PARERE N. 206  DEL 19/12/2012

 

PREC 150/12/S

OGGETTO: istanza di parere per la  soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n.  163/2006 presentata dal Comune di Carate Brianza – Procedura aperta per  l’affidamento del servizio di trasporto scolastico  – Importo a base di gara € 474.085,00 – S.A.:  Comune di Carate Brianza (MB).

Artt. 43 e 44  D.Lgs.  163/2006: certificazione di qualità UNI EN ISO 9001 e 14001 – Partecipazione in  raggruppamento - Requisito non cumulabile.

Il Consiglio
Vista la relazione dell'Ufficio del Precontenzioso

 

Considerato  in fatto

In data 15 giugno 2012 è pervenuta  l’istanza indicata in epigrafe, con la quale il Comune di Carate Brianza ha  chiesto un parere in merito all’applicazione della lex specialis. In particolare la stazione appaltante ha fatto  presente che quest’ultima ha disposto, ai fini della partecipazione alla gara de qua, il possesso delle certificazioni  UNI EN ISO 9001 e 14001. Nel rispondere ai chiarimenti sulla disciplina di gara,  la stazione appaltante ha specificato che in caso di raggruppamento temporaneo  di imprese le suddette certificazioni dovevano essere possedute da almeno una  delle ditte che compongono il raggruppamento, ritenendo le stesse dei requisiti  di capacità tecnico-professionale, da valutarsi in modo cumulativo, attraverso  la sommatoria delle capacità che fanno capo a tutte le imprese.
Tuttavia, durante la seduta pubblica di  esame della documentazione amministrativa, tale applicazione della lex specialis è stata contestata,  conseguentemente la stazione appaltante è in dubbio se le certificazioni richieste  debbano considerarsi requisiti di natura soggettiva e come tali debbano essere  possedute da tutte le imprese di un raggruppamento oppure se possano essere  oggetto di cumulo.

A  riscontro dell’istruttoria procedimentale avviata da questa Autorità, la  Marasco Viaggi ha censurato l’operato della stazione appaltante, secondo cui i  requisiti di qualità vanno valutati in modo cumulativo attraverso la sommatoria  delle capacità che fanno capo a tutte le imprese componenti il costituendo  R.T.I. e, non come requisiti soggettivi, che devono essere posseduti da  ciascuna impresa facente parte del R.T.I.. Seguendo tale tesi, secondo  l’operatore economico, verrebbe meno la dimostrazione dell’idoneo livello  qualitativo riguardante l’esecuzione del servizio, proprio in considerazione di  maggiore affidabilità assicurata dalla certificazione tecnica.

 

