Parere n.110 del 27/06/2012

 

PREC 109/12/S

Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall’Impresa EcoSprint S.r.l.– “Procedura aperta per l’appalto del servizio di pulizia dei locali sede di uffici pubblici comunali” – Data di pubblicazione del bando: 19.12.2011 – Importo a base d’asta: euro 192.800,00 – Criterio di aggiudicazione: prezzo più basso – S.A.: Comune di Cava de’ Tirreni (SA).

Giudizio di congruità dell’offerta – Costo manodopera

Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio del Precontenzioso

 

Considerato in fatto

In data 9 febbraio 2012 è pervenuta l’istanza indicata in epigrafe, con la quale la concorrente Impresa EcoSprint ha chiesto un parere, “in merito alle modalità di applicazione del disposto del comma 3-bis dell’art. 81 del D.Lgs. n. 163/2006 da parte della Committenza, prima di procedere all’aggiudicazione definitiva”, secondo cui “l’offerta migliore è altresì determinata al netto delle spese relative al costo del personale, valutato sulla base dei minimi salariali definiti dalla contrattazione collettiva nazionale di settore tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, e delle misure di adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” (comma inizialmente aggiunto dall’articolo 4, comma 2, lett. i-bis) del D.L. 13 maggio 2011, n. 70 e successivamente abrogato dall’articolo 44, comma 2, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214).

L’istante fa presente che la Commissione di gara ha provveduto prima a determinare la soglia di anomalia pari al 12,8862% e poi ad eliminare le offerte anomale, indicando quale ditta aggiudicataria il Consorzio Progetto MultiServizi che aveva presentato la prima offerta ritenuta non anomala con un ribasso del 12,6100%.

La Ecosprint S.r.l. assume che, in base ai conteggi effettuati in relazione alle ore di lavoro richieste nel capitolato, “l’importo offerto per il servizio dalla società aggiudicataria, pur risultando non anomalo, non era congruo per l’esecuzione del servizio e nemmeno sufficiente a coprire il solo costo della mano d’opera, le cui ore minime erano espressamente previste dall’art. 5 del Capitolato”, secondo cui “le ore di servizio richieste non potranno essere inferiori a 12.000 annue”.

In riscontro all’istruttoria procedimentale, formalmente avviata in data 22 maggio 2012, la S.A. ha richiamato innanzitutto l’intervenuta abrogazione dell’art. 81, comma 3-bis, del D.Lgs. n. 163/2006; facendo presente, poi, di avere valutato la congruità economica dell’offerta della ditta prima classificata e di avere quindi operato nel rispetto dell’art. 86, commi 3, e 3-bis, del D.Lgs. n. 163/2006. A tal riguardo, la stessa allega le giustificazioni relative ai prezzi offerte dalla aggiudicataria nonché lo stesso verbale per la verifica in contraddittorio della congruità dell’offerta.

 

Ritenuto in diritto

La questione controversa oggetto del presente esame concerne le modalità di applicazione del disposto del comma 3-bis dell’art. 81 del D.Lgs. n. 163/2006 da parte della stazione appaltante nell’ambito del procedimento per l’affidamento del servizio di pulizia in oggetto.

Per quanto ne occupa, va premesso che nell’attuale versione dell’art. 87 del D.Lgs. n. 163/2006, concernente i criteri di verifica delle offerte anormalmente basse, “1. Quando un’offerta appaia anormalmente bassa, la stazione appaltante richiede all’offerente le giustificazioni relative alle voci di prezzo che concorrono a formare l’importo complessivo posto a base di gara…procedendo ai sensi dell’articolo 88. All’esclusione può provvedersi solo all’esito dell’ulteriore verifica, in contraddittorio. 2. Le giustificazioni…possono riguardare, a titolo esemplificativo: (…) [g) il costo del lavoro come determinato periodicamente in apposite tabelle dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sulla base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva stipulata dai sindacati comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale e assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali; in mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro è determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione] (Lettera abrogata dall'articolo 4, comma 2, lett. e-ter) del D.L. 13 maggio 2011, n. 70). 3. Non sono ammesse giustificazioni in relazione a trattamenti salariali minimi inderogabili stabiliti dalla legge o da fonti autorizzate dalla legge”.

