Parere n.52  del 10/04/2013

PREC 236/12/S
Oggetto: Istanza di parere per la  soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall’arch.  Francesco Righini – “Appalto  di progettazione esecutiva, previa acquisizione della progettazione definitiva  in sede di offerta, ed esecuzione chiavi in mano del nuovo Istituto  Professionale Alberghiero con annesso convitto da realizzarsi nel Comune di  Locri – importo a base  d’asta euro 5.740.000,00 – S.A.: Provincia di Reggio Calabria.
Decreto  legge 24 gennaio 2012 n. 1 – abrogazione delle tariffe professionali –  corrispettivo a base di gara per l’affidamento dei servizi di architettura ed  ingegneria.

Il  Consiglio

Vista  la relazione dell’Ufficio del Precontenzioso

Considerato  in fatto
Con  l’istanza in epigrafe, l’Arch. Francesco Righini chiede a questa Autorità un  parere in merito alla legittimità del bando di gara pubblicato dalla Provincia  di Reggio Calabria (stazione unica appaltante provinciale) in data 1 giugno 2012,  per l’affidamento dell’appalto integrato avente ad oggetto la progettazione e  la costruzionedel nuovo Istituto Professionale Alberghiero nel Comune di Locri, di  importo complessivo stimato pari ad euro 5.740.000,00 da aggiudicarsi con il  criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
L’importo  dei lavori, al netto degli oneri di sicurezza, è pari ad euro 5.500.000,00  soggetti a ribasso.
Ai  fini dell’ammissione, il paragrafo 3 del bando richiede la qualificazione dei  raggruppamenti concorrenti nella classe I – categoria c/d (edifici), quale  servizio principale, e nella classe I – categoria f/g (struttura in cemento  armato) e classe III – categoria a/b/c (impianti idraulici, impianti termici e  di riscaldamento, impianti elettrici), quali servizi accessori.
In  particolare, l’Arch. Righini dubita della legittimità della lex specialis di gara nella parte  relativa all’importo per la progettazione esecutiva ed i servizi tecnici  connessi, quantificato in complessivi euro 150.000,00 soggetti a ribasso. A suo  dire, la stazione appaltante non avrebbe giustificato la decisione di discostarsi  in misura significativa dalle tariffe professionali, calcolate ai sensi del  D.M. 4 aprile 2001 – “Aggiornamento degli  onorari spettanti agli ingegneri e agli architetti”.
In  riscontro all’istruttoria procedimentale, la Provincia di Reggio Calabria ha  ribadito la legittimità del proprio operato.

