaltante di modelli allegati al bando di gara ad esso non conformi, laddove si è affermato che “la predisposizione di uno schema di domanda di partecipazione difforme dalle prescrizioni della lex specialis costituisce un comportamento equivoco della Stazione Appaltante, idoneo a generare convincimenti non esatti e a dare indicazioni o avvertenze fuorvianti, per cui non è legittima l’esclusione dalla gara del concorrente in tal modo indotto in errore. La tutela dell’affidamento e la correttezza amministrativa impediscono, infatti, che le conseguenze di una condotta colposa della Stazione Appaltante possano essere traslate a carico del soggetto partecipante con la comminatoria dell’esclusione dalla gara”(Cfr tra gli altri, Parere Avcp n.139 del 20.07.2011).

Tale orientamento risulta, del resto, condiviso da un ormai consolidato indirizzo giurisprudenziale secondo cui “In applicazione dei principi del favor partecipationis e di tutela dell’affidamento, non può procedersi all’esclusione di un’impresa nel caso in cui questa abbia compilato l’offerta in conformità al fac simile all’uopo approntato dalla Stazione Appaltante… tenendo conto che le imperfezioni degli atti predisposti dall'Amministrazione non possono risolversi in danno dei concorrenti operando come un moltiplicatore dei casi di esclusione per motivi formali a detrimento dell'interesse pubblico alla massima partecipazione alle gare” (Cfr. Cons. Stato, Sez. VI, 10 novembre 2004 n. 7278).

La incompletezza della modulistica e la mancata richiesta di integrazione documentale sono dunque da considerarsi comportamenti addebitabili all’operato della Stazione Appaltante dai quali non può ricavarsi una conseguenza sfavorevole ai soggetti partecipanti alla procedura di gara.

Ne consegue, in definitiva, che, nel caso in esame, stante la evidenziata carenza da cui era affetta la modulistica predisposta dalla Stazione Appaltante, in applicazione dei principi prima richiamati, non può essere considerata illegittima l’aggiudicazione provvisoria disposta in favore dell’Impresa Costantino Costruzioni Generali srl, alla luce della circostanza che questa ha presentato la domanda di partecipazione alla gara semplicemente compilando il modello a tal uopo predisposto dal Comune di Frascineto.

In base a tutto quanto sopra considerato

Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che l’aggiudicazione provvisoria disposta dal Comune di Frascineto in favore dell’Impresa Costantino Costruzioni Generali srl sia conforme alla normativa di settore.

 

I Consiglieri Relatori: Luciano Berarducci, Andrea Camanzi

Il Presidente: Sergio Santoro

 

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 5 giugno 2012

Il Segretario: Maria Esposito