Quanto alla asserita doverosa esclusione della ditta Consorzio Progetto MultiServizi, per il presunto contrasto della sua offerta con il costo della manodopera determinato in apposite tabelle ministeriali, va considerato che, in sede di verifica in contraddittorio della propria offerta economica, giusta verbale del 7 marzo 2012, il rappresentante della predetta ditta ha depositato la tabella ministeriale del costo medio orario, a livello nazionale, del personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia, dove alcune voci variabili (assenza per malattia; diritto allo studio; permessi) sono state valutate in diminuzione, in considerazione della natura cooperativistica della Coop. GOSER che avrebbe svolto il servizio; precisando, altresì, come detta cooperativa fosse a mutualità prevalente e il suo scopo fosse quello di procurare lavoro ai soci stessi, per cui, qualora su di un cantiere uno o più soci si fossero assentati, sarebbero stati temporaneamente sostituiti da altri soci lavoratori, contrattualizzati dalla stessa cooperativa. Ha, inoltre, assicurato l’applicazione del CCNL ai lavoratori impiegati nel servizio, per evidenziare l’assoluta serietà dell’offerta, di cui la S.A. ha tenuto conto. 

Le valutazioni svolte al riguardo hanno, perciò, tenuto conto delle giustificazioni addotte dalla ditta aggiudicataria del servizio, apparendo esenti da vizi d’illogicità, contraddittorietà ed irragionevolezza, unici elementi valutabili, nei casi di esercizio di discrezionalità tecnica, da parte dello stesso giudice amministrativo (cfr. Cons.St., sezione VI, 8 maggio 2012, n. 2656; 19 luglio 2002, n. 4001; sez. IV, 22 marzo 2012, n. 1646; 5 agosto 2005, n. 4196).

Invero, in casi come quello in esame, il giudizio di affidabilità della stazione appaltante costituisce esplicazione di discrezionalità tecnica, sindacabile solo per illogicità manifesta o erroneità fattuale: l’obbligo di motivare in modo completo ed approfondito sussiste solo nel caso in cui la stazione appaltante esprima un giudizio negativo, che faccia venir meno l’aggiudicazione, non richiedendosi, per contro, una motivazione analitica nel caso di esito positivo della verifica di anomalia, ed essendo in tal caso consentita la motivazione per relationem con le giustificazioni presentate dal concorrente, come avvenuto nella fattispecie in esame (cfr., tra molte, Cons. Stato, sez. V, 22 febbraio 2011, n. 1090).

Inoltre, vale ricordare la regola secondo cui la verifica non deve assumere quale oggetto esclusivo la ricerca di specifiche inesattezze dell’offerta economica o delle giustificazioni, ma deve tendere alla formulazione di un giudizio globale e sintetico sulla serietà ed affidabilità dell’offerta nel suo insieme (così, tra molte, Cons. Stato, sez. V, 11 marzo 2010, n. 1414; sez. VI, 24 agosto 2011, n. 4801; sez. IV, 4 maggio 2012, n. 2566).

In coerenza con detto consolidato orientamento, il procedimento di verifica è avulso da ogni formalismo ed è improntato alla massima collaborazione tra stazione appaltante e offerente; il contraddittorio deve essere effettivo; non vi sono preclusioni alla presentazione di giustificazioni, ancorate al momento della scadenza del termine di presentazione delle offerte; e, mentre l’offerta è immodificabile, le giustificazioni sono modificabili, sono ammesse quelle sopravvenute e sono ammesse le compensazioni tra sottostime e sovrastime, purché l’offerta risulti nel suo complesso affidabile al momento dell’aggiudicazione, a garanzia di una seria esecuzione del contratto (Consiglio Stato, sez. VI, 21 maggio 2009, n. 3146).

Ciò che rileva è che l’offerta rimanga nel complesso “seria”. E seria rimane, anche laddove l’utile d’impresa si riduca, purchè non risulti del tutto azzerato (Consiglio Stato, sez. VI, 16 gennaio 2009, n. 215). 

Alcun dubbio, quindi, sussiste nel caso di specie in merito alla correttezza del procedimento di verifica dell’anomalia, all’esito del quale la S.A. ha ritenuto complessivamente congrua ed attendibile l’offerta presentata dalla aggiudicataria, avendo la stessa fornito adeguate giustificazioni al riguardo di quanto richiestole. In particolare, l’esito positivo della verifica di anomalia compiuta dalla S.A. ha investito l’offerta nella sua globalità e nella considerazione complessiva e cumulativa di tutte le sue componenti unitariamente considerate.

In base a tutto quanto sopra considerato, pertanto,

Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, conforme all’ordinamento di settore l’operato della S.A.

 

I Consiglieri Relatori: Piero Calandra, Alfredo Meocci

Il Presidente: Sergio Santoro

 

Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 6 luglio 2012

Il Segretario: Maria Esposito