Ritenuto  in diritto
Il  quesito all’esame dell’Autorità riguarda la congruità del corrispettivo a base  di gara per la progettazione, fissato dalla Provincia di Reggio Calabria  nell’ambito della procedura aperta avente ad oggetto l’appalto integrato per la  costruzione del nuovo Istituto Professionale  Alberghiero di Locri.
L’arch. Francesco  Righini afferma che la stazione appaltante avrebbe ingiustificatamente ridotto  l’importo destinato alla progettazione ed al coordinamento della sicurezza,  senza tener conto delle tariffe professionali vigenti per i servizi di architettura  ed ingegneria.
Come è noto, a seguito  dell’entrata in vigore dell’art. 9 del decreto legge 24 gennaio 2012 n. 1, applicabile ratione  temporis alla procedura in esame, il cui  bando è stato pubblicato in data 1 giugno 2012, l’Autorità ha formulato le prime  indicazioni applicative in ordine alle modalità di individuazione del  corrispettivo da porre a base di gara ed alla connessa verifica di congruità  delle offerte, nella gare aventi ad oggetto l’affidamento dei servizi di  architettura ed ingegneria (cfr. A.V.C.P., deliberazione 3 maggio 2012 n. 49).
Alla luce della integrale  abrogazione delle tariffe disposta dall’art. 9 del citato decreto legge (abrogazione  che incide, per esplicita previsione, anche sulle norme del Codice dei  contratti pubblici e del Regolamento attuativo che prevedevano il riferimento  alle tariffe professionali per la stima del corrispettivo, ivi compreso l’art.  266 del Regolamento), l’Autorità ha affermato che le stesse non possono essere  più indicate quale riferimento facoltativo per l’individuazione del valore  della prestazione.
Va precisato, invero, che alla procedura  in esame neppure risultano temporalmente applicabili le sopravvenute  disposizioni dell’art. 5 del decreto legge 22 giugno 2012 n. 83, ai cui sensi  la classificazione delle prestazioni professionali e la determinazione dei  corrispettivi a base di gara dovranno tener conto dei parametri individuati con  l’emanando decreto del Ministero della Giustizia, di concerto con il Ministero  delle infrastrutture e dei trasporti, e fino all’emanazione di tale decreto le previgenti  classificazioni e tariffe professionali “possono continuare ad essere  utilizzate” ai soli fini della determinazione del corrispettivo a base di  gara e dell’individuazione delle prestazioni professionali.
In  ogni caso, anche a seguito dell’abrogazione del sistema delle tariffe  professionali minime, resta fermo il principio secondo il quale è necessario  che il corrispettivo per la progettazione di opere pubbliche sia congruo,  tenuto conto della natura e della complessità dei servizi da appaltare, al fine  di garantire la qualità delle prestazioni (cfr. A.V.C.P., determinazione 27  luglio 2010 n. 5). La  determinazione dell’importo a base di gara, in ragione di un’analitica  indicazione delle singole componenti della prestazione professionale, è altresì  funzionale ad una più efficace verifica dell’anomalia delle offerte ed alla  proporzionale determinazione dei requisiti di partecipazione alla gara.
L’art.  264, primo comma – lett. d) del Regolamento, da ritenersi ancora vigente pur dopo  la radicale riforma introdotta con il decreto legge n. 1 del 2012, stabilisce  infatti che il bando contiene obbligatoriamente “l’ammontare presumibile del corrispettivo complessivo dei servizi, per  le prestazioni normali, speciali e accessorie, compreso il rimborso spese,  posto a base di gara, determinato con le modalità di cui all’articolo 262 e  l’indicazione delle modalità di calcolo in base alle quali è stato definito  detto ammontare”. Se il riferimento alla possibilità di utilizzo delle  tariffe professionali è da ritenersi abrogato, è tuttavia da considerare ancora  vigente l’obbligo di illustrare, all’interno del bando ovvero in allegato, le  modalità di calcolo del corrispettivo.
A  questi fini le stazioni appaltanti, nella fissazione dell’importo a base di  gara per l’affidamento dei servizi di ingegneria, non possono limitarsi ad una  generica e sintetica indicazione del corrispettivo, ma devono indicare con  accuratezza ed analiticità i singoli elementi che compongono la prestazione e  dare conto del percorso motivazionale seguito per la determinazione del suo  valore. Un riferimento operativo può tuttora rinvenirsi nelle tabelle 4.1, 4.2,  4.3, 4.4, 4.5, 4.6 e 4.7 allegate alla determinazione dell’Autorità n. 5 del  2010, depurate dei riferimenti alla tariffa professionale. L’elenco degli elaborati  da redigere, con i relativi costi, deve costituire un allegato ai documenti di  gara (così espressamente: A.V.C.P., deliberazione 3 maggio 2012 n. 49, ove si è  inoltre suggerito di individuare gli importi a base di gara facendo riferimento  anche ai costi sostenuti negli ultimi anni dall’Amministrazione procedente o da  altre Amministrazioni consimili per servizi tecnici, relativamente alle diverse  tipologie ed importi di lavori e di opere individuate sulla base delle tabelle  1, 2 e 3 allegate alla determinazione n. 5 del 2010 e per uguali livelli  progettuali).
Tutto  ciò premesso, va rilevato che la   Provincia di Reggio Calabria si è limitata, in sede di  controdeduzioni all’istanza di precontenzioso, a rendere noto che sono  pervenute dieci offerte e a dichiarare di aver determinato l’importo a base di  gara di euro 150.000,00 prendendo a riferimento sia le tariffe professionali di  cui al D.M. 4 aprile 2001 che i corrispettivi richiesti per prestazioni  analoghe negli ultimi anni.
Non  vi è però traccia, nel bando di gara trasmesso all’Autorità, dei criteri di  calcolo specificamente utilizzati dalla stazione appaltante per la  quantificazione del corrispettivo a base d’asta né risulta che siano stati  pubblicati allegati al bando aventi siffatto contenuto.
Non  può dunque giudicarsi legittima, alla luce della disciplina vigente, la mera  predisposizione da parte del responsabile del procedimento di schemi di  parcella professionale e di conteggi non adeguatamente pubblicizzati (quali  allegati al bando di gara) e confinati all’interno degli atti preparatori della  determinazione a contrarre.
In  conclusione, il bando di gara pubblicato dalla Provincia di Reggio Calabria per  l’affidamento dell’appalto in epigrafe, nella parte in cui determina il  corrispettivo per l’attività di progettazione senza dar conto dei criteri e dei  parametri seguiti, non è conforme a quanto disposto dall’art. 264, primo comma  – lett. d) del Regolamento, anche a seguito dell’entrata in vigore del decreto  legge n. 1 del 2012.

In  base a tutto quanto sopra considerato, pertanto,

Il  Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in  motivazione:
- che la Provincia di Reggio  Calabria, in relazione alla gara indicata in epigrafe, non abbia adeguatamente  motivato la determinazione del corrispettivo a base d’asta per l’attività di  progettazione definitiva ed esecutiva e di coordinamento della sicurezza;
- che dopo l’entrata in vigore dell’art. 9 del decreto legge 24 gennaio 2012 n. 1, l’individuazione del corrispettivo da porre a  base di gara per l’affidamento dei servizi di architettura ed ingegneria debba avvenire  nel rispetto delle modalità indicate dall’Autorità con la deliberazione 3  maggio 2012 n. 49.

 

I    Consiglieri Relatori: Giuseppe    Borgia, Sergio    Gallo

Il    Presidente: Sergio    Santoro

 

Depositato presso la  segreteria del Consiglio in data 22 aprile 2013
Il  Segretario Maria Esposito