Parere n.58  del 23/04/2013

PREC 32/13/L

Oggetto: Istanza di parere per la  soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla Velardo  Costruzioni s.r.l. – “Appalto  integrato per l’affidamento della progettazione esecutiva e l’esecuzione dei  lavori di ristrutturazione del complesso Caserma Italia da destinare a nuova  sede dei reparti della Guardia di Finanza di Arezzo – importo a base di gara euro 6.134.517,20 – S.A.: Ministero  delle Infrastrutture e dei Trasporti – Provveditorato Interregionale OO.PP. per  la Toscana e  l’Umbria.
Appalto  integrato – art. 253 D.P.R. n. 207 del 2010 – giovane professionista indicato  dal raggruppamento – requisiti.

Il  Consiglio
Vista la relazione dell’Ufficio del  Precontenzioso

Considerato  in fatto
Con  bando pubblicato il 13 settembre 2012, il Ministero delle Infrastrutture e dei  Trasporti – Provveditorato Interregionale OO.PP. per la Toscana e l’Umbria ha indetto  una procedura aperta per l’affidamentodella progettazione esecutiva e  dell’esecuzione dei lavori di ristrutturazione del complesso Caserma Italia, di importo complessivo stimato pari ad euro 6.134.517,20, da aggiudicarsi con il  criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.  
In  data 4 febbraio 2013 è pervenuta all’Autorità l’istanza in epigrafe, con la  quale l’A.T.I. Velardo Costruzioni s.r.l. contesta l’esclusione disposta nei  suoi confronti dalla commissione giudicatrice con provvedimento prot. 657 del  28 gennaio 2013, sul presupposto della inidoneità del titolo di studio allegato  dal perito industriale Ambra Banelli, dipendente della mandante Studio  Associato Frusi & Partners s.r.l. e giovane professionista indicata ai  sensi dell’art. 253, quinto comma, del D.P.R. n. 207 del 2010, quale  progettista di impianti elettrici e speciali.
In  particolare, la commissione di gara ha giudicato non sufficiente l’iscrizione  all’Albo dei periti industriali della provincia di Firenze ed il possesso del  diploma di perito industriale (con specializzazione in “elettrotecnica ed  automazione”), ritenendo ostativa la mancanza del diploma di laurea in capo alla  giovane professionista Ambra Banelli.
La  società istante obietta al riguardo:
- che l’obbligo di designare il  giovane professionista, ai sensi dell’art. 90 del D.Lgs. n. 163 del 2006 e  dell’art. 253, quinto comma, del D.P.R. n. 207 del 2010, varrebbe soltanto in  relazione alle procedure per l’affidamento di incarichi di progettazione,  concorsi di progettazione e concorsi di idee, non già per le gare aventi ad oggetto  un appalto integrato per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dell’opera,  nelle quali i progettisti non assumerebbero la qualità di concorrenti e quindi  di titolari di rapporto con l’Amministrazione;
- che, in ogni caso, la  progettazione di impianti elettrici e speciali rientrerebbe a pieno titolo  nella competenza professionale dei periti industriali e che la presenza della  giovane professionista Ambra Banelli soddisferebbe a tutti gli effetti il  requisito di partecipazione previsto dall’art. 90 del Codice e dall’art. 253  del Regolamento, dove il riferimento al diploma di laurea non potrebbe essere  interpretato nel senso della sua assoluta ed inderogabile necessità, per le  ipotesi in cui il possesso di altro titolo di studio e l’abilitazione professionale  consentano ugualmente di partecipare alla équipe di lavoro e di sottoscrivere gli elaborati progettuali per la parte di  competenza.     
La  comunicazione di avvio dell’istruttoria procedimentale è stata trasmessa in  data 27 febbraio 2013 alla stazione appaltante, che ha ribadito la legittimità  del proprio operato.