Ritenuto  in diritto

La questione controversa, oggetto del  presente esame, ruota intorno al possesso  delle certificazioni  UNI EN ISO 9001 e 14001 richiesto dalla lex specialis,  ai fini della partecipazione.
Al  riguardo questa Autorità ha già precisato che ai sensi degli  artt. 43 e 44 del Codice, le amministrazioni possono richiedere: (i) la  presentazione di certificati rilasciati da organismi indipendenti per attestare  l’ottemperanza dell’operatore economico a determinate norme in materia di  garanzia della qualità; (ii) unicamente nei casi appropriati, l’indicazione  delle misure di gestione ambientale che l’operatore economico potrà applicare  durante l’esecuzione del contratto e, a tale scopo, la presentazione di  certificati rilasciati da organismi indipendenti per attestare il rispetto da  parte dell’operatore economico di determinate norme di gestione ambientale. Nel  caso di appalti di servizi e forniture vale, altresì,  quanto disposto dall’art. 281 del Regolamento circa i criteri di applicabilità  delle misure di gestione ambientale (cfr. AVCP determinazione n 4 del  10.10.2012). In virtù di quanto sopra detto ed in considerazione del peculiare  oggetto della gara de qua (affidamento servizio di trasporto) la disposizione in esame risulta legittima.
Si  tratta, quindi, di verificare come la stessa debba essere applicata nel caso di  partecipazione di un raggruppamento alla gara de qua. A tal fine, è necessario, da un lato, considerare che  quest’ultimo è di tipo orizzontale, e, dall’altro, chiarire la natura delle certificazioni  UNI EN ISO 9001 e 14001 richieste dalla lex  specialis.
La  prima delle su citate certificazioni è disciplinata dall’art. 43 D.Lgs.  163/2006, che la qualifica in termini sostanziali come attestazione dell’“ottemperanza dell’operatore economico a  determinate norme in materia di garanzia di qualità”. Le norme ivi  richiamate sono quelle identificate a livello europeo con l’acronimo ISO 9001,  che definiscono i principi che l’imprenditore deve seguire nel sistema di  gestione per la qualità dell’organizzazione, ma non disciplinano il modo in cui  l’imprenditore deve realizzare le proprie lavorazioni. La certificazione di  qualità ISO 9001 non copre, quindi, il prodotto realizzato o il servizio reso,  ma attesta semplicemente che l’imprenditore opera in conformità a specifici  standard internazionali per quanto attiene la qualità dei propri processi  produttivi (cfr. AVCP parere n.97 del 19.5.2011). Ciò permette di assimilare la  certificazione di qualità ad un requisito soggettivo, in quanto attinente ad  uno specifico “status” dell’imprenditore: l’aver ottemperato a determinate  disposizioni normative preordinate a garantire alla stazione appaltante che  l’esecuzione delle prestazioni contrattuali avverrà nel rispetto della  normativa in materia di processi di qualità (cfr. AVCP determinazione n.2 del  1.8.2012).
La  seconda delle su citate certificazioni rientra nel campo di applicazione dell’art.  44 D.Lgs. 163/2006, in quanto la normativa ISO 14001 è uno standard  internazionale di carattere volontario, che definisce come deve essere  sviluppato un sistema di gestione ambientale efficace e sostenibile.  Quest’ultimo è l’insieme delle misure adottata da un’azienda per orientare la  propria struttura operativa ad un comportamento responsabile. La relativa  certificazione ISO 14001 non attesta, quindi, una particolare prestazione  ambientale, ma è finalizzata a dimostrare l’esistenza di un sistema di gestione  adeguato a tenere sotto controllo gli impatti ambientali. Ne consegue che anche  quest’ultima è assimilabile, per le medesime ragioni sopra svolte, ad un  requisito soggettivo.
Di  conseguenza nella fattispecie in esame, in caso di partecipazione alla gara de qua di un raggruppamento, ciascuna  impresa facente parte dello stesso deve dimostrare il possesso delle  certificazioni richieste dalla lex  specialis. Ciò in quanto il possesso di queste ultime mira ad assicurare  alla stazione appaltante l’esecuzione dell’appalto secondo un livello minimo di  prestazioni in conformità a parametri qualitativi ed ambientali rigorosamente  predefiniti, e, pertanto, ciascuna impresa esecutrice deve avere le  certificazioni richieste (AVCP determinazione n.27 del 6.02.2007).
In  tal senso si è espresso anche il Consiglio di Stato, precisando come segue: “(…) in caso di partecipazione alla gara -  indetta per la aggiudicazione di appalto di servizi - di imprese riunite in  associazione temporanea, occorre distinguere nettamente fra i requisiti tecnici  di carattere oggettivo (afferenti in via immediata alla qualità del prodotto o  servizio che vanno accertati mediante sommatoria di quelli posseduti dalle  singole imprese), dai requisiti di carattere soggettivo (che devono essere posseduti  singolarmente da ciascuna associata), (…)” (Cons. Stato,  Sez. IV, n. 435 del 14.02.2005).

 

In  base a tutto quanto sopra considerato, pertanto

Il Consiglio

ritiene,  nei limiti di cui in motivazione, che le certificazioni UNI EN ISO 9001 e 14001  previste nel disciplinare di gara come requisiti di partecipazione debbano  essere singolarmente possedute da ciascuna delle imprese partecipanti al  raggruppamento.

 

I Consiglieri Relatori: Luciano Berarducci, Andrea Camanzi

Il Presidente: Sergio Santoro

 

Depositato presso la segreteria del  Consiglio in data 21 dicembre 2012
Il Segretario Maria Esposito