Parere n.66  del 23/04/2013


PREC 268/12/L

Oggetto: Istanza di parere per la  soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dal Consorzio  Cipea & Cariie – Co.Ed.A. – Unifica: “Progettazione  esecutiva ed esecuzione dei lavori di ampliamento per 200 posti presso gli  Istituti Penitenziari di Parma – importo a base di  gara euro 1.896.974,77 – S.A.: Ufficio del Commissario Delegato O.P.C.M.  3861/2010.
Art.  253 D.P.R. n. 207 del 2010 – giovane professionista indicato dal raggruppamento  – requisiti.

Il  Consiglio

Vista  la relazione dell’Ufficio del Precontenzioso

Considerato  in fatto
Con  bando pubblicato il 21 dicembre 2011, il Commissario Delegato dall’Ordinanza n.  3861/2010 della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha indetto una procedura aperta  per l’affidamento dellaprogettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori di ampliamento degli  Istituti Penitenziari di Parma, di importo complessivo stimato pari  ad euro 1.896.974,77, da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta  economicamente più vantaggiosa.  
Il  Consorzio Cipea & Cariie – Co.Ed.A. – Unifica, con istanza pervenuta  all’Autorità il 12 ottobre 2012, contesta l’esclusione disposta nei suoi  confronti dal responsabile unico del procedimento mediante provvedimento prot.  02688 del 23 luglio 2012, sulla base della seguente motivazione: “la tipologia del rapporto lavorativo del  giovane professionista, indicato come stagista, presente nell’A.T.I. di  progettazione indicata da codesto candidato, non è conforme a quanto previsto  dall’art. 253 del D.P.R. 207/2010; le mansioni assegnate al giovane  professionista, presente nell’A.T.I. di progettazione indicata da codesto  candidato, sono risultate non conformi a quanto previsto dall’art. 253 del  D.P.R. 207/2010”.
A  sostegno delle proprie argomentazioni, il Consorzio istante allega copia del  contratto di tirocinio trimestrale sottoscritto dall’arch. Stefania Manzi con  la società di ingegneria Politecnica s.r.l., mandataria dell’A.T.I.  indicata per la progettazione esecutiva ai  sensi dell’art. 53 del d.lgs. n. 163 del 2006.
La  comunicazione di avvio dell’istruttoria procedimentale è stata trasmessa in  data 10 dicembre 2012 al Commissario Delegato, che ha ribadito la legittimità  del proprio operato.

Ritenuto  in diritto
La  richiesta all’esame dell’Autorità riguarda la procedura aperta indetta dall’Ufficio  del Commissario Delegato con O.P.C.M. 3861/2010, per l’appalto integrato dei  lavori di ampliamento degli Istituti Penitenziari di Parma.
Il Consorzio istante  ne è stato escluso a causa dell’inidoneità della posizione lavorativa e delle  mansioni del giovane professionista, indicato ai sensi dell’art. 90, settimo  comma, del D.Lgs. n. 163 del 2006 e dell’art. 253, quinto comma, del D.P.R. n.  207 del 2010.
L’esclusione, sulla  base dei documenti pervenuti all’Autorità, è legittima.
Il paragrafo III.2.1)  del bando di gara ed il paragrafo 5.5.j) del disciplinare di gara prescrivevano,  a pena d’esclusione, che i concorrenti specificassero la tipologia del rapporto  di lavoro con il giovane professionista facente parte del gruppo di  progettazione, richiamando espressamente a tal fine la disciplina del nuovo Regolamento sui contratti  pubblici.
Per  quanto qui rileva, l’art. 253 del Regolamento prevede che, nell’ambito delle  società di professionisti e delle società di ingegneria, il giovane  professionista sia “un amministratore, un  socio, un dipendente, un consulente su base annua che abbia fatturato nei  confronti della società una quota superiore al 50 per cento del proprio  fatturato annuo risultante dall’ultima dichiarazione IVA”. La norma, inoltre, specifica che il giovane professionista deve essere  “progettista”, qualificando la sua presenza nella compagine concorrente, sicché non  potrà più considerarsi sufficiente la mera partecipazione alla équipe di lavoro, in funzione di apprendistato e senza assunzione di  responsabilità (si veda, anche per la sottolineatura delle differenze con il  previgente Regolamento: A.V.C.P., parere 21 novembre 2012 n. 194).
Quanto al primo  profilo, correttamente il responsabile del procedimento ha giudicato non  conforme alla previsione del Regolamento e della lex specialis di gara la posizione lavorativa dell’arch. Stefania Manzi, indicata quale  giovane professionista dalla società di ingegneria Politecnica s.r.l., con la  quale ha stipulato in data 24 novembre 2011 un contratto di tirocinio  trimestrale (con decorrenza 25 novembre 2011 – 24 febbraio 2012). Il rapporto  di tirocinio, per la sua tipica connotazione funzionale e per la sua inevitabile  temporaneità, non può essere assimilato alla posizione di “dipendente” o “consulente su  base annua” richiesta dall’art. 253 del D.P.R. n. 207 del 2010: la norma si  caratterizza, infatti, per l’evidente intento di assicurare che il giovane  professionista sia stabilmente inquadrato nell’organico societario ovvero, in  alternativa, che egli sia legato da uno stabile rapporto di consulenza con la  società concorrente. Si aggiunga, nella fattispecie, che il tirocinio  intrapreso dall’arch. Manzi neppure sarebbe stato idoneo, per la sua brevissima  durata, a garantire la presenza del giovane professionista nella società  incaricata della progettazione esecutiva per l’intero arco temporale  dell’appalto, anche ove si assuma quale riferimento contrattuale il più ristretto  termine previsto dal disciplinare di gara (trenta giorni) per la redazione del  progetto esecutivo.
Inoltre,  le mansioni di mero “collaboratore allo  sviluppo grafico” assegnate dal Consorzio istante all’arch. Manzi, secondo  quanto affermato dalla stazione appaltante nelle controdeduzioni trasmesse  all’Autorità, appaiono non conformi alla previsione normativa dianzi  richiamata, che viceversa va interpretata nel senso di imporre la piena assimilazione  del giovane professionista agli altri membri della équipe di lavoro, quale “progettista” dell’opera ad ogni effetto, vale a dire con l’assunzione diretta dei  compiti e delle responsabilità professionali proprie dell’attività di  progettazione di opere pubbliche.      
In  conclusione, l’operato della stazione appaltante deve essere giudicato  legittimo e le doglianze del Consorzio istante non possono essere accolte.
In  base a tutto quanto sopra considerato, pertanto,

Il Consiglio

ritiene,  in relazione alla procedura indicata in epigrafe, che:
- l’Ufficio del Commissario Delegato  con O.P.C.M. 3861/2010 ha legittimamente escluso il Consorzio Cipea &  Cariie – Co.Ed.A. – Unifica, per aver constatato l’inidoneità della posizione  lavorativa del giovane professionista indicato ai sensi dell’art. 253,  quinto comma, del D.P.R. n. 207 del 2010.

I    Consiglieri Relatori: Giuseppe    Borgia, Sergio    Gallo

Il    Presidente: Sergio    Santoro                   

Depositato presso la  segreteria del Consiglio in data 14 maggio 2013
Il  Segretario Maria Esposito