Alle POSTE ITALIANE S.P.A.

24 aprile 2013

Oggetto: quesito sulla tracciabilità dei flussi finanziari da parte di Poste S.p.A.
Con riferimento alla nota di Poste S.P.A del 26.11.2012, prot. n. 321/R/12, in cui vengono chiesti alcuni chiarimenti in relazione all’applicabilità della normativa sulla tracciabilità dei flussi finanziari (l. 13 agosto 2010, n. 136), si rappresenta che il Consiglio dell’Autorità, nella seduta del 23-24 aprile 2013, ha approvato le seguenti considerazioni.

A seguito dell’intervenuta liberalizzazione del mercato dei servizi postali, l’affidamento degli stessi da parte delle stazioni appaltanti è sottoposto alla disciplina generale che regola i contratti pubblici di servizi; pertanto, in quanto appalti pubblici di servizi, essi ricadono a pieno titolo nel campo di applicazione della legge n.136/2010 sulla tracciabilità dei flussi finanziari e ne devono rispettare le prescrizioni. Non sembrano sussistere, dunque, presupposti idonei a configurare regimi derogatori o esclusioni che si fondino sulla natura giuridica di Poste S.p.A.
Fermo quanto osservato, occorre considerare distintamente i seguenti servizi tuttora erogati in regime di riserva in via esclusiva da Poste S.P.A, quale fornitore del servizio universale, ai sensi del d.lgs. 22 luglio 1999, n. 261 e successive modifiche:

  1. servizi inerenti le notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari, di cui alla l. 20 novembre 1982, n. 890;
  2. servizi inerenti le notificazioni a mezzo posta delle infrazioni al Codice della Strada.

Al riguardo, attesa la ratio dell’art. 3 della citata legge n. 136/2010, si potrebbero ritenere sussistenti i presupposti per l’assoggettabilità dei flussi finanziari, connessi ai servizi indicati, al cd. regime di tracciabilità attenuata, in considerazione del perimetro latamente pubblico in cui tali attività, costituito dalla sussistenza di disposizioni normative che individuano a monte i servizi stessi, e della circostanza, prospettata dall’istante, secondo cui i servizi in esame vengono erogati sulla base di condizioni generali di contratto standardizzate che preesistono all’adesione da parte delle stazioni appaltanti. Tale peculiare caratteristica è stata più diffusamente analizzata dall’Autorità nel recente parere n. 13 del 4 aprile 2012, relativo a Borsa Italiana.
Alla luce delle considerazioni che precedono, si ritiene che, limitatamente ai menzionati servizi su cui Poste S.P.A. detiene un regime di monopolio, possa essere consentito il ricorso al regime di tracciabilità attenuata. Una diversa conclusione, nel senso della totale esclusione di tali obblighi, dovrebbe passare attraverso la discussa qualificazione giuridica di Poste quale organismo di diritto pubblico, incluso nel novero delle amministrazioni aggiudicatrici.
Per quanto riguarda, infine, i contratti di tesoreria, stipulati tra Poste Italiane S.P.A. e pubbliche amministrazioni, si ritiene, altresì, che per essi possano valere le considerazioni già svolte dalla Autorità nella determinazione n. 4 del 7 luglio 2011. I contratti in questione, dunque, potranno essere assoggettati al regime di tracciabilità attenuata, alle condizioni e nei limiti specificati nella citata determinazione.

Lorenza Ponzone

Maria Luisa Chimenti