Parere n. 3 del 06/02/2013

 

PREC  194/12/L

Oggetto:  Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata congiuntamente  dall’Università degli Studi di Cassino e dalla Costruzioni Santoro s.r.l. – “Interventi  di manutenzione e realizzazione di cabina di trasformazione MT/BT per la messa  in esercizio dell’edificio di Lettere (ex Lingue) in località Folcara – euro 799.061,39 –  S.A.: Università degli Studi di Cassino.
Art. 119 D.P.R. n. 207 del 2010 –  Discordanza tra prezzi unitari e ribasso unico percentuale.

Il  Consiglio

Vista  la relazione dell’Ufficio del Precontenzioso

Considerato  in fatto

L’Università  degli Studi di Cassino ha indetto, con bando pubblicato il 23 marzo 2012, una procedura  aperta per l’appalto dei lavori di manutenzione e realizzazione di cabina di trasformazione MT/BT per  la messa in esercizio dell’edificio di Lettere in località Folcara, di importo  a base di gara pari ad euro 799.061,39, da aggiudicarsi con il criterio  dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Nella  seduta pubblica del 10 luglio 2012 la ditta Scarabeo Nicandro s.p.a., prima  classificata con il punteggio totale di 87,38 (42,38 p. per l’offerta tecnica e  40,00 p. per l’offerta economica) è stata dichiarata aggiudicataria  provvisoria.
L’istanza  in epigrafe, pervenuta all’Autorità il 9 agosto 2012, è stata presentata  congiuntamente dalla stazione appaltante e dalla Costruzioni Santoro s.r.l.,  seconda classificata con il punteggio totale di 86,05 (53,68 p. per l’offerta  tecnica e 27,37 p. per l’offerta economica) e verte sulle modalità di  valutazione dell’offerta economica, per la quale il disciplinare di gara  prevedeva l’attribuzione di un massimo di 40 punti mediante l’utilizzo del  metodo aggregativo compensatore di cui all’Allegato G del D.P.R. n. 207 del  2010, secondo la formula “(Ba – Pi) / (Ba  – Pmin) … dove: Ba è il prezzo a base di gara; Pi è il prezzo offerto dal  concorrente i-esimo; Pmin è il prezzo minimo offerto”.
La  materia del contendere è rappresentata dal punteggio (27,37 p.) assegnato alla  seconda classificata Costruzioni Santoro s.r.l., sulla base del prezzo da  quest’ultima indicato nella sezione finale dell’Allegato D all’offerta  economica, costituente la lista delle lavorazioni (euro 577.677,17  corrispondenti ad un ribasso del 18,151%). La stessa ditta ha però indicato,  negli Allegati C e D all’offerta economica, il maggior ribasso del 19,503%. A  suo avviso, pertanto, la commissione di gara avrebbe dovuto ricalcolare il  corrispettivo totale ed i prezzi unitari delle singole lavorazioni in funzione  del ribasso globale del 19,503% (così pervenendo al minor prezzo complessivo di  euro 568.135,18) e, su tale base, assegnare un maggior punteggio per l’offerta  economica (29,40 p.) che le avrebbe consentito di superare in graduatoria la  prima classificata Scarabeo Nicandro s.p.a. (con il totale di 88,08 p.).
In  riscontro all’avviso spedito da questa Autorità in data 11 settembre 2012, la controinteressata  Scarabeo Nicandro s.p.a. ha trasmesso le proprie controdeduzioni.