Ritenuto  in diritto
La  richiesta all’esame dell’Autorità riguarda la procedura aperta indetta dal Ministero  delle Infrastrutture e dei Trasporti – Provveditorato Interregionale OO.PP. per  la Toscana e  l’Umbria per l’appalto avente ad oggetto la progettazione esecutiva e  l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione del complesso Caserma Italia.
L’A.T.I. Velardo Costruzioni s.r.l. è stata esclusa a causa dell’asserita inidoneità del titolo di studio  posseduto dalla giovane professionista Ambra Banelli (dipendente di una delle  società mandanti ed iscritta all’Albo dei periti industriali della provincia di  Firenze), che era stata indicata ai sensi dell’art. 90, settimo comma, del  D.Lgs. n. 163 del 2006 e dell’art. 253, quinto comma, del D.P.R. n. 207 del  2010.
Il  primo dei motivi dedotti è infondato.
Va  rilevato che il paragrafo AO. (pag. 40) del disciplinare di gara prescrive, ai  sensi dell’art. 90, settimo comma, del Codice e dell’art. 253, quinto comma,  del Regolamento, la presenza obbligatoria all’interno dei raggruppamenti temporanei,  quale progettista, di “un professionista laureato  abilitato da meno di cinque anni all’esercizio della professione, secondo le  norme dello Stato membro dell’Unione Europea di residenza”, specificando  altresì la tipologia di inquadramento che il giovane professionista può  assumere nella compagine concorrente (libero professionista singolo o  associato, amministratore, socio, dipendente o consulente su base annua con  rapporto esclusivo).
Al  contrario di quanto affermato dalla società istante, la lex specialis di gara ha legittimamente recepito la previsione  dell’art. 253 del Regolamento, richiedendo l’obbligatoria presenza del giovane  progettista abilitato da meno di cinque anni all’esercizio della professione. Tale norma si applica senza dubbio anche  alle gare riguardanti l’affidamento di appalti integrati di progettazione ed esecuzione  di lavori: l’art. 53 del Codice, che tratta anche dell’appalto integrato, al terzo  comma stabilisce infatti che quando l’appalto di lavori ricomprende anche  l’attività di progettazione, il bando indica i requisiti di qualificazione  richiesti per i progettisti “secondo  quanto previsto dal Capo IV del presente Titolo (progettazione e concorsi di  progettazione)” e cioè, per quanto qui interessa, anche nel rispetto della  specifica disciplina sulla presenza del giovane professionista dettata  dall’art. 90, settimo comma, del Codice e dal richiamato art. 253, quinto  comma, del Regolamento.
La  stessa giurisprudenza amministrativa, in relazione ad appalti integrati di  lavori pubblici, ha ripetutamente fatto applicazione delle predette  disposizioni (cfr., da ultimo: Cons. Stato, sez. III, 27 settembre 2012 n. 5112).
Anche  il secondo motivo di censura è infondato.
Con  nota del 16 gennaio 2013, il Collegio dei periti industriali della provincia di  Firenze ha attestato che la giovane professionista Ambra Banelli, iscritta  all’Albo con la specializzazione in “elettrotecnica ed automazione”, è  abilitata alla progettazione di impianti elettrici e speciali, senza limiti o  distinzioni rispetto ad un professionista laureato.
L’Autorità,  anche di recente, ha avuto modo di chiarire che anche nel settore dei lavori  pubblici le competenze professionali dei periti industriali devono essere  verificate in rapporto alla natura ed all’oggetto dell’incarico di  progettazione, ai sensi dell’art. 16 del R.D. n. 275 del 1929: in particolare,  la parte impiantistica del progetto potrà essere affidata ad un perito  industriale nel rispetto dei limiti di competenza riconosciutigli  dall’ordinamento professionale ed avuto riguardo alla natura degli impianti da  progettare e realizzare, anche all’interno di un raggruppamento temporaneo che  contempli l’apporto di un ingegnere per gli interventi di carattere strutturale  (cfr. A.V.C.P., parere 8 maggio 2008 n. 139).
La  giurisprudenza ha confermato che la progettazione di impianti elettrici,  nell’ambito di un appalto di lavori pubblici, può essere affidata ad un perito  industriale nel rispetto del R.D. n. 275 del 1929 e della legge n. 46 del 1990  (cfr. Cons. Stato, sez. V, 26 gennaio 2011 n. 571).
Tuttavia,  ai fini della soluzione del caso di specie, vale rilevare che ai sensi  dell’art. 253, comma 5, del D.P.R. n. 207/2010, i raggruppamenti temporanei che  partecipano a gare per l’affidamento di incarichi di progettazione devono  prevedere quale progettista la presenza di almeno un professionista laureato,  con la conseguenza che la mancanza di detto titolo di studio si traduce  nell’assenza di un requisito che il legislatore ha previsto espressamente al  fine di favorire i giovani professionisti laureati.
La  stazione appaltante non avrebbe potuto legittimamente ammettere alle successive  fasi di gara il raggruppamento istante derivando l’obbligo di esclusione  dall’art. 46, comma 1 bis, del codice dei contratti (“La stazione appaltante esclude i candidati o concorrenti in caso di  mancato adempimento alle prescrizioni previste dal presente codice e dal  regolamento o da altre disposizioni di legge vigenti…”), a nulla rilevando  la circostanza chel’ordinamento consente  ad un perito industriale specializzato ed iscritto all’Albo, di essere  affidatario, in associazione con altri professionisti, della progettazione di  un’opera pubblica per la parte impiantistica. Infatti, alla luce di quanto  chiarito, detto perito industriale non può ricoprire la posizione di giovane  professionista all’interno dellaéquipe di lavoro nonostante sia tecnico abilitato per la  corrispondente disciplina specialistica secondo l’ordinamento professionale.
In  altri termini, il perito industriale può sì far parte dell’equipe da impegnare  nella progettazione in oggetto, ma non ai sensi dell’art. 253 comma 5,  difettando il requisito del diploma di laurea. D’altra parte l’obbligo di  promozione di giovani professionisti laureati, previsto dalla citata  disposizione in caso di partecipazione in R.T.P. costituisce un limite cui deve  attenersi il concorrente che intende partecipare in raggruppamento.
Nella fattispecie controversa,  pertanto, la stazione appaltante ha legittimamente escluso l’A.T.I. Velardo Costruzioni s.r.l. per  l’assenza del giovane professionista laureato di cui all’art. 253, comma 5 del  Regolamento.

In  base a tutto quanto sopra considerato, pertanto,

Il  Consiglio

ritiene,  in relazione alla procedura indicata in epigrafe:
- che il Ministero delle  Infrastrutture e dei Trasporti – Provveditorato Interregionale OO.PP. per la Toscana e l’Umbria ha legittimamente  escluso l’a.t.i. Velardo Costruzioni s.r.l., per la violazione dell’ sensi  dell’art. 253, comma 5,  del D.P.R. n. 207 del 2010, stante la inidoneità del titolo di  studio posseduto dal giovane professionista indicato dal gruppo concorrente.  

I    Consiglieri Relatori: Giuseppe    Borgia, Sergio    Gallo

Il    Presidente: Sergio    Santoro

                                                                                                
Depositato presso la  segreteria del Consiglio in data 14 maggio 2013
Il  Segretario Maria Esposito