Ritenuto  in diritto

La  questione controversa all’attenzione dall’Autorità, nella gara in epigrafe,  riguarda le modalità attribuzione dei punteggi relativi alle offerte  economiche nell’ipotesi di discordanza tra prezzo complessivo offerto e ribasso  percentuale indicato dall’impresa concorrente.
Nella  specie, la   Costruzioni Santoro s.r.l. afferma che l’Amministrazione  avrebbe dovuto tener conto del ribasso percentuale (19,503%) espressamente indicato  nel modulo d’offerta, anziché del prezzo complessivo indicato nella sezione  finale costituente la lista delle lavorazioni (euro 577.677,17 corrispondenti  al minor ribasso del 18,151%).
La  doglianza è fondata.
Il  disciplinare di gara, nel paragrafo riguardante i punteggi da assegnare alle  offerte economiche, prevedeva l’utilizzo della formula aritmetica (Ba – Pi) /  (Ba – Pmin), specificando che“… Ba è il prezzo a base di gara; Pi è il  prezzo offerto dal concorrente i-esimo; Pmin è il prezzo minimo offerto”. In  prima istanza, il parametro numerico di confronto era dunque costituito non dal  valore del ribasso percentuale, ma dal “prezzo  offerto dal concorrente i-esimo”, da intendersi in termini assoluti.
La  società istante ha indicato, nella propria offerta economica, il corrispettivo  totale di euro 577.677,17 ed in rapporto a tale valore la commissione di gara  ha calcolato il relativo punteggio (27,37 p.). Nel modulo di offerta, tuttavia,  essa ha indicato un ribasso percentuale divergente e più elevato.
Orbene,  può da un lato condividersi quanto argomentato dalla controinteressata Scarabeo  Nicandro s.p.a., nel senso della inapplicabilità della regola correttiva di cui  all’art. 119, settimo comma, del D.P.R. n. 207 del 2010, ove (riproducendo la  previgente identica disposizione dell’art. 90, settimo comma, del D.P.R. n. 554  del 1999) si stabilisce che “dopo  l’aggiudicazione definitiva e prima della stipulazione del contratto” la  stazione appaltante procede alla verifica dei conteggi presentati  dall’affidatario, tenendo per validi ed immutabili i prezzi unitari e  correggendo, ove si riscontrino errori di calcolo, la somma delle singole voci  di prezzo e che, in caso di discordanza fra il prezzo complessivo risultante da  tale verifica e quello dipendente dal ribasso percentuale offerto, tutti i  prezzi unitari sono proporzionalmente modificati in base alla percentuale di  discordanza e costituiscono l’elenco definitivo dei prezzi unitari  contrattuali.
Al  riguardo, l’Autorità ha già avuto modo di chiarire che in tal modo il Regolamento  sui contratti pubblici ha introdotto una regola di “chiusura” del sistema,  per rimuovere le incongruenze interne dell’offerta economica in modo da  definirne esattamente i contenuti ai fini dell’esecuzione del contratto, ed  infatti la norma colloca la descritta operazione di verifica in un momento  successivo all’aggiudicazione definitiva, prima della stipulazione del  contratto (cfr. A.V.C.P., parere 23 settembre 2010 n. 166). Resta così precluso  alla commissione di  gara ogni intervento correttivo sulle offerte  economiche dei concorrenti ai fini dell’aggiudicazione, poiché la procedura  dettata dal Regolamento è evidentemente tesa a lasciare a carico  dell’offerente il rischio di errori di calcolo nella compilazione della  lista prezzi e l’onere di indicare con precisione il prezzo complessivo ed il ribasso  percentuale.
Nella  fattispecie in esame, tuttavia, si pone per la concorrente Costruzioni Santoro  s.r.l. la diversa questione della divergenza, all’interno dell’offerta  economica, tra prezzo complessivo e ribasso unico percentuale. L’eventuale e  consequenziale rimodulazione dei prezzi unitari rappresenta, in tale ipotesi,  un adempimento logicamente successivo ed eventuale.
La  soluzione alla rilevata discordanza risiede, allora, nel disposto del secondo comma  dell’art. 119 del Regolamento (che riproduce, anche qui, il previgente art. 90,  secondo comma, del D.P.R. n. 554 del 1999), ai cui sensi “Il prezzo complessivo offerto, rappresentato dalla somma di tali  prodotti, è indicato dal concorrente in calce al modulo stesso unitamente al  conseguente ribasso percentuale rispetto al prezzo complessivo posto a base di  gara. Il prezzo complessivo ed il ribasso sono indicati in cifre ed in lettere.  In caso di discordanza prevale il ribasso percentuale indicato in lettere”.
L’ultimo  periodo del secondo comma dell’art. 90 dell’abrogato Regolamento del 1999 è  stato condivisibilmente interpretato dalla giurisprudenza, nei termini che è  utile riportare: “… A fronte di tale  chiara indicazione, è evidentemente insostenibile la tesi degli appellanti, che  vorrebbero limitare l’oggetto della previsione normativa alle sole ipotesi di  discordanza fra l’indicazione in cifre e quella in lettere, nell’ambito di  ciascuna voce (prezzo e ribasso). E’ sufficiente, infatti, osservare che  l’espressione ‘in caso di discordanza prevale il ribasso percentuale indicato  in lettere’, collocata immediatamente dopo quella ‘il prezzo complessivo ed il  ribasso sono indicati in cifre ed in lettere’, ove volesse riferirsi alla sola  non congruenza interna a ciascuna voce, sarebbe formulata del tutto  illogicamente, giacché, per esprimere tale significato, avrebbe dovuto dire  soltanto ‘prevale l’indicazione in lettere’ ovvero (ove si fosse voluta  conservare l’analiticità) ‘prevalgono rispettivamente il prezzo complessivo o  il ribasso percentuale indicato in lettere. La semplice lettura della norma,  condotta secondo il suo significato letterale e le sue concordanze sintattiche,  conduce, invece, alla piana conclusione che con essa si è posto un criterio di chiusura,  volto a dare prevalenza, in tutti i casi di discordanza fra i dati indicati in  calce al modulo di offerta (riferiti sia al prezzo sia alla percentuale di  ribasso), al ribasso percentuale indicato in lettere, sì da precludere alla  Commissione di gara ogni intervento correttivo sull’offerta, ai fini  dell’aggiudicazione” (Cons. Stato, sez. VI, 11 luglio 2003 n. 4145).
Le  conclusioni non mutano nella vigenza dell’art. 119, secondo comma, del D.P.R.  n. 207 del 2010 applicabile ratione  temporis alla gara controversa.
In  base a tale principio, la stazione appaltante avrebbe dovuto prendere in  considerazione, per la concorrente Costruzioni Santoro s.r.l., il ribasso  percentuale effettivamente indicato in cifre ed in lettere (19,503%) e  correggere, in funzione di questo, il prezzo complessivo (euro 568.135,18  anziché euro 577.677,17) ai fini del calcolo del punteggio.
In  conclusione, sulla base degli atti trasmessi all’Autorità, deve ritenersi che  la commissione di gara abbia erroneamente attribuito alla Costruzioni Santoro  s.r.l. il punteggio relativo all’offerta economica.

In  base a tutto quanto sopra considerato, pertanto,

Il  Consiglio

ritiene,  nei limiti di cui in motivazione:
che  nella gara in epigrafe debba farsi applicazione della regola sancita dall’art.  119, secondo comma, del D.P.R. n. 207 del 2010, secondo cui in caso di  discordanza tra prezzo complessivo e ribasso prevale il ribasso percentuale  indicato in lettere.

Il Consigliere Relatore: Sergio Gallo

Il Presidente: Sergio Santoro

 

Depositato presso la  segreteria del Consiglio in data 26 febbraio 2013
Il Segretario Maria Esposito